Riqualificazione via Roma: riduzione dei fondi, progetto al ribasso

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Il Comune di Palermo ha completato il Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica per la trasformazione di via Roma: un intervento che promette di rivoluzionare uno degli assi più importanti del centro storico, tra manutenzione stradale, nuove ciclovie e riqualificazione degli spazi pubblici.

Un progetto atteso da anni, nato per risolvere problemi evidenti: pavimentazione degradata, attraversamenti pericolosi, marciapiedi insufficienti e totale assenza di infrastrutture ciclabili in un asse che collega stazione, centro storico e porto.

Ma il percorso non è stato lineare. E le scelte finali raccontano molto delle priorità (e dei limiti) dell’amministrazione.

Cosa prevede il progetto

1. Rifacimento del manto stradale

  • Scarifica e nuovo tappetino d’usura su tutto l’asse.
  • Intervento necessario, ma già più volte rimandato negli anni.

2. Riqualificazione dei marciapiedi

  • Sistemazione dei tratti ammalorati.
  • Nessun allargamento significativo: si interviene “dove serve”, non si ridisegna la sezione stradale.

3. Due piste ciclabili monodirezionali in sede propria

Dopo mesi di discussioni, il Comune ha scelto:

  • due piste monodirezionali, una per senso di marcia
  • in sede propria, ma senza cordoli (decisione politica dell’ultima ora)
  • larghezza standard: 2,50 m complessivi (1,25 m per lato)

Una scelta che riduce la protezione dei ciclisti e aumenta il rischio di invasione da parte dei veicoli.

4. Attraversamenti pedonali più visibili

  • Segnaletica migliorata
  • Illuminazione “smart”
  • Ridisegno dei punti più critici

5. Riqualificazione di Piazza San Domenico e Piazza Due Palme

  • Pavimentazione in basole di Billiemi
  • Arredo urbano
  • Verde
  • Dissuasori a scomparsa (prima tolti, poi reintrodotti)

6. Fermate bus riorganizzate

  • Nuove isole salvagente
  • Spazi dedicati alla sosta prolungata dei mezzi

Il nodo cruciale: il budget dimezzato

Durante l’iter progettuale, l’Amministrazione ha comunicato una riduzione del 50% del budget rispetto alle risorse inizialmente prospettate. Risultato: tagli pesanti.

Tagli principali

  • eliminata la pavimentazione drenante colorata della ciclabile
  • eliminati i cordoli perimetrali in marmo di Billiemi (sostituiti da soluzioni più economiche in cancestruzzo)
  • eliminate le isole verdi previste originariamente previste
  • ridotti gli interventi migliorativi nelle piazze
  • eliminazione dei dissuasori a scomparsa (ma poi reintrodotti)

Il progetto finale è quindi meno ambizioso rispetto alla versione iniziale.

Un iter complesso (e pieno di ripensamenti)

La relazione ricostruisce un percorso fatto di:

  • riunioni tecniche
  • richieste politiche
  • modifiche sostanziali
  • pareri informali della Soprintendenza
  • continue revisioni progettuali

Il risultato è un progetto che ha cambiato forma più volte, spesso per ragioni economiche o per scelte politiche dell’ultimo minuto.

Cosa cambierà davvero per chi usa via Roma

Per i ciclisti

  • Arriva finalmente una ciclabile in sede propria
  • Ma senza cordoli: protezione ridotta e sappiamo già cosa accadrà…
  • Sezioni strette in prossimità delle fermate bus

Per i pedoni

  • Attraversamenti più sicuri
  • Piazze più curate
  • Marciapiedi sistemati, ma non ampliati

Per il traffico

  • Tre corsie nel tratto Giulio Cesare–Cavour
  • Due corsie nel tratto Cavour–Amari
  • Nessuna riduzione significativa dello spazio dedicato alle auto

🎯 Il senso dell’intervento

Il progetto nasce con obiettivi chiari:

  • migliorare sicurezza e accessibilità
  • favorire la mobilità attiva
  • riqualificare uno degli assi più importanti del centro storico

Ma la versione finale appare come un compromesso tra:

  • esigenze tecniche
  • vincoli economici
  • resistenze politiche
  • richieste della Soprintendenza

La domanda è: basterà per trasformare davvero via Roma in un corridoio multimodale moderno e sicuro?

Perché una ciclabile senza cordolo è più pericolosa (e perché è una scelta al ribasso)

La decisione dell’Amministrazione di eliminare i cordoli che avrebbero dovuto separare la ciclovia dalla carreggiata è uno dei punti più critici dell’intero progetto. Non è un dettaglio estetico: è una scelta che incide direttamente sulla sicurezza degli utenti più vulnerabili.

1. Senza cordolo, la ciclabile diventa “invadibile”

Le piste ciclabili in sede propria devono essere fisicamente protette. Lo dice la normativa, lo confermano tutte le linee guida europee, lo dimostra l’esperienza quotidiana dei ciclisti palermitani.

Senza cordolo:

  • le auto possono invadere la pista per sorpassare o sostare
  • i taxi e i veicoli in doppia fila diventano un rischio costante
  • la ciclabile perde la sua funzione primaria: proteggere chi pedala
  • le auto tendono a stringere verso destra
  • i ciclisti vengono “schiacciati” contro il marciapiede
  • le manovre improvvise diventano più frequenti

Il cordolo serve proprio a impedire la compenetrazione dei flussi.

Una ciclabile senza cordolo, in un asse trafficato come via Roma, è di fatto una corsia dipinta, non un’infrastruttura sicura.

Una soluzione al ribasso che contraddice gli obiettivi del progetto

Il progetto nasce per “favorire la mobilità sostenibile e aumentare la sicurezza”. Ma togliere il cordolo significa:

  • ridurre la qualità dell’infrastruttura
  • ridurre la sicurezza
  • ridurre la durata nel tempo
  • aumentare il rischio di conflitti tra utenti

È una scelta che non risponde agli standard moderni e che rischia di trasformare un intervento strategico in un compromesso inefficace.

Il grande assente: il futuro passaggio della tranvia su via Roma

La relazione tecnica non contiene alcun riferimento al progetto della tranvia che, secondo il PUMS e gli atti comunali, dovrebbe attraversare proprio via Roma.

Questa omissione è rilevante per almeno tre motivi:

1. La tranvia cambierà completamente la sezione stradale

Una linea tranviaria richiede:

  • piattaforma dedicata
  • riorganizzazione delle corsie
  • eliminazione delle fermate bus e nuove fermate tram
  • nuove intersezioni semaforiche

Tutto ciò impatterà inevitabilmente su ciclabile, marciapiedi e carreggiate.

2. Rischio concreto di rifare tutto tra pochi anni

Se il progetto della tranvia andrà avanti:

  • la ciclabile potrebbe dover essere spostata
  • le piazze riqualificate potrebbero essere nuovamente cantierizzate
  • il nuovo asfalto potrebbe essere demolito

Senza coordinamento, si rischia di spendere due volte.

3. Mancanza di visione integrata

Una città moderna pianifica:

  • mobilità dolce
  • TPL
  • riqualificazione urbana
  • infrastrutture strategiche

Qui invece ogni progetto sembra procedere a compartimenti stagni, senza una visione unitaria.

La riqualificazione di via Roma poteva essere l’occasione per segnare una svolta nella mobilità del centro storico. Poteva.

Il risultato finale, invece, racconta una storia diversa: un progetto nato con ambizioni europee e finito con soluzioni da manuale del compromesso all’italiana.

Una ciclabile senza cordolo non è una ciclabile: è una corsia dipinta.

In una delle strade più trafficate della città, dove auto, bus, taxi e furgoni convivono in pochi metri, eliminare la protezione fisica significa una cosa sola: mettere i ciclisti in pericolo per risparmiare qualche decina di migliaia di euro. Quando si dimezza il budget, non si fa “ottimizzazione”: si taglia la qualità, si taglia la sicurezza, si taglia la visione. Si rischia inoltre di rifare via Roma due volte. Prima con questo progetto “al risparmio”, poi con i cantieri della tranvia. Una pianificazione che definire miope è un complimento.

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