06 ago 2018

Perché si allaga corso Re Ruggero


Palermo – Le abbondanti precipitazioni di sabato scorso hanno evidenziato ancora una volta le criticità lungo corso Re Ruggero, puntualmente allagata.

L’immagine di repertorio non è poi così distante da quanto si è verificato e che arreca non pochi disagi.
Ma per quale motivo questo tratto di strada si allaga e continuerà ad allagarsi in assenza di interventi?

Partiamo anzitutto da un deficit infrastrutturale che ci trasciniamo da diversi anni quale il mancato completamento del collettore  sud-orientale. Tale collegamento infatti, garantirebbe una portata decisamente maggiore d’acqua scongiurando così il l’implosione della fognatura in questa zona. Parliamo infatti del collegamento fermo da anni in via Imera, fallimento Cariboni etc.

In attesa del tanto agognato nuovo appalto, cosa si può fare?

Oltre al problema infrastrutturale, facciamo notare che a ciò si aggiunge un serio problema di manutenzione delle caditoie, invitandovi a constatare di presenza tale situazione.

Via E. Basile è una strada in leggera pendenza e che inizia dalla corsia lato monte di corso Re Ruggero. Quando piove, le acque su via E. Basile scivolano in direzione di corso Re Ruggero “senza trovare alcuno sfogo superficiale”. Significa che tutte le caditoie lungo questa strada sono ostruite e l’acqua scivola sopra senza alcun problema. E in occasioni di pioggia non è difficile imbattersi con devi veri e propri stagni.

Tutta questa massa d’acqua, favorita dalla pendenza della strada, va a confluire sulla corsia lato monte di corso Re Ruggero per ristagnare. Il muro spartitraffico ne favorisce la raccolta e perciò questa corsia risulta spesso più allagata rispetto alla sua parallela.

Ovviamente questa non è la soluzione al problema generale, ma di certo si potrà contenere il fenomeno dell’allagamento favorendo una più accurata manutenzione di tutte le caditoie lungo via E. Basile.

Amap e Rap a voi la parola…le piogge autunnali fra un pò saranno all’orizzonte.

 


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2 commenti per “Perché si allaga corso Re Ruggero
  • peppe2994 3064
    06 ago 2018 alle 10:10

    Assolutamente nessuna colpa da parte loro. Ultimamente hanno dedicato un’attenzione esagerata alla via Basile, con pulizia continua, ma dopo una settimana punto e da capo. Gli alberi scelti non sono adatti in quanto perdono una mole di foglie incredibile e non gestibile.

    Chi a suo tempo decise le piantumazioni cittadine sarà stato qualcuno che la botanica non sa cosa sia, vedi anche i pini che causano danni in ogni dove, dall’asfalto eternamente dissestato al pericolo di crollo sopra le scuole.

  • belfagor 484
    07 ago 2018 alle 5:15

    Usando dei termini medici , possiamo dire che le frequenti alluvioni della zona, ( Corso Re Ruggero, Piazza Indipendenza , Via Castro, Via dei Benedettini ecc. ecc. ) non sono la malattia ma il sintomo di un problema molto più antico . Per scoprire la vera causa dobbiamo risalire al …. 1554.
    In un articolo pubblicato su MOBILITA PA , 8 settembre 2017 si è affrontato il problema delle alluvioni di Palermo
    Nella storia di Palermo le alluvioni sono state frequenti ma solo poche sono state disastrose, (1557, 1666, 1769, 1772, 1778, 1851, 1862, 1907, 1925 ed infine l’alluvione del 1931.)
    La prima, di cui abbiamo testimonianze storiche , fu quella del 27 settembre 1557, in assoluto quella più disastrosa e che potremmo definire la “madre di tutte le alluvioni” perché le cause che la determinarono sono le stesse che determinano le frequenti alluvioni attuali.
    Dopo quella alluvione, che distrusse mezza città, fu fatta un inchiesta le cui conclusioni furono un pesante atto d’accusa della politica amministrativa di allora.
    Tale relazione di Don Pietro Agostino, Maestro razionale del Regno, redatta il 7 ottobre 1557 e inviata al vicerè Juan de la Cerda duca di Medinaceli, permetteva non solo di ricostruire l’ evento, ma anche di comprendere le reali cause e responsabilità.
    Nel 1505 gli abitanti della città ammontavano a 25 mila mentre al momento del disastro la popolazione era triplicata. La città perciò era cresciuta, in pochi anni, notevolmente. Bisognava trovare nuove aree per costruire nuove case. Palermo era ancora una città medievale, ristretta dalle mura difensive, con strade strette e tortuose, e aspirava a diventare una città rinascimentale al pari delle altre realtà urbane italiane ed europee. Bisogna perciò recuperare nuove aree destinate all’ edilizia abitativa, e ciò poteva avvenire solo se si utilizzavano anche quelle aree sottoposte a rischio idrogeologico come quelle che insistevano nell’ area del fiume Kemonia, tradizionalmente sottoposte a inondazioni in caso di maltempo.
    Per tale motivo fu favorita la lottizzazione e la speculazione edilizia poiché la città aveva fame di spazi edilizi.
    E qui si inseriscono gli speculatori .
    Era necessario perciò deviare e canalizzare i fiumi cittadini per creare aree edificabili.
    Con i soldi pubblici vengono intercettate le acque meteoriche che da Monreale s’ incanalavano nella depressione che porta alla Fossa della Garofala (viale delle Scienze). Il Senato di Palermo, conscio del pericolo, aveva costruito nel 1554 ( cioè appena 3 anni prima) un muro-diga a due miglia dalla città all’ altezza del ponte di Corleone per intercettare tali acque per deviarle nel fiume Oreto.
    Perciò , da una parte gli speculatori che si accaparrano i terreni alluvionali , per pochi soldi, dall’altra parte il Senato che le rende edificabili, una specie di Sacco di Palermo ante litteram.
    Per esempio , un certo La Valli, che si era arricchito esercitando la professione dell’ aromataro e …..del prestito a usura, compra per pochi soldi dei terreni in un area soggetta al rischio d’inondazione ,cioè in Via Castro, poi costruisce ben 500 abitazioni., tutto questo con la complicità degli amministratori cittadini che rendono edificabili tali terreni. L’eccezionale evento meteorico mette allo scoperto tale speculazione. Infatti il muro- diga cede e
    l ‘acqua in piena entrò in città e si riapproprio dell’antico corso del Kemonia ( che era stato incanalato sotto la città)
    Tale relazione di Don Pietro Agostino, Maestro razionale del Regno, fu chiaramente ….insabbiata, Infatti fu trovata ……dopo secoli, “ben conservata” negli archivi .

    Alla fine ufficialmente la colpa di tale disastrosa alluvione fu del….. gabelliere che aveva ostruito con delle fascine la condotta del maltempo per impedire che i contrabbandieri la utilizzassero..

    P.S. Certamente la mancata realizzazione del Collettore Sud- orientale e la mancata manutenzione di tutte le caditoie sono alcuni dei motivi delle frequenti alluvioni attuali ma tutto nasce da quelle scelte criminali fatte nel 500
    Questo non giustifica il fatto che dopo solo …461 anni le varie’amministrazione comunale non hanno risolto il problema.


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