Segnalazione
13 mar 2017

Palazzo Ventimiglia Geraci: La triste fine di una grande dinastia

di belfagor

Il 20 febbraio 2014 , un piccolo trafiletto del Giornale di Sicilia riportava la seguente notizia  Palermo, sequestrato palazzo Geraci: commercianti sgomberati” “Su disposizione dell'autorità  giudiziaria i vigili urbani stamani hanno sequestrato a Palermo  Palazzo Geraci di Ventimiglia perche è fatiscente e considerato a  rischio crollo, sgomberando anche i negozi che si trovano nel  piano stradale, in corso Vittorio Emanuele.  I commercianti, senza alcun preavviso sono stati costretti ad  abbandonare i locali, con la merce rimasta chiusa nei negozi”. Il Palazzo Geraci di Ventimiglia non è un semplice palazzo pericolante, ma era la lussuosa dimora di una della famiglie più importanti e potenti della Sicilia, una di quelle famiglie che hanno fatto la storia della Sicilia. i Ventimiglia presero il nome dalla città ligure di Ventimiglia , ma nella realtà provenivano da Albenga, in cui deteneva la contea del Maro . Da qui, la denominazione di Ventimiglia del Maro.  I Ventimiglia del Maro, arrivarono in Sicilia intorno al XIII secolo e in seguito si divisero in due rami principali: a) quello dei conti-marchesi di Geraci ,principi di Castelbuono, poi principi del Sacro Romano Impero, di Belmonte, Grammonte, Scaletta, Belmontino, Valdina, Villadorata, Ventimiglia di Sicilia, Sant'Anna e Buonriposo. b) e quello dei Conti  del Bosco Ventimiglia, conti di Alcamo e Vicari, duchi di Misilmeri, baroni diPrizzi e Siculiana, cavalieri del Toson d’Oro, nonché principi di Cattolica. Come potete capire era una delle famiglie più potenti di Sicilia, una di quelle famiglie che sono entrate nella storia della nostra isola. Per esempio, Francesco II Ventimiglia,  vicario generale del regno di Sicilia, nel 1350 guidò  un tentativo di rivolta contro i Chiaromonte, loro antichi nemici e allora i padroni di Palermo, ma il golpe fallì e i Ventimiglia si dovettero mettere in salvo. Nel 1353, mutato il quadro politico siciliano, Francesco venne reintegrato formalmente nella carica di camerario del regno, già appannaggio del padre. Francesco II fu inoltre nominato capitano e giustiziere a vita di Palermo e castellano della reggia normanna e del Castello a Mare, cioè in sostanza signore “perpetuo” della città, nonché capitano di Trapani e Salemi. Ma torniamo a parlare del loro Palazzo del Cassaro.  Dove sorge l’attuale palazzo c’era una casa cinquecentesca  appartenente alla famiglia Lanza . Tale casa fu acquistata e ristrutturata ,in forme barocche, attorno al 1626 da don Pietro Balsamo principe di Roccafiorita,  che  inglobo la quattrocentesca chiesa di S. Biagio, che il principe provvide a ricostruire nella via ancora oggi chiamata di S. Biagio. Tale Chiesa non è più esistente Alla fine del XVII secolo la proprietà del palazzo passò ai Ventimiglia di Geraci. Nell’ultimo ventennio del XVIII secolo, il palazzo per decisione di Giovanni Luigi Ventimiglia e Spinola, marchese di Geraci subì una profonda ristrutturazione e  ampliamento. I lavori furono eseguiti dal famoso architetto Venanzio Marvuglia. Il palazzo aveva un’impianto straordinariamente vasto, con un lungo fronte sul Cassaro e lateralmente si estendeva lungo via San Biagio e via Montevergini, fino all’omonima piazzetta. Grazie al grande talento del Marvuglia, il palazzo divenne una delle più belle e prestigiose dimore signorili di Palermo. Possedeva all’interno dei meravigliosi giardini pensili con statue scolpite dal Ignazio Marabitti ed eleganti fontane. Al di sopra del palazzo le suore dell’antico monastero di Montevergini (non più esistente), con il permesso del principe realizzarono la loro loggia o “belvedere” sul Cassaro. Il palazzo nel 1860, con la morte dell’ultimo erede maschio del casato, don Giovanni Ventimiglia iniziò il suo lento declino e fu frazionato in più unità abitative. Successivamente parte del palazzo divenne proprietà del barone Francesco Cammarata che vi apportò notevoli trasformazioni. Fu sede in quegli anni  di un circolo esclusivo “la Società del Nuovo Casino”. Nonostante il nome un po’ ambiguo, era un  ritrovo della più alta società palermitana, con luoghi di lettura e sale da biliardo e da ballo. Durante il fascismo il palazzo fu ulteriormente frazionato e il piano terra fu adibito ad attività commerciali.  Ma il colpo di grazia arrivo nel 1943 quando un’incursione aerea che aveva come bersaglio la vicina sede della Federazione del Fascio (Palazzo Riso), lo centrò in pieno sventrandolo letteralmente e riducendolo in un ammasso di macerie. Oggi il palazzo, un tempo orgogliosa dimora di una delle più potenti famiglie di Sicilia, è abbandonato all’incuria e destinato a crollare. Purtroppo Palazzo Ventimiglia Geraci ha seguito la sorte di tanti altri palazzi del centro storico. Francamente non sappiamo di chi sia la colpa , probabilmente il palazzo appartiene a privati poco sensibili alla storia e alla salvaguardia dei monumenti cittadini, però la nostra amministrazione comunale non ci sembra particolarmente impegnata a salvare questo pezzo della storia siciliana

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Segnalazione
10 mar 2017

Il giallo sulla balneabilita della costa sud

di belfagor

Secondo l’Assessorato Regionale alla salute, i quattro chilometri che vanno dal porticciolo di Sant’Erasmo fino a quello della Bandita continuano ad essere "non adibiti alla balneazione per inquinamento" ,così come i due chilometri e mezzo tra il lido Olimpo e la Bandita. Ma , secondo i dati del ministero all’ambiente e dell’ASP di Palermo, tale tratto di mare ,è nella norma cioè balneabile. Come mai tale diversità di pareri? A quanto sembra, almeno secondo l’ASP, la responsabilità e del Comune di Palermo che non ha portato a termine le opere di bonifica e manutenzione dell’area o comunque non le avrebbe comunicate alla Regione. Se ciò è vero, a causa della “superficialità” dei nostri amministratori comunali anche quest’anno nel decreto regionale, che dà il via alla stagione balneare , la Costa sud continuerà ad essere interdetta alla balneazione, nonostante l’acqua risulta pulita. COMPLIMENTI !!!!! Ma niente paura, l’assessore comunale all’ambiente, Sergio Marino, ha dichiarato  : “ Andrò all’assessorato regionale per capire le ragioni dell’interdizione” Almeno così spigherà perche il Comune non ha portato a termine le opere di bonifica e manutenzione dell’area o comunque perché non le ha comunicate alla Regione. P.S. Mentre le acque del Porticciolo di Sant'Erasmo continua a non essere fruibile per i cittadini palermitani, invece  sono  "fruibilissime" per la tribù di ROM che da settimane si è installata proprio davanti al porticciolo. In parole povere, ciò che ai normali cittadini non è consentito per alcuni invece si.

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Segnalazione
16 feb 2017

PRIMA – DOPO | Via Raffaello, storia di un ambulante troppo “espansivo”.

di Mobilita Palermo

A seguito di una segnalazione da parte di un utente, la polizia municipale è intervenuta in Via Raffello facendo sgomberare l'ambulante che stazionava in maniera del tutto illegale in mezzo alla strada, impadronendosi oltretutto di un accesso ad una scuola abbandonata. Dopo l'intervento della PM è stato sollecitato l'intervento della Rap che ha rimosso e bonificato l'area dove risiedeva la struttura. Una dimostrazione di quanto sia fondamentale inviare segnalazioni. La città è vasta e riuscire a coprire ogni angolo diventa per la polizia municipale compito arduo. Vi invitiamo dunque ad inviarci le vostre segnalazioni tramite questo link: Segnala un problema Oppure all'indirizzo di posta elettronica: [email protected] E' fondamentale allegare almeno una foto.

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Segnalazione
06 feb 2017

Via Raffaello, storia di un ambulante troppo “espansivo”

di Mobilita Palermo

Buongiorno, scrivo per segnalare una delle tante cattive abitudini (questa tipica dei venditori ambulanti) che attanagliano la nostra città, quella che consiste nell’incatenare a cancellate e pali della luce i banchetti e gli altri manufatti destinati alla vendita della merce, con conseguente occupazione abusiva di suolo pubblico. Il caso specifico che desidero portare alla vostra attenzione riguarda una struttura in legno che da parecchio tempo (esattamente dallo scorso mese di giugno, con prima PEC inviata il 18 luglio, come da screenshot allegato) segnalo alla Polizia municipale, la quale ormai da quasi 7 mesi mi rassicura dicendomi che “provvederanno quanto prima ad effettuare un intervento congiunto con la RAP”. Sia la Polizia municipale che la RAP vengono regolarmente tempestate dal sottoscritto di mail certificate e solleciti telefonici, ahimé senza alcun risultato. La struttura segnalata, costantemente incatenata al cancello di una scuola ormai abbandonata in corrispondenza del civico n. 3 della via Raffaello, appartiene ad un venditore di frutta che all’uopo provvede a liberarla dalla catena posizionandola in viale Regione Siciliana, fra le vie De Saliba e la suddetta via Raffaello, esattamente in corrispondenza di una pompa di benzina. Naturalmente, per evitare che l’assenza temporanea di tale struttura dal luogo in cui viene normalmente incatenata possa rappresentare per qualcuno una tentazione, l’ambulante ritiene opportuno occupare con la propria auto tale spazio comune quasi a voler ricordare a tutti di aver acquisito ormai un diritto di cui nessuna autorità, finora, sembra possa o voglia privarlo. Sia chiaro: l’intento di tale segnalazione non è quello di impedire a un concittadino di lavorare, ci mancherebbe altro. Tuttavia, decenza vorrebbe che un venditore ambulante, al termine della propria giornata di lavoro, oltre a lasciare la porzione di area comune utilizzata nelle stesse condizioni in cui l’ha trovata, riportasse con sé gli “strumenti” del lavoro, evitando pertanto di occupare con gli stessi spazi che appartengono a TUTTI. C’è da aggiungere, inoltre, che in presenza di ingombranti abbandonati, i nostri cari concittadini fanno del loro meglio per trasformare le zone interessate in vere e proprie discariche a cielo aperto (cosa che avviene regolarmente anche qui da quando tale struttura in legno permane costantemente incatenata nei pressi della via Raffaello n. 3). Come già detto sopra, tale situazione (che so perfettamente che si replica in centinaia di altre zone della città, cosa che, tuttavia, non costituisce una giustificazione)viene segnalata da mesi sia alla Polizia municipale che alla RAP mediante PEC e telefonate ai rispettivi centralini. Sperando che si possa trovare presto una soluzione, porgo cordiali saluti.

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Segnalazione
30 gen 2017

Degrado in piazzale Giotto/Lennon

di giacomo176

Ecco alcune foto che documentano il degrado in cui versa attualmente piazzale Giotto/Lennon: sono presenti numerosi cumuli di spazzatura che la RAP, nonostante le numerose segnalazioni, si guarda bene dal ripulire – oltre agli ingombranti abbandonati dai nostri cari concittadini (quelli non mancano mai). Da registrare inoltre la presenza di un campo rom improvvisato (con i bambini che giocano in mezzo ai rifiuti).   A dirla tutta, l’intera area di piazzale Giotto, comprese le aiuole nei pressi del capolinea dei bus, versa in pessime condizioni igieniche, nonostante la presenza di numerosi cestini gettacarte fatti installare dal Comune nel tentativo di arginare la maleducazione panormita.    

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Segnalazione
18 gen 2017

Il cassettone dimenticato

di SERPICO

Cari amici di mobilita palermo, oggi vorrei denunciare l'incivilta', non del singolo cittadino che stavolta risulta estraneo ai fatti, ma di quelle ditte addette alla ristrutturazione di appartamenti o condomini che, ultimati i lavori, sbadatamente dimenticano di portarsi via anche il cassettone posto in strada usato per la raccolta degli scarti della ristrutturazione stessa. Il cassettone si trova situato in Via Alberto Verdinois presso la piazza adiacente la parrocchia annunciazione del signore. Il cassettone risulta pieno al limite del possibile di calcinacci dopo una ristrutturazione durata alcuni mesi aggravata maggiormente da alcuni cittadini che, nonostante abbiano a pochi metri di distanza ben 3 cassonetti per la raccolta della spazzatura, ritengono opportuno gettare il proprio sacchetto maleodorante sul cassettone stesso oppure per terra nelle vicinanze. La cosa che a mio avviso risulta grave, e' che il condominio a cui e'stata eseguita la ristrutturazione della facciata non si sia minimamente opposta a questa sgradevole situazione. Spero comunque che l'imgombro venga rimosso il piu' presto possibile.

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Segnalazione
02 gen 2017

Via Salvatore Minutilla e attiguo parcheggio in completo stato di abbondono

di peppe79h26

Salve, vorrei segnalare lo stato di totale abbandono in cui versa via Salvatore Minutilla e il parcheggio ad essa attiguo. Il marciapiede su entrambi i lati della strada è ormai divenuto una selva; lo stesso può dirsi delle aiuole che dovrebbero delimitare il parcheggio. Inoltre, sia la via Minutilla che il parcheggio sono ormai delle discariche; in particolare il parcheggio è stato trasformato in luogo di "incontri", dei quali rimane evidente traccia data l'abbondanza di rifiuti quali cartacce, fazzoletti, presevativi, bottiglie di vetro rotte, e tante altre cose... Va aggiunto che allo stato attuale, pur essendo presenti i lampioni per l'illuminazione, questi sono spenti nelle ore serali, rendendo il parcheggio un posto ancora meno sicuro; infatti il parcheggio risulterebbe utile a chi lavora presso le aziende che hanno la propia sede nei pressi di via Minutilla, ma dato lo stato in cui si trova, risulta scarsamente utilizzato. Data la sua posizione, questo parcheggio, se utilizzato a pieno, risultarebbe vantaggioso anche per allegerie il traffico su via la Malfa, fornendo un luogo dove poter parcheggiare la propia auto in tutta tranquillità. Come per tanti altri problemi, credo sarebbe auspicabile un intervento dell'Amministrazione Comunale almeno per ripristinare un minimo di decoro. Grazie Giuseppe

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