Approvato il PUDM, è forse arrivata la fine delle tanto discusse cabine di Mondello?

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E’ stato approvato ieri sera dal consiglio comunale il PUDM (Piano d’uso del demanio marittimo)

Cos’è il PUDM?
Il PUDM è un documento di pianificazione, previsto dalla Legge regionale 15/05, che individua le modalità di utilizzo del litorale marino della città e ne disciplina gli usi sia per finalità pubbliche, sia per l’esercizio di attività rimesse alla libera iniziativa e regolamentate attraverso il rilascio di concessioni marittime e ha come obiettivo lo sviluppo sociale, economico e urbanistico dei 29 km della costa palermitana.

Quali sono gli obiettivi del PUDM?
Gli obiettivi principali del Piano Utilizzo Demanio Marittimo riguardano le demolizioni delle opere abusive non acquisite al demanio marittimo, il miglioramento dell’accessibilità alla costa, la messa in sicurezza e bonifica finalizzata ad un utilizzo residenziale o a esso assimilabile dei interessati in passato da fenomeni di discarica abusiva, riconversione delle concessioni demaniali esistenti destinate ad attività non connesse alla fruizione del mare, programmazione e razionalizzazione del rilascio di nuove concessioni demaniali marittime e la regolamentazione delle nuove connessioni in aree ‘Sic/Zps’ per promuovere un uso ecosostenibile della fascia costiera.


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Dopo aver chiarito cos’è e di cosa si occupa, andiamo alla parte più interessante.

Quando entrerà in vigore?
C’è chi ritiene che il Pudm, che dopo il passaggio a Sala delle Lapidi deve comunque essere approvato definitivamente dalla Regione, potrà essere operativo solo dal 2021 e chi, invece, ritiene che se divenisse ufficiale prima della fine del 2015 rientrerebbe nella proroga decisa dalla Regione. Insomma, potrebbe diventare operativo già dal 2016 obbligando i concessionari ad adeguarsi. La seconda ipotesi, in realtà, è assi più improbabile, ma Palazzo delle Aquile vuole mandare intanto un messaggio alla Regione per chiederle di accelerare le procedure. Ad oggi solo San Vito Lo Capo, infatti, ha un Pudm in tutta la Sicilia, anche se per legge è un piano obbligatorio dal 2005-


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Cosa prevede?
Partiamo dalle spiagge. Se il Pudm attualmente prevede un’alternanza di spiagge libere e concessioni private, che vanno chieste direttamente alla Regione, con un emendamento si vorrebbe concedere al Comune un diritto di prelazione mediante le concessioni pubbliche. Ovvero sarà Palazzo delle Aquile a decidere se gestire in modo diretto la porzione di spiaggia oppure se concederla mediante bando, ma stabilendo a priori cosa si potrà fare in quell’area e come. Un provvedimento che, se passasse, renderebbe interamente pubblica Mondello (compresa l’area dello storico Charleston) ma anche Sferracavallo, Vergine Maria, Romagnolo e la Bandita. E i privati che ci sono per ora? Potranno concorrere al bando, ma rispettando i nuovi paletti che non consentono aree più grandi di 3mila metri quadrati.

Dove ci sono gli scogli, invece, bisognerà lasciare liberi 10 metri dalla battigia, il che vorrà dire che le palafitte e le terrazze che ora sorgono per esempio all’Addaura dovranno indietreggiare e di molto. Inoltre le recinzioni dei lidi non potranno essere più alte di 1,2 metri, evitando così di oscurare la vista del mare. A Vergine Maria, in zona cimitero dei Rotoli, sorgeranno tre mega parcheggi che eviteranno così l’ingorgo della zona, mentre dal varco pubblico del Telimar partirà una passerella lignea che arriverà a Mondello. Per quanto riguarda la costa Sud spazio a un grande parco del mare, dal porticciolo della Bandita al mammellone del teatro del sole, in cui potrebbe sorgere l’acquario (ma il progetto sembra essere in stallo) o un grande impianto sportivo proposto da privati. Salterà anche un distributore di benzina, in zona demaniale, al posto del quale sorgerà un grande parcheggio.

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Le altre novità riguardano la divisione in aree, zone e lotti. Ogni lotto, per esempio, dovrà essere per il 50% lasciato alla libera fruizione e la lunghezza del fronte a mare per la singola concessione non potrà essere di oltre 100 metri. Inoltre, a seconda del tipo di concessione, ci saranno dei tetti per i metri quadrati. Insomma, addio a concessioni gigantesche e più spazio a fette più piccole di demanio date ai privati ma intervallate da spiaggia libera. Tra una concessione e l’altra dovranno infatti esserci almeno 100 metri. Chi ottiene una concessione a scopo balneare, inoltre, deve lasciare un quinto dell’area libera da lettini, sdraio o cabine a cui chiunque potrà accedere pagando solo un ottavo della tariffa minima giornaliera prevista da chi invece usufruire dei servizi offerti, il che varrà anche per i club privati che oggi comprendono pure forze armate e dell’ordine. Le strutture realizzate andranno smontate a stagione finita, a meno che non abbiano una concessione edilizia, e dovranno essere in legno o materiali ecocompatibili, oltre che di massimo tre colori (di cui due devono essere differenti tonalità dello stesso colore). Il concessionario ha poi l’obbligo di garantire la pulizia della sua area per tutto l’anno, compresi gli spazi laterali, e viene introdotto anche la necessità dei parcheggi pertinenziali sia per le attività stagionali (quando c’è incremento urbanistico) che per quelle annuali: 25 metri quadrati di posteggi per ogni 100 metri quadrati di concessione, oppure stipuleranno apposite convenzioni o ancora monetizzeranno. Il Pudm poi distingue anche tra stabilimenti balneari e aree attrezzate per la balneazione: i primi devono avere cabine spogliatoio pari al 10% degli ombrelloni montati e contenitori per la differenziata, con un’estensione massima di 3mila metri quadrati; nel secondo caso il limite è 2mila, di cui coperti non più del 5%. Le spiagge libere dovranno avere bagni ogni 300 metri e la concessione non potrà eccedere i 600 metri quadrati. I punti di ristoro, invece, non dovranno essere più grandi di 100 metri quadrati.

Articolo tratto da Live Sicilia a cura di Roberto Immesi.

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4 Thoughts to “Approvato il PUDM, è forse arrivata la fine delle tanto discusse cabine di Mondello?”

  1. punteruolorosso

    parco di romagnolo: non ultimato e vandalizzato
    parco di acqua dei corsari: ultimato e mai aperto.discarica di rifiuti tossici come al cassarà.
    questo nuovo parco che fine fa?

  2. Athon

    Operativo nel 2021, cioè fra sette anni, è un periodo troppo lungo.

    Ci si augura facciano di tutto per accelerare le procedure.

  3. BELFAGOR

    IL CASO MONDELLO : C’ E’ POCO DA FESTEGGIARE
    Il futuro di Mondello e delle coste e delle spiagge di Palermo sono legate strettamente all’ approvazione del PUDM.
    Ma cosa è il PUDM?
    E’ il Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo che disciplina le attività realizzabili nelle aree del demanio marittimo, ne determina le condizioni di tutela dei siti di interesse ambientali e delle caratteristiche storico-paesaggistiche della costa, individua le aree su cui eseguire interventi pubblici relativi a messa in sicurezza sotto il profilo idrogeologico ma soprattutto, il PUDM identifica le aree da rilasciare in concessione per l’esercizio di attività connesse all’uso del mare, cioè gli stabilimenti balneari.
    Ebbene, Palermo non ha un PUDM.
    Un tema estremamente scottante non solo per le recenti vicissitudini legate alla concessione della spiaggia di Mondello ma soprattutto in vista del futuro della Costa Sud.
    Ma perché Palermo non ha un PUDM?
    Per rispondere a questa domanda bisogna risalire addirittura al 2014, ai tempi del sindaco Orlando, quando fu effettivamente approvato un PUDM
    Peccato però che, dopo un paio d’anni, la Regione dichiarò illegittimo tale atto perché violava alcune delle linee guida imposte in quel periodo dall’assessorato regionale al Territorio e all’Ambiente.
    Da allora si è proceduto con concessioni temporanee approvate caso per caso.
    I consiglieri comunali Ugo Forello , Giulia Argiroffi e Carmelo Miceli hanno denunciato l’ incredibile situazione :
    “E’ gravissimo lo stallo che da oltre 11 anni paralizza l’approvazione del PUDM lasciando spazio a una gestione opaca e discrezionale del nostro litorale. In questo lungo periodo, una certa politica ha continuato a muoversi nel buio, concedendo proroghe e autorizzazioni temporanee in totale assenza di trasparenza e visione, in una logica di consenso clientelare che ha mortificato il diritto dei cittadini alla piena fruizione pubblica delle nostre coste. Oggi, grazie anche alla recente attenzione mediatica sollevata dal deputato regionale Ismaele La Vardera, non è più tollerabile il silenzio o l’inerzia del Comune. È necessario che l’Amministrazione comunale assuma le proprie responsabilità, garantendo legalità, trasparenza e una visione moderna e sostenibile del nostro patrimonio costiero“.
    Teoricamente il nuovo PUDM è stato già redatto da alcuni mesi ma….
    Un primo passaggio importante si è registrato nel novembre 2025 con l’approvazione della delibera in Giunta. Il documento però deve ancora passare dal Consiglio Comunale.
    Ma prima di arrivare in consiglio comunale la burocrazia comunale deve terminare l’analisi delle 47 osservazioni mosse al PUDM da parte dei cittadini. Dopodichè, il Consiglio Comunale potrà approvarlo. Ma non è finita qui. Dopo il parere positivo dell’aula infatti, l’atto dovrà essere inviato all’assessorato regionale al Territorio e all’Ambiente per l’ottenimento della VAS. Teoricamente possono passare fino a 90 giorni. Solo dopo l’eventuale decreto infatti, il PUDM di Palermo avrà efficacia.
    Appare evidente che non ci sono i tempi e senza tale approvazione, almeno per il 2026, il problema rimane in mano alla Regione.
    Come ricorda giustamente il consigliere regionale, Luigi Sunseri : “Il PUDM riguarda l’intera fascia costiera di Palermo: da Sferracavallo a Mondello, dall’Addaura all’Arenella, fino a Sant’Erasmo e alla Bandita. Parliamo di equilibrio tra fruizione pubblica, tutela ambientale, concessioni demaniali, sviluppo economico e legalità. Non è materia da tifoserie. Governare un processo amministrativo significa rispettare le regole, garantire trasparenza, valutare ogni osservazione, assumersi la responsabilità delle scelte“.
    Purtroppo paghiamo caro l’ immobilismo degli anni precedenti.

  4. BELFAGOR

    MONDELLO, UNA NUOVA……COSTA SUD?
    Finalmente è stata tolta alla società italo belga il monopolio anacronistico sulla spiaggia di Mondello ma ora c’è il timore che si passi dal monopolio all’anarchia. Appare evidente che il Comune non è in grado di gestire la spiaggia e, in assenza di un piano specifico, la fretta di assegnare temporaneamente dei tratti di arenile a qualche privato, potrebbe far rientrare dalla finestra quei soggetti che gestivano la vecchia società italo belga (che di belga aveva ormai ben poco).
    Non vogliamo essere pessimisti ma c’ è il rischio che Mondello questa estate possa essere invivibile e che inizi un processo di degrado.
    La vera sfida non è solo capire chi gestirà Mondello, ma se l’amministrazione comunale avrà finalmente la capacità e la forza di trasformare l’intera costa cittadina in una risorsa .
    Il vero paradosso di Palermo infatti e che, mentre Mondello rischia di esplodere, abbiamo chilometri di litorale da Romagnolo ad Acqua dei Corsari che attendono da decenni una rinascita vera.
    Se la Costa Sud venisse finalmente restituita alla balneazione con servizi all’altezza, la pressione su Mondello diminuirebbe drasticamente e renderebbe più vivibile questa spiaggia.
    Finché Palermo ha una sola spiaggia degna di questo nome, c’ è il forte rischio che Mondello possa velocemente degradare. Vi ricordate quel vecchio amministratore che prometteva di trasformare la Costa sud in una nuova Mondello? Ora c’ è il rischio che Mondello si trasformi in una…….. nuova Costa sud.
    COMPLIMENTI!!!!

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