15 dic 2011

Parco Uditore | Come far nascere un parco urbano: istruzioni per l’uso


Come tutte le belle storie che si rispettino dovrei cominciare con “c’era una volta”. Ma sarei un bugiardo perché ciò di cui voglio raccontarvi esiste ancora oggi così com’era una volta.
E’ incredibile pensare che a Palermo qualcosa sia rimasto immutato nel corso degli ultimi decenni eppure esiste un giardino, di circa sette ettari, scampato al “sacco “ che, in un futuro ormai prossimo, sarà aperto al pubblico godimento.

E pensare che tutto fosse nato poco più di un anno fa, da un appello di Giovanni Callea sul Rosalio che esprimeva un desiderio: quello di poter passeggiare con sua figlia nel giardino che vede dal suo balcone.

Quell’articolo ha smosso le coscienze dei palermitani e non solo. Da li a poco cominciarono a raccogliere le firme per far sì che quell’area fosse risparmiata al suo destino dato che proprio li, a Fondo Uditore, doveva sorgere il centro direzionale della Regione Sicilia.

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In pochissimo tempo si raccolsero cinquemila firme, si decise di formare il Comitato con un sito web/blog http://unnuovoparcoperpalermo.blogspot.com/ ed pagina su Facebook http://www.facebook.com/Parco.Uditore.Palermo.

Ed è proprio sulla rete che il fenomeno raggiunge dimensioni davvero importanti: per la prima volta i cittadini Palermitani si sono mobilitati per la creazione di un nuovo Parco per la propria città, collaborando nella raccolta firme tra amici e parenti, coinvolgendo più gente possibile con l’unico scopo di fare qualcosa di utile per Palermo, per dimostrare che qualcosa si muove.

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Aderiscono al comitato numerose associazioni, e i giornali cominciarono a parlarne sia al pubblico della carta stampata che del web.
Ma un’effettiva collaborazione ci è fornita da alcuni professori dell’Università di Palermo delle facoltà di Architettura e Agraria: è l’Architetto Manfredi Leone, che da anni segue con i suoi studenti (Alessandra Amoroso, Piero D’angelo, Massimiliano Rotolo, Annalisa D’Acquisto) l’area in questione come oggetto di tesi, e il Prof. Giuseppe Barbera che ha stilato, con i suoi studenti della facoltà di Argraria, il censimento della flora nell’area interessata.

A maggio il Comitato di cittadini incontra la Commissione Urbanistica per presentare il progetto e chiedere una variante al Piano Regolatore Generale.

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Ma la vera svolta è avvenuta quando il 3 Novembre 2011, la Regione Sicilia, proprietaria dell’area, accoglie favorevolmente la richiesta dei cittadini ed affida al Corpo Forestale la manutenzione del parco.

Di fatto, dà il via libera alle operazioni di preparazione verso il giorno dell’inaugurazione. Da quel giorno a Fondo Uditore si è verificato un pullulare di operai della forestale affiancati da membri del comitato, studenti e professionisti, al lavoro nell’intento di mettere in sicurezza la parte dell’area che verrà destinata a parco urbano. Sono stati potati i Bagolari, falciati i rovi, ridimensionate le macchie di sommacco, biotriturati i residui delle operazioni di potatura, ma soprattutto è stata ridata una forma ai fichi d’india storici che, nell’abbandono degli ultimi quaranta anni, era stata compromessa.

In questi giorni abbiamo tracciato le linee perimetrali dell’area Parco che terrà fuori tutti gli edifici presenti all’interno dell’area quali il nucleo operativo del corpo forestale, il centro fitosanitario regionale e il distretto degli operai dell’azienda foreste.
E’ in corso la progettazione del parco con, in un primo tempo: giochi per bambini, percorso salute e zone di esercizio fisico con adeguate strutture in legno, e area sgambamento cani.
Inoltre saranno previste aree benessere all’interno del boschetto e zone di esercizio fisico con adeguate strutture in legno.

Saranno realizzati i vialetti interni al Parco, serviti da panchine e cestini, percorribili anche dalle biciclette.

Il Parco che sogno è un giardino dove posso vedere genitori che portano a giocare i figli in tutta sicurezza, in un’area pensata e progettata a misura di bambino, sportivi che possono allenarsi a pochi metri da casa, anziani che abbiano a disposizioni piccoli orti sociali dove poter “coltivare” la propria passione, assopita da anni vissuti in appartamento, e magari poterla tramandare ai più giovani, poter passeggiare i propri amici a quattro zampe in aree attrezzate, sicure e pulite grazie anche alla civiltà dei fruitori.

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Senza illudermi troppo mi sto rendendo conto che tutto questo è concretamente possibile da realizzare perché vedo prendere forma di giorno in giorno ciò che un cittadino dovrebbe avere in ogni città.

Ma l’orgoglio più grande è il pensiero che sono stati proprio i cittadini a volere questo Parco, a mobilitarsi per il bene collettivo della città.

Come comitato di cittadini abbiamo voluto dimostrare che è possibile costruire un progetto comune per uno stile di vita differente da quello attuale, un modo diverso di vivere la città e il territorio, di muoversi, di impegnarsi per migliorare Palermo.
Un bell’esempio da esportare in giro per il mondo…

Gerlando Presti
Comitato Parco Uditore


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16 commenti per “Parco Uditore | Come far nascere un parco urbano: istruzioni per l’uso
  • fabdel 989
    15 dic 2011 alle 12:49

    fantastico, un altro parco! ricordatevi di mettetere nuove foto con l’avanzare dei lavori e la messa a dimora delle piante

  • gablaz 9
    15 dic 2011 alle 16:06

    MOBILITIAMOCI adesso per il PARCO DELL ORETO! Lasciate un commento chi è interessato a ottenere questo altro importantissimo traguardo per la nostra città!

  • Oggilla 56
    15 dic 2011 alle 17:31

    fra un messetto faremo un aggiornamento fotografico dai balconi per vedere l’area dall’alto.

  • Irexia 675
    16 dic 2011 alle 20:17

    Bellissimo articolo: trasuda passione per la propria città e per i progetti in cui si crede!
    Bellissime foto: fanno proprio vedere l’avanzamento dei lavori!
    E ovviamente magnifico progetto! Magnifica idea! Magnifica mobilitazione!
    Magnifico modo di utilizzare gli spazi urbani! I nostri, dei cittadini! EVVIVA!

  • tasman sea 20
    18 dic 2011 alle 7:34

    ma il muro che circonda l’area resterà così? avrei voluto che il parco fosse visibile dalla strada, e invece forse resterà nascosto, cosa che non invoglierà ad andarci.

  • Oggilla 56
    18 dic 2011 alle 12:46

    al momento si sta intraprendendo una diplomazia con i proprietari dei cartelloni pubblicitari dinanzi al parco. La rimozione di questi è il problema principale. Solo 100 metri di muro (quello rivolto alla rotonda) andranno demoliti e sostituiti da una ringhiera e cancellata. Purtroppo i costi di demolizione e smaltimento dei residui di lavorazione oggi sono proibitivi e per questo stiamo pensando di portare questo a nostro favore! Vorremmo far dipingere il muro da artisti e writers come hanno fatto a Berlino, praticamente a costo ZERO.
    Almeno se non lo si può abbattere, lo renderemo il più picevole possibile da vedere…

  • se68 384
    18 dic 2011 alle 22:38

    Oggilla,
    ..non capisco.
    ringiera e cancellata credo costino di più di una semplice demolizione e trasporto a discarica del muro.
    In ogni caso, se a Palermo è così difficile demolire un inutile muro e rimuovere qualche cartellone pubblicitario per godere della vista del parco, siamo veramente messi male.

  • Oggilla 56
    19 dic 2011 alle 1:11

    siamo messi malissimo! considera che il comune non ci sta dando uno stracci di appoggio!!! il parco è recintato da quasi di un chilometro di muro, e di questo solo 80 metri saranno adibiti al momento a ringhiera e un cancello per l’accesso al pubblico.
    L’idea, o sogno, sarebbe di eliminare il muro e ringhiere…ma senza picciuli non se ne canta messa…


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