Segnalazione
22 giu 2020

Quando il protrarsi dei lavori provoca più disagi che benefici: storia di un cittadino a pochi passi da via Monti Iblei

di fabio d'alessandro

L’opera completa del Passante Ferroviario sarà senza dubbio un’occasione unica per la città di evolversi nel trasporto urbano ed extra sia per il cittadino palermitano che per chi da fuori viene a visitare questa straordinaria città. Ma quando sarà completa? Sono un abitante del condominio adiacente la fermata Belgio/De Gasperi, ringrazio anzitutto Huge Palermo e Mobilita Palermo per avermi dato la possibilità di “sfogarmi” e di mettere al corrente la città di Palermo dei disagi che noi condomini di Via Monti Iblei n.16 sopportiamo ormai dal settembre del 2015 e che ad oggi non vediamo neanche minimante la luce in fondo al tunnel. La nostra palazzina ha due accessi carrabili e pedonali uno da Via Monti Iblei n.16 ed uno da Viale Regione Siciliana n.4975 (stesso ingresso della Casa d’Aste Trionfante Antichità). Dal 2015 data di inizio dei lavori della fermata, l’accesso da Via Monti Iblei n.16 è stato chiuso dato che, è stato fatto uno sbancamento di circa 8 metri e dunque da quella data siamo costretti ad entrare ed uscire solo da viale Regione. Il disagio dove sta? Il disagio sta nel fatto che i contatori Enel ed AMAP sono riamasti su Via Monti iblei così come la cassetta postale. DI conseguenza se va via la luce bisogna prendere l’auto fino a raggiungere i contatori e capite benissimo che se questo succede di notte o durante una cena con parenti/amici non è proprio agevole. La cassetta postale rimasta su monti iblei ormai è distrutta dai vandali e li inoltre il postino lascia tutti gli avvisi di recapito perché non trovando mai nessuno su via monti iblei siamo costretti ad andare all’ufficio postale a ritirare le raccomandate. Non abbiamo dove conferire i rifiuti dato che su via Monti Iblei hanno tolto i contenitori perché alla mercé di tutti. Di conseguenza, siamo costretti a prendere l’auto per andare a conferire la nostra spazzatura dove ancora ci sono i cassonetti. L’uscita e l’entrata al condominio da Viale Regione è pericolosissima. Inoltre con le vibrazioni del treno tutti gli appartamenti sono lesionati internamente. Questi disagi però non interessano a nessuno perché RFI ci dice di pazientare ma ormai siamo stanchi dato che avevano detto che i lavori sarebbero finiti nel 2017 ed invece ad oggi la situazione non è cambiata anzi, proprio la fermata in questione dovrà essere riappaltata e quindi l’iter di completamento sarà lunghissimo e chissà in quanto tempo sarà quindi ultimata. Noi avremo questi disagi chissà ancora per quanto. Faccio un appello affinché si parli anche di noi perché leggo solo dello stato di avanzamento dei lavori in altri punti della città ma di questa fermata il nulla e mi rendo conto anche del perché, perché in fondo siamo 4 famiglie a chi importa dei disagi che giornalmente dobbiamo affrontare?

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Segnalazione
04 mar 2020

Il mega tunnel sotto Palermo: il grande sogno

di belfagor

8 novembre 2019  il viceministro alle Infrastrutture Giancarlo Cancelleri si è recato in visita nella sede di Palermo del Provveditorato interregionale per le opere pubbliche Sicilia-Calabria.  Insieme al Provveditore Gianluca Ievolella si sono affrontati diversi problemi ma la principale,  esposta dal viceministro Cancelleri, riguarda il progetto per un  tunnel sotterraneo di 12 chilometri che attraverserà la città di Palermo per collegare le due autostrade per Catania e per Trapani, bypassando in questa maniera la circonvallazione del capoluogo siciliano. Il progetto è stato redatto dall’Autorità portuale di Palermo, di concerto con ANAS, Regione e Comune ed inviato al Ministero delle Infrastrutture con l’obiettivo di inserirlo nel programma Ue “Ultimo Miglio” che serve a collegare le strade principali con i porti e gli aeroporti. Il tunnel è  una sorta di “passante autostradale”, è sarà  lungo 12 km: Se approvato e finanziato  occorreranno 5 anni per realizzato .  Il progetto, del costo di 1,2 miliardi di euro, prevede un percorso interamente sottoterra che attraversa la città di Palermo creando uno svincolo per il porto e gli imbocchi all’altezza dello svincolo di Villabate a Palermo e a quello dell’ospedale Cervello. Il vice ministro Cancelleri  ha così commentato : “Il passante di Palermo che permetterebbe ai cittadini di superare la città per andare direttamente a Punta Raisi o altre destinazioni più velocemente  è un progetto ambizioso che si snoda sottoterra e sottomare e adesso dobbiamo cominciare a lavorare per il reperimento delle risorse. C’è una stretta collaborazione fra il Provveditorato ed il Ministero“. P.S. Mentre il Comune è impegnato a “dipingere “ la Circonvallazione  qualcosa si muove . Quest’opera, se finanziata e realizzata, permetterebbe di risolvere molti dei problemi di viabilità della nostra città. Non solo verrebbe  decongestionata  la Circonvallazione ma anche Via Crispi e la zona del Porto. Purtroppo il Comune ,  la Regione e anche l’ANAS  non sembrano particolarmente interessati a tale progetto . Speriamo che almeno non creino ostacoli

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13 gen 2020

Il ponte guadagna: il ponte dei desideri

di belfagor

Nel lontano 1996 fu inaugurato,“ in pompa magna”,  dal sindaco di allora , Leoluca Orlando Cascio,  il Ponte Bailey alla Guadagna . Si tratta di un ponte “provvisorio”, installato in pochi giorni dal Genio militare,  che doveva servire ad alleggerire  "momentaneamente" il problema del traffico caotico di tale zona della città . Nel giro di qualche mese, fu promesso dal sindaco, sarebbe stato sostituito da un vero ponte: il progetto era pronto e i  finanziamenti c'erano. Chiaramente si trattava della solita “promessa”. Infatti passano 23 anni da allora e del nuovo ponte Guadagna si sono perse le tracce. Nel novembre 2015  Palazzo delle Aquile  dispose  lo stop alla circolazione del ponte Bailey alla Guadagna per “urgenti lavori di manutenzione” , mandando il traffico in tilt per mesi. MOBILITA PA  pubblicò un articolo  : “Ponte Bailey alla Guadagna, le “promesse del Comune” Il ponte Bailey alla Guadagna resterà chiuso, con buona pace degli automobilisti che saranno costretti a fronteggiare ancora per  mesi gli ingorghi di via Oreto. Nessuna buona notizia per chi abita nella periferia est di Palermo e ogni giorno,per lavoro o studio, deve recarsi in centro. Da qualche mese, infatti il ponte, costruito dal Genio militare nel 1996,  è stato interdetto alla circolazione: il piano in legno presenta troppi danni e la sicurezza di chi lo attraversa è a rischio.     Così il Comune ha deciso lo stop alle auto e attende che una delle squadre del COIME si liberi per intervenire sul ponte.         “La struttura in sé è solida, ma il piano di legno è degradato e l’intervento eseguito a ottobre 2015  non ha risolto il problema: serve un intervento più radicale che durerà almeno un mese e che quindi si protrarrà fino a gennaio 2016”, spiegano dal Comune. Il problema è che il blocco della circolazione causa code e ingorghi paurosi in via Oreto, Il ponte costituisce l’unica alternativa a via Oreto e a viale Regione Siciliana per collegare la periferia con il centro città. Dopo  mesi dalla pubblicazione di tale articolo   la situazione era sempre la stessa. DA “LIVE SICILIA” del 18/02/2016 Buone notizie per il ponte Bailey della Guadagna, chiuso dallo scorso novembre per la disperazione degli automobilisti   ...Il Comune, nel corso di una conferenza di servizi indetta dal capo area alle Manutenzioni Mario Li Castri, ha infatti deciso di programmare gli interventi per la riapertura, anche se è difficile dire quando le auto potranno tornare a circolare sulla struttura montata dall’Esercito nel 1996. La Reset dovrà occuparsi di pulire le sponde del fiume, consentendo così ai tecnici e al Coime di effettuare le verifiche sui bulloni e sul manto stradale: a quel punto si avrà un quadro chiaro della situazione e dei lavori previsti,per i quali potrebbero volerci 30-40 giorni o anche di più. P.S. L’intervento del Comune del novembre 2015 dimostrava la totale disorganizzazione dell’amministrazione comunale. In parole povere avevano chiuso il ponte senza organizzare niente. Non esisteva  nemmeno un progetto , infatti ,dopo mesi  ancora” studiano “ se dovevano allargare il ponte oppure no. Eravamo nelle mani di “dilettanti alla sbaraglio”. Alla fine il ponte fu riaperto Il  23 maggio 2016, su pressione dell’opinione pubblica, senza che fossero fatti tali “urgenti “ lavori. Si disse allora che i lavori non erano stati svolti perché era nelle intenzioni dell’amministrazione Comunale  il “raddoppio del ponte”, rendendolo così percorribile nei due sensi di marcia. Sono passati quasi 4 anni è il Comune richiude di nuovo il Ponte Bailey della Guadagna per …..”.urgenti lavori  di manutenzione “. COMPLIMENTI !!!!!!

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08 gen 2020

Che fine ha fatto il progetto per il raddoppio del Ponte Corleone?

di belfagor

Nel dicembre 2016,  l’allora Primo ministro  Renzi e il sindaco Orlando  firmarono il “ PATTO PER PALERMO” che prevedeva l'erogazione di 764 milioni per opere di miglioramento della città. Era certamente una  notizia importante  che poteva  risolvere alcuni dei più gravi  problemi  infrastrutturali della città . . Tali  fondi NON ERANO VINCOLANTI e potevano perciò  essere spesi dal Comune per quelle opere che si ritenevano prioritarie. Gran parte di questi nuovi finanziamenti   il Comune  li  destinò  alla realizzazione di nuove linee di Tram ( circa 98 milioni) e per un nuovo  restauro del Teatro Massimo ( 22 milioni). Solo 4 milioni (4.663.954,51 per la precisione) furono  destinate al Sottopasso Perpignano, e 5,3 per il “Raddoppio del Ponte Corleone”: Mentre furono destinati ben 4,7 milioni per la pista ciclabile green way  Palermo–Monreale, opera, certamente suggestiva ma  che francamente non era prioritaria. Nella realtà i nuovi finanziamenti erano solo 322 milioni, il resto erano somme già stanziate e mai utilizzate dal Comune e che però solo in parte potevano essere recuperate. Ciò è molto importante per capire il pasticcio che si è verificato dopo. RIASSUMENDO :  Di questi 322 milioni  , il Comune destinò : -    98 milioni per la realizzazione di 9 nuove linee di Tram -    22 milioni per un nuovo restauro del Teatro Massimo  -    4,7 milioni per  la pista ciclabile green way  Palermo–Monreale  -    4 milioni per il sottopasso Perpignano -    5 milioni per il raddoppio del Ponte Corleone  Appare evidente  che tale suddivisione dei finanziamenti  era alquanto discutibile e cervellotica. Per esempi le cifre destinate al sottopasso Perpignano e per il raddoppio del Ponte Corleone erano ridicole Dall’ assessorato comunale alle Infrastrutture  giustificarono tali scelte con il fatto che tali cifre dovevano aggiungersi ai vecchi finanziamenti e proprio per questo  si disse : «si attendono verifiche da Roma sui fondi ex Agensud».  Cioè si sperava di recuperarli. Purtroppo ciò non è stato possibile. Lo stesso assessore Arcuri ammise: “Abbiamo fatto un tentativo di recuperare le somme con il ministero delle Infrastrutture, ma il tentativo è andato a vuoto". Il Comune pensò allora  di dirottare le risorse stanziate dal “Patto per Palermo”per il Sottopasso  di Via Perpignano   per  il raddoppio del Ponte Corleone ” che ha la massima priorità visto lo stato in cui versa oggi». Ma tale strategia “alternativa” presentava un “piccolo problema”. Per il raddoppio del Ponte di Corleone ci vogliono 21 milioni : come pensava  il Comune di completare tale opera con soli 9,8 milioni? Ma  c’èra un rischio ancora più forte I fondi del “ Patto per Palermo” vengono erogati a condizione che vengano spesi entro il 31 Dicembre 2019. In un articolo pubblicato su " MOBILITA PALERMO" dal titolo emblematico: " Il bando per il Ponte Corleone è prossimo alla pubblicazione , ma è corsa contro il tempo" si esprimevano forti preoccupazioni. E che queste preoccupazioni non erano  campate in aria lo dimostra il fatto che durante la seduta del Consiglio comunale del 13/03/2018 il consigliere di maggioranza, Sandro Terrani (capogruppo di Mov139)  lanciò  l’allarme : "Apprendendo dello stato di gravità rispetto allo stato di degrado avanzato in cui versa il ponte Corleone…. si chiede l'immediata convocazione in Aula dell'assessore per fare chiarezza sulla stabilità della struttura e lo stato di avanzamento degli interventi previsti".  Il 28 maggio 2018 , durante una conferenza stampa il Sindaco Orlando e l’assessore alle infrastrutture Emilio Arcuri annunciarono  trionfalmente  che era  tutto pronto per i lavori di manutenzione e restauro strutturale del Ponte Corleone : «il Rup, l’Ingegnere Massimo Verga ha pronto il bando di concorso internazionale per la ri-progettazione delle bretelle laterali al ponte, il cosiddetto “Raddoppio” ex Cariboni. Il bando per la ri-progettazione esecutiva ha un valore di 1,3 milioni di euro. Una volta completata questa fase, sarà necessario un secondo bando, relativo invece ai lavori, per un importo di circa 17 milioni di euro, cofinanziati dal Patto per Palermo». Che tutto non era pronto lo dimostra il fatto che solo dopo 10 mesi fu effettivamente bandito il primo appalto  Il 22 febbraio 2019 fu pubblicato il seguente articolo : “ Si sblocca finalmente l’atteso bando per la revisione del progetto di Raddoppio del Ponte Corleone, sulla Circonvallazione di Palermo”. “Dopo l’ inchiesta di “Striscia la notizia”” sul rischio di perdere i fondi del “Patto per Palermo”, il Comune infatti ha pubblicato ieri la «gara europea per l’affidamento del servizio di revisione della progettazione definitiva per la costruzione per il “Raddoppio della Circonvallazione di Palermo” relativo al tronco compreso tra via Giafar e via Altofonte, Progetto ex Agensud 32/8/a – Progetto stralcio relativo ai lavori di costruzione dei ponti laterali sul fiume Oreto. CIG: 743304137. Il bando pubblicato ieri scadrà il 17 aprile 2019 e ha un valore di 1,3 milioni;  l’intero appalto invece sarà affidato entro l’anno con un altro bando che avrà un importo di 17 milioni di euro, finanziati dal “Patto per Palermo”. Dopo tale notizia calò un assordante muro di silenzio. Riassumendo: Il bando pubblicato per il “ Progetto stralcio relativo ai lavori di costruzione dei  2 ponti laterali sul fiume Oreto” doveva chiudersi il 17 aprile Poi bisognava  fare un nuovo  bando per assegnare i lavori per tali due corsie laterali Poi bisognava progettare  e fare un secondo bando, relativo invece ai lavori del ponte principale, per un importo di circa 17 milioni di euro, cofinanziati dal  “Patto per Palermo». Le notizie ufficiali purtroppo si fermano qua. -    Che fine ha fatto la «gara europea per l’affidamento  della progettazione definitiva dei 2 ponti  laterali”? -   E’ stato fatto il bando per la realizzazione  di tali due ponti laterali ? -    E’ mai stato pubblicato il bando da 17 milioni per la messa in sicurezza  del ponte principale? Ricordiamo che il Patto per Palermo, termina 31.12.2019. C’è il rischio concreto della perdita dei fondi. Infatti, come sottolineava l’Arch. Nicola Di Bartolomeo, Capo Area Infrastrutture del Comune : “Bisogna scongiurare che sia arrecato all’ ente un danno all’ erario derivante dall’ eventuale ritardata attuazione di un’operazione specificamente individuata nel Patto per lo sviluppo della città di Palermo, per la quale la delibera CIPE 25 del 10 agosto 2016 IMPONE che le obbligazioni giuridicamente vincolanti per l’affidamento dei lavori devono essere assunte entro il termine ultimo del 31 dicembre 2019».  P.S.  Mancano ormai pochi giorni alla scadenza  e del progetto del Ponte di Corleone si sono perse le tracce, come si sono perse le tracce  anche per le altre opere che si dovevano realizzare ( il  nuovo restauro del Teatro Massimo , la pista ciclabile green way  Palermo–Monreale e il sottopasso Perpignano) , sacrificati per realizzare 3 nuove linee di tram, che….. forse non si realizzeranno. COMPLIMENTI  

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Segnalazione
25 lug 2019

I lavori infiniti sulla statale “Palermo – Agrigento”: la “manina” ha colpito ancora

di belfagor

L’onorevole  regionale Giusi Savarino, presidente della "commissione Territorio, Ambiente e Mobilità" dell'Ars, al termine di un 'ennesima convocazione in commissione di Anas, Cmc e comitato delle imprese creditrici, annunciò: “Giorno 28 febbraio riprenderanno i lavori sia sulla Palermo-Agrigento sia sulla Agrigento-Caltanissetta". BELLA NOTIZIA!!! Purtroppo  la deputata regionale Savarino non spiego  in quale anno sarebbero ripresi  tali lavori. Infatti probabilmente si riferiva al… 28 febbraio 2050.  Infatti giovedi 28 febbraio 2019 i lavori ….non sono ripresi . Mesi dopo sembrò che la situazione fosse stata finalmente sbloccata: infatti era stato trovato un accordo : l’ANAS si accollava i debiti della CMC e avrebbe pagato i debitori . Purtroppo tale accordo , dopo una riunione del Consiglio dei Ministri, “misteriosamente” scomparve: sembra per colpa di una….. “manina”. Che durante il consiglio dei Ministri circolano “entità paranormali , volgarmente chiamate “manine”, era stato  denunciato pubblicamente in televisione dal vice ministro del consiglio, Luigi Di Maio. Certamente, anche in questo caso  si  trattava  di una “manina”. Ma nessun problema: alcuni deputati del M5S annunciarono che tale accordo sarebbe stato inserito nel ”Decreto Crescita”. E infatti il ministro delle infrastrutture , Danilo Toninelli, giorni fa ha annunciato trionfalmente : «È appena stato approvato in Commissione l’emendamento a favore  della Cmc  di Ravenna e anche delle decine di imprese siciliane impegnate nei cantieri  di ammodernamento della Palermo-Agrigento . I subappaltatori della Cmc potranno avere finalmente i soldi  …il decreto Crescita contiene una norma Salva imprese che prevede 45,5 milioni anche per il pregresso». Il fondo è contenuto nel Decreto Crescita, ora in discussione alla Camera. In altre parole , teoricamente si potranno pagare  finalmente i crediti vantati dalle tante ditte e riprendere i lavori Peccato  però  che nella notte qualcuno ha cambiati i termini per la restituzione delle somme vantate dalle stesse imprese. Un «colpo di spugna» che ha fatto scattare l’ira delle 168 imprese siciliane creditrici  del gruppo Cmc Cosa era successo? Sembra che una “manina” ha eliminato il termine di  “pagamento urgente dei crediti entro 85-90 giorni” scaricando sulle imprese “l'onere di dimostrare l'esistenza di tali crediti e il loro ammontare, affidando ai debitori il compito di certificarli” e soprattutto “è scomparso il  termine di scadenza perentori”. In tal modo si permette  di posticipare all' infinito   il pagamento dei crediti e  si vanifica qualsiasi promessa o impegno. Una vera presa in giro!!!! Le aziende e i sindacati sono infuriati “  La politica smetta una volta per tutte di prenderci in giro e si renda conto del fatto che tutti noi, 168 aziende con 3.597 dipendenti, che avanziamo 108 milioni in totale, non potremo proseguire i lavori nei cantieri se non riceveremo subito il dovuto». Anche il sindaco di Agrigento , Lillo Firetto, e infuriato : "Prima sopralluoghi e passerelle camuffate da inaugurazioni, poi emendamenti che si dissolvono nel mistero, infine ricompaiono e ora i selfie trionfalistici. Seguirà una nuova inaugurazione?” P.S. Caro sindaco Firetto ,  i nostri governanti , regionali e nazionali, non hanno colpa: la colpa è della “manina”. Forse , invece di continuare con le ispezioni, le riunioni e i vertici di governo, chiamiamo un…… esorcista, ma uno bravo .    

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27 mar 2018

Le grandi incompiute di palermo: al danno la beffa

di belfagor

Prendendo spunto da un articolo di  Davide Guarcello, pubblicatoil 3/12/2017 su "IlSicilia”, cerchiamo di fare un po’ di chiarezza sulla situazione di tre importanti opere pubbliche, finanziate e appaltate ma  rimaste incompiute.  Stiamo parlando del Sottopasso di via Perpignano, del Collettore fognario Sud-Orientale e  del raddoppio del Ponte Corleone. Ma andiamo per ordine. Si è sempre pensato che la responsabilità della mancata realizzazione di tali fondamentali opere fosse della ditta che si era aggiudicata tali opere, cioè la “CARIBONI  strade e gallerie spa” di Rocca di Caprileone (Messina).  Tale ditta era fallita e per tale motivo il Comune di Palermo era stato costretto a recidere i contratti. Ma, a quanto sembra, la situazione è diversa.. Infatti la ditta Cariboni non è fallita e ha chiesto al Comune di essere ….risarcita. Può sembrare una provocazione ma per la Magistratura Civile non è così. 1) - SOTTOPASSO DI VIA PERPIGNANO  Il contratto  per il “Sottopasso di via Perpignano”, fu stipulato dalla Giunta Cammarata il 19 marzo 2007 e i lavori consegnati  alla Cariboni , che aveva vinto l’appalto, il 20 giugno 2007. L’opera doveva essere realizzata in 270 giorni, cioè prima dell’estate 2008. Invece, l’associazione temporanea di imprese, composta dalla “Cariboni” di Rocca di Caprileone (Messina) e dalla “MedImpresitscrl” di Salerno, non inizio mai i lavori. Nel 2008 il Comune, di fronte a tale situazione, sciolse il contratto, dando il via a una lunga battaglia legale. E, incredibile ma vero, pare che la magistratura, con una sentenza “ salamonica”,  non ha dato ragione esclusivamente al Comune, ma abbia riconosciuto danni e risarcimenti «ad entrambe le parti» Nel 2007 per la realizzazione dell’opera erano stati stanziati dall’ Agensud circa 22 milioni di euro. Tali finanziamenti statali sono andati perduti visto che è passato oltre un decennio. Ma anche se fossero stati recuperati, l’opera non potrebbe essere realizzata perché oggi ce ne vorrebbero 34. 2)– COLLETTORE SUD ORIENTALE Il  Collettore emissario sud- Orientale avrebbe dovuto essere la “spina dorsale” del sistema fogniario di Palermo: attraversando tutta la città (7 km), dal’ Uditore ad Acqua dei Corsari, per consentire lo smaltimento di 70mila litri di reflui al secondo (acque miste, bianche e nere). La storia di tale opera incompiuta è molto complessa. Inizia  nel 1961 con la redazione del Piano generale della fognatura  (con la 1ª tranche di lavori partita nel 1987 e conclusa nel 1993). La 2ª tranche fu avviata il 16 maggio 2005, con l’appalto vinto dalla solita “Cariboni”. Dopo una variante nel 2008, i lavori del Collettore si sono arenati. Attualmente l’opera è stata completata al 40%. Il 7 maggio 2010 il Comune( sindaco Cammarata) rescisse il contratto «per ingiustificata inattività dell’impresa». Restano così da ultimare 3,1 km di nuova conduttura, da piazza Camporeale a via del Vespro. L’opera doveva costare  33,5 milioni di euro ( cifra  che però è lievitata a 47,3 milioni)  per cui basta fare una semplice sottrazione per rendersi conto che mancano quasi 14 milioni per completarla. 3)– RADDOPPIO DEL PONTE CORLEONE Il contratto fu stipulato con la Cariboni il 19 marzo 2007. Qui la Cariboni iniziò i lavori, ma in un anno, realizzò solo il 15% dell’opera  (sono state fatte solo le “spalle” del ponte sul lato del  Baby Luna). “A seguito di grave inadempimento contrattuale” , la Giunta Comunale ( sindaco Cammarata) deliberò la risoluzione del contratto  il 30 maggio 2008. Il 6 ottobre 2010, cioè dopo più di due anni, la Cariboni si fa viva e invia al Comune un atto di citazione in cui l’impresa chiedeva i danni poiché riteneva” illegittima” la risoluzione contrattuale.  il Tribunale civile di Palermo, in I grado, ha rigettato tale richiesta e dispose una CTU per la quantificazione del danno patrimoniale subìto dal Comune. Perciò l’iter giudiziario ancora non si è concluso e non si sa quando si arriverà a sentenza definitiva.. Il costo iniziale dell’opera era di 14 milioni di euro. Tali finanziamenti statali sono andati perduti visto che è passato più di un decennio. Ma anche se tali soldi fossero recuperati difficilmente l’opera potrebbe essere realizzata perché oggi per realizzarla ce ne vorrebbero almeno 21. La struttura è vecchia e potenzialmente pericolosa, specialmente se si pensa che da quel ponte transitano ogni giorno centinaia di migliaia di automobil provenienti da Palermo e Provincia e  rappresenta l’unico collegamento tra l’autostrada PA- CT e la PA- TP . Attualmente l’’unico intervento del Comune e stato quello di mettere il limite di velocità a 30 Km/h, vietando pure il transito ai mezzi con peso per asse superiore a 11 tonnellate e il sorpasso ai mezzi pesanti da 3,5 tonnellate. Limiti e divieti che – in verità – nessuno rispetta e nessuno fa rispettare. È infatti quasi impossibile andare in auto a meno di 30 km/h in una tangenziale come viale Regione Siciliana o impedire il passaggio dei mezzi pesanti ( qual è l’alternativa ?). Qualche burlone pensa di mettere l’autovelox o di chiudere il ponte e dirottare tutto il traffico della Circonvallazione  in ….Via Messina Marine. Tutti ammettono la pericolosità del Ponte Corleone, ma negano  il possibile rischio crollo  L’assessore Arcuri ha dichiarato recentemente :"Pericoli? Se non ci fossero le condizioni di sicurezza minime sarebbe già stato chiuso".Peccato che l’ultima perizia tecnica, del 2005, sosteneva l’urgenza di una manutenzione straordinaria. CONCLUSIONI: Nel dicembre 2016,  l’allora Primo ministro  Renzi e il sindaco Orlando hanno siglato il “Patto per Palermo” che prevedeva l'erogazione di 764 milioni per opere di miglioramento della città. Era certamente una importante e bella notizia. Nella realtà i nuovi finanziamenti erano solo 322 milioni, il resto erano somme già stanziate e mai utilizzate dal Comune e che però solo in parte potevano essere recuperate. Ciò è molto importante per capire il pasticcio che si è verificato dopo. Tali nuovi fondi non erano vincolanti e potevano perciò  essere spesi dal Comune per quelle opere che si ritenevano prioritarie. Gran parte di questi nuovi finanziamenti   il Comune  li ha destinati alla realizzazione di nuove linee di Tram ( circa 98 milioni) e per un nuovo  restauro del Teatro Massimo ( 22 milioni). Solo 4 milioni (4.663.954,51 per la precisione) furono  destinate al Sottopasso Perpignano, e 5,3 per il “Raddoppio del Ponte Corleone”, cifre chiaramente insufficienti. Dall’assessorato comunale alle Infrastrutture  giustificarono tali scelte con il fatto che tali cifre dovevano aggiungersi ai vecchi finanziamenti e proprio per questo  si disse :«si attendono verifiche da Roma sui fondi ex Agensud». Cioè si sperava di recuperarli. Purtroppo ciò non è stato possibile. Lo stesso assessore Arcuri ha ammesso: “Abbiamo fatto un tentativo di recuperare le somme con il ministero delle Infrastrutture, ma il tentativo è andato a vuoto". Il Comune pensò di dirottare le risorse stanziate dal “Patto per Palermo”per il Sottopasso  di Via Perpignano   per  il raddoppio del Ponte Corleone ” che ha la priorità visto lo stato in cui versa oggi». Ma tale strategia “alternativa” presenta un “piccolo problema”.  Per il raddoppio del Ponte di Corleone ci vogliono 21 milioni , come pensa  il Comune di completare tale opera con soli 9,8 milioni? Inoltre,  dirottando i fondi residui sul Ponte Corleone, appare evidente che il progetto del Sottopasso Perpignano viene accantonato definitivamente  come probabilmente anche il  Collettore Sud Orientale ( di cui il Comune non ha destinato nemmeno un centesimo di tali somme del “ Patto”.) Ma c’è il rischio che nemmeno il raddoppio del Ponte di Corleone sarà possibile realizzarlo. I fondi del “ Patto per Palermo” vengono erogati a condizione che vengano spesi entro  Dicembre 2019. Dal 2016 a oggi il Comune di Palermo non ha fatto ancora nulla, perciò il rischio di perdere questi fondi (e quindi l’opera) è molto forte. In un recente articolo pubblicato su“ Mobilita Palermo “ dal titolo emblematico :“ Il bando per il Ponte Corleone prossimo alla pubblicazione, ma è una corsa contro il tempo” si esprimevano fondate  preoccupazione. E che queste preoccupazioni non sono campate in aria lo dimostra il fatto che durante la seduta del Consiglio comunale del 13/03/2018 il consigliere di maggioranza, Sandro Terrani (capogruppo di Mov139) ha lanciato l’allarme "Apprendendo dello stato di gravità rispetto allo stato di degrado avanzato in cui versa il ponte Corleone….si chiede l'immediata convocazione in Aula dell'assessore per fare chiarezza sulla stabilità della struttura e lo stato di avanzamento degli interventi previsti". Il 14/03/2014 l'assessore ai Lavori pubblici, Emilio Arcuri, convocato urgentemente a Sala delle lapidi, ha confermato ai consiglieri comunali che gli interventi sul Ponte di Corleone - che mostra evidenti segni di degrado- sono ancora al palo. "Non sono ancora stati fatti i calcoli", ha ammesso candidamente l'assessore. Alla fine e’ sempre più probabile che, nonostante la “pioggia” di finanziamenti, statali e europei,  nessuna  di tali “grandi opere” sara’ realizzata e i 322 milioni del “ Patto per Palermo” faranno la fine di tutti gli altri finanziamenti passati.   COMPLIMENTI !!!!    

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26 mar 2018

Anello Ferroviario | I disservizi di un pendolare che utilizza le fermate “Imperatore Federico” e “Giachery”

di silvercult

Desdero segnalare sulla base della mia personale esperienza, la vergognosa gestione delle stazioni della "metropolitana" di Palermo, nello specificvo delle stazioni Federico e Giachery. Elenco i problemi: Personale totalmente assente (nell'arco di un mese solo una volta ho visto personale in garitta sia a Federico che a Giachery) A federico nell'arco temporale  da gennaio 2017 al 22 febbraio 2018 solo 8 volte la scala mobile ha funzionato Sempre a Federico nello stesso arco di tempo solo 19 volte l'ascensore ha funzionato Le due stazioni sono spesso sporche e abbandonate. Desidero inoltre fare alcune considerazioni: E' pressocchè impossibile per un utente effettuare segnalazioni o reclami. I siti sono disordinati e mal gestiti e danno l'idea di voler rendere complessa la possibilità di reclamare, ma anche di usufruire facilmente dei servizi offerti ) Presso la stazione Federico è stato installato un nuovo ascensore. I lavori sono durati oltre 4 mesi e l'ascensore non è ancora entrato in servizio. Non ho riscontrato alcuna sorveglianza sui lavori. Lascio a Voi qualunque deduzione in merito. La stazione Giachery è sede di un suimpatico signore che alloggia in una comoda sedia di plastica bianca tra due tornelli dismessi. Tale signore oltre a sembrare essere l'unico vero padrone e gestore della stazione abbandonata svolge saltuariamente anche l'attività di posteggiatore della stazione. Mi domando infine che azienda è quella che è molto accorta a fare pagare il biglietto ( il personale al controllo sui treni c'è e lavora ), ma che non sorveglia le stazioni e i lavori, non facilita il cittadino e non lo assiste nei servizi che dovrebbe offrirgli, non controlla impianti ed il proprio personale o lo utilizza solo per garantire i propri introiti, Vi sarò grato se vorrete attenzionare tali mie segnalazioni. Distinti saluti

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