19 set 2013

Bike sharing a Palermo: ecco i dettagli


Il Comune abbraccia la mobilità sostenibile, e lo fa attraverso il ”Programma di finanziamenti per il miglioramento della qualità dell’aria e delle aree urbane e per il potenziamento del trasporto pubblico”. Si tratta di alcuni progetti di cui avevamo parlato  lo scorso anno, ma che purtroppo la nostra cara burocrazia ne ha rallentata la realizzazione.

A darne l’annuncio al nostro recente incontro sulla Mobilità Sostenibile, è stato l’Assessore Barbera assiUn ricco programma di investimenti, di cui sta già godendo Palazzo delle Aquile, e che grazie al Ministero, porterà un tante novità nell’ambito della mobilità in città. Parliamo infatti di bike sharing, scooter sharing, car sharing e l’acquisto di nuovi bus a metano.

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Ma vediamo nei dettagli di cosa si tratta tutti gli interventi che andranno a breve in appalto, vista la recente approvazione da parte di Amat dei progetti e che si preparano ad andare in gara d’appalto:

18 nuovi bus a metano,  che andranno ad ammodernare la flotta Amat;

BusVie attraverso la realizzazione di circa 5Km di cordoli a protezione delle corsie preferenziali. La realizzazione dei cordoli comporterà una riduzione dei tempi di percorrenza;

Potenziamento del servizio di car-sharing e mobilità con mezzi elettrici, attraverso l’acquisto di veicoli a metano ed elettrici, a due e quattro ruote, e biciclette per la realizzazione del servizio bike sharing

Il progetto bike sharing prevede 2 lotti e che comprendono complessivamente:

  • n.10 pensiline fotovoltaiche;
  • n.20 cicloposteggi per attrezzati per il bike sharing con sistema di gestione per 10 colonnine ciascuno;
  • n.24 citycar elettriche tipo utilitaria;
  • n.100 biciclette elettriche;
  • n.100 biciclette tradizionali;
  • n.10 scooter elettrici;
  • n.56 auto a metano per il potenziamento del car sharing
  • n.40 nuove aree attrezzate per il parcheggio delle auto in car sharing.

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18 commenti per “Bike sharing a Palermo: ecco i dettagli
  • MAQVEDA 17489
    19 set 2013 alle 11:31

    Visto che ancora devono andare in appalto, non si tratta di tempi brevi, ma almeno se ne parla.

  • peppe2994 3064
    19 set 2013 alle 12:23

    Perfetto, grazie per l’aggiornamento.
    Finalmente le cose si muovono, la cosa importante è sapere che vanno avanti :)

  • Irexia 709
    19 set 2013 alle 12:29

    Io mi auguro che per la città vengano montate rastrellier anceh per poterci postegigar ele bici private…
    Spero che stavolta la città sia più matura e accolga meglio le macchine a metano da condividere…

  • cirasadesigner 1021
    19 set 2013 alle 13:03

    Spero che anche a Palermo il progetto bike – sharing posa funzionare come funziona qui a Bruxelles, ( lo scorso anno hanno superato i 400000 abbonati) ma temo che se non ci sta qualche società dietro la gestione, diventerà presto un fallimento così come è già successo in altre città italiane, le sole, dove questo sistema stenta a decollare.
    Qui la gestione delle bici è in mano alla ad una società che si occupa di pubblicità, un colosso a livello europeo, a Palermo potrebbe essere la Alessi o qualcosa del genere, perché nelle vicinanze delle rastrelliere potrebbero installare dei pannelli pubblicitari o potrebbero gestire il servizio incassando i soldi degli abbonamenti.
    Di contro dovrebbero garantire la manutenzione dei mezzi e il corretto funzionamento della rete.
    Senza queste premesse non credo il Comune possa riuscire nell’impresa, considerando le capacità gestionali dimostrare in altri servizi… Poi staremo a vedere, sono d’accordo con Irexia quando chiede anche rastrelliere supplementari per i ciclisti privati.

  • flat_eric 58
    19 set 2013 alle 13:36

    Non voglio essere pessimista, ma perchè leggo e rileggo la notizia e immagino, nel giro di pochi mesi, pensiline manomesse, pannelli rotti, rame rubato, bici rubate o danneggiate, scooter smontati ed altri esempi di panormosauricità?

  • Luca S. 129
    19 set 2013 alle 14:26

    Forse ho letto male…
    …ma mi sembra che manchino i progetti per le piste ciclabili. Mi sembra assurdo non averne tenuto conto. Ripeto, forse mi e’ sfuggito.
    Supposto di volere usare i marciapiedi (escluderei la condivisione con le auto delle carreggiate stradali – come adesso -, visto che e’ un po’ troppo pericoloso), nella maggior parte dei casi si trovano in pessimo stato, sono stretti, luridi e quasi sempre non facilmente percorribili perche’ deformati o pieni di impedimenti.

    Dunque mi chiedo dove dovranno transitare i cittadini in bici? Usare le corsie dei bus come alternativa, laddove possibile, e’ anche pericoloso. Quindi, supposto che vi sia una risposta positiva dei cittadini, dove cavolo si va in bici?

  • antony977 166103
    19 set 2013 alle 15:43

    Ma le piste ciclabili in corso Vittorio Emanuele dove intendete farle?
    Bisogna piuttosto ridurre il numero delle auto che entrano dentro il Centro Storico.

  • Luca S. 129
    19 set 2013 alle 17:38

    Perdonami, ma non esiste solo corso Vittorio Emanuele…
    Oltretutto posto che il senso di marcia venga reso unico fino al mare, io penso che uno spazio per la ciclabile si possa trovare.
    E cmq bisogna veramente ragionare congiuntamente alla pedonalizzazione di certe aree, o progettare interventi urbanistici e infrastrutturali volti a dirottare certi flussi di traffico (tunnel, variazione dei sensi di marcia, demolizione di edifici irrecuperabili, etc.)

  • peppe2994 3064
    19 set 2013 alle 20:01

    Le piste ciclabili si possono creare tranquillamente così come marciapiedi più grandi.
    Magari non in corso Vittorio Emanuele ma ovunque bisogna sottrarre carreggiata alle auto. Dove la corsia è più larga del necessario il palermitano medio non si accoda educatamente ma fa l’impossibile per sorpassare da tutti i lati per portarsi avanti di un metro. La soluzione ideale è realizzare le strade della grandezza esatta necessaria per i veicoli in modo da evitare parcheggi abusivi e sorpassi.
    Ad esempio in via Padre Puglisi prima era il caos, macchine ovunque da tutti i lati e soprattutto code interminabili per svoltare in via D’Aosta adesso che le auto sono obbligate a stare in fila indiana il traffico che c’era prima è solo un brutto ricordo per cui sottrarre carreggiata è l’ideale.

    Un esempio che prendo sempre è Barcellona perchè è come Palermo dovrebbe essere, vedi La Rambla due corsie a misura di auto ed il resto marciapiede. E’ così che dovrebbe diventare via Libertà.

  • xemet 427
    19 set 2013 alle 23:06

    @peppe2994

    concordo pienamente con te. Palermo e’ strapiena di strade inutilmente larghe. Lo spazio dedicato alle auto e’ eccessivo soprattutto se confrontato allo spazio dedicato a pedoni e bici.

    Riguardo al progetto bike sharing, senza un serio progetto per le infrastrutture necessarie ad andare in bici in sicurezza, e’ destinato a fallire prima ancora di cominciare. Non ci vuole molto per capirlo. Perfino un politico potrebbe arrivarci…

  • peppe2994 3064
    20 set 2013 alle 8:11

    Vero, lo capiranno ma non adesso. Quando le bici arriveranno tutti lotteremo per un buon servizio e per aree dedicate. I cambiamenti vanno introdotti gradualmente.

  • thesearcher 163
    20 set 2013 alle 10:08

    come inizio non c’è male. Certo dovrebbero anche prevedere la delimitazione certa delle piste ciclabili. Potrebbero iniziare a colorarle con un colore più acceso e visibile, per esempio in blu o verde ma con una vernice di lunga permanenza, transennarle in modo che le bestie non vi parcheggino sopra e che neanche i motori possano entrarci.

    Ma al di sopra di tutto, oltre all’ottima considerazione di installare la videosorveglianza, il Comune una volta e per tutte deve assolutamente imporre alla Polizia Municipale di istituire controlli a zona. 2/4 vigili per zona. E per quelle a più alto tasso di illegalità anche 6/8 vigili a turno in modo da monitorare il parcheggio, l’abusivismo, le illegalità varie su strada e marciapiedi in modo da controllare il territorio ogni giorno più volte al giorno.
    Poi voglio vedere se la gente continua a parcheggiare in doppia fila, sulle strisce pedonali, sulle discesine per i meno abili, spostare cassonetti, occupare i marciapiedi con mercanzie di tutti i generi.

    Insomma, quello che si farebbe in una città normale…ma il Comune ha paura, non vuole rompere le uova nel paniere di qualcuno o non ci arrivano gli illuminati amministratori.


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