07 ago 2015

Una goccia nell’oceano: primi interventi per la velocizzazione della ferrovia PA – CT- ME


Dopo il recente crollo del viadotto Himera, il treno è tornato alla ribalta, non tanto per una coscienza politica ritrovata, quanto per un’esigenza territoriale che sta vincolando gli spostamenti tra Palermo e Catania al solo mezzo ferrato.

In Sicilia la linea ferroviaria è veramente arretrata se paragonata alle infrastrutture che vengono realizzate nel resto d’Italia e del mondo. Tuttavia da anni si parla della velocizzazione della linea Palermo-Catania-Messina, un progetto che consentirà (un giorno) un più rapido spostamento tra le città siciliane.

Tale progetto prevede di collegare Catania a Palermo in 1h e 44 minuti e Messina a Catania in 43. Sarebbe una svolta epocale per il trasporto locale, se non fosse che per la realizzazione dell’intera opera occorreranno 8,9 miliardi di euro. Giusto per capire di cosa stiamo parlando, va considerato ad esempio che nel 2013 la manovra finanziaria nazionale prevista dal Governo nella Legge di Stabilità ammontava a 11,4 miliardi di euro.

Comunque sia, dei quasi 9 miliardi occorrenti sono attualmente stanziati “ben” 830 milioni! Servirà trovare tutti i fondi nella nuova programmazione europea 2014-2020.

Di recente l’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato ha emesso un’ordinanza per avviare entro il prossimo ottobre i cantieri delle opere propedeutiche a questo progetto, inserito nella Legge Sblocca Italia.

Si legge: “Per l’asse Palermo – Catania – Messina: il progetto preliminare per il raddoppio della tratta Catenanuova – Raddusa Agira; il progetto definitivo di soppressione del passaggio a livello al km 3+639 nel comune di Centuripe (raddoppio della tratta Bicocca – Catenanuova), a seguito della conclusione della conferenza di servizi. E’ stata inoltre indetta la conferenza di servizi sul progetto definitivo della nuova viabilita’ al km 13 nel Comune di Catenanuova”.

Considerando che le città siciliane attendono nel frattempo anche altri fondi, ad esempio Palermo aspetta quelli per la Metropolitana Leggera Automatica, questa è una goccia nell’immenso oceano, che delinea all’orizzonte un gigantesco puzzle con tante tessere mancanti e possibilmente senza una visione d’insieme.

Dunque si dovranno reperire 8 miliardi di euro, o se lo preferite andrà fatta una finanziara ad hoc soltanto per quest’opera. Occorrerà avviare le progettazioni, eseguire i lavori, sperare che tutto proceda senza intoppi. Nel frattempo quanti anni saranno passati? E questa “velocizzazione” sarà già diventata vecchia, superata? Nel frattempo il mondo si muoverà ancora più velocemente con nuovi mezzi e tecnologie più avanzate.

Vedremo. O vedranno…

 

 

 


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9 commenti per “Una goccia nell’oceano: primi interventi per la velocizzazione della ferrovia PA – CT- ME
  • punteruolorosso 1641
    07 ago 2015 alle 7:56

    ma non si capisce perché non raddoppiare fino a messina.
    una tratta rimarrà comunque a binario unico.
    mentre la palermo-catania sarà tutta a doppio binario?

    peccato aver lasciato sole trapani, agrigento, siracusa…
    città d’arte raggiungibili solo coni bus.

  • cirasadesigner 1013
    07 ago 2015 alle 8:59

    Basta seguire il tracciato della linea ferrata da Bicocca ad Enna per rendersi conto che il traccitao è lo stesso di quello pensato quando ancora sbuffavano le locomotive a vapore sulle nostre linee.
    Più che di Alta Velocità, qui si dovrebbe parlare di semplici lavori di rettificazione della linea che tra curve, ponti e gallerie, hanno uno sviluppo del 30% maggiore di quello dell’autostrada che per tanti tratti corre vicina.
    Eppure se si decidesse di fare degli investimenti su questa linea, si darebbe davvero un impulso notevole al trasponto su ferro, non solo quello passeggeri ma anche quello merci, essendo il Nodo di Bicocca importantissimo Polo Intermodale che collegherebbe velecemente il Polo di Dittaino da un lato a quello futirible di Termini Imerese dall’altro, anche in vista di un possibile ed auspicabile porto containers a Termini Imerese e la ormai abbandonata zona industruale. La posizione strategica di questa infrastuttura consentirebbe il veloce collegamento delle merci in tutto il Medidettaneo. Vedasi cosa stanno facendo i Cinesi al Porto del Pireo…
    A queste linea ferroviaire, non puo non collegarsi un completamento della linea PA ME che al momento è monca tra Patti e Catselbuono e non si puo non pensare alla ME SR con relativo passante di Catania. Le altre linee, dovrebbero collegarsi a queste dorsali semplicemente facendo riferimento ai nodi principali e mi riferisco al collegamento per Trapani che dovrebbe attestarsi sul nodo di Palermo e a quello con Ragusa che dovrebbe attestarsi su nodo di Catania passando per tutto il Calatino, mentre quello di Agrigento dovrebbe attestarsi su Termini che andrebbe potenziato a questo scoop, facendo della stazione di Fiumetorto un punto cernera…

  • cirasadesigner 1013
    07 ago 2015 alle 9:00

    P.S. scusatemi per gli errori di battitura, ma ho il pc impostato per la lingua francese e alle volte mi cambia le parole senza che me ne renda conto

  • fabio77 715
    07 ago 2015 alle 9:16

    Dall’articolo traspare giustamente un accento di amarezza e pessimismo per una terra rimasta ancorata al suo moderno feudalesimo, mentre tante altre realtà del mondo, compresi molti paesi che un tempo consideravamo sottosviluppati, viaggiano alla velocità della luce e ci sono passati avanti. Le promesse a lungo termine, come quella riguardante l’ammodernamento delle ferrovie in Sicilia, valgono quanto un centesimo bucato; non sono attendibili, oltre il solito bla bla bla, non rimane nulla di concreto. E’ inutile che ci giriamo attorno, la situazione dei trasporti in Sicilia è da terzo mondo e sconta decenni di gestione dissennata, ruberie, mancati controlli e spreco delle risorse pubbliche. Le opere terminate non si manutenzionano (esempio: autostrada Pa-CT), le opere interrotte non si completano (esempio: svincolo di Brancaccio), le opere in progetto non si avviano (esempio: nuovo svincolo autostradale di Bagheria, oppure tangenziale interna ed esterna di Palermo, tutte mirabolanti opere strombazzate e date per certe dalla Provincia di Palermo e dall’Anas, cinque o sei anni fa,, ed invece rimaste, come volevasi dimostrare, nel mondo dei sogni mostruosamente proibiti).

  • Luca S. 129
    07 ago 2015 alle 10:59

    Concordo con ogni singola parola. A me sembrano tutte cavolate.
    Un intervento lo si programma con date precise e fondi necessari a realizzarlo. Altrimenti, come già siamo abituati da decenni e come questo governo nazionale degli slogan ha fatto i suoi cavalli di battaglia, sarà come al solito un altro annuncio.

  • KINGDOM 20
    07 ago 2015 alle 12:27

    ah, 1 ora e 44 minuti per raggiungere catania sarebbe alta velocità??? no perchè più o meno è il tempo che ci si impiegava in macchina, quando si poteva percorrere tutta l’autostrada, a una media oraria di 120-130 km/h……tanto per la cronaca, l’alta velocità va a 300 km/h e dovrebbe collegare palermo e catania in meno di 1 ora…se parliamo di alta velocità…

  • pendolare palermitano 46
    07 ago 2015 alle 14:06

    La Palermo Catania non sarà una linea AV stanno spacciando lavori di raddoppio del binario e velocizzazione fino a 160 o 180 km/h come AV o addirittura AV light come la chiama crocetta

  • punteruolorosso 1641
    07 ago 2015 alle 22:19

    pretendiamo date certe e inizio lavori. ricordiamoci della vicenda fiumetorto ogliastrillo su cui un utente di questo sito, francesco, ci ha rotto le scatole per anni. ora avrà cambiato nome. se ci sei batti un colpo.
    è offensivo sentire parlare di miliardi, sembra la storia degli 80 euro.. a ogni problema dicono che ci sono dei miliardi pronti. in periodi di crisi economica, l’oro luccica di più

  • Watson ECrick 1
    11 ago 2015 alle 12:25

    Il rischio di iniziare lavori senza aver I soldi e’ l’ennesima opera inconpiuta.
    Abbiamo visto tuti quanti lo stesso teatrino: le ditte che hanno vinto l’appalto “falliscono” e l’opera rimane incompiuta. Inoltre mi chiedo cosa si stia facendo per evitare che gli appalti finiscano come sempre ad essere gestiti dalla mafia… si tratta di tanti soldi.


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