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18 lug 2016

E’ possible chiudere al traffico automobilistico Porta Felice?

di Irexia

Il traffico veicolare sotto un monumento storico dovrebbe essere per quanto possibile evitato, foss'anche solo per non rischiare incidenti che coinvolgessero le antiche mura. Analizziamo la situazione attuale: le automobili che da corso Vittorio Emanuele devono immettersi al Foro Italico si trovano ad interrompere il flusso che proviene dalla Cala subito dopo una curva creando rallentamenti e ingorghi e, indubbiamente, costituiscono un fattore di rischio per chi da quella curva proviene e si trova costretto a rallentare e fermarsi o allargarsi sulla sinistra. Non si potrebbe concedere l'immissione in Via Cala esclusivamente da via mura della lupa? Qua l'afflusso delle auto provenienti da Corso Vittorio Emanuele avverrebbe su di un rettilineo, quindi in una situazione di piena sicurezza, dato che è garantita la visibilità. L'immissione in senso opposto, dalla Cala in corso Vittorio Emanuele, poi, continuerebbe ad avvenire, anche in questo caso in via esclusiva, da via Porto Salvo. Sostanzialmente, dal punto di vista del traffico non ci sarebbe alcun problema, perché di fatto la mia proposta comporterebbe semplicemente installare dei bollard davanti il monumento in questione in modo però da non consentire la sosta delle auto davanti la porta stessa (la visuale deve ovviamente rimanere sgombra in modo da consentire il libero godimento del monumento nonché del mare già da Porta Nuova), e nemmeno occorrerebbe cambiare i sensi di marcia! Semplice, no?  

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28 giu 2016

Nuovo ingresso per l’Università

di Piero1994

Salve, vorrei parlarvi di un problema che chi giornalmente si reca all’università avrà notato. Chi viene da Viale Regione, una volta in via Basile deve effettuare l’inversione e poi accedere all’università. Il problema è che il primo varco utile a effettuare l’inversione ed entrare all’università si trova a 1,5 km dall’inizio della via Basile, pertanto ogni giorno siamo costretti a percorrere questa strada immersi nel traffico, che si addensa maggiormente proprio in quel varco, dove si crea una lunga coda di macchine che devono svoltare a sinistra, specialmente la mattina. Per questo pensavo, perché non creare un accesso all’università già molto prima? Magari all’altezza del Parcheggio Basile. Ho notato che c’è già un cancello che porta all’università, ma non è un cancello di ingresso, probabilmente lo usano solo professori o chi comunque lavora all’università. La mia idea sarebbe creare un ingresso tra questo cancello e il Parcheggio Basile. C’è uno spazio vuoto, pieno di erbacce che potrebbe essere utilizzato e in questo modo si arriverebbe direttamente all’edificio 18. Ne gioverebbero gli universitari che venendo da viale Regione potrebbero entrare all’università in brevissimo tempo, e ne gioverebbero tutti gli altri, perché non si creerà più la coda al varco per l’inversione di marcia. Insomma, ne gioverebbe la circolazione. Non mi sembra una proposta così “complicata” e non penso ci debbano essere problemi con questo breve tratto in cui costruire la strada. E’ una cosa semplice, anche se  purtroppo sono le cose semplici quelle più difficili da fare in questa città.  

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20 giu 2016

Un museo nei mulini di via tiro a segno?

di belfagor

Pochi sanno che in Via Tiro a Segno, un budello di strada, molto trafficata e fortemente degradata, che unisce Piazza Scaffa con il Porticciolo di Sant Erasmo, sorgono due ex mulini,ormai da tempo abbandonati. Il Primo era il Pastificio SEPI, l’altro il  “vecchio “mulino Virga, da non confondere con quello di Corso dei Mille da tempo trasformato in un scuola superiore.  La vicinanza di tanti mulini non deve sorprendere visto che ci troviamo  in una zona vicino al corso del fiume Oreto e ,fino alla fine dell’ 800 ,  gran parte dei mulini  avevano bisogno della forza dell’acqua per poter funzionare. -L’ex pastificio SEPI, un edificio industriale costruito intorno agli anni 20, “rischia” di ospitare gli  uffici dell' Istituto di astrofisica di Palermo( INAF). L' immobile, che era stato fino agli anni 60 un pastificio ,  in seguito trasformata in una palestra privata, da tempo è in condizione di abbandono. L´Inaf  ha acquistato nel 2000 l´edificio  per trasferirvi la propria sede, e per ospitarvi anche l´Istituto di astrofisica spaziale (Iasf).  Nel 2003-2004 l´Inaf ha bandito una gara per  il restauro e l’adattamento dell’edificio, gara  vinta dallo studio Monaco architetti. Dopo alcuni accertamenti  i progettisti , considerando le precarie condizioni statiche dell’edificio decidono che l’ unica possibile ipotesi di intervento  sarebbe  stata la realizzazione ex novo di un edificio , previa demolizione di quello esistente, mantenendo la volumetria generale e la configurazione del  prospetto su  via Tiro a Segno, unico elemento  di una certa valenza architettonica.  Chiaramente i costi  sarebbero  aumentati  sensibilmente.  L’idea di per sé era molto interessante, anche perché l’edificio sorge vicino a Via Archirafi, sede di diverse facoltà scientifiche universitarie e all’Orto botanico.  Quello che lasciava perplessi era il fatto che  il progetto  originario  era stato profondamente cambiato, da “restauro conservativo” ad abbattimento e costruzione di un nuovo edificio. Inoltre anche l' importo dell' intervento era passato  da un milione e 700 mila euro a dieci milioni di euro. Nel 2007 la consigliera comunale Nadia Spallitta intervenne facendo notare tali anomalie. Inoltre ricordò che un edifico costruito prima del 1934, non poteva essere abbattuto: “questi edifici vanno restaurati e utilizzati per finalità compatibili con la loro natura”. Alla fine il progetto si insabbiò. Solo recentemente sembra che la situazione si sarebbe sbloccata e “ forse” il progetto andrà in porto . Nel frattempo  l’ex pastificio SEPI  ha continua  il suo lento e inesorabile degrado -L’ex Mulino Virga, è invece un edificio industriale più antico e sotto molti aspetti più interessanti. Infatti mentre il primo ,negli anni ha subito diversi interventi di modifica, molti dei quali abusivi,( era diventato per un certo periodo una palestra), quest’ultimo invece non ha subito nel tempo grosse modifiche. Fu sede, del primo pastificio Virga.  Negli anni 30,durante il regime fascista, con il fallimento dell’industriale Filippo Pecoraino  il pastificio di Corso dei Mille, insieme ad altri beni ( tra cui il giornale L’ORA)  passarono di proprietà  dei  Virga  che trasferirono  parte della loro attività industriale nella nuova e più moderna fabbrica acquisita. Da allora il vecchio MulinoVirga fu lentamente abbandonato .  Da quanto ci risulta il mulino di via Tiro a segno fu attivo fino alla fine della 2° guerra mondiale . Da allora è stata abbandonata al degrado. Nel 2013  fu pubblicata la notizia che il comune di Palermo, nell’ambito di un progetto di edilizia sociale, aveva deciso di affidare tale ex mulino a una cooperativa che avrebbe costruito,  66 appartamenti . Ipotesi cervellotica considerando  che Via Tiro a segno è un budello di strada, priva di parcheggi e fortemente degradata. Inoltre la zona ha un alto valore storico.  Si trova infatti a due passi dal Foro Italico e dal Porticciolo di Sant’Erasmo e di fronte al vecchio  Gasometro  e a Villa Giulia. In questo caso, ci dispiace dirlo,  nessuno fece notare che tale edificio era stato costruito molto prima del 1932 e perciò, secondo la legge,  andava restaurato e utilizzato per finalità “compatibili con la sua natura”. Francamente “abbattere e costruire case popolari al suo posto” non ci sembrava una  finalità compatibile con la sua natura. Meno male che ha difendere il mulino Virga dalla distruzione è intervenuto il più potente alleato, l’immobilità e l’inconcludenza della burocrazia  del Comune.  Come si vede anche tra gli antichi edifici storici ci sono figli e figliastri e la legge non è sempre uguali per tutti. PROPOSTA : Considerando il luogo  storico, e la zona( ricordiamo che fino agli anni 50, con l’abbattimento della Stazione ferroviaria, il Piano di Sant’Erasmo, era ricco di iniziative industriali e artigianali), perché l’ex Mulino Virga  di Via Tiro a segno non può essere trasformato in un museo della storia delle attività produttive a Palermo?  Oggi il nostro tessuto industriale è asfittico e fortemente in crisi ma nel passato Palermo ha avuto momenti molto importanti e significativi, per esempio pochi sanno che , grazie ai Florio, si costruirono anche delle automobili.  Perché la Camera di Commercio e le associazioni degli industriali non propongono al Comune tale ipotesi? Tra l’altro la vicinanza con il Polo Scientifico universitario di Via Archirafi potrebbe favorire quell’interazione tra mondo produttivo e scientifico che fino ad ora è mancato.  Chi sa se un iniziativa del genere possa far rinascere la voglia di investire in questa sfortunata e agonizzante città, L'immagine è puramente indicativa.

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16 giu 2016

Ipotesi di parcheggio sotterraneo in zona stadio

di Irexia

Qualche giorno fa ero in piazza Giovanni Paolo II e mi sono soffermata sullo stato caotico in cui si trova questa parte di città. Questa zona è fortemente e densamente frequentata: vi sono grossi condomini, numerose attività (ristoranti, bar e negozi), ma anche 2 scuole, un ufficio postale piuttosto grande, un ufficio tecnico comunale, una banca, un supermercato, lo stadio di calcio e quello delle Palme, il Centro Traumatologico Ospedaliero e l'ospedale Villa Sofia. Nella fattispecie, ho avuto modo di osservare come le ambulanze nell'uscire dall'ospedale per raggiungere qualche ammalato o incidentato debbano percorrere la parte terminale di viale croce rossa che definire uno stretto budello è poco e che può quindi essere causa di ritardi nel soccorso; in quest'ultima parte è stata anche fatta una piccola rotonda che, a causa dello spazio ridotto, è molto stretta e basta una macchina posteggiata male per creare problemi. Una situazione del genere non è accettabile. Anche via De Gasperi si riduce spesso a una distesa di lamiere infuocate se pensate che i camion, per raggiungere l'autostrada dal porto, percorrono il viale laterale per potere svoltare in via Ausonia e da lì salire per lo svincolo di via Belgio (se solo ci fosse un tunnel sotterraneo che congiungesse i due punti...): togliere, o almeno ridurre, le automobili posteggiate, faciliterebbe il transito di questi bestioni della strada. Ritengo sia il caso di pensare ad una soluzione. La piazza Giovanni Paolo II è molto ampia e occupata da una grande rotonda con due spiazzi perennemente occupati da auto in sosta (nonché quelle in divieto di sosta): non si potrebbe quindi creare un parcheggio sotterraneo? Il fatto che l'ipotetico parcheggio si estenderebbe sotto la piazza (e non sotto le costruzioni) potrebbe rendere più semplici e meno dispendiose le operazioni di scavo, dato che si potrebbe anche lavorare a cielo aperto e senza preoccuparsi di incontrare pilastri e fondamenta edilizie, quindi senza problemi di stabilità dei palazzi (ovviamente ci saranno delle sottoreti, cavi e tubi, da spostare). Inoltre dovrebbe risultare piuttosto facile creare le rampe di accesso e uscita per gli automezzi e trovare lo spazio per gli ascensori che consentissero ai pedoni l'ingresso da ogni parte della piazza. Poiché parte dell'utenza della zona ha necessità di un posto auto proprio (penso a chi abita nei condomini che non hanno parcheggio interno) e altra parte, invece, ha bisogno di lasciare l'auto solo per il tempo che occorre a sbrigare le proprie faccende, alcuni degli stalli potrebbero essere messi in vendita ai residenti della zona che potrebbero così togliere le loro auto dalla strada, nonché agli uffici che potrebbero trovare conveniente mettere a disposizione dei propri dipendenti gli spazi auto. La zona verrebbe decongestionata e ci sarebbe molto meno caos in superficie.

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13 giu 2016

L’itinerario arabo normanno dimenticato: guida ” alternativa”

di belfagor

Dal sito ufficiale del Comune di Palermo apprendo che i monumenti in stile Arabo Normanno che fanno parte dell'itinerario Patrimonio dell'Unesco sono: A Palermo Palazzo Reale o dei Normanni. Cappella Palatina  Cattedrale Chiesa di San Giovanni degli Eremiti Chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio o della Martorana Chiesa di San Cataldo Castello della Zisa Ponte dell'Ammiraglio. A Monreale Duomo Chiostro A Cefalù Cattedrale.  L’amministrazione comunale di Palermo, nella fretta di far dimenticare le due pesanti bocciature internazionali ( quella di Palermo Città d’arte e  quella “ tragi- comica” di Palermo città dello sport ) ha “ripiegato” sull’itinerario arabo- normanno. Ma forse per la “fretta” o per una certa dose di incompetenza si sono dimenticati dell’esistenza di alcuni monumenti arabo- normanni   meno conosciuti ma non per questo non meritevoli di comparire in quella lista. Vorremmo iniziare questo nostro itinerario “alternativo” di monumenti “dimenticati” con quello che è certamente l’assenza più macroscopica e cioè con il CASTELLO DI MARE DOLCE O DELLA FAVARA. Il Palazzo, impropriamente detto "castello", fu edificato nel 1071 e faceva parte integrante di  una cittadella fortificata situata alle falde di Monte Grifone che oltre al palazzo comprendeva un laghetto, alimentato dalle acque delle sorgenti di San Ciro. Il monumento è in discrete condizioni anche se inserito in un contesto fortemente degradato. Recentemente sono state abbattute delle costruzioni abusive che “adornavano” l’opera, ma siamo ancora lontani da un recupero completo del monumento.  Si trova nei pressi di Via Emiro Giafar. Un altro monumento di grande interesse storico e artistico è la CHIESA DI SANTA CRISTINA LA VETERE. Viene considerata una delle più antiche chiese di Palermo esistenti. Infatti fu costruita nel 1171, per volere dell'arcivescovo Gualtiero Offamilio. Si trova nel vicolo dei Pellegrini , traversa di Via Matteo Bonello. Vicolo dei Pellegrini, faceva parte della famosa "Via Francigena" che in origine partiva dalla Francia ( da quì il nome) e arrivava ai principali luoghi sacri del cristianesimo. La chiesa serviva come luogo di sosta e di ristoro per i pellegrini diretti in Terra Santa.     Sempre in Via Matteo Bonello abbiamo un altro monumento arabo- normanno, pieno di storia e di leggende, e precisamente la CAPPELLA E LA LOGGIA DELL’INCORONATA. Si tratta di un  piccolo monumento normanno, che secondo gli storici, venne costruito sui resti di una moschea risalente alla dinastia musulmana degli Aghlabiti. Secondo la tradizioni ,i re siciliani, successivamente all'incoronazione nella Cattedrale , usavano mostrarsi alla folla dei sudditi affacciandosi dallo spazio sopraelevato, allora privo di balaustra, che assunse per tale motivo  il nome di "Loggia dell'Incoronazione”. Secondo alcune fonti l'importante cerimonia avveniva invece in questa Cappella, intitolata anche per questo “Santa Maria Incoronata”. Un altro monumento degno di attenzione , e soprattutto di urgenti restauri, e la CHIESA DI SAN GIOVANNI ALLA GUILLA che risale al 1165 e si trova in pieno quartiere “ Capo” L'opera, commissionata dal Gran Cancelliere Matteo D'Aiello, veniva utilizzata  per dare ospitalità e cure ai pellegrini che percorrevano la già citata Via "francigena”. Se la Chiesa di San Giovanni è in precarie condizioni , la CHIESA DELLA MADONNA DELL’ORETO è purtroppo un rudere, anche se tutti la “conoscono”. Infatti si trova all’inizio del Ponte Corleone( anch’esso in pessime condizioni nonostante non sia d’ epoca normanna) ed è visibile da tutti gli automobilisti che percorrono la “circonvallazione” ,lato Trapani. La chiesa, o ciò che resta, fu costruita nel 1088 ed era annessa a un Convento di monache Basiliane (convento di cui nel tempo si è persa ogni traccia). Nelle vicinanze del Castello della Zisa, all’angolo tra Via dei Normanni e Piazza Zisa, troviamo due curiose chiese,disposte in senso inverso l'una rispetto all'altra ( una specie di 69). Si tratta della Chiesa di Gesù, Maria e Santo Stefano e della CAPPELLA NORMANNA DELLA SS. TRINITA’.Sembra che tale cappella , preesistente alla vicina Zisa , era originariamente una moschea. La cappelle è sormontata da una cupoletta, crediamo l’unica che si è “salvata” dalla tinteggiatura rossa dei restauratori ottocenteschi. e sembra che venisse utilizzata come cappella privata dai re normanni , quando si trovavano al Castello della Zisa. Un'altra chiesa che è stata ingiustamente dimenticata dalle nostre autorità comunali è la famosa CHIESA DI SANTO SPIRITO, legata strettamente alla rivolta dei Vespri siciliani. La Chiesa fu realizzata nel 1178, sotto il regno di Guglielmo II, e fu affidata ai monaci Cistercensi. La chiesa, come abbiamo accennato, è legata alle vicende dei Vespri, Si narra che, all’uscita della messa del Vespro, il 31 marzo 1282, una giovane nobildonna palermitana fu pesantemente approcciata da un soldato francese. Fu questa la scintilla che fece scoppiare la rivolta verso gli oppressori angioini. La chiesa si trova presso il cimitero di Sant’Orsola e forse per questo non si è voluto che diventasse meta di turisti. Un altro monumento importante, colpevolmente “dimenticato” dall’itinerario ufficiale arabo normanno e la BASILICA MINORE DELLA SANTISSIMA TRINITA’ DEL CANCELLIERE, comunemente conosciuta come   La Magione E’ una delle più antiche e più importanti chiese della città di Palermo e si trova nel quartiere Kalsa ( quartiere di origine e d’impostazione araba che stranamente è stata escluso da tale itinerario ufficiale ) che si trova di fronte l'omonima piazza. Fu fondata nel 1191 dal cancelliere di Guglielmo II d’Altavilla, Matteo D’Aiello e annessa alla contigua abbazia cistercense.  Fu l’ultima delle chiese edificate durante la dinastia normanna degli Altavilla: Tancredi vi seppellì il figlio Ruggero e lui stesso volle essere sepolto nella Basilica. Nel 1197 venne concessa all'ordine dei Cavalieri Teutonici ,diventando in seguito la "Casa o magione dei Cavalieri Teutonici" (da qui il nome della chiesa)  e sede del precettore generale dell'ordine. Vorremmo ora ricordare il “ mistero” della CHIESA DI SAN GIOVANNI DEI LEBBROSI. La chiesa nasce dalle ceneri del castello di Yahya (Giovanni in lingua araba), durante la conquista dell'isola, nel 1071, da parte delle truppe Normanne di Ruggero I . Nel 1150 la chiesa divenne un lebbrosario. Da qui il nome di San Giovanni dei Lebbrosi. La chiesa era stata proposta giustamente tra quelle da inserire tra i monumenti  dell’”itinerario UNESCO arabo- normanno” ma stranamente è stata esclusa. Francamente ci sfuggono i motivi di tale cervellotica decisione.Il monumento si trova in Via Salvatore Cappello. Ma oltre alle chiese, esistono anche dei monumenti normanni che meriterebbero di essere citati e visitati. Per esempio la PORTA SANT’AGATA e la PORTA MAZZARA , la CUBA SOTTANA e la CUBOLA, per non parlare di quei monumenti fuori dal territorio di Palermo, come il CASTELLACCIO DI MONREALE e le TERME DI CEFALA’ DIANA, forse l’unico monumento arabo originario esistente in Sicilia che, nonostante la strada provinciale 77 ridotta a una trazzera, merita una visita. Purtroppo la fretta e una certa dose d’incompetenza hanno colpevolmente escluso questi monumenti dal circuito “ufficiale”, speriamo che la nuova amministrazione comunale saprà colmare questa grave lacuna. Comunque auguro agli amici una buona visita “alternativa” che certamente non è meno interessante di quella “ufficiale”..    

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08 giu 2016

Sistema TRAM Palermo: non 4 ma 9 linee ?

di Luigi Ullo

[Questa è la proposta di un utente] La mappa sottostante prevede un ampliamento dell'attuale infrastruttura tramviaria fino a 9 LINEE che copriranno tutta la citta' laddove è stato possibile. ZONE INSERVIBILI Cruillas, Perpignano, Zisa, Paruta, Gustavo Roccella, Villagrazia di Palermo, Altofonte resteranno prive della rete tramviaria per la loro struttura urbana priva di strade sufficientemente larghe e continue che possano essere raggiunte da zone urbane adiacenti, dove il tram ha la possibilita' di essere realizzato o lo è gia stato.   INTERSCAMBI Le tramvie si interscambiano attraverso le fermate, le fermate in prossimita' dell'ingresso in Metro, i Terminal in prossimita' dell'ingresso in Metro   LE LINEE PROLUNGATE 1-2 LINEA1: TERMINAL CEP - BOCCADIFALCO - INGRASSIA - PORRAZZI - CALATAFIMI - MEDIATRICE - INDIPENDENZA - NOTARBARTOLO - DUCA DELLA VERDURA - VILLABIANCA - VIA ALESSI - AMM. RIZZO LINEA2: TERMINAL S. PAOLO - NOTARBARTOLO - STRASBURGO - FRANCIA   LINEE AGGIUNTIVE LINEA4: TERMINAL MONDELLO (TETI)- OLIMPO - STRASBURGO - FRANCIA LINEA5: TERMINAL BONAGIA- FALSOMIELE- ORETO- STAZIONE C.LE LINEA6: TERMINAL BONAGIA-VIALE REGIONE-VIA ERNESTO BASILE- INDIPENDENZA LINEA7: TERMINAL FRANCIA- STRASBURGO- STADIO - FANTE - I. FEDERICO -  VIA BONANNO- AMM. RIZZO/ACQUASANTA LINEA8: TERMINAL INDIPENDENZA - CATTEDRALE - POLITEAMA - DANTE- NOCE LINEA9: TERMINAL OSPEDALE CERVELLO - VIALE REGIONE - PIAZZA. ALBERT EINSTEIN  

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25 mag 2016

Riconversione ecologica del giardino della zisa

di punteruolorosso

Perché non presentare al comune un progetto di riconversione del parco della zisa in qualcosa di più umano? Ecco i miei punti critici: in basso, i dislivelli risolti con brutte scalinate-fontane e muri di cemento da giardino condominiale anni 70 in mezzo, l'ampiezza autostradale dei viali (che si potrebbero restringere in favore di aiuole più grandi) in alto la comunicazione fra il giardino e il monumento, resa tortuosa da un pessimo rapporto fra i dammusi, la cancellata e lo spazio antistante al monumento. in generale non si capisce perché quest'ultimo, vasca inclusa, non sia stato inserito nel giardino. Inoltre si potrebbe estendere l'area verde fino a via guglielmo il buono. Oggi la cancellata si trova molto più in alto. Fra la strada e la cancellata c'è una terra di nessuno in cemento dove le palme sono state distrutte dal punteruolo e mai sostituite. Ricapitolando gli interventi che andrebbero fatti sarebbero: sostituire le scalette e i muri di sotto con un'unica scalinata che segnali il dislivello in modo elegante e semplice. L'acqua proveniente dalla fontana centrale potrebbe scendere, come adesso, centralmente, ricavando una nicchia nella scalinata. ingrandire le aiuole senza stravolgerne la geometria. risolvere il dissesto della parte superiore del giardino (in alto a sinistra guardando il monumento). cambiare il rapporto con i dammusi e con il monumento, estendendo il giardino fino a quest'ultimo e ricavando un ingresso centrale. Oggi per visitare il monumento bisogna uscire dal giardino ed attraversare una brutta cancellata. cambiare il rapporto fra il giardino e via guglielmo il buono, estendendo il progetto all'area dell'ex palmeto. abbattere il muro che separa il giardino dal sacro cuore, creando un unico spazio verde. gli scivoli per i disabili potrebbero essere ricavati lateralmente. Penso che questa proposta sia di rottamazione, decostruzione e riconversione ecologica, con piccole ma importanti aggiunte e sostituzioni. Sicuramente non costerebbe tanto... A voi i commenti e spero che qualcuno si faccia avanti.

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