05 ago 2020

La giunta comunale vuole riqualificare l’area nei pressi della foce del fiume Oreto


Poco più di 13 milioni di euro per interventi di rinaturalizzazione della foce del fiume Oreto e della costa limitrofa. Sono quanto richiesto dalla Giunta comunale alla Regione, a valere sui fondi comunitari del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2013-2020, con una delibera approvata giovedì sera.

Dopo il progetto da 5 milioni approvato definitivamente a giugno, sempre con fondi comunitari, ma della Rete “Natura 2000”, per la sistemazione del bacino fluviale con interventi più spiccatamente legati alla riqualificazione dell’ambiente acquatico e delle sponde, il Comune si attiva quindi per completare la progettazione, con un intervento complesso che riguarda lo sbocco a mare del fiume.

La linea della costa interessata dagli interventi andrà dal porticciolo di Sant’Erasmo, a completamento e integrazione del recente intervento di recupero, fino allo Stand Florio.

“Dopo aver individuato i finanziamenti necessari per intervenire sullo stato del fiume – afferma il Sindaco Leoluca Orlando – il Comune si è attivato per un ulteriore importante passo verso il totale recupero dell’Oreto, per restituirlo il più possibile al suo stato di corso d’acqua naturale, combattendo gli scarichi abusivi e progettando interventi per la tutela e la fruizione sostenibile. Ora un nuovo progetto, per il quale contiamo di poter accedere ai fondi comunitari da impegnare entro la fine dell’anno, per completare un intervento storico per la nostra città. Un intervento, che unito a quelli per la depurazione delle acque, permette sempre più di guardare al futuro di una Palermo che riscopre il mare e la sua fruizione”.

Tutta l’area della foce del fiume, viene ricordato nella relazione di accompagnamento, è stata utilizzata impropriamente come discarica di inerti a partire dal secondo dopoguerra, determinando un consistente avanzamento della linea di costa che solo negli ultimi 20 anni circa è leggermente arretrata per l’azione erosiva del mare.

L’area è oggi in gran parte inutilizzata e versa in stato di semi abbandono, anche per la presenza di rifiuti affioranti dal terreno, residui del vecchio utilizzo a discarica, nonché per la presenza di manufatti di tipo industriale ormai abbandonati, fra cui una vecchia fabbrica di mattoni, un deposito di carburanti ed un rimessaggio.

L’area presenta inoltre una situazione di rischio, anche se non elevatissimo, di tipo idrogeologico, tipica delle zone limitrofe alla foce dei fiumi. Il progetto si propone quindi di partire proprio dalla rimozione delle principali criticità presenti, quale precondizione per un intervento di rinaturalizzazione.

In sintesi, gli interventi si concretizzeranno con la dismissione dei manufatti precari e di tutti gli edifici in contrasto con il valore naturalistico dell’area, con una serie di interventi di mitigazione del rischio idraulico e di contenimento dell’erosione costiera; la rigenerazione naturalistica del suolo.

A questi si accompagneranno degli interventi di decoro urbano e per il miglioramento della fruibilità dell’area, con la sistemazione di Piazza Tumminello e del marciapiede antistante lo Stand Florio.

Saranno quindi abbattuti complessivamente 16 edifici prospicienti il mare, si procederà poi alla sistemazione e al consolidamento del suolo con la realizzazione di un muro di contenimento paraonde.

Un successivo intervento, grazie al supporto di una équipe di biologi, geologi, architetti e geotecnici, sarà finalizzato alla rigenerazione del suolo, tramite impianto di nuova vegetazione compatibile con le condizioni geologiche e climatiche del sito.

Infine un intervento specifico sarà destinato alla definizione di Piazza Tulumello, antistante il recuperato porticciolo di Sant’erasmo, che ha oggi l’aspetto di uno slargo asfaltato non definito, con aree pedonali residuali ed alcuna opera “coerente con le sue valenze storico paesaggistiche” legate alla limitrofa Villa Giulia e allo stesso porticciolo.

Nel complesso, l’intervento ha un costo previsto di 13,3 milioni di euro, di cui 8,2 per i materiali lavori e 5,1 per spese accessorie.


fiume oretomobilita palermomobilita.org

10 commenti per “La giunta comunale vuole riqualificare l’area nei pressi della foce del fiume Oreto
  • belfagor 773
    05 ago 2020 alle 11:30

    Finalmente qualcosa si muove, rimangono però tanti dubbi legati non solo ai tempi ( i bandi dovrebbero essere assegnati entro il 2020 ) .
    I finanziamenti ci sono , forse anche i progetti ma ciò non significa niente.
    Altre opere sono rimaste sulla carta a causa della burocrazia.
    Speriamo che questa volta il sindaco Orlando ci stupisca. Ne saremo felici.

    • Irexia 896
      05 ago 2020 alle 13:19

      Completamente d’accordo, speriamo che entro fine anno 2020 si riesca a portare a termine tutti gli adempimenti necessari per non farci sfuggire questa occasione…

  • punteruolorosso 2474
    05 ago 2020 alle 15:12

    l’altro ieri sono stato allo stand florio, l’architettura è bellissima e mi ha sorpreso il gusto con cui è stato fatto il giardino, con tantissimi cespugli mediterranei, palme, gelsomini…
    rimane il muro che impedisce il contatto col mare. speriamo che con questi lavori venga giù il muro, e che dal museo mare memoria viva e dallo stand florio ci si possa direttamente affacciare e bagnare. più avanti c’è quell’altro edificio sotto al livello della strada. come si chiama? è stato murato, se non sbaglio. non penso che verrà rimesso su con questi lavori. sarebbe un bellissimo edificio.
    per quanto riguarda il mare, andrebbe dragato il porticciolo di sant’erasmo e rivisto il fondale davanti alla foce, pieno di detriti.
    su sant’erasmo l’abbiamo già detto, ci vorrebbe un attraversamento pedonale fra la borgata e il porticciolo. riqualificare i marciapiedi non basta, quella strada è percorsa ogni giorno da centinaia di camion.

  • belfagor 773
    06 ago 2020 alle 5:13

    Caro punteruolorosso.
    L’edificio, di fronte al San Paolo Hotel e all’ospedale Buccheri , è l’ex Agrumaria Corleone: costruito nel 1915 da Salvatore Corleone , era nata come fabbrica per l’estrazione di succhi naturali dagli agrumi .
    Il succo della polpa era destinato alla Chimica Arenella, stabilimento che ne estraeva il citrato di calcio per poi trasformarlo in acido citrico .
    La fabbrica e stata abbandonata negli anni 60.
    Si tratta di un interessante esempio di archeologia industriale che da decenni è ridotta a discarica e punto di ritrovo di senzatetto , tossicodipendenti e malintenzionati.
    L’ex agrumaria Corleone si trova in pessime condizioni ma , teoricamente, possiede delle grandi potenzialità .
    Se recuperato strutturalmente , riqualificando l’ aree di pertinenza, potrebbe essere un ottima occasione di sviluppo per attività turistiche e commerciali.
    L’edificio appartiene al demanio marittimo: nel 2019 è stata messa al bando, per assegnarla in concessione temporanea a privati.
    In questa parte della Costa sud ci sono diverse opere di interesse storico e artistico da recuperare ( per esempio ex Solarium ,il Bastione di Sant’Erasmo , la Casina del Principe di San Giacinto , e l’ex Pastificio Virga, che qualcuno voleva trasformare in …. case popolari ) oltre la realizzazione del “famoso” Parco dell’Oreto.
    Stiamo pagando anni di inerzia colpevole da parte delle istituzioni pubbliche che solo ora, sembra, si stanno………….. “ svegliando”.
    .

    • Irexia 896
      06 ago 2020 alle 12:30

      Chiedo a te che sembri avere una risposta circa le vestigia storiche della nostra città. Ieri volendo vedere lo stato dei luoghi di via Messina marine ho notato questa facciata di un palazzo che presenta un accesso in parte occluso da superfetazioni, almeno una terrazza con balconata le cui colonnine sono ormai sparite, e 3 apeture al piano primo ciascuna delle quali con un piccolo timpano: sai mica di cosa si tratti? Ecco il link su maps:
      https://www.google.it/maps/@38.1057729,13.3879467,3a,75y,210.84h,94.27t/data=!3m6!1e1!3m4!1snoGWlSX1P3Y0k9dKMjNSQw!2e0!7i13312!8i6656

      Grazie per la risposta :)

      • belfagor 773
        06 ago 2020 alle 14:17

        Si tratta della villa Larderia . Fu costruita da Francesco Moncada principe di Larderia alla fine del 700
        Sembra che sia stata abitata fino agli anni 70-80 . Fu abbandonata perchè pericolante .
        Oltre che sorgere di fronte al mare di Romagnolo, aveva due terrazzini da cui si poteva ammirare il golfo di Palermo.
        Oggi è in condizioni di assoluto degrado.
        Purtroppo tale villa ha fatto la fine di molti edifici, alcuni pregevoli, della costa sud , vandalizzati e lasciati al degrado per decenni.

        • Irexia 896
          06 ago 2020 alle 19:32

          Molte grazie! Dopo che tu hai scritto il nome ho potuto fare delle ricerhce e ho trovato un articolo su balarm che riporta una foto risalente al ’65:
          https://www.balarm.it/news/quel-rudere-in-via-messina-marine-a-palermo-non-tutti-sanno-che-e-villa-larderia-59797
          Negli anni ’80 si decise per l’abbattimento, ma, visto che non è stato portato a termine, secondo te sarebbe fattibile (in un’ottica un po’ visionaria in cui la zona fosse recuperata con un lungomare decente, un mare balneabile e un fiume Oreto protetto in un omonimo parco) costuire un edificio da destinare a civile abitazione che ne riproponga le fattezze, insomma avere un palazzo residenziale che riporoponga la facciata, terrazze comprese?

          • belfagor 773
            07 ago 2020 alle 11:37

            Non sono un tecnico ma penso che ciò sarebbe possibile.
            Per esempio Palazzo Lampedusa , la “ casa” tanta amata da Giuseppe Tomasi di Lampedusa, prima della ricostruzione , era ridotta a un cumulo di macerie.
            Se vogliono costruire “ ex novo” il villino Deliella , simbolo del “ sacco di Palermo” , perché non ricostruire villa Lardera che, oltre che garantire un panorama stupendo, almeno è ancora in piedi .

  • friz 1290
    06 ago 2020 alle 14:27

    Speriamo non sia la solita presa in giro… negli anni passati hanno promesso mari e monti e fino ad oggi non hanno fatto nulla o quasi…. ricordo che tre anni fa, in campagna elettorale, avevano promesso che a breve avrebbero messo il basolato in via Maqueda e in Corso Vittorio… ma ad oggi neanche una pietra… tre anni fa dicevano che stavano partendo i lavori per il lungomare di Barcarello… e invece ad oggi cade ancora a pezzi…. e dicevano anche che il Parco Turrisi era ormai stato finanziato…. e ricordo che circa 6 anni fa si parlava di trasformare la Favorita in una nuovo Central Park e la costa sud nella nuova Mondello…. insomma, negli anni passati hanno raccontato un mare di balle…… non vorrei che anche in questo caso, come in passato, fossero le solite promesse da mercante per manipolare le menti deboli e disinformate…. la mia impressione è che ormai Orlando ha il timore di essere sfiduciato e quindi ha ricominciato, nel vano tentativo di accogliere consensi, a promettere cose a destra e sinistra, come ai “bei tempi” della campagna elettorale….
    Spero di sbagliarmi, ma visti i precedenti… direi che hanno già ampiamente dimostrato di avere una certa tendenza a raccontare bugie…

  • Binario 327
    07 ago 2020 alle 1:41

    In questi giorni il Comune sta richiedendo somme di denaro a destra e a manca. Si son svegliati o …


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