20 nov 2019

Piano Battaglia, l’ennesima beffa


Palermo – Anche nel 2019 sembra profilarsi l’ennesima beffa per la stazione sciistica di Piano Battaglia e per tutto il comprensorio Madonita che gravita attorno alle attività invernali, faticosamente riportate in vita dopo oltre un decennio di abbandono.

Con una puntualità disarmante da quando gli impianti di risalita sono stati riaperti (non senza problemi), anche in questo autunno, mentre l’estate di San Martino porta la prima spolverata di neve a Piano Battaglia, si palesa l’ennesima grana burocratica che potrebbe costare l’intera stagione invernale per una località che vive essenzialmente di questo, e nonostante siano stati fatti ingenti investimenti per riportare in auge quel che potremmo chiamare un miracolo della natura (una stazione sciistica, con innevamento garantito almeno tre mesi l’anno, a un ora e mezza da Palermo).

Apprendiamo infatti, da diverse testate giornalistiche, che la gara da 153mila euro bandita dalla Città metropolitana per assegnare la gestione delle piste (in primis, il battimento) è andata deserta. Di fatto, la prima anomalia che si può scorgere è che si procede con affidamenti annuali e, soprattutto, con gare che separano la gestione degli impianti di discesa e risalita. In sintesi, gli impianti, come è giusto che sia, sono stati dati in concessione pluriennale alla Piano Battaglia srl.

Le piste invece, che vanno battute e messe in sicurezza con cadenza annuale, ogni anno devono essere affidate in concessione con un nuovo bando. Quest’anno, né la Piano Battaglia Srl, né altre società hanno presentato un’offerta. Una motivazione forse riconducibile alla cifra stanziata. Leggiamo infatti, da Repubblica, che nel 2018, dopo un tira e molla di diverse settimane, a metà gennaio la Regione aveva stanziato 300mila euro (ovvero il doppio della somma proposta quest’anno) per mettere una pezza e salvare due mesi di stagione.

Saltare un intera stagione invernale rischia di mettere a repentaglio il futuro e l’esistenza stessa della stazione sciistica di Piano Battaglia, nonostante gli investimenti fatti (non ultimo, i lettori per gli skipass recentemente montati); un esistenza dalla quale dipendono anche le poche strutture ricettive rimaste sul pianoro e che hanno creduto e investito nel rilancio dello sci in Sicilia occidentale; una situazione che certamente danneggerà più in generale l’intero comprensorio, a partire dalle Petralie, che con la splendida Soprana, già Borgo dei Borghi a poco più di 20 minuti di distanza dagli impianti, offre oggi il miglior connubio per vivere la montagna alternando il turismo sportivo con la cultura e la enogastronomia.

La cosa che fa più rabbia è constatare come ogni anno vi sia sempre un nuovo problema. E che esso venga pubblicamente manifestato immancabilmente solo a ridosso della stagione invernale, così da dover poi correre ai ripari in netto ritardo, condizionando i risultati economici della stazione sciistica; nel 2018 ad esempio, la stagione invernale ha visto appena 61 giorni di attività e un bilancio (pur apprezzabile) di 40mila presenze; un valore condizionato non già dalla mancanza di neve, sempre abbondante, ma da un problema burocratico quella volta dovuto a permessi da parte di USTIF (tanto da far gridare allo scandalo di vedere la seggiovia ferma con un oltre un metro di neve sulla Mufara).

Le responsabilità sono certamente da ricercare su più soggetti pubblici. Occorre però che la Città Metropolitana di Palermo, unitamente alla Regione, faccia, ORA, qualcosa per scongiurare anche solo il ritardo nella apertura delle piste nel 2019. E che si elabori, fin da subito, un assetto per le prossime stagioni capace di dare stabilità alla stazione sciistica una volta per tutte (a partire da un piano di risanamento della SP 54), mettendo così gli imprenditori privati nelle condizioni di poter operare e programmare le proprie attività e investimenti con tranquillità.

A.B.


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17 commenti per “Piano Battaglia, l’ennesima beffa
  • Metropolitano 3778
    20 nov 2019 alle 17:12

    Da quando quel genio Romagnolo, Del Rio, ha abolito le province (ad eccezione di Treno e Bolzano) come istituzioni, i risultati si vedono.
    La montagna è una risorsa essenziale per il territorio nel Palermitano e senza una garanzia sui servizi di base I turisti, cari miei, eh scappano.

    • milanese palermitano 10
      21 nov 2019 alle 9:00

      Non capisco cosa c’entri Del Rio..qui le colpe sono tutte interne alla Sicilia. In tutto il resto d’Italia provincia o non provincia si scia regolarmente. Basta dare la colpa ad altri. Assumersi le proprie responsabilità aiuta a risolvere i problemi in futuro.

      • Metropolitano 3778
        21 nov 2019 alle 14:22

        Quando l’ente era rappresentato dal presidente Giovanni Avanti, qualcosa si faceva, mentre adesso che non c’è un presidente di provincia ma un commissario, le cose non vanno bene, specie per le ASP per la sanità e le S.P. per la viabilità locale. Secondo me è stato un errore abolire le elezioni, ma questa scelta è tipica di chi invece di rispettare la democrazia preferisce una dittatura, senza alcun tipo di elezioni, ne locali ne politiche.

      • marcus 221
        21 nov 2019 alle 14:57

        Lascia perdere… è il suo stile parlare di cose di cui conosce poco…
        L’abolizione delle province di Del Rio è stata disposta con legge dell’aprile 2014 e non riguardava le province siciliane; quella della Regione Siciliana era prevista addirittura dalla L.R 9/86 e disposta dall’ARS (in quanto ambito di competenza dell’autonomia regionale) con L.R. del 2013, un anno prima. Se poi si ha qualche annetto come me si ricorderà che gli impianti di risalita, anche all’epoca delle province e con chiunque sia stato il presidente (poi magari Metropolitano ci illuminerà sulle magnificenze operate dal Presidente Avanti durante il suo mandato…), hanno sempre avuto problemi… così come la sanità pubblica (che funziona meglio ora di quando all’epoca delle province c’erano le ASL)… poi parlare di dittatura… vabbè evito i commenti e lascio all’intelligenza di ciascuno le considerazioni

        • Metropolitano 3778
          21 nov 2019 alle 18:05

          Ah, e bravo. Hai detto tutto e il contrario di tutto ! E questo potrebbe essere una cosa tipica da te notando come scrivi.
          Se ne discuteva al senato già nel 2013 e poi la regione si è adeguata ufficialmente, in modo da poter istituire le città metropolitane di Palermo, Messina e Catania ; allora sia governo sia regione erano di sinistra, mentre oggi parlamento giallorosso, e ARS al centrodestra con Nello Musumeci. Non vedo cosa ti aveva fatto il presidente Avanti anzi ha operato meglio che ha potuto per strade, sanità, ospedali, ed è stato lui a portare avanti il progetto della nuova tangenziale poi osteggiato dal #sindacolosafare, quando era in carica e allora tutto funzionava meglio del 2019. Come si dice in giro “si stava meglio quando si stava peggio” Io di “dittatura” te ne parlo eccome, perché in un paese democratico si deve dare la possibilità e la sovranità del voto ai propri cittadini. Quelli che si fanno definire partiti democratici usano solo un nome ironico per poi fregarsene dei diritti della gente. Vergognoso, come fai a non saperlo ? Guarda oggi come vanno le cose invece di criticare il passato.
          E… se volevi evitare i commenti ti bastava una sola lettura ;-). Per tua fortuna io apro alle discussioni con o contro. Io sosterrò sempre chi vuol fare qualcosa senza promettere niente, non chi non vuol fare niente dopo aver promesso qualcosa, magari una luna.

          • marcus 221
            22 nov 2019 alle 23:11

            Ma ce ne vuole uno bravo sul serio…

          • Metropolitano 3778
            23 nov 2019 alle 12:12

            si, ma per te (ovviamente) , e per quell’altro beniamino.

        • Metropolitano 3778
          21 nov 2019 alle 18:27

          Dimenticavo una cosa; se le province non vengono foraggiate dallo Stato loro non ne hanno colpa.

          PS: con questo ulteriore commento ci ho dato occasione di mettermi altri feedback negativi ;-) . Fate pure, migliorerete le cose tra me e voi due, “grazie” al vostro odio verso chi la pensa nella giusta maniera.

  • Irexia 794
    29 dic 2019 alle 13:37

    Giustificare l’esistenza di un Ente Territoriale le cui competenze sono sempre rimaste nel vago, solo per il proprio giudizio positivo (assolutamente legittimo) espresso su uno solo di coloro che hanno ricoperto pro-tempore la carica alla sua Presidenza non mi convince… Ma che le Province esistano o meno nella nostra Regione (a Statuto speciale) poco importa in questo ambito.
    Non possono i Comuni della zona costituirsi in consorzio dei comuni montani e chiedere alle altre Istituzioni che si trovano in condizioni simili come operano, nello spirito di collaborazione di cui è permeata la nostra Costituzione?
    Quello è un territorio che ha bisogno di attenzioni tutti i giorni, collegamenti con le realtà a valle, strade sicure, boschi mantenuti, impianti attivati, ricezione turistica valida, adeguata pubblicità! Gangi non è stato premiato come borgo più bello d’Italia qualche anno fa? E le Petralie? E Castelbuono? In questo periodo natalizio potrebbero regalare esperienze naturalistiche, alimentari e culturali che i turisti cercano!!!

    • Orazio 1292
      29 dic 2019 alle 13:57

      Analisi swot svolte nel tempo dalla Regione Siciliana hanno evidenziato che le Madonie potrebbero avere come punto di forza il trekking vista la grande quantità di territorio quasi vergine e di sentieri che lo attraversano.

      Per attrezzare un territorio ad un turismo del genere basta poco: basta che l’Azienda Foresta Demaniali faccia la manutenzione ai sentieri, basta che si collochi una segnaletica regolare per i trekker, basta che si aggiornino e si stampino le mappe dei sentieri e del territorio, basta che ognuno faccia il proprio dovere. Serve che i titolari di attività ricettive si mettano in rete.

      Non servono tanti soldi. Non serve nemmeno la Provincia. I premi (peraltro poco seri, vince chi più fa telefonare) servono solo a dare visibilità ma non più di quella.

      La funivia? Perché no, ma in un territorio dove c’è poco ed irregolare innevamento, di che turismo vogliamo parlare? Al massimo parleremo di escursionismo, con tutti i pochi benefici e i tanti problemi che comporta. Non sono certo che lo sviluppo delle Madonie passi da quella funivia.

    • Metropolitano 3778
      29 dic 2019 alle 20:33

      Beh, le province continuano ad esistere perché il referendum costituzionale in cui Renzi ci ha messo la faccia nel 2016 fu bocciato. Questo referendum era una “torta a setteveli” di riforme, ma non tutti gli strati di questa torta piacevano agli Italiani, per cui hanno detto no al referendum, automaticamente abolendo la riforma delle 110 province che tuttora nella Costituzione esistono ancora, pure se commissariate o senza elezioni dirette a democrazia partecipata, complice la legge DelRio. Per cui le province esistono ma non esiste più la democrazia partecipata per eleggere i loro presidenti e le loro giunte. Alcune province sono diventate Città Metropolitane, ma vai un pò a sperare se Castelbuono o a Collesano e San Mauro Castelverde, seppur con le loro comunità montane, possano essere riguardate dalla centralità che riveste la Città Metropolitana data la loro lontananza dal capoluogo di provincia.

  • Irexia 794
    06 gen 2020 alle 22:54

    Su Repubblica Palermo si parla del turismo, mancato, della neve in Sicilia; titolo dell’articolo “Piano Battaglia e Etna: il business mancato della neve”, a quanto pare anche l’Etna non è messo bene…


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