25 ago 2014

Verde pubblico a Palermo, lettera aperta all’Assessore Raimondo


Pubblichiamo la lettera aperta da parte di un gruppo di intellettuali e attivisti della città, con primo firmatario lo scrittore Aldo Penna, e indirizzata all’assessore al verde Francesco Maria Raimondo. Si punta il dito sull’inefficienza della macchina organizzativa del settore Verde e Ambiente, nonostante i grandi numeri delle maestranze.

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Una città verde, una città curata, con spazi condivisi che possano accogliere, cittadini, turisti, visitatori. E’ questo che la gran parte dei palermitani vorrebbe per Palermo. Le immagini che restano impresse scorrendo la visione di parchi accoglienti, fiori e bordure che regalano un tocco di magia alla quasi totalità dei centri abitati europei diventano visione sconfortate percorrendo le strade cittadine. 

Lei professor Raimondo ha competenze straordinarie, la sua buona fede e il suo impegno, sono fuori discussione. Lei è un galantuomo che ama la sua città. Perché allora rischia di fallire uno sforzo che gioverebbe immensamente al cambiamento? Perché l’immagine di Palermo deve uscirne immiserita, calpestata, offesa? Perché le isole di eccellenza che pur ci sono in questo campo non possono divenire la totalità?

Perché le numerose maestranze non sono ben organizzate? Perché si impegnano grandi quantità di risorse in interventi spesso inutili invece che nella manutenzione ordinaria? Perché si risana un luogo, si pulisce un posto abbandonato e, non modificando il modello, tutto ripiomba nell’abbandono?

 

Quale male antico si annida tra le fila degli uomini che lei sta guidando? Perché dalla Turchia alla Norvegia, da Siviglia a Riga i visitatori raccontano delle meraviglie botaniche, della frescura dei parchi, dell’ordine che vi regna, e da noi non si può?

La dotazione in uomini (850) è poderosa. Pensi che Parigi ha 3000 giardinieri, è grande 15 volte Palermo e il suo verde ricorda i fasti del Re Sole, Roma poco più di 1000, Torino meno della nostra inefficiente armata. 

Non è dunque questione di quantità, è chiaro alcuni generali che lei si trova da poco a guidare non sanno far bene il loro mestiere. E’ di palmare evidenza che molti ufficiali dello stato maggiore non riescono a farsi ubbidire (forse ricevono minacce?) dai loro sottoposti. 

Lei professore rappresenta i cittadini che hanno sperato nella luce dopo un decennio di oscurità. Ma non potrà riuscire se non chiama rinforzi, se non chiede aiuto. No, non parliamo di altre maestranze da sottoporre alla stessa inefficiente guida, ma dei cittadini, i suoi veri alleati.

I palermitani che vorrebbero godere di un parco senza cartacce, che bramosi di verde affollano il prato del foro italico anche se mal tenuto, che visitano il Giardino inglese o Villa Giulia e apprezzano lo sforzo che addetti e responsabili di quei luoghi assicurano, ma inorridiscono di fronte ad aiuole spartitraffico, ai grandi spazi verdi delle periferie, alle villette dei quartieri lasciate nell’incuria e ricoperte di erbacce, escrementi e sporcizia.

I cittadini sono dalla sua parte, li chiami in aiuto. Faccia esercitare un controllo su quanto fanno o non fanno, le centinaia di uomini che ogni giorno dovrebbero prendersi cura della nostra Palermo. Li chiami in soccorso, come singoli, come associazioni, come vigilanti, come suggeritori.  I palermitani non la deluderanno. Ma se resterà arroccato nelle cittadelle degli uffici, se pensa che dalla sua stanza potrà guidare una impossibile rivoluzione si sveglierà deluso e noi con lei. 

Non presti orecchio alle difficoltà che le frappongono a ogni idea che metterà sul campo. Non ne parli con il suo ufficio, ne discuta con i cittadini. Nessun burocrate dirà di no a qualcosa che la città vuole.

Abbiamo fiducia in lei, ma il tempo corre, e non a nostro e suo favore. 

Aldo Penna, Gabriella Pucci, Maria Teresa Lentini, Rosario Lentini, Giuseppe Grisafi, Barbara Morana, Antonella Sgrillo,  Assunta Lupo, Gabriella Monteleone, Giuseppe Di Leonardo, Maurizio Cascino, Filomena Bruccoleri, Paolo Luparello, Associazione Perché No Sicilia, Giulia Buscemi, Pietro Silano, Piero Longo, Rita Trapani, Carmelo Sardegna, Anna Amato, Gianfranco Scavuzzo, Roberta Teresi, Alina Petruzzella, Antonella Anello, Anna Chirco, Gisella Catanzaro, Antonio Lo Nardo, Ernesto  Bisanti, Giuseppe Bonucci, Mario Riccobono, Giorgio Barone, Rino Iona, Angelo Cusimano, Michele Spinoso, Riccardo Di Grusa, Agostino Marrella, Marcello Mussolin, Gaspare Lombardo, Daniela Floreale, Antonio Richichi, Valeria Calosci, Silvana Richichi, Eugenio Richichi, Celeste Alaimo, Lina Patti, Jiohanna Kraus, Walter Kraus, Mario Azzolini, Caterina Bellanca, Cinzia Bizzarri, Giuseppina Giordano, Lina Traina, Monica Ingrassia, Tina Scaramuzzo, Antonio Zanca, Renato Zanca, Gabriele Pucci, Mariapia Saladino, Carlo Pezzino Rao, Margherita Spadafora, Laura Morreale, Giovanni Rizzo, Cristina Fatta Del Bosco, Donatella Pucci, Pietro Lupo


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20 commenti per “Verde pubblico a Palermo, lettera aperta all’Assessore Raimondo
  • Effettivo 168
    25 ago 2014 alle 12:10

    Una situazione vergognosa, personale assunto, per meri motivi clientelari senza alcun merito, il cui fine è avere un redditto senza lavorare… non mi si venga adire che la colpa è solo dei politici di turno, è una intera società che nel tempo è stata complice di questo sistema….a Palermo manca una vera classe dirigente capace di dare una direzione positiva….la “profezia” del Gattoppardo che sarebbero arrivati sciacalli e sciacaletti a governare il paese è ben chiara a tutti…. speriamo nelle nuove generazioni…..!!

  • Irexia 675
    25 ago 2014 alle 14:05

    Molte sono le cose fa cambiare nella gestione del verde in città. Faccio alcuni esempi (certamente non esaustivi ), non solo la scarsa efficienza dell’esercito di persone preposte, ma anche:
    - la stupidaggine di accantonare le foglie spazzate ai margini della strada perchè un’altra è la squadra che deve raccoglierle;
    - la potatura degli alberi fatta a primavera inoltrata e inizio estate quando gli uccelli fanno i nidi, le piante spendono le loro energie per crescere e noi abbiamo più bisogno di ombra;
    - preferire piazze e spazi cementificati o asfaltati invece che verdi;
    - piantare specie arboree, come i ficus microcarpa e macrofilla, non adatte a stare entro gli spazi cittadini, invece della flora mediterranea (ulivi, aranci amari, melograni) o di altre piante importate ma piccole, facili da gestire (ibiscus, lantane).
    Ogni volta che vado all’estero visito parchi e zone verdi… semplicemente meravigliosi!

  • peppe2994 2834
    25 ago 2014 alle 14:11

    Direi che non c’è altro da aggiungere a questa lettera.
    Il verde a Palermo tranne rari casi di qualche villa è semplicemente penoso.
    Le erbacce regnano sovrane ovunque, invadono le strade ed i marciapiedi fino ad altezze inconcepibili.
    Gli spartitraffico e le rotonde vincono il premio squallore, nessun fiore ( e qui basterebbe la semplice idea che applicano ovunque, anche in paesi a noi vicini come Cefalù per citarne uno, di affidarle ai privati in cambio di pubblicità) nessuna pianta adatta, di quelle che con il tempo crescono autonomamente e fanno la loro figura.

    Le potature neanche a parlarne, 850 persone e si vede qualcuno in giro ogni tanto per miracolo. Dove sono tutti gli altri?

    La rotonda di Piazza Einstein dovrebbe rappresentare un punto di particolare bellezza; una perfetta armonizzazione tra infrastrutture (strade e tram) e verde cittadino, invece è una squallida distesa di cemento contornata da numerose ed ampie aiuole vuote o tristemente riempite a macchia di leopardo da qualche anima buona.

    Non si vede nuovo verde praticamente da mai ( a parte parco Cassarà) tutto sta andando in malora, nessuno pianta più nulla neanche per sbaglio. Nessuno taglia l’erba e nessuno pota una foglia.
    Dove sono questi signori? Non vedo altre soluzioni se non quella del bar con i colleghi.

    Vogliamo parlare anche della totale mancanza di un sistema di segnalazione efficace?
    Tante persone hanno difficoltà ad entrare nelle proprie case o garage a causa di sterpaglie sui marciapiedi pubblici che invadono tutto e che fungono tra le altre cose come ricettacolo di batteri ed insetti, oltre che da cestino della spazzatura per i cittadini incivili in continua e costante crescita.

    Possibile che nessuno si senta minimamente toccato da ciò?
    Possibile che a nessun dipendente vengano i rimorsi di coscienza?
    Possibile che nessuno si vergogni per lo stato delle cose?

    Spero che qualcuno rifletta, e faccia riflettere.

  • Franco Torre 0
    25 ago 2014 alle 15:11

    Chi risponde di quella che viene eufemisticamente definita “inefficienza della macchina organizzativa del settore Verde e Ambiente”? Chi è il responsabile di questo fenomeno? A questo proposito vorrei ricordare che essere “responsabile” significa innanzitutto rendere conto, personalmente, dei propri comportamenti, di ciò che si fa (e di ciò che non si fa) nell’ambito del settore di attività di propria competenza.

  • Luca S. 129
    25 ago 2014 alle 15:16

    Finalmente si mette anche in discussione la gestione dei servizi. Il fatto che vi sia un numero elevato di impiegati non garantisce affatto i risultati attesi. E questo si applica a tutti i livelli comunque, non solo in relazione all’ambiente e al verde urbano, ma anche in relazione alla gestione dei rifiuti o alla gestione e controllo del territorio.
    Il problema a mio modo di vedere a Palermo, soprattutto a Palermo, e’ legato alle capacita’ di chi gestisce la cosa pubblica. L’ho scritto innumerevoli volte qui, in questo blog.
    Vorrei esaminare i cv di questi amministratori, manager, capire come sia possibile una cosi’ grave gestione fallimentare, e perche’ mai non si prendano in considerazione i provvedimenti consentiti, anche i licenziamenti, laddove se ne presentino le condizioni.
    nella fattispecie 850 operai evidentemente non riescono a far bene il loro lavoro: le cause possono essere molteplici, dalle assenze, alla svogliatezza, alla mancanza di scadenze, alla cattiva organizzazione. Ma non importa quale sia il motivo vero, deve essere comunque il responsabile a pagare, ad essere allontanato da quel ruolo ed invitato a cercarsi un altro lavoro.

  • Metropolitano 3231
    25 ago 2014 alle 17:47

    L’argomento del Verde pubblico come pure quello del Viale Regione dev’essere oggetto di solleciti quotidiani e senza sosta contro i relativi assessorati ! Scrivere una sola volta non basta. Ci vuole una class action per promuovere il rispetto del verde pubblico e la razionalizzazione dell’inefficiente squadra di giardinieri il cui numero non conta bensì le prestazioni di lavoro, magari coi flashmob, e qualche petizione su change.org

  • salvo521 5
    25 ago 2014 alle 18:30

    questa mattina hanno iniziato a pulire le aiole di via Luigi Einaudi (sorvoliamo sul fatto che dieci operai avranno pulito 50×2 di larghezza
    sorvoliamo) spero che almeno puliscono e tolgono i cumuli perché nella villetta vicino casa mia ancora ci sono i cumuli dell’ultima volta che hanno tagliato l’erba circa otto mesi fa.

  • zavardino 226
    25 ago 2014 alle 18:53

    Ovvio che la colpa è degli pseudopolitici che ci amministrano. Non è di sicuro nostra. Ricordo che questi 850 fanno emigrare 850 giovani con grande voglia di lavorare, caro amico. Finiamo di dare colpe alla popolazione in modo indistinto. Il verde fa schifo perchè gente pagata per curarlo non lo fa! Sempre grazie ollando (a Istanbul avrebbero già rimosso l’assessore al verde)

  • peppe2994 2834
    25 ago 2014 alle 19:01

    E non voglio neanche parlare della patetica scena dei cumuli.
    Manca completamente il coordinamento tra giardinieri e RAP che dovrebbe seguire a ruota, invece avviene l’impossibile, tagliare l’erba e lasciare i cumuli che si spargono ovunque con la prima folata di vento.

  • Eco_84 84
    26 ago 2014 alle 14:45

    La cosa è semplice: basterebbe fare i controlli;chi non svolge bene il proprio lavoro se ne va a casa!Voglio vedere se questi lavoratori,vivendo costantemente con il rischio di essere licenziati,non cominciamo a lavorare come si deve.
    E’ che siamo a Palermo,città piena di parassiti che credono che per loro tutto è dovuto.E’ necessario uscire da questa mentalità contorta.

  • sergiop. 0
    27 ago 2014 alle 13:32

    Da Laureato in agraria (alla ricerca del lavoro che non c’è), e soprattutto da cittadino palermitano, mi da rabbia osservare il degrado vegetazionale e culturale della nostra bellissima città. Credo (come molti di voi) che tutto ciò sia il risultato di un sistema marcio, causato da gente che non ha alcun amore verso il proprio lavoro ed ancor meno verso la propria città. Tuttavia leggendo questa lettera, cosi come i vostri commenti, ho acquistato molta fiducia, e penso che svegliandoci da questo torpore, e denunciando possiamo partecipare attivamente al risorgimento di questa città.

  • marcobadolato@hotmail.com 1
    27 ago 2014 alle 21:34

    Mi sa che ha ragione Metropolitano. La lettera degli intellettuali é una bella cosa, ma non credo che basti. Questi bisogna martellarli in tutti i modi, altrimenti fanno finta di non sentire e sperano che i palermitani ricadano nella consueta abulia. In effetti non se ne può più di gente che al ritorno da viaggi fatti in qualunque parte del mondo (ma anche dell’Italia, ma anche della Sicilia..) sia costretta ad osservare di aver visto posti “molto belli, ma soprattutto..puliti!..”
    Insomma siamo costretti ad invidiare gli altri solo perchè riescono a tenere le pulite le strade!
    Insomma io iviterei i palermitani ad una insurrezione a suon di ramazza. Il problema é che il palermitano ama molto la lamentela, ma se si tratta di passare ai fatti concreti il disorso cambia. Bisognerebbe dare un segnale forte del tipo – ricordate?- i volantini di addio pizzo con su scritto “il popolo che paga il pizzo é un popolo senza dignità” che in questo caso potrebbe essere “un popolo che vive quotidianamente nella sporcizia e nel degrado é un popolo senza dignità”…
    Insomma bisogna passare dalle parole ai fatti…

  • Aldo Penna 0
    02 set 2014 alle 13:32

    Giovedi 4 settembre alle ore 18 al Giardino Inglese presso la fontana (lato via Libertà) si svolgerà un incontro tra chi ha condiviso la lettera all’assessore Raimondo per un ruolo attivo dei cittafini nella cura del verde. All’incontro è stato invitato l’assessore e sarà palestra di idee e proposte concrete per avere finalmente una Palermo più verde e curata.


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