05 nov 2012

Palermo: grandi aziende e mobilità ciclabile


La crisi economica del Paese e il continuo rialzo dei prezzi dei carburanti, cominciano a incidere sulle modalità di spostamento quotidiano da parte di studenti e lavoratori. Non è un mistero se nel 2011  le vendite delle biciclette hanno superato le immatricolazioni auto.  Le due ruote quindi conquistano sempre più il cuore della gente che riscopre il piacere, ma soprattutto la comodità della pedalata. Pratico, economico, versatile ma soprattutto ecologico, è un mezzo unico nel suo genere.

Ma cosa fanno le grandi aziende per “adattarsi” a questi cambiamenti?

Pensiamo subito a rastrelliere o apposite colonnine dove accogliere le biciclette dei propri dipendenti. Rendere pertanto obbligatorio per le aziende la creazione di questi spazi attorno le aree aziendali,  e cominciare a creare “informazione” sul futuro bike-sharing in città. Non solo aziende ma anche istituti scolastici.

La foto è un semplice esempio e ritrae delle biciclette (probabili dipendenti BdS) ancorate sotto i portici di via Mariano Stabile.

 

Le vostre aziende si stanno muovendo in tal senso?


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6 commenti per “Palermo: grandi aziende e mobilità ciclabile
  • surferman 101
    05 nov 2012 alle 13:01

    Io me la porto dentro la stanza d’ufficio in un angolo che non disturba nessuno… fuori non sarebbe possibile….

  • giosafat 306
    05 nov 2012 alle 21:33

    Che il cambiamento c’è è innegabile. Per fortuna!
    bisognerebbe cavalcare l’onda di questa tendenza però!!!!

  • Rael05 20
    06 nov 2012 alle 9:38

    Ieri in televisione un professore diceva: “negli anni sessanta un paese era evoluto quando anche i poveri possedevano un auto. Oggi un paese è evoluto quando anche i ricchi prendono i mezzi pubblici” Da qui l’ovvia considerazione che noi non siamo un paese evoluto…

    Il settore auto è quello che all’interno del sistema paese da più occupazione per questo si parla di incentici per l’acquisti di automobili. Niente automobili = molta più disoccupazione. Bisognerebbe riconvertire le stesse industrie per costruire auto elettriche o ad idrogeno, ma qui entrano in ballo gli interessi dei poteri forti, la depressione economica con conseguenti pochi soldi da investire, ecc… poi il palermitano posteggierebbe in terza fila anche l’auto a idrogeno… speriamo invece che venga introdotto e stimolato l’utilizzo del bike sharing presso tutte le fermate del passante ferroviario comprese quelle nuove, già per la nostra (misera) realtà sarebbe un grosso passo

  • Rael05 20
    06 nov 2012 alle 9:39

    Ieri in televisione un professore diceva: “negli anni sessanta un paese era evoluto quando anche i poveri possedevano un auto. Oggi un paese è evoluto quando anche i ricchi prendono i mezzi pubblici” Da qui l’ovvia considerazione che noi non siamo un paese evoluto…

    Il settore auto è quello che all’interno del sistema paese da più occupazione per questo si parla di incentici per l’acquisti di automobili. Niente automobili = molta più disoccupazione. Bisognerebbe riconvertire le stesse industrie per costruire auto elettriche o ad idrogeno, ma qui entrano in ballo gli interessi dei poteri forti, la depressione economica con conseguenti pochi soldi da investire, ecc… poi il palermitano posteggierebbe in terza fila anche l’auto a idrogeno… speriamo invece che venga introdotto e stimolato l’utilizzo del bike sharing presso tutte le fermate del passante ferroviario comprese quelle nuove, già per la nostra (misera) realtà sarebbe un grosso passo avanti


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