La Nuova Pista Ciclabile Finanziata col Pnrr nasce già male

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Poche ma forti parole per esprimere le perplessità sul nuovo percorso ciclabile in fase di realizzazione lungo via Carmelo Lazzaro, nei pressi dell’Ospedale Civico.

L’appalto riguarda la nuova ciclabile “Costa Sud, stazione centrale, lungofiume Oreto, poli universitari”. La tratta in oggetto si chiama “Campus Univesitari-Poli Ospedalieri” e che consente di collegare via Oreto col polo ospedaliero fino ad un prolungamento che sfocerà su via E. Basile. I finanziamenti sono stati reperiti all’interno del PNRR.

Se da un lato abbiamo espresso apprezzamento per la futura pista ciclabile di via Oreto, delimitata da cordoli, non si può dire altrettanto su questo fronte.

Ma andiamo nei dettagli. Da premettere che la segnaletica verticale e i pittogrammi non sono stati ancora realizzati, ma nonostante ciò si ha lo stesso un’idea sulla percorribilità in bici.

Notare la curva fra via Tricomi e via G. Parlavecchio: chi aprirà lo sportello della propria auto avrà scarse possibilità di scorgere una bici in arrivo. Diversa situazione se la corsia fosse stata realizzata adiacente al marciapiede, senza così esporsi al transito veicolare.

Molto prevedibile la sosta (selvaggia) all’interno del percorso ciclabile e ben nota agli addetti ai lavori. Inevitabilmente si dovrà pedalare al centro della carreggiata. Qualcuno reclamerà i controlli, ma davvero pensate di pretendere dei vigili urbani posizionati h24, se già a stento riescono a far applicare l’ordinanza sui velocipedi in Centro Storico?

Senza protezione alcuna, questo percorso è come se fosse invisibile. Si rischia di finire così a sinistra, dove c’è il pronto soccorso e il reparto ortopedia…

Notare infatti la differenza rispetto la ciclabile del percorso Villafranca-Praga, con il percorso prevalentemente realizzato adiacente al marciapiede e delimitato da cordoli. Molto utilizzata dal popolo delle due ruote, malgrade le statistiche del “quando passo non vedo mai nessuno”

pista ciclabile

Lasciamo a voi lettori ogni altro commento, con l’auspicio che ai piani alti possano “rivedere” qualcosa.

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7 Thoughts to “La Nuova Pista Ciclabile Finanziata col Pnrr nasce già male”

  1. punteruolorosso

    pazzesco. vanno in sede separata, o rialzata o protetta da cordolo.

  2. Peppe G.

    Mi chiedo chi sia il genio che ha progettato questa pista ciclabile della “costa sud”?
    come minimo meriterebbe la laurea stracciata.

  3. vicchio65

    Scusate, ma quel che è giusto è giusto. Se non sbaglio,
    – le prime 3 foto è della pista fatta ora; si potrà dire che il progetto è precedente, ma fatta ora!
    – la quarta foto è un progetto vecchio, precedente amministrazione; si potrà dire che questa è la meglio riuscita, perchè altre erano solo “pittate” sul marciapiede.

    Ma dove sono i tanti, fra cui la dott.ssa Caronia (appena dimessa) solo per citarne uno, che si lamentavano all’opposizione che “non basta disegnare le striscie per fare una pista ciclabile”?!?!?!?!
    Almeno, quelle sul marciapiedi (semprechè il marciapiedi è sufficientemente largo) sono presenti in tutta Italia; queste, al di là dei controlli inesistenti (è bello vedere i fiori della terza foto, che mi ricordano tanto la via Maqueda!), sono proprio inutili e anche pericolose!!!

    Azz, caro Carta…ma che bella figura ci stai facendo….spero almeno che non sarai presente all’inaugurazione!

  4. BELFAGOR

    Tali foto confermano le critiche e le perplessità che sono piovute su tale progetto.
    La stessa “Consulta della Bicicletta Palermo” aveva segnalato ,qualche mese fà, diverse criticità : infatti questa alternanza di tratti in sede propria e promiscui con le auto su strade decisamente strette, con voragini sull’asfalto e un percorso finale tortuoso per raggiungere corso Tukory, non convinceva neanche loro.
    C’è chi contesta anche l’iter seguito per tali nuove piste ciclabili : la consigliera comunale Giulia Argiroffi è molto critica : “Un progetto fatto male e presentato in ritardo, anticipando programmazione e anche copertura finanziaria. I lavori sono stati affidati in urgenza, senza rispettare nessuna delle condizioni previste dalla legge “
    La consigliera Argiroffi pone alcune domande ( e sospetti) all’Amministrazione comunale: “Chi ha provocato il ritardo per sfruttare una procedura in urgenza? Chi guadagna per la procedura in urgenza? Aspettiamo la documentazione richiesta per trasferire tutto alla Procura”.
    Francamente il confronto di questa pista ciclabile con quella di via Villafranca-Praga, che presenta tante criticità, non è proponibile.
    Vi immaginate una pista ciclabile simile in via Tricomi e in via Parlavecchio?
    I giusti diritti di una minoranza non può sacrificare i diritti di quei cittadini malati che per recarsi al Civico, all’ ISMETT e al Policlinico devono percorrere……”strade decisamente strette, con voragini sull’asfalto e un percorso finale tortuoso”.

  5. FF

    Cornuto io che avevo fiducia in questo assessore, pur non avendo votato il sindaco della cui giunta lui fa parte, perché credevo che un urbanista rinomato e che usa spesso la mobilità alternativa sapesse cosa fare. Lui lo sa che la linea A del tram va fatta, a prescindere dagli aspetti legali, e sa pure quanto siano pericolose le nostre ciclabili vista l’assenza di sede protetta (Favorita tra tutte) e lo scorrazzare dei motori nella meglio fatta tratta Praga-Dante.

    Tutta pomposità, quest’uomo.

  6. moscerino

    Giorni fa passeggiando per Viale Piemonte, mi sono reso conto dell’errore progettuale fatto nella suddivisione delle aree, in quanto la linea alberata se fosse stata spostata, come linea di spartitraffico fra carrabile e ciclabile con arbusti sempreverdi fra un albero e l’altro, avrebbe fatto recuperare suolo per le piante, nonché spazio per pista e pedoni, ergo avrebbe assorbito lo spazio dei corsoli. Inoltre andrebbero allocate delle rampe gommate per ridurre il dislivello col marciapiede per evitare incidenti non voluti, dei cordoli sulle strade nei punti d’incrocio e delle videocamere o fototrappole lungo i tragitti, in maniera tale da multare gli abusivi della pista ciclabile!!!

  7. Byron

    Con queste piste ciclabili mi pare che vi sia un furore ideologico degno di altri secoli e di ben altri temi che non trova poi riscontro nel loro effettivo utilizzo, almeno a Palermo. Se non tutte le realtà sono uguali, per Bruxelles, e per Roma, invece pare di sì. Abitare ad Amsterdam o a Ferrara, città di pianura con una viabilità degna di questo nome, invece che a Palermo o Catania, città con elevati dislivelli altimetrici, e una viabilità da quarto mondo non fa grande differenza. Beati loro, invidio il loro intatto manicheismo. Io vivo invece in un mondo dove le sfumature sono infinite, loro a quanto pare sanno parlare solo di bianco o nero. Quello che io vedo sono ciclabili mal disegnate, ossia restringendo le già intasatissime arterie cittadine, ciclabili che, per lo più, rimangono vuote e utilizzate a occhio soltanto da mezzi elettrici a due ruote, tipo monopattino. Che non è una bicicletta. Il monopattino, con l’attuale normativa del C.d.S, è equiparato a un ciclomotore, e quindi dovrebbe girare in strade urbane ordinarie dotato di targa e assicurazione R.C. con obbligo di casco per il conducente.
    Mi pare che la cosa più facile da fare, per i nostri amministratori, sia di sezionare letteralmente la nostra già risicata viabilità urbana, togliendo quei tre o quattro metri o magari neanche quello limitandosi a un penoso cartello con due striscie di colore disegnate a indicare la ciclabile. Quello che dovrebbero invece fare per le ciclabili è creare delle strade apposite ex novo senza dimezzare la viabilità ordinaria. Quindi progettare (troppo impegnativo) e utilizzare spazi nuovi o non utilizzati. L’idea della ciclabile dovrebbe essere aggiungere, e non sottrarre. Io sono decenni che non voto, non ce li ho sulla coscienza. La prossima frontiera sarà di realizzare ciclabili in autostrada. E che ci vuole? L’infrastruttura già esiste, metto due cordoli, un po’ di vernice e quattro cartelli, e la pattuglia a sanzionare il terribile violatore. E ti faccio in un messe cinquecento chilometri di ciclabile, record europeo di ciclabili, per cui è prevista la beatificazione dalla Von der Leyen in persona e targa di ottone a Palazzo Barlaymont.

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