04 mar 2011

Uno scempio visto dall’alto: cosa fare?


Per una città storica come Palermo, è davvero imbarazzante accettare uno stupro alla natura come il seguente:

Sul suggestivo golfo della Cala si staglia un orrendo edificio di 7 piani che di fatto occlude la vista sia sul mare che sull’area dell’antico Castello a mare. Non osiamo immaginare quale siano stati i commitenti e i motivi che hanno permesso questa realizzazione in zona storica e naturale. Di certo sarebbe una grandissima liberazione (fisica e morale) eliminare questo scempio.

Camminando per strada spesso non ci si accorge di quanto questa struttura violenti il territorio e impedisca la città e i cittadini di godere del mare.

Non ci riteniamo assolutamente esperti in materia, ma una demolizione controllata (è possibile?) e una nuova sistemazione per i residenti forse sarebbe una vera “liberazione”.

Di seguito lo sfogo dell’utente S.Biondo:

Guardate queste foto,e potete notare due cose la prima,il Palazzone che occlude,la visuale del porticciolo della Cala,e del Castello a Mare, ma se notate bene si dovrebbe vedere anche quello squallido edificio del mercato ittico.

Io capisco tutti i problemi di Palermo,ma possibile che non si riesca a costruire in una altra zona della città quel Palazzone (da abbattere) che oggi e’ situato in uno dei posti più incantevoli di Palermo?

Se poi vogliamo prendere in considerazione la delocalizzazione del mercato ittico,che e’assurdo avere quella struttura cosi brutta in pieno centro,e a due passi dal mare .

Ragazzi siamo nel 2011 ho tutti capiamo che Palermo,ha una sola risorsa il turismo che se accompagnato all’artigianato,gastrotomia,e il mare,possono essere un volano per l’incremento della città a livello turistico,però tutto questo passa per delle scelte coraggiose e immediate,o si pensa subito all’abbattimento di quel Palazzone orrendo senza guardare in faccia a nessuno,e si pensa a spostare il mercato ittico in periferia,o Palermo sarà sempre la solita ..

Bella donna ma vestita di stracci..(in sintesi bella ma che non balla..)la solita città della occasioni perdute. Saluti solo per l’amore Palermo


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57 commenti per “Uno scempio visto dall’alto: cosa fare?

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  • dreamboy 137
    05 mar 2011 alle 17:38

    Simbolo di mondello e opera d’arte di immenso valore? Ma manco se fosse un tempio greco! E poi sarei io a dire delle scemenze. Quella costruzione in cemento sull’acqua non ha nulla di artistico e rovina un paesaggio naturale come mondello. Mentre quello dello cala è un paesaggio storico inserito in un contesto urbano quindi un palazzo ci può anche stare. Comunque abbattere il charleston non è prioritario… A proposito della riduzione delle cabine: al loro posto verranno fatte delle aree libere fruibili gratuitamente dall’intera collettività? NO. Come al solito al posto delle cabine faranno altre spiagge attrezzate a pagamento. Il problema è la italo belga che da tanti decenni è la padrona di mondello. Potremmo avere una località balneare da fare invidia al resto d’Italia e attrarre turismo invece si pensa a fare affari con questi presunti “belgi”.
    Che se ne vadano nei paesi bassi a montare la baraccopoli… ma forse li non glielo permetterebbero.

  • alext.91 33
    05 mar 2011 alle 17:43

    noto che nemmeno sotto mia sollecitazione sei andato a leggerti la storia. Continua del tuo parere

  • dreamboy 137
    05 mar 2011 alle 19:22

    Scusate, ma il cemento sul mare lo tollero soltanto per costruire i porti e non per strutture mondane dell’alta borghesia palermitana e lucrarci. Ricordiamo che anche sul charleston ci sono delle cabine. Magari perchè non provate a fare la richiesta all’unesco per salvaguardarlo? Io sono del parere che l’unesco si farebbe una grossa risata e anzi valuterebbe se abbatterlo per non deturpare il paesaggio naturale. E’ una costruzione in cemento e chissà se è pure abusiva soprattutto considerando le leggi attuali. Se l’arte deturpa il paesaggio naturale significa che non è arte. Certamente se mondello fosse stata senza charleston e lo si vorrebbe costruire adesso si griderebbe allo scandalo. Comunque la priorità è cacciare la italo belga da mondello e ridare la spiaggia all’intera collettività. Se volete firmate una petizione che c’è su internet e che ha 5490 firme: http://www.petitiononline.com/mod_perl/signed.cgi?mond07

  • Antonio Beccadelli 0
    05 mar 2011 alle 21:15

    Certamente questo edificio bello non è (e sembrerebbe ancora più brutto se l’area del castello a mare alle sue spalle fosse adeguatamente curata). Difficile – quasi impossibile direi – che venga abbattuto, ma anche dal lato opposto (cioè proprio dal lato dal quale parrebbe scattata la foto) di piazza XIII Vittime esistono delle vere porcherie architettoniche affiancate a dignitosissimi edifici anni ’30 e ’40 (fra i pochi superstiti ai bombardamenti della seconda guerra mondiale e, soprattutto, all’ancor peggiore… dopoguerra!)

  • rosario.a 0
    06 mar 2011 alle 16:08

    @xemet : grazie

    Vedo che nessuno ha risposto alla piccola e velata provocazione…
    Viviamo una città che DORME nel degrado più totale, dalle periferie al centro, eppure si preferisce dare spazio ad una voce ASSURDA che parla di spazzare via un palazzo come se fosse un formicaio…
    Siete mai usciti dal centro ? Avete mai fatto un giro in periferia ?
    Palermo sta morendo per colpa dei palermitani che la vivono oggi, e non per l’eredità che abbiamo ricevuto dal passato.
    Se TUTTI NOI fossimo stati veramente civili ed intelligenti, avremmo potuto cambiare tutto in un ventennio. E invece che abbiamo saputo fare? N U L L A !
    Tutti si lamentano del traffico, tutti si lamentano della spazzatura …
    Quante di queste persone perbene lasciano la macchina in seconda fila con le frecce d’emergenza ? Vabbè… un minutino !
    Quante di queste persone invadono giornalmente le corsie d’emergenza su viale regione o creano le terze o le quarte file…
    Quante di queste persone non rispettano neppure gli orari della raccolta rifiuti per buttare i propri sacchetti ?

    Palermitani al 100% … lamentiamoci dei problemi che noi creiamo, aspettiamo la pappa in bocca, e “annachiamoci” di quelle quattro bellezze che la natura ci ha donato senza fare niente per salvaguardarle da noi stessi…

  • Irexia 717
    06 mar 2011 alle 16:46

    @ alext.91
    Il progetto continua a non entusiasmarmi a causa di quelle cupolone metalliche e a vetri che sanno tanto di ambientazione fantasy e che a me sembrano un diaframma tra la città e il mare, cosa che si dovrebbe eliminare perché Palermo ha proprio perso il rapporto con il mare!
    Quanto alla “scarsa conoscenza” di cui al mio precedente post mi riferivo non tanto al progetto bensì all’esistenza della cappelletta oggi ipogea sita dove c’è il mercato ortofrutticolo: io ne sono venuta a conoscenza per “Palermo apre le porte” di qualche anno fa, tu lo sapevi? Non credo che i palermitani ne sappiano molto, figuriamoci che cosa ne devono sapere all’univeristà cattolica americana! Il progetto in questione proprio in quel posto prevede l’acqua con piscinette o canali.
    Quando si costruì il mercato si coprì tutto con un po’ di cemento: quando si abbatterà questo scempio magari si ritroveranno pezzi del castello (bastioni?) o delle sue pertinenze (magari il molo antico!).
    Al di là del progetto in concreto (si vede che è opera di un arabo, magari del Medio Oriente, è una struttura megagalattica e ipertecnologica, quasi stile Dubai!) non c’è alcun dubbio che la zona andrebbe riqualificata!

    Concordo con te nel proteggere lo stabilimento italo-belga: è espressione dell’arte Liberty che ai primi del ’900 ha ridisegnato la nostra città! D’accordo è cemento sull’acqua, purtroppo tanti ne facevano ai tempi per prendere i bagni (che espressione desueta!), erano i primi approcci del genere umano con la frequentazione delle spiagge e del mare una volta tanto non per pescare o andare sul vaporetto!
    Tra l’altro mi sembra (correggimi se sbaglio) che proprio in virtù dell’Italo-belga si ha oggi Mondello: era una palude insana e dato che i ricchi avevano voglia di bagni a mare (si annoiavano poverini!) hanno asciugato la zona e costruito lo stabilimento! Non a caso Mondello è ricca di ville in quello stile! Era di gran moda avere un pied-à-terre là!
    Distruggerlo non mi sembra il caso, oramai c’è, e appartiene alla nostra storia e al nostro paesaggio. Credo sia sbagliato confondere la gestione e i concessionari con la struttura in sè! Ovviamente se ci fossero meno cabine sarebbe un bene per tutti! E se Romagnolo tornasse balneabile, o quantomeno frequentabile, ci sarebbe meno ressa a Mondello e quindi anche meno cabine, perché la popolazione si dividerebbe tra due spiagge!

  • dreamboy 137
    06 mar 2011 alle 21:34

    Il charleston è liberty?? Studiatevi la storia dell’arte! Quello del charleston è un FINTO liberty! E poi la italo belga di oggi non ha nulla a che fare con quella società (sempre belga) che bonificò mondello. Su internet ci sono un sacco di documenti, cercateli e leggeteveli.

  • alext.91 33
    07 mar 2011 alle 11:25

    Ragazzi scusate se esco nuovamente fuori tema, ma qualcuno deve pur rispondere alle scemenze dette da DREAMBOY e alla disinformazione che fa! sono uno studente di architettura, stai tranquillo che di storia di architettura e dell’arte ne capisco più di altri! il charleston è stato classificato tra gli edifici in stile liberty di Palermo (saprai che lo stile liberty non è mai stato uguale in tutta italia, ma ogni artista lo rendeva proprio)….

    “L’esclusivo ristorante in stile liberty sulla spiaggia di Mondello chiuso a inizio 2010 a causa di un probabile contenzioso tra la Società Normanna che gestisce il ristorante e l’Immobiliare Italo-Belga che proprio alla Normanna aveva affidato l’appalto della gestione.

    Una location prestigiosa che dal 1969 ha accolto ospiti internazionali, dai semplici turisti ai capi di stato, un locale che ha fatto epoca (forse il più bello di quelli che si affacciano sul mare in Sicilia) ed una terrazza dalla quale, come ricorda Hassan «è passato il mondo. Non ho fondato io il Charleston ma di certo ho contribuito a renderlo un posto unico».

    Nato come ristorante estivo, negli ultimi dieci anni il Charleston era aperto anche in inverno. Trenta i dipendenti in estate, ventidue nel periodo invernale. Tutti adesso senza un’occupazione.

    «Dopo la chiusura del Charleston – continua Hassan – non ci è stata fornita alcuna spiegazione esauriente». Dichiarazione alla quale si aggiunge un’amara constatazione dovuta al fatto che «nessun politico né istituzione si sia adoperata per evitare la chiusura di un luogo che è stato uno dei simboli della città di Palermo, una sorta di bene collettivo»”

    ma si abbattiamolo tanto fa schifo! per te fa schifo…per me e per molti altri è importantissimo! in una città è normale che il paesaggio venga deturpato, se non ti sta bene trasferisciti altrove. (mi preme informarti pure del fatto che al posto di quest’opera d’arte volevano realizzare un’ enorme passerella in legno su palafitte ( quindi secondo te, immagino, di meno impatto), dove sulla punta sarebbe stato eretto un parco divertimenti ( quelli che si vedono nei film in poche parole )

    questo è preso da wikipedia:
    “L’esempio più significativo di liberty a Mondello è lo stabilimento balneare della società italo-belga, il Charleston, costruito sull’acqua”

    Le vetrate sono state disegnate da Ernesto Basile! credo di aver detto almeno il minimo di quello che c’era da dire!

  • rosario.a 0
    07 mar 2011 alle 12:20

    Ernesto Basile, il tizio che ha asfaltato la strada vicino l’università… giusto ?

    (scusate ma non ho resistito)

  • alext.91 33
    07 mar 2011 alle 12:49

    Ernesto Basile, il TIZIO che ha concluso il teatro Massimo (opera più importante della Palermo ottocentesca e uno dei teatri più grandi e belli d’Europa), protagonista del movimento liberty locale, ma anche nazionale.
    Parliamo dei tempi della Palermo felicissima, con i Florio (la nostra città non ha mai brillato come in quel periodo).
    Basile infatti costruì anche la splendida villa Florio (prima manifestazione del liberty in Italia) un liberty molto eclettico dato che l’artista voleva portare in una sola struttura tutte le tappe mondiali toccate dai Florio.
    In oltre dobbiamo a lui la magnifica villa Igiea, casa Utveggio, villino Basile e altre opere!

    Mi rendo conto che se la nostra Palermo di oggi è in queste condizioni, non è solo colpa delle istituzioni, ma anche dell’ ignoranza dei cittadini!

  • Miccoli-84' 0
    07 mar 2011 alle 15:06

    prendetemi pure x pazzo ma io oltre ad’abbattere il palazzone orrendo,ricostruirei le parti mancanti del castello a mare (cioè l’80%) con dei materiali tipo:acciao,vetro…così da creare un’opera monumentale moderna perfettamente integrata con i ruderi rimasti!!! pensate il castello inetramente ricostruito con le sue restanti parti antiche (portale del maschio arabo-saraceno,torre di san giorgio baluardo di san pietro) amalgamate con le nuove parti che riproducono l’antico castello ma in acciao e vetro…sicuramente sarebbe di forte impatto…ma forse sto farneticando…

  • Irexia 717
    08 mar 2011 alle 21:05

    @ alext.91
    Aiutami a ricordare: Palazzo Madama l’ha progettato Giovanbattista Ernesto Filippo Maria Basile o il figlio?

  • huge 2219
    22 mar 2011 alle 12:53

    A Londra non si creano troppi problemi a demolire edifici…
    Guardate queste immagini prese da SSC:

    L’edificio da abbattere (in Oxford St, quindi nel cuore della città), un palazzone di 15/16 piani, a gen 2008:
    http://i202.photobucket.com/albums/aa278/fit3xl/London270-1.jpg
    (un obrobrio paragonabile al palazzo Brancagel);

    Un bel pacchettino pronto per essere demolito pezzo per pezzo, mag 2008:
    http://i202.photobucket.com/albums/aa278/fit3xl/london/LNDN269.jpg

    Quasi alla fine, lug 2008:
    http://i202.photobucket.com/albums/aa278/fit3xl/london/various371.jpg

    Job done, ago 2008:
    http://img110.imageshack.us/img110/2323/dsc00120ad8.jpg

  • Athon 879
    04 apr 2011 alle 4:18

    @ Miccoli-84′, la tua idea non è affatto male! Ecco quale potrebbe essere la grande opera moderna della Cala, a forte impatto visivo e perfettamente integrata con il resto dell’ambiente.


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