Partirà lunedì 4 maggio il “Progetto Quartieri”, il nuovo piano straordinario di pulizia urbana e manutenzione del verde promosso dall’Amministrazione comunale e realizzato con RAP e RESET. Le prime attività interesseranno la quinta e la settima circoscrizione, per poi estendersi progressivamente al resto della città.
Una città che vive di eccezioni
Anche questa volta si parla di interventi “speciali”, “massivi”, “coordinati”. Una formula che ritorna ciclicamente. Basta ricordare il piano straordinario Reset dello scorso anno, presentato con la stessa enfasi e la stessa promessa di “cura diffusa”.
Eppure, se ogni anno serve un piano straordinario per fare ciò che dovrebbe essere routine, il messaggio implicito è chiaro: l’ordinario non funziona come dovrebbe.
Le dichiarazioni
Il sindaco Roberto Lagalla parla di “azione di rilancio della cura diffusa della città” e di un coordinamento più stretto tra le partecipate. L’assessore all’Ambiente Piero Alongi sottolinea che il progetto rientra in una strategia più ampia per una Palermo “più vivibile, ordinata e accogliente”.
Straordinario come normalità
Pulizia delle strade, manutenzione del verde, derattizzazione, disinfestazione: tutte attività che in una città ben organizzata rientrano nella programmazione quotidiana. A Palermo, invece, diventano eventi eccezionali, annunciati con conferenze stampa e piani speciali.
Il risultato è una città che vive a scatti: settimane di interventi intensivi seguite da lunghi periodi di vuoto operativo. Un modello che non garantisce continuità, né stabilità, né un reale miglioramento del decoro urbano.
Il nodo strutturale
Il Progetto Quartieri potrà produrre effetti positivi nel breve periodo, ma non risolve la questione centrale: senza un rafforzamento dell’ordinario, ogni piano straordinario è destinato a essere un cerotto su una ferita che continua a riaprirsi.
Finché la normalità resterà un’eccezione, il decoro resterà intermittente.
