26 mar 2014

Palermo pronta alla candidatura per “Capitale dello Sport 2016″ tra punti di forza e criteri di eleggibilità


Giovanni Caramazza-2

Così come ampiamente preannunciato, Palermo si appresta a consegnare il dossier di candidatura a “Capitale Europea dello Sport 2016“, in seguito alla recente debacle sulla Cultura 2019.

Cosi come facemmo per la Capitale della Cultura, proviamo ad analizzare potenzialità e criticità della candidatura, cercando di produrre un dibattito costruttivo e oggettivo, lontano da facili conclusioni e pregiudizi.

Intanto partiamo dalle procedure: l’Aces Europe (European Capitals of Sport Association) è l’ente che assegna il titolo, attraverso 3 fasi in cui i Comuni dovranno:

  • FASE 1 - Inviare una lettera ufficiale firmata dal sindaco richiedente nomina ad ACES Europa (entro il 30 giugno)
  • FASE 2 - Completare il questionario del premio al quale viene presentata la città: Capitale, Città, Comunità o Comune Europeo dello Sport (prima della visita alla città).
  • FASE 3 - Visita della Commissione valutatrice alla città candidata (entro il 15 ottobre)

Torniamo un attimo a guardare in casa nostra.

Cosi come per la precedente candidatura, penso che Palermo al netto dei suoi problemi di gestione, disponga delle caratteristiche per divenire una capitale. Nella fattispecie, il territorio palermitano riesce ad offrire un’ampia varietà di luoghi e potenzialità inespresse che non avrebbero particolari difficoltà ad accogliere manifestazioni sportive: la contemporanea presenza di mare, montagna e aree rurali all’interno del territorio metropolitano garantirebbero uno straordinario ventaglio di soluzioni per le svariate discipline.

Da Mondello con i circoli per il windsurf, al Parco della Favorita, da Monte Pellegrino alla cintura montana della Conca D’Oro. Tralasciando un attimo le condizioni strutturali in cui gravano le singole strutture, Palermo dispone di un campo per corsa ad ostacoli, un ippodromo, un velodromo, uno stadio di calcio, un campo di rugby, tre palazzetti dello sport, una piscina comunale, svariate strutture per il tennis, un campo di golf, etc.

Considerando le dimensioni contenute della nostra città, non paragonabili alle metropoli europee che dispongono ovviamente di intere cittadelle sportive iper strutturate, Palermo avrebbe tutte le carte in regola per divenire una città sportiva.

Purtroppo, come accennavo qualche rigo sopra, il vero problema è la gestione di tutti questi spazi, che nella maggior parte dei casi gravano in condizioni a volte disastrose. Pensiamo al Palasport di Fondo Patti su tutti.

Le eccellenze spesso sono legate a interventi privati, mentre le strutture gestite direttamente dalla pubblica amministrazione sono sovente oggetto di mala gestione, mancanza di fondi e degrado.

In un articolo di Live Sicilia, infatti, il vice sindaco Cesare La Piana dichiara di puntare tutto su manifestazioni di strada, come maratone e Triathlon, e sulla storia “sportiva” della città legata alla figura dei Florio. Forse un pò poco per una capitale europea dello sport, no?

A questo punto non resta che conoscere quali sono i criteri di eleggibilità disposti dall’Aces Europe per la sua nomina finale e comprendere se il comune sta remando nella direzione giusta.

Al seguente link si leggono una serie di macro categorie al quale verrà assegnato un voto dalla commissione. Va sottolineato come ognuna di esse contenga delle specifiche sottovoci che dovranno essere soddisfatte dalla città candidata.

Ne riporto alcune, forse le più critiche, invitandovi a consultare l’intero documento per avere una cognizione maggiore sulle reali chance di Palermo:

INFRASTRUTTURE

  • - Previsione di investimenti per i prossimi tre anni.
  • - Valore complessivo del patrimonio cittadino in impianti sportivi;

[...]

ACCESSIBILITÀ DEGLI IMPIANTI E DELLE ATTIVITÀ SPORTIVE

  • - Fruibilità da parte di Associazioni o Società sportive, non tesserati (semplici cittadini);
  • - Modalità: esistenza di convenzioni, sport card (tessere) per ingresso a prezzo scontato, mezzi pubblici di collegamento, ETC.

[...]

MISURE VOLTE A PROMUOVERE LA SALUTE E L’INTEGRAZIONE ATTRAVERSO LO SPORT IN TUTTE LE CLASSI SOCIALI

  • - Esistono speciali programmi di assistenza sanitaria per tutti i cittadini?
  • - Corsi sportivi per persone disagiate o invalide;

[...]

RELAZIONI TRA AMMINISTRAZIONE PUBBLICA LOCALE E SISTEMA POLITICO-SPORTIVO LOCALE, REGIONALE, NAZIONALE.

  • - Convenzioni, interrelazioni di diverso tipo tra gli Enti locali, politiche sportive istituzionalizzate a livello locale, regionale e nazionale.
  • [...]

All’interno, come avrete notato, vi sono le più canoniche voci inerenti piani di eventi e di comunicazione.

Personalmente ritengo che la città debba interrogarsi sui temi sopra riportati, perchè racchiudono problemi strutturali e gestionali che andrebbero risolti già adesso e che hanno una immediata ricaduta nella vita quotidiana dei cittadini. Ripensare quale sia l’asset palermitano dello sport da qui ai prossimi anni per effettuare una programmazione di attività e di fondi. Non basta disporre di infrastrutture, ma di associazioni, di vitalità sociale, di pianificazione e sinergie tra i soggetti.

A tal proposito, il CONI regionale, proprio per questa candidatura, non darà il suo supporto a causa di guerra di poltrone. Giusto per parlare di volontà e coordinamento.

Le realtà sportive in città sono tante e le problematiche altrettante. Andrebbero sviscerate e raccontate proprio dagli addetti ai lavori.

La principale antagonista da battere è Praga. Secondo voi, alla luce di tutto questo, quante possibilità ha Palermo?

 

 

 

 


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27 commenti per “Palermo pronta alla candidatura per “Capitale dello Sport 2016″ tra punti di forza e criteri di eleggibilità

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  • fabdel 989
    26 mar 2014 alle 20:16

    orlando dice che vuole le olimpiadi del 2028 perchè dopo le gare possiamo offrire agli atleti i panini con le panelle

  • fabdel 989
    26 mar 2014 alle 20:26

    le gare di lancio del dico, salto con l’asta, salto in alto, salto in lungo, 800 m e corsa ad ostacoli (etc) si disputeranno ai campi malvagno, per la doccia gli atleti possono recarsi nel vicino campo rom

  • usul 25
    27 mar 2014 alle 15:21

    Ormai la politica italiana, in particolare quella siciliana, vive di annunci. L’importante non è proporre dei programmi ragionevolmente fattibili. Non conta più fare il semplice “ordinario” ma annunciare di voler fare sempre più cose “straordinarie”.
    Le strutture sportive cittadine sono al collasso? Non si propone un programma di manutenzione ragionevole e ragionato, ma invece si annuncia la candidatura come capitale europea dello sport 2016 (non 2046).
    Il bilancio regionale è in condizioni miserevoli? Non si propone una finanziaria, seppure dolorosa, di interventi ragionevoli e ragionati sulla spesa pubblica, ma invece si annuncia (e si vota) una finanziaria senza copertura.
    Tanto poi saranno i “poteri forti” di turno, i “complotti”, “quelli che remano contro”, se si preferisce, a impedire ai nostri illuminati politici di raggiungere i loro nobili scopi. Loro ce l’hanno messa tutta…
    Anche lo Zambia, nel 1964 doveva mandare 12 “afronauti” su Marte, ma il loro programma spaziale fallì a causa del sabotaggio operato da elementi stranieri…
    http://motherboard.vice.com/blog/the-almost-forgotten-zambian-space-odyssey
    http://en.wikipedia.org/wiki/Edward_Makuka_Nkoloso
    Forse nel 2020 potremmo portare noi dei “palermonauti” quantomeno su Saturno!

  • gerry69 181
    28 mar 2014 alle 13:22

    Ma chi lo ha detto che non costa nulla?
    Se fosse così ogni città europea si candiderebbe…. tanto…. non costa nulla….
    A livello di impianti Trapani, e non Treviso, è messa 10 volte meglio di noi (a parte lo stadio).
    Mi fa ridere pensare che il sindaco abbia detto che noi abbiamo la favorita che può diventare il più importante centro sportivo della città… all’aperto.
    Forse però gli sfugge che per quanto si possano fare campi di calcio (già esistenti) o campi di basket, pallavolo etc etc…. molti di questi sport hanno l’obbligo di essere giocati in impianti al chiuso.
    Si dovrebbe cominciare a pensare di affidare alle associazioni gli impianti.
    La gestione privata degli impianti sportivi pubblici potrebbe dare nuovo lustro allo sport in città.
    Le scuole non possono tenere in ostaggio le palestre scolastische, tenedole chiuse, e privando il territorio di strumenti vitali per la diffusione dello sport….
    E ci sarebbe da scrivere libri… e libri…. su questo argomento.
    Ciao


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