07 dic 2011

Palermo “città in bici” su modello di Amsterdam?


Per chi si fosse perso l’incontro organizzato dal comitato per il Bene Collettivo “Un nuovo modello per Palermo”, svoltosi il 3 dicembre 2011 preso la Sala delle Carrozze di Villa Niscemi, riproponiamo il nostro intervento “Palermo e Mobilità: una città a misura d’uomo”. Al post ho integrato le slide che per motivi tecnici, purtroppo, non è stato possibile proiettare durante l’evento.



Palermo, come si sa, è una città che subisce forti criticità sul piano della mobilità (e non solo). Nello schema qui sotto ho provato ad analizzare i principali possibili fattori a causa di ciò.

Come mostrato, abbiamo da un lato l’assenza di volontà politica: siamo stati governati per anni da amministrazioni che non hanno saputo dare risposte concrete alle esigenze di questa città, e in particolare quest’ultima amministrazione, che con un atteggiamento totalmente autoreferenziale ha decretato, tramite la totale assenza di politiche mirate, la morte di questa città sul piano della mobilità sostenibile.

Dall’altro lato, ma con ruolo interscambiabile, abbiamo l’assenza di cultura civica da parte dei concittadini palermitani. Il palermitano è stato educato male e, incentivato dall’assenza di politiche per la mobilità e controlli per il rispetto delle regole, ha sviluppato nel tempo la convinzione che tutto sia lecito, in barba a ogni codice regolamentare, etica ambientale o semplice senso della logica. Questa generale assenza di senso civico ha sì consentito a questa sub-cultura distorta di proliferare, spianando il terreno ad amministrazioni del tutto inadeguate, sorrette elettoralmente da una cittadinanza impreparata a scelte così importanti.

Infine, ma non meno importante, abbiamo l’assenza di un piano lungimirante per la mobilità. Riteniamo sia impossibile auspicare una continuità per un progetto che ormai è divenuto così prioritario per Palermo, se ogni idea, proposta o piano per la mobilità sono limitati alla durata in carica di un consiglio comunale o di un presidente AMAT (tanto per fare alcuni esempi). Ogni qual volta cambia schieramento politico ai vertici, viene resettato tutto (o quasi).

Le conseguenze di tutto questo? Beh, ovviamente alte soglie di inquinamento ambientale e acustico che influiscono negativamente sulla salute fisica e psichica dei cittadini. Notevoli perdite di tempo! Quanti di voi passano ore alla settimana in mezzo al traffico? Tutto tempo che potrebbe essere dedicato a produzioni utili o svago, che invece ci viene tolto per…niente! Ecco quindi che si manifesta anche uno degli aspetti più sottovalutati: il danno economico. Si perché il traffico è soprattutto un danno all’economia della città, che intrappola i cittadini in una morsa di rumori e inquinamento. Ma pensiamo semplicemente al costo di una macchina accesa e ferma in mezzo al traffico.

Eppure Palermo potrebbe essere diversa. Per sostenere questa tesi ho voluto apportare un parallelismo con una città che apparentemente non ha nulla in comune con la nostra, ma che dal punto di vista della ciclo-pedonalità potrebbe invece avere molto: Amsterdam.

Ho riportato questa frase di una delle voci autorevoli di CityBreath.com per evidenziare il fatto che anche Palermo è una città molto compatta, che bene si presta a uno sviluppo della rete ciclabile, intesa come strumento di trasporto alternativo e non solo limitato alle passeggiate domenicali.

Ecco alcuni dati sulla mobilità ciclabile nella città di Amsterdam.

Vorrei far notare in particolare il numero di biciclette che si contano: 600 mila. Stiamo parlando di un comune di appena 755 mila abitanti, e tra questi si contano più di 600 mila biciclette. La percentuale è da capogiro, e questo fa di Amsterdam la capitale europea della bicicletta.

Quello che è particolarmente curioso, è come la cultura della bicicletta sia profondamente radicata in questa città. La bici è al centro della vita di ogni cittadino della capitale olandese, assumendo un ruolo da protagonista non limitato esclusivamente al trasporto. A titolo esemplificativo, ho riportato alcune situazioni “curiose” in cui si sono imbattuti gli autori della guida Lonely Planet durante la stesura della guida della città di Amsterdam.

Ora, vorrei effettuare un confronto tra le due città per capire come questo processo di trasformazione possa interessare (presto, o un giorno) la nostra città.

Come si nota dal paragone tra le superfici, Palermo è ancora più compatta di Amsterdam, questo fa sì che si presti bene a spostamenti a raggio corto ben adatti alla mobilità ciclabile (l’85% dei cittadini di Amsterdam fa spostamenti in bici inferiori ai 5 km). Sono entrambe città pianeggianti, che consentono quindi ai ciclisti di muoversi senza compiere eccessivi sforzi fisici. Entrambe sono città nelle quali è praticamente impossibile ampliare le carreggiate per essere adeguate ai flussi di traffico sempre crescenti. Amsterdam, come Palermo, è una città piena di viuzze poco adatte al traffico auto, e in più possiede oltre 1500 ponti di collegamento tra le piccole isole che compongono il tessuto urbano. In un simile contesto, è inadeguato sostenere che la città possa sostenere flussi di traffico veicolare spropositati come quelli che si verificano quotidianamente a Palermo.

A nostro vantaggio troviamo un clima favorevole anche d’inverno, a differenza di quello decisamente più rigido che caratterizza la capitale dei Paesi Bassi.

Eppure Amsterdam, sembra incredibile a dirsi, ha conosciuto gli stessi problemi di Palermo.

Negli anni ’60, quando il tasso di motorizzazione cominciò a crescere, la città si trovò ad affrontare forti problemi di congestione del traffico. Inizialmente si ipotizzo di adeguare il centro alle auto, ma poi l’amministrazione si convinse ad attuare politiche di sostegno alla mobilità ciclabile. Tutto questo è stato possibile grazie alla volontà politica, e alla collaborazione di una cittadinanza sensibile a questi temi.

Fu estesa una rete ciclabile su sede propria, e furono decretati atti amministrativi volti a favorire l’uso della bicicletta a discapito di quello dell’auto.

Laddove le carreggiate erano troppo strette per costruire piste ciclabili, si fece condividere il traffico tra le biciclette e le altre vetture. Però è proprio qui che si evidenziò la forte volontà politica dell’amministrazione di Amsterdam: le auto sono tutt’oggi ammesse nelle vie dove è consentito il traffico ibrido, a patto che rispettino un rigoroso limite di 30 km/h. In caso di incidente, la colpa viene automaticamente attribuita al conducente dell’auto, salvo che riesca a dimostrare il contrario. Questo ovviamente scoraggia non solo le infrazioni, ma lo stesso utilizzo del veicolo di privato come mezzo di trasporto.

Queste politiche a favore della mobilità ciclabile ebbero ulteriori e inaspettati risvolti. Più gente per strada significava strade più sicure. Inoltre, con il lavoro, le opportunità di svago, le attività commerciali a breve distanza le una dalle altre, i cittadini di Amsterdam possono godere, grazie all’uso della bicicletta, di una comunità realmente eco-sostenibile. Infine, più gente per strada equivale a maggiori occasioni d’incontro, con ulteriori ricadute positive sulla vita sociale dei cittadini.

Quella di Amsterdam è una bella favola con lieto fine che però, come abbiamo dimostrato, può essere vissuta anche qui nella nostra città. Si, proprio Palermo, con i suoi infiniti problemi e la sua estrema invivibilità. Ma come fare?

Beh, come accennato poc’anzi, è essenziale la volontà politica. Serve un’amministrazione che sappia dialogare coi cittadini e avverta le esigenze della città. Allo stesso modo serve una comunità di cittadini in grado di saper eleggere una classe amministrativa di questa portata. Il web è sicuramente un ottimo punto di partenza, che al giorno d’oggi può fare la differenza. La circolazione di informazioni e la maggiore accessibilità garantite dal web, hanno modificato in modo radicale il nostro modo di intendere e vivere la realtà che ci circonda. I cittadini di Palermo oggi sono più consapevoli grazie soprattutto al web, e alla possibilità che viene offerta loro di auto-educarsi e scambiare opinioni discutendo di temi concreti che riguardano la propria città. Ma tutto questo non basta. Una volta spianate le basi per la consapevolezza, è necessario l’ingrediente essenziale: la partecipazione. La partecipazione è il sale della democrazia, ed è la massima espressione della civiltà di un luogo. Il cittadino che partecipa è un cittadino che si impegna in prima linea a cambiare la propria realtà, senza aspettare che si muovano gli altri prima di lui. I cambiamenti si fanno insieme, è impensabile delegare tutto a una classe dirigente. I dirigenti hanno il potere di prendere delle decisioni, ma le decisioni devono essere concordate coi cittadini…ed è dalla base che deve partire questa forte domanda di cambiamento.

Il processo è già iniziato, non pensiamo che sia qualcosa di astratto e distante. E’ già iniziato, ma ora il tempi sono maturi per sviluppare questa partecipazione.

Mobilita Palermo sta già facendo molto tramite la campagna “Che Programmi Hai?”, orientata alle amministrative del 2012. Con questa campagna non solo stiamo chiedendo ai candidati di rispondere alle domande che VOI avete fatto loro, “costringendoli” a parlare di temi concreti, e non basandoci su chiacchiere da campagna elettorale; stiamo soprattutto chiedendo loro di inserire nei programmi i punti che VOI avete deciso, chiedendo un impegno preciso a realizzare quanto stiamo chiedendo.

Stiamo inoltre portando avanti il progetto D.I.M.M.I (Decidiamo Insieme Modelli di Mobilità Innovativi), attraverso il quale vogliamo coinvolgere i cittadini di Palermo a svolgere un ruolo da protagonisti nel processo decisionale di trasformazione urbana dei prossimi anni. Abbiamo già coinvolto le scuole, l’università di Architettura di Segovia, e presto arriveranno ulteriori iniziative.

Palermo può cambiare, e i suoi cittadini hanno questo potere. Vorrei far notare come la bicicletta non sia solo un mezzo di trasporto ecologico, ma fa bene alla salute, è stato dimostrato scientificamente che all’interno delle città si arriva prima che con l’auto, e soprattutto non ha problemi di parcheggio…cosa che penso interessi un po’ tutti noi!


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38 commenti per “Palermo “città in bici” su modello di Amsterdam?

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  • 19alessio79 74
    07 dic 2011 alle 14:08

    @blackmorpheus
    Io la bici la compro anche stasera e da lunedì ci vengo al lavoro(a costo di portarmi il cambio). E davvero spero che la città cambi, anche se ci vorrà un sacco di tempo, ma secondo me per CULTURA è impossibile…E’ molto più probabile che incrementi l’uso dei motorini (io comprerei anche un SI se lo trovassi di seconda mano)….

  • riccardo23 10
    07 dic 2011 alle 14:15

    Comè già avevo detto, sto vivendo in olanda, la mia scuola dista 14 km da casa mia, ci vado in bici!
    PS Amsterdam è una città meravigliosa, andateci, e a che ci siete (visto che il sistema ferroviario è eccellente), passate da Rotterdam, che a parer mio è più bella di Amsterdam!

  • grillo79 321
    07 dic 2011 alle 14:56

    @19alessio79
    ma io mi faccio ogni giorno, anche d’estate 5 km andata e 5 ritorno in bici x andare a lavoro e non ho proprio bisogno di cambiarmi, ne puzzo come un cavallo!! le bici nuove e con le marce ti permettono di andare senza fatica…non è che devi farti le corse!! e poi ricordo che in emilia dove ho vissuto qualche tempo andavano anche in giacca e cravatta in bici, senza scomporsi tanto!

    quando piove ti bagni esattamente come con la moto…e le strade sono meno pericolose che con la moto perche si va più piano, esperienza personale docet (ho usato lo scooter dai 14 ai 30 anni e ora è da due anni che sono passato alla bicicletta con grande soddisfazione)

    in due anni la bici non me l’hanno mai rubata. Tutti quelli a cui l’hanno rubata l’avevano lasciata la notte x strada o con catene che si tagliano con un grissino…

    io faccio nervi quando penso che devo prendere l’auto perche costretto da cause di forza maggiore…

  • giosafat 306
    07 dic 2011 alle 15:26

    @bm: condivido tutto quello che hai detto, tranne che per la tempistica. Non credo che sia necessario più tempo, credo anzi il contrario e che più tempo ci si mette peggio è! Il cambiamento deve avvenire rapidamente, e il cittadino non deve vivere il passare del tempo in maniera passiva ma attiva! Mi spiego.

    Il punto fondamentale è che si deve rinnovare il concetto di tempo di rodaggio delle iniziative, e quindi recepimento della novità da parte del cittadino. Fino a ora, per i motivi più disparati (inefficacia dell’amministratore pubblico?), il rodaggio è sempre partito insieme alle novità al t=0. Da ora invece si deve partire prima del t=0 a preparare la città al cambiamento, così da avere risultati tangibili da subito!

    Il punto di forza del mio esempio, qualche post più su, è proprio questo
    - ricezione del buono da parte di tutte le famiglie ovvero:
    - – incentivo capillare al cambiamento
    - – diffusione capillare dell’informazione
    - il cambiamento avviene 2 mesi dopo l’arrivo del buono (tempo che intercorre tra arrivo del buono e entrata in vigore del provvedimento = tempo di rodaggio)

    All’atto pratico basta far girare la notizia sulla stampa e mettere ai 4 angoli della città dei manifesti pubblicitari con un conteggio alla rovescia al termine del quale, la città è già rodata e pronta a vedere da subito cambiamenti tangibili!
    Creando e sottolineando una linea di demarcazione netta tra ieri e oggi si evidenziano meglio vantaggi effettivi, nuova condotta da seguire e comportamenti sbagliati!

    E non è nuovo, lo ripeto: è lo stesso percorso che c’è stato quando è stato abolito il fumo. Conto alla rovescia, informazione capillare, linea di demarcazione netta, controlli serrati all’inizio (anche ora che non ci sono più gli stessi controlli non siamo retrocessi, è semplicemente diventato normale uscire fuori dalla (esempio) pizzeria per fumare!!!! anche per gli anti-civici come i siciliani!!). I presupposti ci sono, e anche i precedenti! Basta crederci!

  • Andrea 0
    07 dic 2011 alle 15:29

    ciao Andrea,
    qui a Roma ormai ho abbandonato la macchina da un mese a favore della bici. Ho calcolato un risparmio di circa 200€ mensili, considerando che usavo la macchina per andare a lavoro, per uscire la sera (dunque almeno 20-30km al giorno) e che posseggo un auto abbastanza vecchia (2001) e che consuma parecchio. La bici mi ha risolto veramente un enorme numero di problemi, qui esistono piste ciclabili anche se non sufficienti rispetto al numero di persone che usa il mezzo.. L’unico problema è l’inquinamento. La frequenza del respiro è maggiore rispetto a chi va a piedi, pertanto si tende a inalare molta più aria inquinata dei pedoni o degli automibilisti. consiglio a tutti una maschera filtro, senza questa è impossibile andare in giro senza ammalarsi. Ci vediamo per le vacanze a Palermo! (ovviamente in bici :D )

  • grillo79 321
    07 dic 2011 alle 16:05

    @ andrea
    riguardo l’inalazione ti sbagli
    il seguente studio (The exposure of cyclists, car drivers and pedestrians to trafic-related air-pollutants, Van Wijnen/Verhoeff/Henk/ Van Bruggen, 1995 (Int., Arch., Occup., Environ., Health 67: 187-193).) dimostra che l’esposizione agli inquinanti è inferiore nei ciclisti che negli automobilisti, in uno stesso tragitto e nello stesso momento ad esempio:

    Monossido di carbonio ciclisti 2.760?g/m3 automobilisti 6.730 ?g/m3
    Biossido di azoto Cicl 156 Aut 277
    Benzene Cicl 23 Aut 138
    Toluene Cicl 72 Aut 373
    Xilene Cicl 46 Aut 193

    La convinzione opposta nasce dal concetto sbagliato che si respira di piu, che è vero, circa il 2,3 volte di piu, ma il tempo impiegato per percorrere un dato tragitto è inferiore e la concentrazione degli inquinanti sull’auto aumenta all’aumentare del percorso, nella bici no!

  • Gianfranco 109
    07 dic 2011 alle 17:02

    Ma dai come si puo paragonare Amsterdam a Palermo se li le piste ciclabili funzionano è solo perchè la gente lo vuole, a palermo sono in pochi a volere la bicicletta state facendo una campagna inutile sulle piste ciclabili

    fatene invece una utile sui semafori che non funzionano

  • giosafat 306
    07 dic 2011 alle 18:31

    @Gianfranco: si paragona Palermo con Amsterdam per prenderne esempio, non certo per rimarcarne le distanze.

    I semafori sono anche quello un problema, e sono indispensabili sia per la mobilità ciclabile che per quella veicolare. Puoi anche mobilitarti tu stesso e proporre a chi di dovere delle soluzioni per risolvere questo problema, e cercare di ottenere così due piccioni con una fava. Se lo fai sei un mito!

  • Alessio1988 34
    07 dic 2011 alle 18:42

    Non so se è fuori tema, ma riguarda comunque le biciclette: http://www.greenme.it/approfondire/interviste/6386-city4bike-caserta. La città è Caserta (dunque Sud Italia, anzi “Gomorra”) e come potete ben vedere è bastato l’impegno di qualche giovane per creare questo circuito. E mi si dice che il progetto qui presentato è inattuabile? Non sono affatto d’accordo. E poi, Gianfranco, che senso ha squalificare questo progetto e dire di presentarne uno sui semafori? Tutti e due non si possono presentare? Anzi, possono benissimo rientrare in unico progetto. Per incrementare il numero dei ciclisti sono necessari interventi mirati, non aspettare una conversione dei palermitani alla religione a due ruote…Palermo Ciclabile ha già fatto molto, ma ci sono persone che si spaventano a usare la bibicletta. Personalmente, la utilizzo spesso: mai avuto particolari problemi, ma certo non è come pedalare in Germania o in Olanda. Penso che bisogna mirare al miglior risultato possibile piuttosto che bloccarsi su ogni piccolo problema.

  • Andrea 0
    07 dic 2011 alle 19:56

    grillo79 grazie mille per l’articolo. servirebbero più spesso interventi così efficaci e brillanti, piuttosto che le risposte basate sull’aria fritta o sul “dice che..”. grazie ancora e complimenti :)

  • aledeniz 174
    08 dic 2011 alle 2:01

    @blackmorpheus: se a Palermo seguissero l’esempio di Amsterdam, i palermitani camperebbero in media 10 anni in più, ed a 70 anni ne dimostrerebbero 50.

  • grillo79 321
    08 dic 2011 alle 11:42

    @Alessio1988
    bella notizia! è una sorta di bike-sharing privato…cmq una buona idea e a costo zero per la pubblica amministrazione… c’è da pensare a qualcosa di simile anche qui

  • grillo79 321
    09 dic 2011 alle 15:30

    Dallo studio “Air Quality and Exercise-Related Health Benefits from Reduced Car Travel in the Midwestern United States”, condotto su 11 maxi-aree metropolitane e oltre 30 milioni di residenti di Illinois, Indiana, Michigan, Minnesota, Ohio and Wisconsin, dimostra innegabilmente che spostarsi in bici è la scelta migliore che si possa fare. Secondo i dati dei ricercatori, infatti, basterebbe sostituire la metà dei viaggi quotidiani verso l’ufficio con spostamenti in bici nei sei mesi più caldi dell’anno, per risparmiare circa 7 miliardi di dollari l’anno ed evitare 1.100 morti grazie a una miglior qualità dell’aria e all’aumento dell’attività fisica. Il che si traduce a sua volta in una riduzione delle cure mediche per obesità, diabete e cardiopatie
    lo studio al link:
    http://ehp03.niehs.nih.gov/article/fetchArticle.action?articleURI=info%3Adoi%2F10.1289%2Fehp.1103440

  • Arayashiki 44
    09 dic 2011 alle 16:12

    Ho partecipato all’incontro del 3 dicembre, che dire..MOLTO INTERESSANTE. Mi auguro soltanto che da questo momento questi incontri si organizzino frequentemente.
    Ciò premesso posso parlare della mia esperienza con la bici.
    Da settembre vado in giro in bici tempo permettendo, quando piove evito per non arrivare completamente zuppo. La mattina scendo da casa in macchina, (vivendo nella zona di mondello non ho ancora un fisico così allenato da affrontare la favorita senza problemi) e giunto nella zona di viale lazio parcheggio l’auto e prendo la bici che utilizzo per andare in centro ( tribunale) ed eventualmente svolgere tutto quello che devo. Da quando la uso (e ripeto solo da settembre) RISPARMIO in TEMPO e SOLDI in benzina. Devo dire che è un grande cambiamento ovviamente in positivo. E poi volete mettere una bella passeggiata per il centro di palermo in bici? Puoi goderti la città al meglio.
    Per rispondere a 19 Alessio 79 vorrei dire che girare a Palermo in bicicletta non è impossibile, magari più difficile di altre città ma non impossibile, basta volerlo.
    Io giro in strada in mezzo alle macchine, (e se lo faccio io che non sono certo superman, possono farlo tante altre persone), e non dico non sia complicato, e certamente bisogna stare attenti, ma per favore non diciamo che è impossibile. Per quanto riguarda il fattore sudore, capisco il problema ma è non è così insormontabile, ed io andando in tribunale sono in giacca e cravatta. D’altra parte lo fanno in olanda e in danimarca con il freddo perchè non dovremmo noi con un clima nettamente migliore; certo il problema maggiore dovrò affrontarlo in primavera.. e a quel punto mi porrò il problema.
    Per il resto concordo pienamente con giosafat, bisogna agire subito senza aspettare ancora, con un conto alla rovescia come si è fatto con il fumo (sono fumatore anch’io). E’ necessario potenziare i mezzi pubblici e chiudere il centro storico alle auto.
    Inoltre sono convinto che con questi rincari alla benzina, molti palermitani, costretti inizialmente a prendere la bici, si renderanno conto molto presto degli immensi vantaggi di spostarsi per la città con la bici.
    Infine essendo relativamente nuovo (vi seguo da circa un annetto), volevo ringraziare Mobilita Palermo per il lavoro svolto.
    E’ necessario sempre più diffondere progetti e attività del genere, anzi colgo l’occasione per mettermi a disposizione qualora possa servire a qualcosa.
    Saluti.

  • 19alessio79 74
    14 dic 2011 alle 10:43

    Sapete se vi è la possibilità di un incentivo comunale per l’acquisto di una bici elettrica? A Catania è possibile averlo, mi pare 250 euro…


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