Cosa accadrebbe se domani crollasse Ponte Corleone?

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Non è successo niente e speriamo nulla accadrà. Ma per capire quanto sia assurdo essere giunti ad una situazione di pre-emergenza (se non di emergenza vera e propria) ogni tanto bisogna portarsi un pò più avanti nel tempo, immaginare e fare gli opportuni scongiuri. D’altronde si dice che non ci si accorge dell’importanza delle cose che si hanno fin quando esse non vengono a mancare.

Per la città di Palermo il ponte Corleone, che di eccezionale non ha nulla se non la sua strategica funzione di accesso e collegamento da sud, è fondamentale, oseremmo dire indispensabile.

Indispensabile perchè…

L’attraversamento della valle dell’Oreto, fiume che scorre immediatamente al di sotto, non ha solo una funzione orografica. L’espansione a cui Palermo ha assistito negli ultimi cinquanta anni è passata anche dal valico di un piccolo corso d’acqua che nell’antichità fungeva, in qualche modo, da protezione alla città storica. I ponti, nella cultura dell’impero romano, erano elementi sacri dell’ingegneria, che consentiva loro di traguardare e raggiungere territori sempre nuovi, spesso impervi e irraggiungibili per i popoli tecnologicamente meno avanzati.

I ponti romani furono tra i più grandi e duraturi mai costruiti. Ancora oggi ne osserviamo la loro efficienza in giro per il mondo. I romani governarono tra il 753 a.C. sino alle soglie del 500 d.C., più di mille anni. Li facevano e li disfacevano a loro comodità e piacimento.

Eppure il Ponte Corleone, per quanto possa rabbrividire davanti a cotanta storia e migliaia di suoi fratelli più grandi, alti e belli, rimane di fondamentale importanza per noi, anche se costruito e manutenuto da “sapienti” menti panormite. Così come il Pontifex Maximus era il più alto grado sacerdotale che si occupava proprio della costruzione dei ponti, anche Palermo annovera negli uffici e nella politica i suoi “pontifex” amministrativi. Coloro che si occupano di contribuire a tenerlo in piedi al limite del disastro, coloro che avvicendandosi hanno lasciato invariati problemi e incompetenze affinchè, seppur moribondo, questo manufatto continui a ergersi alla periferia di Palermo.

Ponte, dica 33

Volete sapere come sta veramente il ponte su cui ogni anno passiamo e ripassiamo centinaia e centinaia di volte?

Nei giorni scorsi, dalle osservazioni effettuate, è emerso che in corrispondenza delle travi tampone di accesso alla
parte d’impalcato che è sostenuta dall’arco, ovvero nelle zone tra il primo pilastro con fondazione autonoma ed il primo
ritto sull’arco (v. tavole del piano di indagini), le travi semplicemente appoggiate tra le due selle Gerber presenti in
quella zona (una sul ritto da noi denominato A ed una sullo sbalzo del tratto cantilever proveniente dalla spalla e dal
primo pilastro) presentano forte degrado. In particolare, dal lato a valle (lato mare) il ritto A lato via Roccella presenta
una vistosa e preoccupante lesione su un pilastro in adiacenza all’intervento effettuato nel 2002. Si è ritenuto pertanto
di effettuare in data 3 dicembre specifico sopralluogo per accertare se fossero presenti condizioni di pericolo
incombente. Nel sopralluogo è stato possibile accertare una grave situazione di ulteriore degrado localizzato in
corrispondenza degli appoggi della trave tampone, in adiacenza al giunto, sui pilastri di appoggio delle travi che
sostengono l’impalcato tampone […] (tratto dallo Stato delle indagini e comunicazioni urgenti riguardo le prime risultanze delle ispezioni in situ. – ICARO progetti, 4 Dicembre 2021)

Degrado, forte degrado, pilastri… tutte parole preoccupanti che non lasciano presagire nulla di buono. D’altronde c’era già qualcosa che non andava in passato e nel lontano 2015 provavamo a indagare sul perchè, ad esempio, sul ponte insistevano limiti progressivi sino ai 30km/h.

Probabilmente, anzi quasi sicuramente nessuno ne ha mai tenuto conto, ma oltre sette anni fa avremmo dovuto rallentare e transitare a velocità ridottissima. Il Comune di Palermo sapeva sin da allora dei problemi strutturali e ve lo avevamo spiegato qui, con tanto di rimando temporale che vi porterà quasi vent’anni addietro.

Insomma, il ponte aveva la febbre e le amministrazioni continuavano a dargli acqua con l’alloro. A onor del vero, un progetto per ristrutturarlo c’era, se non fosse che la ditta incaricata, la famossissima Cariboni, fallì e mandò all’aria l’intero appalto già nel 2010.

Da lì il vuoto, solo interventi tampone sui giunti di dilatazione. Oggi, nel 2022, ne parliamo come di un malato quasi terminale, con tanto di commissario ad hoc che dovrà stendere relazioni, valutare, agire nel pieno della sue responsabilità. E che responsabilità ci si può prendere per un ponte che ha evidenti segni di degrado, come evidenziato dalla società ICARO, incaricata a tal proposito?

Domani ci svegliamo e…

Immaginiamo con la fantasia e senza alcuna speranza che ciò avvenga che, nel bel mezzo della notte, mentre tutti i palermitani dormono, uno dei pilastri ceda al peso dell’incuria e dell’incompetenza. Il ponte crolla o diventa comunque impraticabile in entrambe le direzioni.

All’alba del nuovo giorno Palermo si risveglia monca, divisa in due.

Chi ha più familiarità con le mappe e la geografia saprà che la nostra città si sviluppa in senso longitudinale sud-nord in una striscia di terra compresa tra il mare, a est, e i monti ad ovest. Nel mezzo corre, o meglio arranca questa grande linea che è la “circonvallazione”, viale Regione Siciliana. A parte qualche strada urbana parallela, da questo asse a quattro corsie transita mezza Sicilia, oltre che i palermitani stessi. Il crollo del ponte trancerebbe in due questa linea, gettando nel caos più totale i palermitani, l’intera provincia, mezza Sicilia appunto.

Come si sta aldilà del ponte?

Ma siccome non vogliamo rimanere nelle frasi generiche, abbiamo provato a fare uno sforzo per immaginare, nel concreto, cosa significa dividere logisticamente una città in due.

Le merci

Tir, autoarticolati, camion di ogni genere e stazza devierebbero i loro percorsi, addentrandosi inevitabilmente nei centri urbani e saturando in un battito di ciglia ogni via di comunicazione. La ZTL verrebbe inesorabilmente cassata per consentire percorsi alternativi e gli incolonnamenti non si conterebbero. Strade prima libere si ritroverebbero invase da automobilisti in preda al caos, con mezzi pesanti a divincolarsi tra stradine e auto in seconda fila come un orso in un negozio di cristalli.

I ritardi sulle consegne sarebbero inevitabili, soprattutto per quelle merci (materie prime, rifornimenti, etc.) che viaggiano su gomma. E la provincia ne sarebbe direttamente coinvolta. Una fornitura di mozzarelle da Trapani non potrebbe più raggiungere Villabate e viceversa, se non alla fine di un calvario chiamato “traffico infernale sempre e ovunque”.

Lavoratori e pendolari

Poveri coloro che, nonostante la pandemia, non siano riusciti a “convertirsi” allo smart working. Recarsi a lavoro a cavallo del ponte è problematico già oggi. In una situazione di ponte interrotto migliaia di auto cercherebbero di scavalcare il fiume accodandosi ad altre migliaia di vetture. Clacson, isteria e l’orologio che cavalca inesorabilmente. Molte persone si ritroverebbero ad anticipare, e di molto, la sveglia mattutina, nonchè posticipare, e di molto, il rientro a casa.

Traffico aeroportuale

Allo stato attuale alcune porzioni di territorio basano i loro spostamenti su aeroporti differenti dal Falcone – Borsellino. Ad esempio, nelle Madonie è spesso più conveniente raggiungere Catania che Palermo. Non tanto per la distanza in chilometri, ma per il rallentamento che costituisce l’attraversamento della città. Il ponte crollato presumiamo possa limitare fortemente il rapporto tra lo scalo e l’est della provincia, per il quale permarrebbero comunque i collegamenti ferroviari.

Punta Raisi sarebbe più velocemente raggiungibile da Castelvetrano piuttosto che dal quartiere di Falsomiele.

Emergenze

Ci limitiamo ai soli ospedali per rappresentare tutte le casistiche possibili: le ambulanze non potrebbero nemmeno lontanamente ipotizzare percorsi a loro riservati e finirebbero nei tentacoli del traffico, più di quanto non lo siano oggi. Probabilmente verrebbe meno anche l’assegnazione dei pronto soccorso in base alle disponibilità di postazioni libere e i due tronconi della città vedrebbero assegnarsi gli ospedali in riferimento ai percorsi potenziali da percorrere.

Estendiamo questo ragionamento alle forze dell’ordine, ai vigili del fuoco, a tutti i singoli cittadini che per una motivazione sarebbero costretti a spostarsi a cavallo del Ponte Corleone.

Scuole, famiglie e genitori

Così come per i lavoratori, un genitore che solitamente fa sponda in più parti della città per conciliare lavoro e scuola per i propri figli, potrebbe incorrere in stati mentali di forte disperazione, se l’ubicazione di questi luoghi fosse malauguratamente al di qua e al di là del famigerato ponte interrotto. Non vogliamo nemmeno immaginare tempi di percorrenza e stress di un papà che abita a Villabate, lavora in zona Uditore e accompagna giornalmente il figlio a scuola in Corso Calatafimi.

Le famiglie sarebbero inevitabilmente falcidiate dalle limitazioni di questa situazione, in cui tutte le attività complementari (fare la spesa, andare in palestra, seguire un corso di formazione) sarebbero inevitabilmente compromesse o fortemente limitate.

Attività commerciali

Tanti esercizi di commercio sono punti di riferimento per un’intera categoria merceologica e si rivolgono ad un pubblico metropolitano, se non addirittura provinciale e interprovinciale. Questi esercenti assisterebbero inevitabilmente ad una riduzione del fatturato, in riferimento a tutti i clienti proveniente dall’altra parte del ponte e che, salvo rari casi, finirebbero per cercare un’alternativa.

E voi in quale categoria rientrate? Si potrebbe continuare ancora per ore.

Verso la campagna elettorale

Questa ricostruzione ipotetica, paradossale ma al contempo non impossibile, vuole evidenziare ancora una volta come la negligenza presenta sempre il conto, prima o poi. Ci avviciniamo alla campagna elettorale e il Ponte Corleone sarà oggetto di annunci, proclami e accuse. Occorre scongiurare ancora una volta la propagazione di notizie false per comprendere lo stato dell’arte e purtroppo, esperienza insegna, questo periodo che ci separa dalle elezioni potrebbe fare il pieno di superficialità e faziosità sull’argomento.

Nel frattempo non ci sono particolari aggiornamenti di rilievo sul ponte.

Attendiamo gli sviluppi da parte del commissario circa il cronoprogramma dei lavori e torneremo ad aggiornarvi sulla vicenda. Una cosa certa è che bisognerà pensare anche ad un nuovo attraversamento sull’Oreto: Ponte Corleone e Ponte Oreto (anche questo in condizioni precarie) sono ben distanti fra loro anche col raddoppio non cesseranno definitivamente i problemi. Già nel 2014 evidenziavamo la necessità di realizzare un nuovo ponte, oggi più di prima visti i disagi che si stanno vivendo. Consideriamo inoltre che l’attuale progetto di prolungamento della rete tranviaria, prevede la realizzazione di un ponte bimodale fra via Villagrazia/Orsa Maggiore e via Tricomi.

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15 Thoughts to “Cosa accadrebbe se domani crollasse Ponte Corleone?”

  1. Matteo

    Scusate se vado leggermente fuori tema, ma esattamente il raddoppio del ponte come dovrebbe avvenire a livello tecnico? Si creerebbero due nuove corsie laterali, per poi chiudere quella centrale, ripararla, e riaprire tutto (parte centrale e nuove parti laterali) insieme, ottenendo un ampiamento della carreggiata?

  2. BELFAGOR

    Ottima analisi.
    Ma senza arrivare all’ ipotesi estrema, cioè il crollo di ponte Corleone, cosa succederebbe se improvvisamente la città dovesse essere evacuata , per esempio in caso di terremoto?
    Ha porre questa domanda sulla propria pagina Facebook è stato Pino Apprendi, ex consigliere comunale del PD e ex parlamentare regionale, perciò una figura storica e autorevole della sinistra della città, tra l’altro ex vigile del fuoco.
    “Vista la situazione del ponte di Corleone con il blocco del traffico, e del ponte di via Oreto sarebbe opportuno che la Protezione Civile rendesse pubblico il piano di evacuazione, se dovesse servire”.
    Purtroppo tale piano di evacuazione sembra non esista, anche perchè , come ha giustamente messo in evidenza l’ articolo, sarebbe difficile trovare strade alternative.
    E allora?
    La riflessione di Pino Apprendi apre un serio problema sulla sicurezza dei cittadini.
    In parole povere oggi a Palermo, in caso di evacuazione o di crollo del ponte Corleone, buona parte della popolazione sarebbe intrappolata.
    E’ inutile girarci attorno: un eventuale terremoto, o il crollo dei ponti Corleone e di via Oreto, scatenerebbe il caos .
    Come abbia fatto Palermo a ridursi nell’attuale stato di degrado?
    La città è piena di cantieri eterni , quasi tutti fermi, che, oltre ad avere provocato danni economici enormi alla città e disagi infiniti ai cittadini, ha bloccato la viabilità , privata e pubblica.
    Due ponti che collegano la città con la parte orientale della nostra Isola – il ponte Corleone e il ponte Oreto – sono pericolanti . Cosa succederebbe se migliaia di automobilisti dovessero riversarsi su queste due infrastrutture in caso di emergenza?
    Probabilmente crollerebbero!!!
    Quello che colpisce , oltre il totale disinteresse della classe politica nostrana, anche quello delle autorità giudiziarie.
    Non mi risulta, ma forse mi sbaglio, che la magistratura stia indagando su questa situazione.
    Forse dobbiamo aspettare che crolli il ponte Corleone , per intervenire?

  3. Giuseppe

    Nessuno lo sa, e nessuno ha il coraggio anche solo di pensarci. Supponiamo per un istante che si raddoppino le laterali, qualora fosse necessario demolire e ricostruire la corsia centrale non è detto che questa operazione possa svolgersi in sicurezza tenendo aperte le corsie laterali.

  4. BELFAGOR

    “Non ritengo che la situazione del Ponte Corleone possa essere definita ‘in alto mare’ perché se è vero che c’è ancora molto da fare, è altrettanto vero che finora ……molto è stato fatto soprattutto per garantire la sicurezza a tutti i cittadini“.
    A fare questa “incredibile” affermazione è l’assessora Maria Prestigiacomo.
    L’ assessora ammette però che :
    “ È un fatto evidente che quando è stato firmato il Patto per il Sud per la progettazione e la realizzazione di tre opere importanti, bretelle laterali del ponte Corleone, Svincolo Perpignano e Ponte Oreto, siano stati inseriti…….. soltanto 15 milioni di euro”
    L’assessora dimentica di dire che la scelta di destinare solo 15 milioni ( su 700 ) per queste fondamentali opere fu della sua giunta e del suo sindaco.

  5. Vitogol

    Ciò che lascia letteralmente senza parole è l’inedia e la rassegnazione generalizzate che ormai pervadono a tutti i livelli questa sventurata città e i suoi abitanti. A Palermo abbiamo ormai perso persino la capacità di indignarci. Chi, tra le Autorità Istituzionali interessate, le Associazioni, gli Organi di stampa (i cosiddetti cani da guardia del potere trasformati in cagnolini di compagnia) e i vari stakeholders avrebbe dovuto intervenire e non l’ha fatto ? Il Prefetto ? Il Capo della Protezione Civile locale? Il Procuratore della Repubblica ? E’ mai possibile che non si configuri alcun reato conseguente alla mancata assunzione di provvedimenti che avrebbero dovuto prevenire l’emergenza che fronteggiamo e che, come ben illustrato nell’intervento odierno, potrebbe divenire ancor più drammatica. Non trovate RIDICOLO che il Governo, così pronto ad affrontare e risolvere i problemi di Genova dopo il crollo di un ponte di 1.182 metri abbia risposto all’emergenza di Palermo per un ponte che ne misura solo 140 nominando un (sic!) Commissario Straordinario il 16 Giugno 2021 e lasciando che entrasse nel pieno delle funzioni dopo oltre tre mesi (29 Settembre 2021) ? Sono forse questi tempi idonei ad affrontare un’emergenza così drammatica ?
    C’è bisogno di una mobilitazione generale cittadina che prescinda dal colore e dalle opinioni politiche di ciascuno perché il problema riguarda il vivere quotidiano di tutti i palermitani e dei tanti non-palermitani che da quel ponte sono costretti a passare. Questo sito potrebbe, insieme ad altri, agire da catalizzatore. Magari facendo partire una petizione online o promuovendo un confronto pubblico.

  6. pinu u' seriu

    x Vitogol la differenza che Genova hanno un sindaco autorevole che non ha detto mai NO ALLA SOPRAELEVATA MA NO ALLA TANGENZIALE invece a Palermo abbiamo un sindaco incapace nauseante con assessore peggio che hanno detto NO AD OGNI OPERA COMPRESO IL CIMITERO (SI DOVEVA COSTRUIRE NUOVO GIÀ’ ANNI FA’) A CIACULLI..poi Pino Apprendi? e’ del PD come Orlando e i suoi consigli di maggioranza Gentile Di Pisa e via dicendo..meglio che taccia e si vergogni di appartenere al PD e aver appoggiato Orlando che a 4 mesi dalle elezioni si sveglia ? ANDASSERO A QUEL PAESE LORO E IL PD

  7. Riflessione

    Leggere le dichiarazioni di quella fa capire dove siamo finiti
    Invece di recitare il mea culpa per aver ignorato per anni la cosa ci riferisce che lei è i suoi amichetti sono da lodare perché stanno mettendo in sicurezza il ponte.. vi ricordate che è la stessa che disse che il problema in via regione siciliana (zona lidl) sarebbe stato risolto in qualche settimana?

    mi chiedo ma cosa pensa di parlare con lattanti?
    Con persone colpite da grave patologie mentali?
    Pensa che siamo tutti dei cretini?

    Ce lo faccia sapere

  8. moscerino

    PONTI DA REALIZZARE a Palermo sul Fiume Oreto, procedendo da mare verso monte:
    A) Prosecuzione Via dei Picciotti su Via Tiro a Segno;
    B) Prosecuzione di Via Archirafi su Via Giuseppe Bennici;
    C) Doppio ponte a fianco al ponte ferroviario che colleghi le Vie dei Decollati e Emanuele Paternò;
    D) collegamento tra la traversa della Via Stazzone all’altezza del civico8 e in perpendicolare alla Via Emanuele Paternò;
    E) collegamento Stabile fra i due tratti della Via Guadagna;
    F) Ponte al di sopra della PFP, che colleghi la Via giuseppe Sergi con la Piazzetta Rita Levi Montalcini;
    G) Dalla rotatoria dove convergono le Vie Villagrazia, Dell’Orsa Maggiore e San Filippo e come natura le prosecuzione di quest’ultima fino alla Via Buonpensiero (alta);
    H) Ripristino della Via Ponte Rotto;
    I) I famosi ponti laterali della circonvallazione.
    PONTI CHE VANNO RICOSTRUITI a Palermo sul Fiume Oreto, procedendo da mare verso monte:
    A) Ponte della Via Messina Marine, occorre raddoppio della sede stradale ampio marciapiede innalzamento del parapetto e predisposizione per linee tram/metro;
    B) Sostituzione del ponte singolo della Via Oreto con due ponti a formare una ampia rotatoria che permetta l’inserimento della linea del tram proveniente da Belmonte Chiavelli.
    PONTE CORLEONE, merita un discorso operativo a parte, in quanto l’aggiunta di una armatura di sostegno/sostituzione è diventata indispensabile, al fine di accorciare i tempi di sostituzione dell’attuale ponte in totale rispetto dell’ambiente smontando pezzo per pezzo la struttura, senza gravare sulle struttura in attività temporanea prima e definitiva poi, tutto avendo precedentemente provveduto alla costruzione dei ponti laterali.
    Come si può notare Palermo si doterebbe di ben 12 ponti di scavalcamento solo della parte a massima concentrazione abitativa

  9. BELFAGOR

    Quando inizieranno i lavori per mettere in sicurezza il ponte Corleone ?
    Nessuno lo sa.
    Fra qualche giorno, la ditta Icaro Progetti consegnerà i risultati dei carotaggi all’Anas, che farà la progettazione.
    In base a ciò, si saprà l’entità e il tipo di lavori.
    Cioè se tali lavori riguarderanno tutto il ponte, o solo una parte.
    Sembra che l’ eventuale progetto dovrebbe essere pronto non prima del mese di giugno.
    Solo dopo si potrà pensare a bandire l’ eventuale appalto.
    C’è però un “piccolo” problema: NON CI SONO I SOLDI.!!!!
    Queste notizie sono emerse durante l ‘audizione in IV commissione dell’ ARS sulla drammatica situazione del ponte Corleone
    Secondo le relazioni del Comune e dell’ ANAS ,entro giugno dovrebbe essere pronto un progetto di manutenzione straordinaria redatto dall’ANAS ma purtroppo non ci sono fondi disponibili nelle casse comunali a meno che il Comune, proprietario dell’opera, non avvii da subito una interlocuzione con il Governo nazionale per trovare tali fondi.
    Per l’ opposizione il Comune deve chiarire come intende procedere per reperire le risorse necessarie affinché i lavori possano essere avviati nel più breve tempo possibile.
    Ma l’assessora Prestigiacomo, pur ammettendo l’ assenza di finanziamenti, rassicura che il Comune sta facendo “tutto il possibile” per trovare tali soldi.
    Nella realtà il comune, sembra, non ha fatto…..NIENTE!!!!
    I soliti maligni sostengono che la Giunta è in attesa che scada il loro mandato per scaricare sul prossimo sindaco la patata bollente.
    Forse invece di far parlare l’ assessora Prestigiacomo sarebbe stato necessario che intervenisse direttamente il sindaco per spiegare come stanno le cose.
    Il fatto che Orlando tace non è un bel segnale.

  10. Davide

    la soluzione il comune l’ha nelle sue carte…..

    si chiama ponte intermodale per Bonagia all’altezza del centro guadagna, poco lontano dal Corleone!!! E’ già progettato e finanziato per la linea D del tram, inopinatamente e senza lungimiranza finito in coda…..cìè già un commissario, basterebbe con decreto conferirgli anche il potere di realizzare subito questo ponte!!!!
    Pochi mesi e avremmo un ponte intermodale (auto-tram-bici-pedoni!!!!!!)
    Potrebbero pure chiudere il tratto del corleone per agire in sicurezza anche per il raddoppio!!!!

  11. Davide

    a- nuovo ponte intermodale per bonagia (linea d del tram) già finanziato e progettato (tempi-pochi mesi)
    b- apertura svincolo forum (un mese)
    e più a lungo termine …svincolo oreto (per alleggerire Bonagia) e soprattutto:

    P E D E M O N T A N A!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    con sei svincoli collegati a via regione permetterebbe in caso di necessità di deviare il traffico in altri tronconi….sarebbe percorribile perfino a 140 km orari in certi tratti e attraversabile in soli 10 minuti!!!!!
    Non è fantascienza è realtà da decenni in tutte le città del mondo, è una questione di sicurezza pubblica, tutti noi vediamo cosa accade allorché si verifica un incidente o una fug di gas su via regione, se fosse collegata ad altra tangenziale più esterna sarebbe il massimo ed allontanerebbe dal centro il traffico smistandolo con effetto gronda….
    Si avrebbe tutto il tempo di intervenire su singoli tratti di via regione per ultimare le opere e fare manutenzione regolare.

  12. punteruolorosso

    @davide
    ci vorrebbero anche l’interramento delle corsie centrali della circonvallazione e il collegamento diretto con il porto

  13. BELFAGOR

    Mentre viale Regione siciliana è sempre più drammaticamente bloccata dal traffico , per chi sa quanto tempo, a causa della disastrosa situazione del ponte Corleone, stranamente vari esponenti di diversi schieramenti politici stanno riesumando il vecchio progetto della “pedemontana” cioè del collegamento alternativo alla circonvallazione per collegare l’autostrada Palermo-Catania con la Palermo-Mazara del Vallo senza passare da viale Regione Siciliana.
    Il progetto, nel 2016, sembrava essere stato accantonato definitivamente dall’amministrazione comunale di Leoluca Orlando, notoriamente allergico a nuove strade e strutture viarie.
    Oggi tutti si rendono conto, colpevolmente in grave ritardo, che l’ opera doveva essere realizzata.
    Alla fine dell’anno scorso il sottosegretario alle Infrastrutture Giancarlo Cancelleri aveva rilanciato la realizzazione dell’opera:
    “Non possiamo più rinviare. Palermo ha bisogno di una valida alternativa alla Circonvallazione”.
    In seguito l’opera era stata proposta dall’ aspirante sindaco Francesco Scoma e poi anche dal leader del Cantiere popolare Saverio Romano.
    Ora anche il presidente della Regione Nello Musumeci, per farsi perdonare i tanti errori e la scarsa attenzione verso Palermo della sua giunta , ha deciso di rispolverare il vecchio progetto: ieri, infatti, la giunta regionale ha approvato la “pedemontana” cioè una “circonvallazione bis” che – almeno nei progetti circolati in passato – sarà lunga 19 chilometri, circa la metà dei quali in galleria, con sei svincoli.
    Sempre ieri mattina Musumeci e l’assessore alle Infrastrutture Falcone ne hanno discusso con il nuovo amministratore delegato dell’Anas Aldo Isi .
    Il governo punta a inserire l’opera — un bypass che vale un miliardo e mezzo — nel nuovo contratto di programma che la Regione e l’Anas sottoscriveranno fra maggio e giugno.
    “Nel confronto con il governo nazionale avviato lo scorso mese di ottobre — dice Falcone — la Regione, con il proprio dipartimento, ha confermato al ministero delle Infrastrutture l’inserimento dell’arteria tra quelle prioritarie per la Sicilia. Del resto, negli archivi dell’Anas dovrebbe giacere già uno studio di fattibilità sull’opera, che andrebbe aggiornato e portato a progetto. Il governo Musumeci farà la sua parte, in tutti i sensi”.
    La cosa ci fa piacere ma……
    Come mai tutti questi politici si stanno svegliando alla vigilia delle elezioni comunali e regionali?
    Si tratta di una reale volontà di recuperare il tempo perduto o si tratta della solita promessa elettorale.
    E mentre i vari politici promettono mari e monti non si riescono a trovare i soldi per il ponte Corleone e gli interventi vengono rimandati , forse, a fine anno.

  14. Paragone

    La considerazione da fare è solo una
    Avete mai letto o sentito di malori, gravi cadute, problemi di salute di qualcuno che potrebbe essere il responsabile di questa catastrofe?

    Godono tutti di buona salute, anzi gli viene concesso dalla Vita di continuare a fare ( o meglio non fare) tutto ciò che vogliono
    Hanno certi sorrisi che viene il cuore 😊

    Ergo mi alzo in piedi e faccio loro un bell’applauso

  15. BELFAGOR

    Mentre il Comune tace, iI viceministro delle Infrastrutture e dei trasporti Giancarlo Cancelleri riprende la proposta della Pedemontana del governatore Musumeci e rilancia:
    “La Pedemontana è un’opera assolutamente necessaria: non possiamo tenere la capitale della nostra Regione con un attraversamento all’interno della città. Nel non portare avanti il progetto si è perso solo del tempo.
    C’è un progetto preliminare del 2011. Oggi ci troviamo però all’anno 0. Ci sono delle ipotesi di tracciato, occorre rifare le rilevazioni sul territorio perchè qualcosa sarà cambiata ma ritengo che dobbiamo andare avanti”.
    La questione della Pedemontana è vecchia almeno di dieci anni.
    Il 31 agosto del 2011, l’allora governatore Raffaele Lombardo, insieme al Comune e alla Provincia, firmò il protocollo d’intesa con l’Anas che si impegnava ad approntare uno studio di fattibilità della tangenziale interna di Palermo, da realizzare con il project financing e che avrebbe rappresentato una alternativa a viale Regione Siciliana.
    Quello che ne venne fuori fu un progetto da 900 milioni di euro : cinque erano i tratti, dall’innesto nell’A19 allo svincolo Bonalgia, da quest’ultimo allo svincolo Oreto, per poi salire a Monreale, passare da Boccadifalco per poi riscendere a valle e imboccare la Palermo Trapani.
    Il progetto fu però bloccato , nel 2016, dal sindaco Orlando perché ritenuto “non prioritario”.
    Ora, con il disastro del ponte Corleone, l‘ opera è diventata prioritaria e non è più rinviabile.
    L’intervento è complesso, ma lo stesso Cancelleri ammette che “rispetto al tunnel, la Pedemontana risulta più facilmente realizzabile. Le linee di finanziamento ci sono. Da parte nostra c’è la volontà politica e credo che ci sia anche da parte della Regione”.
    Intanto il viceministro Cancelleri pensa anche a Ponte Corleone:
    “Siamo pronti a mettere i soldi sul Ponte. Il ministro Giovannini sa quanto è urgente e importante tale snodo: si tratta del collegamento fra Catania e Trapani. Aspettiamo i risultati degli studi e capiremo quante risorse appostare per la realizzazione della messa in sicurezza e delle complanari. Vogliamo intervenire per porre fine a quella che è una vergogna”.
    Per finire una buona notizia : s’ eppure con molto ritardo , sono stati assegnati i lavori per far sparire il ‘tappo di viale Regione’ all’altezza del supermercato Lidl in direzione Trapani.
    L’opera, che avrà un costo di circa 500mila euro, dovrebbe essere completata tra ……4- 5 mesi .
    E il Comune?
    Nel suo piccolo è intervenuto.
    Sul ponte Corleone alcuni pezzi di ringhiera che rischiano di cadere, sono stati “riparati”……. con un po’ di corda e del fil di ferro.
    COMPLIMENTI!!!!!

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