Segnalazione
15 mag 2017

Illuminazione mancante in via Clemente Comella

di FELICE MAZZIOTTA

Dai primi giorni di gennaio 2017 la via Clemente Comella (traversa di via generale Francesco Salemi, zona Pitrè bassa) è completamente al buio con notevole disagio e pericolo per gli abitanti. Non per guasto, ma per smontaggio dei pali da parte di AMG e non piu reistallati. Si sollecita la normalizzazione del servizio

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Segnalazione
03 mag 2017

Parco giochi via Nazario Sauro… un esempio di incivilta’

di Mobilita Palermo

Salve, oggi trovandomi nei paraggi ho pensato di portare mio figlio nel piccolo parco giochi dell'area verde di via nazario sauro (in prossimita' del palazzo dei sogni). Mai scelta fu piu' sciagurata. Ho sostanzialmente constatato tutti i soliti problemi della nostra citta' e di coloro che la "usano": - seppur aggiunti recentemente, gli arredi gioco sono in pessimo stato, alcuni divelti, altri rotti (altalena) - la pavimentazione dell'area gioco e' stata in parte divelta - tutta l'area gioco e' piena di pezzi di vetro derivanti da bottiglie - cestini strapien - i padroni dei cani fanno sgambettare i loro animali proprio nell'area gioco invece di andare poco piu' avanti, senza collare ed ovviamente senza raccogliere i loro bisogni In generale mi chiedo: - perche' i residenti non si prendono cura dell'area? Basterebbe quantomeno "chiedere" ai possessori di cani di andare lontano, invece tutti tacciono, basterebbe anche provare a segnalare il vetro alla RAP o alla circoscrizione...almeno provarci - il comune e la circoscrizione? perche' non stabilire una pulizia delle aree gioco SETTIMANALE, con eventuale rimozione oggetti pericolosi (vedi vetro). - le aree gioco vanno delimitate, in tutte le citta', io posso testimoniare per Londra, le aree gioco sono delimitate da inferriate basse, per garantire la sicurezza dei bambini (con cancelletti a chiusura) e nel nostro caso a delimitare l'area in cui i cani NON vanno portati; Purtroppo mi trovo ogni volta a ripensare che questa citta' non ha voglia di cambiare, non basta che il comune faccia il suo dovere, i cittadini devono mantenere il bene comune, e qui di bene comune non si capisce nulla Antonino

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11 apr 2017

Rifiuti e degrado in via De Saliba

di giacomo176

Salve, Scrivo per segnalare lo stato di degrado in cui versa la via De Saliba, angolo viale Regione, a causa del comportamento di un venditore ambulante di ricambi per auto che ogni giorno, al termine della giornata di lavoro, riempie le aiuole di rifiuti nell’indifferenza generale (dei cittadini, della polizia municipale e della RAP, queste ultime tempestate dal sottoscritto di segnalazioni che regolarmente vengono ignorate). Alle abitudini censurabili del suddetto venditore, che il venerdì sera occupa il proprio spazio con dei bidoni di plastica (vedasi foto) per assicurarsi il proprio posto da abusivo durante il mercato rionale del sabato mattina, si aggiungono quelle dei mercatari, che abbandonano di tutto lungo il già menzionato tratto di marciapiede. Dato che gli appelli alla polizia municipale e alla RAP cadono regolarmente nel vuoto, mi auguro che voi riusciate quanto meno a dare eco ad una situazione divenuta ormai insostenibile (e per ciò che concerne il concetto di legalità e per ciò che riguarda le precarie condizioni igieniche in cui i residenti sono costretti a vivere). Ringraziandovi in anticipo, porgo cordiali saluti.

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Segnalazione
28 mar 2017

La statua di Piazza Vittorio Veneto da un anno è al buio

di Celeste

Non si comprende come mai un monumento di interesse storico come la Statua di piazza Vittorio Veneto venga tenuta al buio. Una volta, era illuminata da due fari che oggi sono spenti per volontà dell'AMG - Illuminazione Pubblica. Avevano messo in sostituzione due fari laterali che illuminano non più la statua ma la piazza (il retro è da sempre al buio). Ad oggi uno dei due fari laterali è spento e nessuno provvede a riattivarlo, nonostante le varie segnalazioni da parte dei cittadini. Però a questo spettacolo triste della sera, vediamo in cambio le manifestazioni diurne che riguardano varie ricorrenze o altre manifestazioni di diverso genere. Secondo me, è una scelta ben precisa che non tiene conto dei desideri della cittandinanza e dei poveri turisti.

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14 mar 2017

Tutto pronto per il gran falò di San Giuseppe?

di palermopulita

Troppa legna accatastata con transenne in Via Mosca/Cortile Balate  (Zisa)  che, molto  probabilmente,  per San Giuseppe darà vita ad un enorme e pericolosissimo  falò,  come è gia accaduto negli anni scorsi . Ho già fatto due segnalazioni tramite Twitter al Sindaco e alla  Polizia Municipale. Spero in un intervento al fine di scongiurare situazioni di pericolo.

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13 mar 2017

Palazzo Ventimiglia Geraci: La triste fine di una grande dinastia

di belfagor

Il 20 febbraio 2014 , un piccolo trafiletto del Giornale di Sicilia riportava la seguente notizia  Palermo, sequestrato palazzo Geraci: commercianti sgomberati” “Su disposizione dell'autorità  giudiziaria i vigili urbani stamani hanno sequestrato a Palermo  Palazzo Geraci di Ventimiglia perche è fatiscente e considerato a  rischio crollo, sgomberando anche i negozi che si trovano nel  piano stradale, in corso Vittorio Emanuele.  I commercianti, senza alcun preavviso sono stati costretti ad  abbandonare i locali, con la merce rimasta chiusa nei negozi”. Il Palazzo Geraci di Ventimiglia non è un semplice palazzo pericolante, ma era la lussuosa dimora di una della famiglie più importanti e potenti della Sicilia, una di quelle famiglie che hanno fatto la storia della Sicilia. i Ventimiglia presero il nome dalla città ligure di Ventimiglia , ma nella realtà provenivano da Albenga, in cui deteneva la contea del Maro . Da qui, la denominazione di Ventimiglia del Maro.  I Ventimiglia del Maro, arrivarono in Sicilia intorno al XIII secolo e in seguito si divisero in due rami principali: a) quello dei conti-marchesi di Geraci ,principi di Castelbuono, poi principi del Sacro Romano Impero, di Belmonte, Grammonte, Scaletta, Belmontino, Valdina, Villadorata, Ventimiglia di Sicilia, Sant'Anna e Buonriposo. b) e quello dei Conti  del Bosco Ventimiglia, conti di Alcamo e Vicari, duchi di Misilmeri, baroni diPrizzi e Siculiana, cavalieri del Toson d’Oro, nonché principi di Cattolica. Come potete capire era una delle famiglie più potenti di Sicilia, una di quelle famiglie che sono entrate nella storia della nostra isola. Per esempio, Francesco II Ventimiglia,  vicario generale del regno di Sicilia, nel 1350 guidò  un tentativo di rivolta contro i Chiaromonte, loro antichi nemici e allora i padroni di Palermo, ma il golpe fallì e i Ventimiglia si dovettero mettere in salvo. Nel 1353, mutato il quadro politico siciliano, Francesco venne reintegrato formalmente nella carica di camerario del regno, già appannaggio del padre. Francesco II fu inoltre nominato capitano e giustiziere a vita di Palermo e castellano della reggia normanna e del Castello a Mare, cioè in sostanza signore “perpetuo” della città, nonché capitano di Trapani e Salemi. Ma torniamo a parlare del loro Palazzo del Cassaro.  Dove sorge l’attuale palazzo c’era una casa cinquecentesca  appartenente alla famiglia Lanza . Tale casa fu acquistata e ristrutturata ,in forme barocche, attorno al 1626 da don Pietro Balsamo principe di Roccafiorita,  che  inglobo la quattrocentesca chiesa di S. Biagio, che il principe provvide a ricostruire nella via ancora oggi chiamata di S. Biagio. Tale Chiesa non è più esistente Alla fine del XVII secolo la proprietà del palazzo passò ai Ventimiglia di Geraci. Nell’ultimo ventennio del XVIII secolo, il palazzo per decisione di Giovanni Luigi Ventimiglia e Spinola, marchese di Geraci subì una profonda ristrutturazione e  ampliamento. I lavori furono eseguiti dal famoso architetto Venanzio Marvuglia. Il palazzo aveva un’impianto straordinariamente vasto, con un lungo fronte sul Cassaro e lateralmente si estendeva lungo via San Biagio e via Montevergini, fino all’omonima piazzetta. Grazie al grande talento del Marvuglia, il palazzo divenne una delle più belle e prestigiose dimore signorili di Palermo. Possedeva all’interno dei meravigliosi giardini pensili con statue scolpite dal Ignazio Marabitti ed eleganti fontane. Al di sopra del palazzo le suore dell’antico monastero di Montevergini (non più esistente), con il permesso del principe realizzarono la loro loggia o “belvedere” sul Cassaro. Il palazzo nel 1860, con la morte dell’ultimo erede maschio del casato, don Giovanni Ventimiglia iniziò il suo lento declino e fu frazionato in più unità abitative. Successivamente parte del palazzo divenne proprietà del barone Francesco Cammarata che vi apportò notevoli trasformazioni. Fu sede in quegli anni  di un circolo esclusivo “la Società del Nuovo Casino”. Nonostante il nome un po’ ambiguo, era un  ritrovo della più alta società palermitana, con luoghi di lettura e sale da biliardo e da ballo. Durante il fascismo il palazzo fu ulteriormente frazionato e il piano terra fu adibito ad attività commerciali.  Ma il colpo di grazia arrivo nel 1943 quando un’incursione aerea che aveva come bersaglio la vicina sede della Federazione del Fascio (Palazzo Riso), lo centrò in pieno sventrandolo letteralmente e riducendolo in un ammasso di macerie. Oggi il palazzo, un tempo orgogliosa dimora di una delle più potenti famiglie di Sicilia, è abbandonato all’incuria e destinato a crollare. Purtroppo Palazzo Ventimiglia Geraci ha seguito la sorte di tanti altri palazzi del centro storico. Francamente non sappiamo di chi sia la colpa , probabilmente il palazzo appartiene a privati poco sensibili alla storia e alla salvaguardia dei monumenti cittadini, però la nostra amministrazione comunale non ci sembra particolarmente impegnata a salvare questo pezzo della storia siciliana

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10 mar 2017

Il giallo sulla balneabilita della costa sud

di belfagor

Secondo l’Assessorato Regionale alla salute, i quattro chilometri che vanno dal porticciolo di Sant’Erasmo fino a quello della Bandita continuano ad essere "non adibiti alla balneazione per inquinamento" ,così come i due chilometri e mezzo tra il lido Olimpo e la Bandita. Ma , secondo i dati del ministero all’ambiente e dell’ASP di Palermo, tale tratto di mare ,è nella norma cioè balneabile. Come mai tale diversità di pareri? A quanto sembra, almeno secondo l’ASP, la responsabilità e del Comune di Palermo che non ha portato a termine le opere di bonifica e manutenzione dell’area o comunque non le avrebbe comunicate alla Regione. Se ciò è vero, a causa della “superficialità” dei nostri amministratori comunali anche quest’anno nel decreto regionale, che dà il via alla stagione balneare , la Costa sud continuerà ad essere interdetta alla balneazione, nonostante l’acqua risulta pulita. COMPLIMENTI !!!!! Ma niente paura, l’assessore comunale all’ambiente, Sergio Marino, ha dichiarato  : “ Andrò all’assessorato regionale per capire le ragioni dell’interdizione” Almeno così spigherà perche il Comune non ha portato a termine le opere di bonifica e manutenzione dell’area o comunque perché non le ha comunicate alla Regione. P.S. Mentre le acque del Porticciolo di Sant'Erasmo continua a non essere fruibile per i cittadini palermitani, invece  sono  "fruibilissime" per la tribù di ROM che da settimane si è installata proprio davanti al porticciolo. In parole povere, ciò che ai normali cittadini non è consentito per alcuni invece si.

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