26 nov 2012

Il derby lo ha vinto Catania


Questa tre giorni catanese al SudWeb Expo mi ha dato occasione di riflettere su alcuni aspetti interessanti riguardo la città di Catania.



Punto primo, Catania è una città molto giovane, sotto ogni profilo. Per le sue strade trovi quasi esclusivamente ragazzi al di sotto dei 25 anni, e questa giovinezza anagrafica si traduce senz’altro in una dinamicità percepibile ad occhio nudo: si tratti di nightlife, imprenditoria, eventi o altro.

Punto secondo, Catania è una città amata dai suoi abitanti. E’ ben tenuta, anche dove il degrado causato da un abbandono dell’amministrazione è evidente. In linea generale è una città abbastanza pulita: scordatevi certe scene che si possono osservare a Palermo, tra cumuli di rifiuti, cartacce per terra o altro. Neanche il traffico mi è sembrato così esagerato, abituato come sono a quello di Palermo.

Il tratto Piazza Duomo – Piazza dell’Università – Piazza Stesicoro è un vero gioiellino. Le pedonalizzazioni sono reali, e sembra che non ci sia nessuno sforzo a mantenerle tali. Le zone pedonali sono delimitate da dissuasori mobili e non vasi scadenti che possono essere facilmente spostati, né palle di cemento che il palermitano troverebbe comunque il modo di scardinare. Un dissuasore automatico non lo smuovi neanche con una escavatrice meccanica. Laddove i dissuasori non sono presenti, c’è la polizia municipale appostata a mantenere libera da veicoli l’area pedonale. Questo avviene soprattutto durante la movida notturna.

A proposito di movida… a Catania è un fenomeno impressionante; hai come la percezione che sia addirittura “istituzionalizzata”. La movida è principalmente concentrata in un’enorme area rettangolare alle spalle di Piazza dell’Università, e questo tende ad aggregare l’intera vita notturna della città in un’unica zona principale più altre poche zone satellite. A Palermo invece è tutto sparpagliato, un po’ per la limitazione fisica di strade troppo strette, un po’ perché nessuno ha studiato un piano per programmare lo sviluppo della movida nella nostra città. Il risultato è un traffico impressionante, difficoltà di parcheggio, locali con i tavolini fuori e le macchine che passano a un metro di distanza, e un impatto estetico orribile.

A Catania invece questa enorme area è interamente pedonale, con strade larghe e fiumi umani di proporzioni terrificanti. Prendete il caos del sabato sera in Champagneria e moltiplicatelo per 10 in un’area 3-4 volte più grande: e avrete una minima idea di cosa sia la vita notturna a Catania.

La differenza di mentalità la percepisci anche nella cura generale di quest’area. I locali sono tutti esteticamente curati, con piante all’esterno e tavoli e sedie eleganti, non le sedie di plastica che puoi trovare ai Candelai e alla Vucciria. La pavimentazione impeccabile, le piante a decorare i bordi delle strade…insomma, tutta un’altra storia.

Catania è una città giovane anche sotto il profilo universitario e turistico. Tantissimi erasmus provenienti da ogni parte di Europa, e anche i semplici turisti sono di età molto giovane. Poi penso a Palermo, la cui università attira al massimo ragazzi dei paesi circostanti: pochi erasmus e poca offerta per i giovani, salvo piccole realtà come la Vucciria o piazza Ballarò. Penso ai turisti che vedi gravitare per le vie del centro storico: una media di 60 anni.

Catania è giovane nelle idee e nell’imprenditoria. Sebbene la politica sia distante, si ha l’opportunità di incontrare persone che su iniziativa privata sono disposte a confrontarsi, proporre idee, promuovere realtà interessanti.

L’organizzazione di eventi come Expobit o altre fiere, ti dà l’opportunità di trovare raffronto in tantissime realtà con le quali poter fare rete. A un palmo dal naso ti trovi imprenditori, ingegneri, economisti, giornalisti ai quali poter parlare delle tue idee e con i quali poter scambiare contatti e collaborazioni. Questo crea l’humus ideale per fare impresa e dare spazio alle idee giovani, che guardano al futuro.

Abbiamo avuto l’occasione di conoscere ragazzi che dal nord Italia o addirittura dall’estero hanno deciso di trasferirsi a Catania per lavoro. Questo dimostra che la città è un polo attrattivo non solo sotto il profilo turistico e universitario, ma anche imprenditoriale. Ovviamente non dobbiamo ingigantire la cosa, perché Catania è pur sempre una città siciliana, con tutti i limiti che questo può comportare.

Conosce gli stessi problemi che può avere una città come Palermo, dal degrado, al disagio sociale, allo scarso senso della legalità.

I parcheggiatori abusivi sono a ogni angolo di strada, un fenomeno dilagante e di proporzioni esagerate, che supera forse pure Palermo. Tra l’altro hanno facce ancora più minacciose di quelle che potresti trovare qui. E anche a Catania, purtroppo, i vigili stanno ad assistere a meno di un metro di distanza.

In giro per locali è capitato di assistere a una rissa, esattamente come potrebbe succedere a Palermo in zona Candelai o Vucciria.

Quello che però differenzia Catania a mio avviso è proprio la percezione che possa farcela, perché ovunque ti giri vedi una città proiettata verso un futuro ragionato, programmato, semplicemente logico. E questo sta avvenendo spontaneamente a mio avviso, parte tutto dalla base giovane di cui vi ho appena parlato…perché se andiamo sul piano istituzionale, Catania non è una città diversa da Palermo: l’abbandono è totale, a detta soprattutto dei catanesi stessi.

Quelle che vi ho raccontato ovviamente sono le percezioni che ho avuto in tre giorni di permanenza, e non sono sufficienti per raccontare a fondo la realtà catanese. Ma tanto mi è bastato comunque per soppesare le realtà positive e quelle negative, e la bilancia pende nettamente a favore delle prime.

Il succo di questo articolo non è che Catania è bellissima e Palermo bruttissima, al contrario. Palermo è una città dalle enormi potenzialità, con altrettante realtà positive che però ancora non hanno avuto occasione di fare rete. Dobbiamo prendere come stimolo il modello catanese e riproporlo qui a Palermo. Non possiamo permetterci il lusso di continuare a dormire, osservando il declino di una città che invecchia sempre di più restando inevitabilmente indietro rispetto al resto, non del mondo, non d’Europa, non d’Italia, ma della stessa Sicilia.

Abbiamo un polo fieristico enorme -la Fiera del Mediterraneo- che se recuperato e riqualificato potrebbe costituirsi catalizzatore di importanti realtà imprenditoriali: un luogo dove poter scambiare idee, progettare, collaborare e fare rete. Abbiamo bisogno di luoghi all’interno dei quali poter rilanciare la nostra economia, i nostri giovani e il loro bagaglio di idee proiettate verso il futuro che possono essere la base concreta di una ripartenza. Attualmente Palermo è rimasta solo a guardare, assistendo passivamente alle scelte scellerate di una società gerontocratica volta a tutelare esclusivamente il proprio interesse, vivendo alle spalle del nostro futuro.

Ora che abbiamo coscienza è il momento di agire, e spero che quanto vi abbia raccontato possa essere di stimolo per una maggiore iniziativa in qualsiasi campo vogliate mettervi alla prova.


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50 commenti per “Il derby lo ha vinto Catania

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  • alex.71 0
    29 nov 2012 alle 0:03

    @ blackmorpheus

    Volevo solo puntualizzare una cosa: é sbagliato dire che una città è più o meno grande di un’altra basandosi solo sulla superficie del comune. Infatti:

    Catania 180,88 km² ab. 289 971

    Palermo 158,88 km² ab. 653 631

    Napoli 117,27 km² ab. 957 012

    Torino 130,34 km² ab. 906 089

    Milano 181,76 km² ab. 1 348 769

    Bologna 140,73 km² ab. 384 653.

    Non mi sognerei mai di dire che Palermo è più grande di Napoli per questo.
    Evidentemente nel comune di Catania sono comprese aree agricole poco densamente abitate, come si deduce anche dalle mappe satellitari, che per quanto appartengano allo stesso comune, non possono definirsi parte del tessuto urbano della città.

  • blackmorpheus 54519
    29 nov 2012 alle 8:03

    @alex.71

    Palermo non è più grande di Napoli perché Napoli anche se il suo comune ha una superficie minore, ha un’area metropolitana costituita da decine di paesi confinanti. L’agglomerato urbano di Napoli supera persino quello di Roma ed è secondo solo a Milano con oltre 4 milioni di abitanti. Mentre Palermo e Catania sono comuni isolati, non si può parlare di area metropolitana perché non hanno comuni contigui. Anzi, Palermo non ha contiguità nemmeno tra la città e le sue borgate, che alla fine possono essere considerate paesi a parte. In ogni caso ribadisco ancora una volta che il mio non vuole essere un paragone fisico tra le due città. Quando parlo di pulizia, di traffico, di imprenditoria, faccio un paragone più culturale.

  • ct64 28
    29 nov 2012 alle 17:02

    @Blackmorpheus
    Black, non ti seccare: come fai a dire che sono comuni isolati?
    Riguardo ai comuni contigui, l’ISTAT rileva questo dato almeno sin dal 1991 (vedi le pubblicazioni della collana Grandi Comuni). Parlo per Catania, che conosco meglio, ma penso sia lo stesso anche per Palermo: tutti i comuni nel raggio di 15-20km sono definiti contigui.
    E poi esistono due belle aree metropolitane (anche ufficialmente: legge regionale 9/1986) che sono tra le prime dieci in Italia (Palermo 5a, Catania 7a o 8a). E poi basta guardare Google Maps…

  • blackmorpheus 54519
    29 nov 2012 alle 18:09

    @ct64 si parla di chiazza metropolitana. Se poi per legge un comune a 20 km di distanza è “contiguo” allora è un altro discorso. Ma guardando dal satellite non puoi certo paragonare una macchia metropolitana come quella di Napoli che vede il comune letteralmente congiunto agli altri paesi formare un agglomerato di oltre 2000 km2, con quella di Palermo o Catania che invece non hanno per niente l’aspetto di un agglomerato

  • ct64 28
    29 nov 2012 alle 21:52

    Veramente proprio di agglomerati urbani di Palermo e Catania si parla in varie leggi: ad esempio il decreto regionale 23 marzo 2007. Comunque concordo con te che la dimensione non è l’aspetto essenziale.

  • alex.71 0
    30 nov 2012 alle 1:16

    @blackmorpheus

    Sono d’accordo con te su tutto il resto.
    Sono intervenuto solo sulla questione della grandezza del comune di Ct.
    Proprio guardando le mappe satellitari si nota chiaramente che il comune di Ct comprende aree per niente urbanizzate, che per me non si possono definire parte della città, con tutte le caratteristiche e i problemi del caso.
    A mio modesto parere non ti puoi badare solo sulla superficie comunale per affermare che una città e più grande di un’altra.
    Riguardo Napoli la conosco benissimo essendo mia moglie napoletana. Considerare solo l’area è riduttivo perchè Napoli (mi riferisco al solo comune di Napoli) si sviluppa molto in “altezza” è costruita in un territorio collinare, è tutta un sali-scendi, da cui le famose funicolari, quindi la superficie “reale”, il percorso che bisogna compiere per spostarsi è maggiore, oltre a essere maggiormente urbanizzata rispetto a Palermo, basti pensare che il parco di Capodimonte è 134 ettari e la Favorita 400 ettari.
    Ecco noi ancora abbiamo la fortuna di avete uno spazio verde nella città (non in periferia come Ct) ed è un’autostrada e un parco a” luci rosse”. Su questo e molto altro siamo molto indietro

  • sorgorojo 1
    08 feb 2013 alle 22:35

    Salve a tutti, ho letto con grande interesse l’articolo pubblicato e ne condivido molti pareri. Sono di Ct e mi trovo a Pa da 2 mesi e constato un mondo totalmente diverso. Innanzitutto per la scarsa illuminazione delle traverse di Via Maqueda e Corso V. Emanuele, i palazzi degradati sulle vie più importanti della città, grande sporcizia e pavimentazione molto vecchia, per non parlare della stazione che è totalmente OFF limit. Tutto ciò non accade a Ct dove il centro cittadino è molto pulito (a confronto), le stradine sono super illuminate, la città è tapezzata di negozi e locali con un brulicare di persone di tutte le età fino a tarda notte quasi tutte le sere. Non credo però che il problema dipenda dall’amore dei cittadini verso la propria città, bensì dalla mancanza dell’amministrazione pubblica. I Palermitani adorano la loro città (proprio per questo sembra che non ne vedano i difetti), invece i Catanesi non la amano affatto e la criticano enormemente ipotizzando che fuori da Ct sia tutto migliore, quando invece dovrebbero apprezzarla e promuoverla, visto che è nel pieno del suo rigoglio. Concludendo vorrei suggerire a chi non crede o non condivide le opinioni dell’articolo in questione, di andare a vedere con i propri occhi. In ultimo, il centro di Catania non si limita certo a Via Etnea, ma racchiude anche Via Umberto, Viale XX Settembre, Corso Italia, Corso delle Province e Viale Vittorio Veneto.

  • lamberto 2
    22 giu 2013 alle 15:10

    Un mio amico della provincia di ragusa, che ha studiato 2 anni a catania, e innamoratissimo di palermo, mi dice sempre: Palermo è Palermo. Per lui girare nel centro storico di palermo è emozionante, non con la stessa intensità quando gira per catania. Mi dice che a catania o trovi il fighetto o trovi il tascio (zaurdo nella sicilia orientale). A palermo ci sono tasci e fighetti, ma ha notato che la fascia intermedia (quella culturalmente più elevata dunque) è molto più ampia che a catania. Ammette che catania è industrialmente più sviluppata, ma…dice sempre lui: Palermo è Palermo. Storia, cultura, architettura, monumenti, e gente…non c’è paragone. E se lo dice un della sicilia orientale, chi di più obiettivo?
    Volendo passare all’esperienza personale invece: sono stato a catania per qualche week end, dal 2005 al 2012 bene o male almeno 1 volta all’anno. Quanto a movida ormai non abbiamo nulla da invidiare a catania. Anzi, posso dire che nell’estate del 2006 ho visto un centro storico di catania che per cercare un pub aperto abbiamo dovuto sudare. A palermo anche ad agosto trovi sempre tra chiavettieri, Vucciria, ballarò, qualcosa da fare. Poi abbiamo cercato la movida alla Playa: buia! Chiusa! Quando invece in estate il lungomare tra mondello addaura sferracavallo ed isola è un putiferio di movida.Insomma, una delusione
    L’anno prima ero stato a maggio a catania. Bordello di persone nella piazza principale, ma sgradevole: smog di motorini con un carnaio di piscialetti. Poi in giro per le viuzze, con locali stavolta carini.
    Sporcizia? Pessima! (anche se ho notizia che da un paio d’anni o poco più hanno risolto il problema).
    Inciviltà degli automobilisti? Peggio di palermo: io con la targa Pa (questo nel 2002) e vedendomi “forestiero” ed indeciso sulla strada, mi suonavano senza pietà che gli avrei buttato una bomba nell’abitacolo.
    E poi, qua si parla di meriti di catania. Ma vi siete scordati che nel 2008 se non era per un gentil regalo (molto contestato dalla lega nord) di Berlusconi fatto a scapagnini, della “irrisoria” somma di 150.000.000 di euro, oggi catania sarebbe a pezze al culo? E visto che qualcuno ha parlato di illuminazione nelle strade meglio che a palermo, tale somma era, tra le altre cose, proprio perché il comune non poteva più pagare nemmeno l’illuminazione pubblica nelle strade. Altro che città più evoluta!
    NOn dico che palermo è meglio, ma manco che è peggio. Siamo siciliani, e alla fine tutti nella cacca siamo, se proprio vogliamo dire la verità.

  • lamberto 2
    22 giu 2013 alle 16:12

    Ed inoltre, sempre per essere obiettivi e non campanilisti, vorrei rispondere a chi ha scritto che a catania ci son molti più negozi: e le industrie e va bene, se sa che catania era la milano del sud. Ma quanto a negozi, palermo è sempre stata piena di negozi. E poi, oggi catania è la prima città siciliana per chiusura di negozi e la terza in italia.
    Poi, tornando sempre al mio amico della prov di ragusa, dice che u catanisi è fauso. Anche per questo, oltre i motivi suddetti, preferisce palermo. E poi a palermo nei quartieri più antichi, assiste a scene di puro cabaret, cosa che a catania non gli succede.
    Infine, a chi ha detto che il palermitano parla bene di sé e della propria città: questa mi giunge nuova. E’ l’esatto contrario. E la conferma sono i vari commenti di palermitani che sto leggendo. Il palermitano anzi si butta sempre giù e ha questo sentimento di esterofilia che è forse il suo maggior difetto. Dovremmo amarci di più i palermitani. Il catanese è più simile al napoletano: si vanta sempre, quasi non vede i propri difetti e si sente il migliore di tutti.


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