Articolo
10 nov 2015

Cara Rap, siamo sicuri che la colpa è essenzialmente del cittadino?

di Antony Passalacqua

Cara Rap, scriviamo queste poche righe per soffermarci sulle ultime dichiarazioni del presidente Marino circa le insane abitudini dei nostri concittadini palermitani. ".....necessario un cambiamento radicale nei comportamenti e nelle abitudini dei cittadini palermitani. Senza tale cambiamento radicale, nessun servizio di raccolta sarà sufficiente a controbilanciare l'inciviltà dei comportamenti". Le dichiarazioni che abbiamo riportato, sono prese a margine del ritrovamento nei cassonetti di anomale tipologie di rifiuti (lavatrici, sfabbricidi, etc.). Partiamo da un punto fermo: qui non si vuole mettere in dubbio tutto il lavoro che  si sta portando avanti per dotare l'azienda di tutti gli strumenti e mezzi, necessari per operare attivamente. E non si rinnega nemmeno il passato burrascoso che è stato ereditato, e la diffusa inciviltà. Nonostante ciò, quelle dichiarazioni sembrano suonare come un alibi, nascondendo di fatto tutte le imperfezioni che ha l'organizzazione del lavoro all'interno dell'azienda. Vi mostriamo un paio di foto che ritraggono dei cestini gettacarta rispettivamente in corso Vittorio Emanuele (già colmo alle 16:30 del 8/11/201, foto E.Nicolosi) e via Cavour (5/11/2015 alle 10:15, foto C.Perna). Cosa significa? Non è assolutamente vero che la colpa è SOLO dei cittadini. Anzi, la riprova che ci sono nostri concittadini (e non solo) che svolgono perfettamente il proprio compito, ma dall'altra parte non si può dire altrettanto. O ci sono fannulloni e imboscati oppure il lavoro è organizzato in maniera approssimativa, tale da renderlo completamente vano. Coi risultati che sono sotto gli occhi di tutti. E abbiamo preso come esempio dei cestini, in due zone centralissime della città. Ma i social network sono pieni di queste immagini. Cestini ma anche delle strade di qualsiasi quartiere, dove  lo spazzamento è un miraggio. Caro presidente, è sempre convinto che la colpa di tutto questo sia essenzialmente da attribuire ai nostri concittadini? Concludendo, non possiamo che terminare questa lettera con un famoso proverbio latino: Agere, non loqui

Leggi tutto    Commenti 15