17 ott 2012

Un calendario di eventi per animare il centro, notte bianca style!


Lo scorso weekend passeggiavo lungo via Ruggero Settimo quando noto un assembramento di persone appena sotto il portico: alcuni ragazzi si esibivano in free style con annessa musica strisciando e volteggiando su un panno nero che faceva pendant con il pavimento, abbastanza sporco, senza degna illuminazione visto che il punto luce sopra di esso era spento.

Poco più avanti, altro assembramento davanti al simpatico ragazzo di colore che col suo motorino iper accessoriato spara musica a palla cercando di coinvolgere i passanti in passi di danza nella speranza di una moneta.

Mi intristisco un pò.

Tra i prospetti delle ville liberty, dove passeggiavano le carrozze di nobili e artisti della Palermo che fu, lì dove camminavano i Florio che tanto hanno dato a questa città che nei primi del 900 ospitava l’Esposizione Nazionale, davvero questa città non riesce a esprimere l’estro, la cultura e l’arte dei propri cittadini per le strade più centrali e importanti?

Chi va a passeggiare nel “salotto” della città,  si aspetta di vedere tutto il meglio che Palermo può offrire, non solo alcuni ragazzi, bravissimi, isolati dietro un pilastro. Girando appena tra i tanti eventi che associazioni e circoli organizzano periodicamente, ci si rende subito conto che la materia prima c’è, eccome!

Pittori, scultori, artigiani, animatori, musicisti, attori, mimi, maghi, giocolieri, ballerini, sportivi e chi più ne ha più ne metta.

Nell’era del buco di bilancio, il Comune dovrebbe spalancare le porte a tutte queste figure, consegnarli formalmente le vie del centro per animarle SEMPRE. Dare la possibilità a questa città di farsi conoscere dai suoi stessi cittadini.

E’ inutile che ci giriamo intorno: soldi non ce ne sono, se non per alcune feste comandate e il festino. Rendere le vie di Palermo il più grande teatro a cielo aperto è l’obiettivo più vicino al costo zero, regalando visibilità a tantissime persone e gruppi che convivono giornalmente con la mancanza di infrastrutture per le loro attività ludico-ricreative.

Chi è stato alla recente “Notte Bianca” presso il Parco Cassarà si sarà reso conto di quanti interventi dal basso hanno dato vita all’intero evento. La IV Circoscrizione potrà testimoniare l’enorme richiesta di partecipazioni ricevute.

Mi piacerebbe scendere da casa il sabato e recarmi in centro curioso di scoprire nuovi artisti, conoscere nuove realtà locali.

Ecco, la proposta che scaturisce da questa riflessione è che il Comune, nella persona dell’Assessore Giambrone (Cultura e Spazi Culturali) insieme all’Assessore Catania (Partecipazione) si faccia carico di organizzare un tavolo tecnico, così come è stato fatto dalla IV Circoscrizione in occasione della notte bianca, per schedare letteralmente tutte le candidature raccolte dopo opportuno bando, se così vogliamo chiamarlo.

Stipulare un calendario turnando gli interventi nei vari weekend, rendendo note le attività logisticamente possibili da quelle impossibili. Una mappa dettagliata degli spazi da occupare, per non intralciare i pedoni nella loro passeggiata e dotando l’asse di qualche punto luce (anche removibile) che dia dignità alle esibizioni degli artisti.

I partecipanti, calendario alla mano, potrebbero progettare spettacoli ed esibizioni ad hoc con largo anticipo per interpretarli in strada, all’aria aperta. Sarebbe l’ennesimo motivo, se mai ce ne fosse bisogno, di giustificare la chiusura delle vie centrali nel weekend (cosa che spesso non avviene con regolarità) e animare la città.

I costi, come noto, sono pochissimi. Anzi, qualche sponsor potrebbe sposare l’iniziativa e divenire partner di un evento continuativo. Alla circoscrizione, seppur con tante difficoltà organizzative, ci sono riusciti. Qui si potrebbe pianificare con diligenza il tutto e evitare gli errori passati.

Insomma, nessuno sta scoprendo l’acqua calda, ma in questo momento credo che la spinta debba quantomai venire da noi, anche se dovrebbe essere il contrario. Ma tant’è.

 

 

 


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5 commenti per “Un calendario di eventi per animare il centro, notte bianca style!
  • franz 200
    17 ott 2012 alle 7:21

    Perfettamente d’accordo, purtroppo come sempre cambiano le persone ma il contenuto resta sempre lo stesso. Questi ragazzi, a volte dei veri e propri talenti, in un paese come il nostro e soprattutto in una città come la nostra, non hanno alcuna possibilità di emergere se non sono figli di o conoscenti di; pochi sanno che la notte bianca è stata realizzata a totale carico dei partecipanti, che pur di farsi conoscere, hanno pagato di tasca loro le loro performance. Addirittura per il Festino diversi ragazzi hanno presentato progetti per partecipare a titolo gratuito e hanno ricevuto in cambio solo un “ci dispiace” accompagnato da un ringraziamento, preferendo i soliti che probabilmente venivano pagati come sempre. Dietro queste esibizioni di strada, c’è un lavoro duro e costante che pochi sanno; molti di questi ragazzi insegnano nelle varie palestre di Palermo (sottopagati) per potere guadagnare qualcosa e a differenza di quello che può sembrare hanno dei sani principi. Le amministrazioni comunali dovrebbero tutelare questo patrimonio culturale mettendo a disposizione spazi in cui potere esprimere tale potenziale. Purtroppo l’unico spazio degno di essere attenzionato in questa città è il teatro Massimo che resta solo simbolo di un potere arrogante e decadente.

  • Luca S. 129
    17 ott 2012 alle 12:52

    Sottoscrivo in pieno.
    Vorrei solo accendere un attimo i riflettori non tanto sul contenuto della proposta, ma sul fatto che essa venga proprio da un cittadino.
    Chi ci amministra e’ spessissimo PRIVO di IDEE, non produce progetti a lungo termine e che abbiano un impatto sociale/economico sulla citta’.
    Mi chiedo dunque se non si tratti di gente assolutamente inadeguata a ricoprire certi incarichi. Di sicuro e’ che se siamo in questo stato, chi ha amministrato non e’ stato all’altezza di farlo.

    Parlando del “salotto della citta’”, e’ gia’ uno scandalo che non si sia mai proposto un progetto di rialncio totale, asservito da pedonalizzazioni, piste ciclabili, parcheggi, trasporti pubblici come metro o tram che percorrano la via Liberta’ in verticale, da una punta all’altra. E che in questo contesto non la si sia trasformata in una via di passeggio, di esibizioni di artisti di ogni tipo, come detto nel post, rilanciando di fatto il motore culturale della citta’. Senza dimenticare il vantaggio economico comprovato da migliaia di esempi dovuto alle pedonalizzazioni.
    Non ci sono soldi, ma un piano, un’idea, trovano sempre consensi e finanziatori quando hanno un’evidente impatto positivo sulla collettivita’. E poi mi piacerebbe tanto che la gente che paga le tasse potesse decidere su cosa e’ meglio per la propria citta’, non certo questa accozzaglia di incapaci che rappresenta solo se stessa!

  • ligeiro 249
    17 ott 2012 alle 13:02

    con il mio gruppo di capoeira potremmo partecipare… ma la vedo dura che qualcuno al comune organizzi qualcosa…

  • Cesc 112
    17 ott 2012 alle 19:04

    Perchè non “copiare” la piccola San Vito Lo Capo? D’estate in quel paesino organizzano svariate iniziative per attirare turisti. A Palermo per esempio si potrebbe istituire una “Sagra delle stigliola e del pane con la milza” o un weekend di arrampicate su Monte Pellegrino, o ancora proporre una tappa del festival dell’aquilone al Foro Italico, un Summer Music Festival in spiaggia a Mondello…Ce ne sono molte di iniziative per attirare turisti da tutto il mondo, ma qua a Palermo c’è il nulla!

  • franz 200
    19 ott 2012 alle 7:57

    Negli anni 70 Palermo fu centro di iniziative musicali che ne fecero una capitale a livello internazionale. Per 3 volte si organizzò il famoso concerto POP cui fecero parte innumerevoli artisti e gruppi di tutto il mondo; i teatri e lo stadio furono i fulcri di concerti irripetibili di cui oggi poco se ne parla. Iniziò quindi, dagli anni 80, una fase di decadimento che ha portato questa città allo stato attuale dove nulla più si muove. La politica ha reso questa città sterile, dal punto di vista culturale, povera per averla depredata e brutta per averla degradata.


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