28 mag 2011

Un appello per Monte Pellegrino


Un appello alla ripiantumazione  di Monte Pellegrino che ci arriva da G. Moncada e che accogliamo pienamente. Con poco, è possibile ottenere un notevole risultato.

Se avete a cuore la salute dei Cittadini perché non si cerca di  forestare le falde del monte Pellegrino lato viale Margherita di Savoia (la strada che dalla Favorita porta a Mondello).  Lo sapete che ogni singolo albero è in grado di fornire abbastanza ossigeno per 10 persone e di assorbire da 7 a 12 kg. di emissioni di CO2 all’anno.

Le immagini fanno notare gli immensi spazi a disposizione lungo viale Margherita di Savoia, dove potrebbero essere piantumati tanti ma tanti  alberi. Come vedete, le idee non mancano. Manca probabilmente la volontà dei nostri cari amministratori….


aree verdi palermomonte pellegrinoparco della favoritaripiantumazioni

13 commenti per “Un appello per Monte Pellegrino
  • trunk 73
    28 mag 2011 alle 8:27

    Mi offro gratis alla piantumazione degli alberi. A conti fatti si potrebbero mettere a dimora non meno di 5.000 essenze

  • xemet 427
    28 mag 2011 alle 8:43

    ma cosi’ ti giochi la possibilita’ un giorno di poter riempire quel terreno di villette!! O farci un centro commerciale…Mica puoi sapere come evolvono le cose…

  • Prometeus 152
    28 mag 2011 alle 8:48

    E’ una bellissima idea!!

    L’unico dubbio che ho è se l’area sia stata lasciata apposta così per non alterare lo stato naturale dei luoghi, mantenendo la prateria, dato che si tratta di una riserva.

    Ma se si potesse fare sarebbe un’operazione grandiosa. Io farei la stessa cosa sostituendo gran parte delle palme della città con pini marittimi e conifere.

  • giovanni75 320
    28 mag 2011 alle 10:02

    si esatto l’area è in preriserva zona B, anche se in effetti la zona A che dovrebbe essere zona di massima protezione ovvero gran parte del promontorio è gestita malissimo dall’Ente a cui l’Azienda Regionale delle foreste la affidata ovvero i Rangers d’Italia..
    il tutto si potrebbe far fare a gli operai stagionali della Azienda ma purtroppo se nn c’è una spinta anche dal comune nn si farà mai nulla, alcune riserve della Sicilia proprio in questi anni (sono coinvolto nel progetto) stanno avendo la loro “primavera” grazie al coinvolgimento e l’interesse delle popolazioni locali limitrofe, per esempio Bosco della Ficuzza e Marineo, Godrano ecc.., Zingaro e San Vito Lo Capo, Custonaci, Scopello ecc..
    mentre qui a Palermo dobbiamo assistere al degrado della riserva di Montepellegrino e al disinteresse per quella di Monte Gallo, dove gli unici accessi uno a piedi e l’altro carrabile son chiusi da cancelli abusivi…

  • huge 2192
    28 mag 2011 alle 11:10

    @giovanni75, i cancelli all’ingresso della riserva di Monte Gallo non sono affatto abusivi.
    Tra l’altro lato Mondello si tratta di un ingresso privato, visto che l’area a ridosso non è demaniale.

    L’idea di piantumare le falde della montagna dai cancelli della Favorita fino a Mondello non è male. Credo però che siano tutti terreni privati o in concessione, come lo sono molti dei mandarineti, e che quindi non sia possibile decidere per una piantumazione unilateralmente.

    Quello della gestione della Favorita non credo sia un problema semplice e le pastoie burocratiche sono innumerevoli.

  • andreod91 16
    28 mag 2011 alle 11:37

    Guai a chi tocca le palme di Palermo! Sono una delle cose più belle in assoluto di questa città e anzi andrebbero preservate dall’azione lesiva del punteruolo rosso!

  • pepposki 310
    28 mag 2011 alle 12:16

    L’idea è buona, anzi ottima… ma bisogna prestare molta attenzione a cosa verrebbe piantato. Monte Pellegrino ha solamente pochi metri di terra e poi solamente roccia, piantare alberi che necessitato di radici profonde sarebbe una pazzia, cosi come piantare alberi dal fusto lungo. Prova di ciò sono i pini, che in molti tratti del Monte Pellegrino sono fortemente inclinati e a rischio cedimento

  • Irexia 695
    28 mag 2011 alle 12:51

    In occasione di un “Palermo apre le porte” hanno detto che i pini piantati alle pendici di Monte Pellegrino (per capirci, quelli vicino la zona dell’ippodromo) sono storti perché troppo ravvicinati tra loro.
    Quando si piantano si usano quelle distanze, per garantire i grandi numeri, poi, accertato quale pianta abbia attecchito e quale no, bisogna toglierne alcune proprio per garantire i giusti spazi per le radici e i rami: insomma, come la solito c’è stata una noncuranza nella gestione del parco!

  • Fabrizio88 18
    28 mag 2011 alle 12:53

    ahahahah non mi stupirei che ci aprono un altro campo rom di merda poiche’ il primo e’ gia’ la bellezza di 61 ettari ovvero pochissimo di meno le dimenzioni dello stadio ma noi non lo vediamo ……………………..

  • giovanni75 320
    28 mag 2011 alle 13:54

    @ huge quei cancelli abusivi o lo sono o lo erano stati e poi come al solito sono stati sanati, me lo hanno dellto due agenti del Corpo forestale, oltretutto è assurdo che per accedere ad una montagna bisogna chiedere il permesso..
    @Pepposki, invece è l’esatto contrario gli alberi con radici lunghe garantiscono stabilità al terreno quelli che avrai visto tu risaliranno al rimboschimento fatto molti anni fa, e forse la caduta è dovuta ad altri fattori, come piante malate o terreno friabile

  • moscerino 265
    29 mag 2011 alle 23:47

    la forestazione non è una cosa semplice, a parte gli usi civici pendenti sull’area, infatti i pini marittimi e i pini d’aleppo da voi tanto decantati sono solo piante pioniere, con la funzione di stabilizzare il terreno e l’abitat in generale, a favore delle essenze forestali tipiche dell’abitat mediterraneo, che nella maggior parte dei casi, oltre a essere resistenti agli stress idrici sono ombrofile alla nascita, quidi occorrono d’ombra per la fase iniziale della crescita; Infatti dopo la prima fase con i pini si procede al taglio di diradamento per l’inserimento delle altre specie, il tutto se i piromani e la burocrazia non li ritarda. Questa è solo una fase, già di per se molto avanzata di un rimboschimento, che deve prevedere tutta una serie di registrazione dati e analisi intrecciata degli stessi. Per ciò che concerne le palme, operando nel settore, vi posso garantire che il punteruolo rosso non terminerà con le palme del genere canariensis, ma per salvaguardare la propria specie attaccherà via via tutte le altre varietà simili, attualmete a parte i fortissimi veleni in commercio, ma non utilizzabili in aree a forte densità umana, l’unica è una macchina che imita il micronde, che cuoce le larve, fonte vera di morte delle palme, direttamente all’interno della palma.

  • Athon 878
    03 giu 2011 alle 16:56

    In diversi paesini della provincia, nei progetti di riforestazione ha avuto un ruolo decisivo la libera partecipazione dei cittadini e delle scolaresche. Se ogni palermitano spendesse 30 euro per l’acquisto di un albero e lo regalasse alla città, i Monti di Palermo tornerebbero a verdeggiare… Perchè non organizzare, con cadenza annuale, una giornata cittadina dell’ albero? Una giornata in cui, coinvolgendo le scuole, le associazioni ambientaliste e i vivai cittadini, chiunque potrebbe comprare un albero a prezzo ridotto da regalare poi alla città…


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