20 ott 2009

I cenciaioli: unico motore del riciclaggio palermitano


Riceviamo questa importante segnalazione da “Il Grillo di Palermo” riguardo la condizione drammatica che stanno vivendo i cenciaioli da mesi a questa parte. Viste le condizioni in cui versa la nostra città, i cenciaioli rappresentano una risorsa positiva, in quanto praticano una delle poche forme di riciclaggio presenti a Palermo.

Da poco più di un mese i Cenciaioli, che hanno costituito la cooperativa sociale APAS, stanno lavorando per L’AMIA con una convenzione a titolo gratuito cioè senza che nè l’AMIA nè il Comune versi un centesimo alla cooperativa.In cambio di tale servizio L’AMIA si impegnava a fornire i 16 mezzi per la raccolta ed a girare loro i soldi che avrebbe incassato dal COMIECO (cioè dal consorzio delle aziende che acquistano carta e cartone).

L’AMIA NON HA MAI GIRATO UN CENTESIMO ALLA COOPERATIVA! Anche se avrebbe dovuto farlo ogni 15 giorni.

E non ha neanche fornito tutti i mezzi promessi. I Cenciaioli sono stati costretti a pagare di tasca loro la benzina e per i pezzi di ricambio per far funzionare buona parte di essi che altrimenti sarebbero stati inservibili.Eppure grazie al loro lavorol’AMIA incasserà ben 57.577 €, (54.396 di carta e cartone e 3.181 € per i rottami ferrosi) nel frattempo l’AMIA ha risparmiato i soldi sia per la gestione dei mezzi sia per il conferimento in discarica di quasi 650 tonnellate di materiale.

Ma perchè i cenciaioli hanno accettato di lavorare a queste condizioni?Innanzitutto perchè non avevano altra scelta: c’erano le famiglie da mantenere, i bambini da nutrire, da mandare a scuola ma soprattutto perchè, loro che ormai fanno questo lavoro da generazioni sanno benissimo quanto vale il materiale riciclabile, lo stesso materiale che l’AMIA si ostina a buttare in discarica.Ora che dopo la primissima fase di rodaggio cominciavano ad ingranare, ora che le quantità del materiale raccolto cominciavano a diventare imponenti, l’AMIA decide di revocare la convenzione e quindi decide dibuttare in discarica 60.000 € al mese più i costi per trasportarli e conferili in discarica.”

E’ evidente il totale disinteresse da parte di AMIA e delle istituzioni a far si che il lavoro di questi UOMINI possa andare in porto…..strano perchè questo, oltre a creare degli introiti per AMIA stessa, potrebbe migliorare la disastrosa situazione rifiuti a Palermo e anche la condizione economica e sociale di questi grandi uomini che nonostante (per alcuni) i loro trascorsi stanno facendo di tutto per risalire, per fare mangiare e studiare i propri figli, per diventare i veri EROI di questa società. Ma a ben vedere questo è meno conveniente, è meglio lasciare le cose come stanno, creare l’emergenza rifiuti e lasciare chi non ha potuto vivere una vita semplice sempre nella stessa condizione e così le loro famiglie e i loro figli…….forse per le istituzioni questa è una fonte più preziosa e utile di qualunque altra.


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6 commenti per “I cenciaioli: unico motore del riciclaggio palermitano
  • IoGomesio 273
    20 ott 2009 alle 13:15

    va bene, ora però non facciamo passare per “eroi” queste persone. è chiaro che generalizzare è sbagliato (anche se spesso è difficile NON farlo), tuttavia sarebbe opportuno dire qualche parola a onor del vero: questi “cenciaioli” spesso, nella loro operazione di riciclaggio (ma parliamoci seriamente: quanti di loro lo fanno perchè capiscono il valore ecologico della cosa?) spesso spargono un po’ di munnizza (o di pezzi di elettrodomestici che non gli servono) fuori dai cassonetti, contribuendo comunque allo schifo della città. Posso inoltre parlare di una vergogna ormai “classica” dovuta a questi “cenciaioli”: in viale Michelangelo vi è uno SFASCIO, il cui proprietario a quanto pare acquista ferro o non so quali altri metalli; ebbene, ogni giorno, dalle 11.30 fino a dopo l’ora di pranzo si concentrano sulla strada decine di lapini, camioncini e talvola veri e propri camion (anche se più piccoli) carichi di ferrivecchi, in attesa di poter vendere la propria “merce”: inutile dire che la carreggiata si riduce notevolmente, vista la presenza di tutti questi mezzi in doppia fila, e dunque quotidianamente a quell’altezza di viale Michelangelo c’è sempre un traffico bestiale.

  • Roberto1 520
    20 ott 2009 alle 14:23

    Sono d’accordo con IoGomesio: i cenciaioli per fare il loro “lavoro” fanno un casino spargendo immondizia da tutte le parti. Per quanto mi riguarda sono da mettere completamente al bando o da farli “lavorare” solo a condizione di fare le cose in modo civile.

  • Niki 41
    20 ott 2009 alle 15:00

    Per quanto mi riguarda sono da mettere completamente al bando o da farli “lavorare” solo a condizione di fare le cose in modo civile.

    Questa affermazione mi fa sorridere molto.
    Con tutto il rispetto tutti coloro che non fanno il proprio lavoro in modo civile sarebbero da mettere al bando, mica solo i cenciaioli.

  • Donato Didonna 0
    21 ott 2009 alle 20:55

    Non mi sembra che si parlava dei “cenciaioli” come categoria dello spirito, ma di quelli che si sono costituiti nella cooperativa APAS co-organizzatrice del recente convegno a Palazzo delle Aquile con Paul Connet in tema di strategia “Rifiuti zero” adottata da città come San Francisco.
    Questi dell’APAS cercano di far valere le loro idee e ragioni dentro e fuori (sopra, per la precisione) Palazzo delle Aquile mentre chi vi abita istituzionalmente che fa?


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