15 mar 2012

Ventidue anni per crescere e 22 minuti per morire: storia dei pini di via Lanza di Scalea


Abito da più di ventanni in un residence in fondo a via Lanza di Scalea, strada che percorro quotidinamente circa quattro volte al giorno per andare e venire dal lavoro, godendo degli alberi che la fiancheggiano.
Se la memoria non mi tradisce la via Lanza di Scalea fu aperta in occasione dei mondiali del 1990 e gli alberi (per lo più conifere e chorisie) furono piantati in quel periodo.
A distanza di più di ventanni parecchi di questi alberi hanno raggiunto un’altezza considerevole ed è frequente osservare persone che approfittano della loro ombra, magari facendo pic-nic.
In questi giorni abbiamo assistito ad una devastazione di questi alberi che in un primo tempo ha investito la zona dove sta sorgendo il centro commerciale “Conca d’Oro” e successivamente anche la zona limitrofa al Velodromo.

In queste due zone con scene da film sull’Amazzonia sono spuntate ruspe, caterpillar e motoseghe che in maniera rapida e netta hanno tagliato alberi che ricadevano lungo il nuovo progetto di viabilità che esula da qualsiasi logica urbanistica e sembra invece piegarsi a logiche di tipo commerciale e pubblicitario, obbligando la viabilità principale a un rallentamento e ad una interruzione in corrispondenza di una rotonda posta nella corsia principale che obbliga ad entrare dentro la zona del centro commerciale.

Non c’è stato nemmeno il tempo di capire ciò che stava accadendo che sono spuntate rotonde, marciapiedi, muretti e asfalto dove poco prima c’era verde ed alberi.

La stessa cosa è iniziata da qualche giorno di fronte al Velodromo dove sorgerà al suo posto il nuovo stadio di calcio. Le foto documentano il “modo” come sono stati tagliati questi alberi. Tra qualche giorno anche qui spunteranno marciapiedi, asfalto e cemento… con l’aggravante che anche il Velodromo “Borsellino” verrà demolito!

Vengono da porsi molte domande: con tutto lo spazio libero che c’è davanti il centro commerciale era proprio necessario spezzare in due via Lanza di Scalea per fare una rotonda che “obbliga” a passare dentro il centro commerciale? non si poteva “disegnare” un percorso che avrebbe rispettato gli alberi ventennali? non c’era un sistema meno drastico (magari più oneroso e meno sbrigativo) per sdradicare gli alberi com’è già stato fatto in via Leonardo da Vinci? chi ha dato i permessi per tutto questo scempio? forse un’amministrazione comunale che oggi ha creato una lista civica battezzata “Amo Palermo”? e da quale parte stavano guardando le opposizioni che oggi si presentano con lo slogan “Palermo bene comune”?
cordiali saluti
Pino Paliaga

 

 


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25 commenti per “Ventidue anni per crescere e 22 minuti per morire: storia dei pini di via Lanza di Scalea

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  • Nio 156
    17 mar 2012 alle 1:01

    Ragazzi…mi è morto il geranio!!!…che mondo triste!

    qualcuno già l’ha detto e concordo…..per scrivere ciò che si vuole ci sono pur sempre le chat i social network, etc..ma una controllatina prima di pubblicare un articolo andrebbe pur fatta.

  • rosario.a 0
    19 mar 2012 alle 9:41

    Orazio, ma chi credi di essere per utilizzare frasi come “pascolare la famiglia” ?

    Puoi avere le tue idee, le tue convizioni e i tuoi principi, ma rivolgendoti in quel modo dimostri solamente di essere soltanto un fanatico spaccone ineducato.

  • Orazio 982
    20 mar 2012 alle 21:48

    Sorbole (!) Lord Rosario, se non è transumanza come altrimenti può descriversi il fenomeno?


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