23 apr 2013

Palermo Capitale Europea Cultura 2019: procedure e criteri. Quante speranze abbiamo?


palermo2019

Ormai è l’argomento del momento: Palermo sarà candidata a Capitale Europea della Cultura per il 2019. Ce lo ripetono quasi ogni giorno, si susseguono eventi e convegni propedeutici a questa attività. Non ultimo un workshop per il progetto di candidatura di questi giorni.

Ma ci siamo mai chiesti di cosa stiamo parlando, di cosa comporti una candidatura del genere e soprattutto in base a quali criteri viene scelta una città piuttosto che un’altra?

Il rischio concreto è che a forza di parlare di questa candidatura, Palermo si autocelebri di qualcosa che non ha alcun valore, ovvero la candidatura stessa. Ma sarebbe come vantarsi di aver giocato al superenalotto senza vincerlo.

Dunque mi sono preso qualche minuto per leggermi il documento dei requisiti e capirne di più. Riporterò alcuni tratti del documento per facilitarmi le osservazioni.

La mia prima curiosità era ricercare i competitor di Palermo in questa manifestazione, che sono nell’ordine:

  • Amalfi
  •  Bari
  •  Bergamo
  • Brindisi
  • Carbonia
  • Catanzaro
  • L’Aquila
  • Lecce
  • Mantova
  • Matera
  • Palermo
  • Perugia e Assisi
  • Ravenna
  • Siena
  • Siracusa
  • Torino
  • Urbino

(fonte http://www.turismo.it/vacanze/arte-e-cultura/italia-citta-candidate-come-capitale-europea-della-cultura-2019/).

L’eterogeneità delle città candidate è evidente, è giusto che sia così. Ma partiamo da alcuni dati noti della manifestazione:

La portata e l’ampiezza dell’evento sono considerevoli, di conseguenza i requisiti necessari per ottenere il titolo sono rigorosi

L’ultimo grande evento di eco nazionale ed europeo che Palermo ha ospitato nella sua storia è sicuramente l’Esposizione Nazione del 1891-19892, quando la città viveva grazie alla spinta di alcune famiglie (soprattutto i Florio) un periodo di grande mondanità e di espansione economica. Palermo era in quegli anni una calamita per l’arte, la cultura e l’economia.

Oggi la situazione è ben diversa. Il mondo vive un periodo di grave crisi economica e Palermo in particolare patisce le conseguenze di un immobilismo amministrativo, economico e culturale pluridecennale.

Palermo nel 1891 era un polo attrattore in fermento riconosciuto in Europa. Oggi è una città schiava di se stessa, assolutamente fuori dai giri che contano, soprattutto in ambito culturale, nonostante le notevoli risorse a disposizione. L’Esposizione Nazionale fu volano di un nuovo exploit di Palermo, che affermò la propria identità  e la sua classe borghese, tanto da spostare fisicamente il “centro” dalla città storica all’attuale asse Libertà. Tali condizioni accrebbero l’importanza di un evento nazionale.

Oggi non ci sono assolutamente tutte queste basi e la candidatura in oggetto sembra più una speranza che un evento del genere possa risolvere o attenuare il trend fortemente negativo della città. Insomma, possiamo dire che parliamo di “Palermo capitale della Cultura 2019″ per provare a parlare in positivo di questa città in questo preciso momento storico.

Ma torniamo alla manifestazione:

I 27 Stati membri (SM) dell’UE sono invitati ad ospitare a turno la manifestazione «Capitale europea della cultura» fra il 2005 e il 2019. Tale cronologia viene precisata nell’allegato alla decisione 1622/2006/CE.

Il 2019 è l’anno dell’Italia. Ecco il perchè di questa data.

Vantaggi:

Da uno studio effettuato da un esperto indipendente sulle Capitali europee della cultura per gli anni 1995-2004 è emerso che l’80% delle persone responsabili della manifestazione che hanno partecipato all’indagine ritiene si tratti della manifestazione culturale più positiva per le città poiché potenzia il loro sviluppo.

E di questo possiamo esserne certi. Palermo ne avrebbe tanto bisogno, ma c’è da domandarsi a priori: Palermo è in questo momento una città? Se si, è una città così come la contempla la Comunità Europea?

Cioè, parliamo di “città” come quella parola che deriva dal latino “civitas” che deriva a sua volta dall’etimologia di “civiltà“? Lo crediamo davvero, lo credono davvero? Interroghiamoci.

Rischi:

….. È quindi importante cercare di trovare consenso politico fin dall’inizio e di proteggersi da ogni mutamento potenzialmente destabilizzante in termini di personale e di finanze.

Qui casca l’asino. Basterebbe a mio avviso questa frase per compromettere ogni possibilità di vittoria.

Ritengo che il “consenso politico” in Italia non esista al momento. Piuttosto vi sia la “convenienza”. Comunque sia, è un aspetto che riguarda tutte le candidate italiane. Chi ci amministra da qualche decennio non ha mai dimostrato di avere a cuore le sorti della città (da Ciancimino, a Cammarata), senza mettere da parte giochi di potere e favori di scambio.

Il vero consenso in questi anni è stato ricercato per raggiungere il potere, non per attuarlo sotto forma di azioni utili alla collettività. Anzi, come dicevamo prima, Palermo si è resa schiava di se stessa proprio per questi motivi.

Ed è inevitabile essere pessimisti in tal senso quando nemmeno nelle piccole cose, nei piccoli provvedimenti quotidiani, si abbia la sensazione che un’amministrazione cerchi veramente di conseguire il risultato che si è prefisso. La navigazione a vista, in Europa, non la accettano. Ci vuole fermezza e programmazione di intenti.

ConsiglioMinistri

Istituzione abilitante:

Il Consiglio dei Ministri dell’Unione europea (UE) è l’unica istituzione abilitata ad assegnare il titolo di «Capitale europea della cultura».

Come avviene la Selezione:

Sei anni prima dell’anno della manifestazione, ciascuno Stato membro interessato pubblica un invito a presentare candidature rivolto alle città che potrebbero essere interessate al titolo. Le città hanno dieci mesi di tempo per rispondere a tale invito, vale a dire per presentare un progetto di massima del programma per l’anno in questione.

La giuria redige un elenco di città a priori idonee (Giuria composta da membri nominati dallo Stato e dalla commissione europea) rilasciando nel contempo raccomandazioni sui progressi e sugli sviluppi da realizzare.

- Le città preselezionate hanno successivamente alcuni mesi per sviluppare ed approfondire il loro programma.

La giuria raccomanda quindi una città per ogni paese interessato e fornisce consigli relativamente agli sviluppi dei preparativi.

Il Consiglio dei Ministri dell’Unione, su raccomandazione della Commissione, redatta in base alla relazione della giuria, designa poi
ufficialmente la città che porterà il titolo quattro anni dopo.

fasi di selezione

fasi di selezione

Requisiti – criteri di selezione

Le candidature vengono valutate dalla commissione selezionatrice in base agli obiettivi e ai criteri specifici richiesti per il titolo: si tratta quindi di confrontare la candidatura presentata con gli elementi di cui agli articoli 3 e 4 della decisione 1622/2006/CE. Tali criteri, per ragioni di visibilità, sono classificati in due categorie:

«la dimensione europea» e «la città e i cittadini ».

 

La dimensione europea:

In concreto si tratta, per una città candidata, di sottolineare il ruolo che essa ha svolto nella cultura europea, i suoi legami con tale cultura, la sua appartenenza all’Europa, nonché la sua attuale partecipazione alla vita artistica e culturale europea, con tutti gli aspetti specifici che la contraddistinguono.

Tale dimensione europea può essere del pari concepita e vissuta dalla città tramite il dialogo e lo scambio realizzati con altre culture e artisti di altri continenti, al fine di favorire il dialogo interculturale.

Una città non viene designata Capitale unicamente per ciò che è e per quanto ha fatto.

Ad essa viene assegnato il titolo soprattutto per il programma di eventi culturali particolari che propone di organizzare nel corso dell’anno in questione, che dovrà essere un anno eccezionale .Ogni presentazione di candidatura sotto forma di opuscolo turistico della città risulterebbe quindi inappropriata.

Ergo, togliamoci dalla testa che siccome Palermo ha stratificato in se decine di culture, dai bizantini ai normanni, e possiede uno dei centri storici più grandi (e belli, se parliamo di risorse) d’Europa, le speranze di vittorie aumentano. Anzi.

La Comunità Europea è molto chiara in tal senso:  bisogna dimostrare il ruolo svolto nella cultura  europea, evidenziando legami e partecipazione alla vita artistica. In cosa si traduce tutto questo? Basta consultare gli allegati al documento:

a) movimenti e stili artistici/culturali largamente condivisi e conosciuti a livello europeo, ispirati dalla città ovvero ai quali la città ha contribuito in maniera considerevole.

A cosa Palermo ha contribuito a livello europeo in termini di cultura e arte? Gemellaggi? Eventi internazionali? Ha organizzato fiere, rassegne che riprendessero trend europei?

Tra l’altro le priorità di riferimento sono:

  • La promozione della mobilità transnazionale delle persone che operano nel settore culturale;
  • Il sostegno alla circolazione transnazionale delle opere e dei prodotti artistici e culturali;
  • Il sostegno al dialogo interculturale

c) Artisti e personalità culturali di primo piano originari della città e divenuti artisti “europei” grazie alla loro notorietà, alla loro mobilità o al loro ruolo svolto a livello europeo

Lilla nel 2004 ha organizzato una grande esposizione su “Rubens” per celebrare l’opera del pittore, profondamente legata alla storia delle Fiandre, ad esempio.

j) Collaborazioni, coproduzioni, scambi e altri strumenti che favoriscono la cooperazione fra artisti, organizzazioni e gruppi culturali situati in diversi paesi d’Europa, nonché produzioni o esposizioni itineranti in altri paesi

Forse adesso capisco il motivo reale di tanti incontri del Sindaco Orlando con autorità di altri paesi e culture, visto che al momento non riesco a comprenderne la motivazione. Ma sono qui anche per farmi suggerire delle spiegazioni.

Come vedete ho omesso altri punti, mentre ho selezionato i più importanti a mio avviso per avere una cognizione più ampia. Ma leggiamo anche l’altro categoria di criterio, oltre la “dimensione europea” appena trattata:

La città dei cittadini:

1) la partecipazione popolare: si tratta di costruire una Capitale europea della cultura attrattiva e partecipativa. È questo l’oggetto dell’allegato

L’attrattività, a livello locale e a livello europeo, è uno degli obiettivi principali di una Capitale: come attirare non solo la popolazione locale e nazionale, ma anche i turisti stranieri?

Già, bel quesito. Come attiriamo soprattutto i turisti? Evadendo dalla sfera culturale, penso sia inevitabile pensare a come la città, in generale, accoglie i turisti in questo momento. Si dirà che la candidatura è prevista per il 2019 e che mancano 6 anni in cui tutto può migliorare, o peggiorare. Ma la valutazione inizia adesso e la selezione della città capitale non avverrà di certo a ridosso del 2019, bensì molto prima, così come si evince dalla tabella di sopra.

Parliamoci onestamente: per candidare Palermo adesso serve una fortissima volontà sinergica, forti scelte impopolari e drastiche. Nella realtà non abbiamo ancora risolto problemi atavici come AMIA, GESIP, etc.etc. e non si vede ancora la luce in fondo al tunnel.

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foto by livesicilia.it

Ricordo ancora quel gruppo di medici che fu costretto a interrompere il convegno per l’immondizia, mentre si trovavano all’Astoria Palace. Prima di pensare attività per attrarre turisti con l’arte e la cultura (di cui ne disponiamo in quantità e qualità), questa città deve dimostrare di saper vivere bene con se stessa e di saper attrarre i suoi cittadini alla vita della città. Concetti apparentemente banali ma che non possono essere considerati tali se si pensa a eventi del genere.

Siamo distanti anni luce dalla civiltà e dall’essere degni di divenire “capitale” di qualcosa perchè non siamo una città, adesso. Da palermitano puro sangue, a malincuore, mi tocca…. ci tocca ammetterlo. Ci sono troppe cose irrisolte, troppi attriti sociali, troppe emergenze e troppe contraddizioni che non contraddistinguono una città normale, figuriamoci una capitale europea della cultura.

D’altronde l’Europa va ad un’altra velocità rispetto a noi. Non siamo più ai tempi dell’esposizione nazionale della belle epoque. Quindi l’invito che estendo ai miei concittadini è quello di fugare queste notizie, che a mio avviso acuiscono il distacco tra amministrazione e popolazione.

L’ appello all’amministrazione è di cercare di risolvere i problemi della città, a riconsegnargli una dignità. Alle cose belle pensiamoci dopo. Lasciamo il nostro posto da candidati a un’altra città, più meritevole.

Mi chiedo con quale “faccia” un dirigente comunale possa comunicare IN QUESTO MOMENTO ad un qualsiasi cittadino che Palermo è candidata a Capitale Europea della Cultura. Mi sembra quasi uno smacco. E’ come se un padre disoccupato non riuscisse a portare il pane a casa e promettesse ai figli il motorino per l’anno successivo. A mio avviso ci vuole tatto anche in questo tipo i comunicazioni, fermo restando che la città DEVE andare avanti in tutti i settori.

Ma basta attenersi alla realtà e alle linee guida sopra citate della Comunità Europea per smettere di sognare. D’altronde siamo una città dove quasi giornalmente scioperano a turno teatri, associazioni, lavoratori etc.? Una CAPITALE dovrebbe dare l’esempio, no? Palermo può dare l’esempio?

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gli assessori Bazzi e Catania in un incontro con la città al Malaussene. Tema: il centro storico.

Riporto questo mio scatto effettuato in occasione di un incontro con la cittadinanza degli assessori comunali Agata Bazzi (assessore al Territorio e al Centro Storico) e Giusto Catania (assessore alla Partecipazione), lo scorso venerdì.

Animi piuttosto accesi: diversa gente ha manifestato i propri problemi, come i bambini nella foto che chiedevano, a distanza di tanto tempo, l’apertura di una ludoteca ancora chiusa. Albergatori denunciavano schiamazzi notturni e anarchia sulle strade richiedendo regolamenti vari. Insomma di tutto e di più. Noi qui navighiamo ancora a vista. Mentre la Comunità Europea chiede programmazione, rigore ed esperienza.

Voglio sottolineare che questa riflessione non è un incentivo a mettere da parte la cultura. Anzi. Come saggiamente ha ricordato Orlando in una recente conferenza, essere candidati può significare soltanto attivarsi a promuovere la cultura “come se” si fosse già capitale. Segno tangibile che anche il Sindaco, evidentemente, è conscio delle pochissime probabilità che Palermo ha a disposizione.

Pur condividendo quest’ultima frase, rimango dell’avviso che si sia raschiato  il fondo per troppo tempo, motivo per cui si rende necessario “tralasciare” un attimo tutti gli altri discorsi e accelerare il ritorno alla normalità, ingrediente senza la quale non esiste dignità.

Per non dilungarmi ancora invito chiunque lo desideri ad approfondire il documento da me consultato a questo link http://ec.europa.eu/culture/pdf/doc633_it.pdf, che sicuramente vi suggerirà altri spunti e riflessioni.

Chiudo con una chicca che riporto da un giornale romagonolo online. A quanto pare Venezia ha ritirato la propria candidatura, e sapete perchè?

Il sindaco della città lagunare: “Non ci porta un euro e abbiamo già troppi turisti”.

C’è chi ha il pane e non ha i denti, come Palermo. C’è chi è già sazio.

 

 


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27 commenti per “Palermo Capitale Europea Cultura 2019: procedure e criteri. Quante speranze abbiamo?

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  • fabdel 989
    23 apr 2013 alle 15:47

    per ambire a certi palcoscenici la città dovrebbe essere girata come un calzino fin da subito: pulizia, decoro urbano, isole pedonali, riqualificazione costa, demolizioni delle case abusive e di quelle che si trovano a meno di 10 m dal mare (di questi mostri l’addaura ne è piena, da punta priola fin quasi all’arenella), rimozione delle pedane abbandonate sugli scogli (altro scempio assurdo come se non bastasse tutto lo schifo che c’è), arredo urbano, verde pubblico, riqualificazione favorita, mondello, barcarello-baia del corallo, etcetc ed invece in 1 anno questa giunta di ciarlatani non ha fatto nulla di nulla, basta vedere il twitter del comune di palermo pieno di cazzate e aria fritta

  • cirasadesigner 1010
    23 apr 2013 alle 15:53

    sono d’accordo con te MAQUEDA, la mia era solo una riflessione e una provocazione insieme, se fossero questi i problemi di Palermo potremmo ancora farcela, ma purtroppo sono altri.
    Ricordate l’ultimo evento degno di interesse internazionale che fece arrivare un po di soldi a Palermo… era il 2000 con il Forum ONU o qualcosa del genere… Che cosa è rimasto? forse solo la pulizia del Palazzo di Giustizia e la sua illuminazione perché poi del prato del foro italico e di altro sappiamo che fine hanno fatto….

  • Metropolitano 3231
    24 apr 2013 alle 0:02

    Secondo me Palermo ritirerà quanto prima la sua candidatura annunciata e ritenersi fiera di averla soltanto “annunciata”, anzichè di partecipare. Sai che risate !

    Parlando serio, mancano tutti i presupposti per parlarne.

    Della Cultura ?? Mhà, Forse Catania o Siracusa si potranno candidare e mantenere la candidatura fino al 2019, magari anche senza aggiudicarsi il titolo… A Palermo è utopia allo stato puro.
    Ci sono tante cose da sistemare, in primis la vivibilità e la circolazione stradale e degli assi principali, per non parlare dei mezzi pubblici…

  • liberoilverso 14
    24 apr 2013 alle 10:58

    Primo punto, articolo interessante.

    secondo punto: interessante (in parte) dal punto di vista “giornalistico – informativo” ma, ancor di più, per verificare lo stato vivo dell’epidemia pessimista dei nostri concittadini.

    consiglio: chi non riesce a guardare oltre la punta del proprio naso, il mondo è grande e spazioso.

    analisi: Dicevo, l’articolo è interessante in quanto offre un punto di vista. Ho solo un’osservazione generale. L’epidemia pessimistica pare abbia contaggiato anche l’autore dell’articolo.

    Io, infatti, mi sarei aspettato (e mi aspetterei in genere oggi), di leggere un articolo da “armiamoci e partiamo”, con la testa sulle spalle, si capisce.

    Chi paragona la candidatura per le Olimpiadi di Lombardiana memoria a questa, commette non so bene quanti errori; è come paragonare la candidatura a capo condomino e quella a presidente dell’ONU. Pensare prima di scrivere, no?

    Permettetemi anche, paragonare Lombardo ad Orlando è operazione alquanto ardua. Se volete analizziamo il perché ma confido nell’intelligenza di chi legge.

    So bene, è sotto gli occhi di tutti, quali e quanti siano i problemi della nostra città; so bene quali e quanti siano i problemi dei cittadini della nostra città.

    Le cose, quindi sono due:

    1) farsi contagiare dall’epidemia di cui sopra
    2) provare a giocare la partita, ognuno secondo le proprie forze, e provare a vincerla!

    Esempio: Per potere vincere una partita a pallavolo bisogna prima servire. Ecco, il servizio è partito. Trattasi della candidatura. E’ una bella battuta in salto; quelle che possono segnare il punto.
    Ora però si deve giocare il punto, che PER FORTUNA è lungo (il 2019) e c’è tempo sufficiente per giocarlo e vincerlo.

    E’ una partita, chi ci sta entri in campo, chi vuole farsi contagiare si curi; magari ci sarà ancora tempo per rientrare in partita.

    In bocca al lupo alla mia città, ai miei concittadini che giocheranno fino in fondo questa partita e tante altre e buon lavoro!

    Citazione a tema: Ex. Ministro Tremonti: “Di cultura non si mangia!” (Sic!)

    Rosario

  • Giano 7
    04 mag 2013 alle 19:47

    Complimenti per l’articolo, finalmente qualcuno che parla senza il prosciutto negli occhi!
    Troppo spesso ormai si sente parlare, sopratutto tra palermitani, di questa città come fosse chissà quale capitale. A volta per mancanza di informazioni altre per eccessivo egocentrismo. Dovremmo tutti cominciare a camminare coi piedi per terra e riconoscere la città di Palermo per quello che è veramente. Questa città vive di “rendita culturale” , cioè oggi è quella che è per ciò che è stato fatto nei secoli passati fino agli inizi del ’900. La città si è fermata, siamo in dietro di 100 anni rispetto ai nostri concorrenti. Qualcuno mi sa indicare un edificio costruito in questi ultimi 100 anni che sia degno di essere visitato da un turista? La città non può essere solo la cattedrale, la cappella palatina e via dicendo per quanto siano magnifici, ha bisogno di evolversi, di contemporaneizzarsi, deve dimostrare di essere viva, deve poter dire la sua. Riporto un paio di esempi eclatanti per far capire quanto questa città sia caduta nella sciattezza più assoluta, il primo è il rifacimento della cala, io vorrei capire chi ha elaborato il progetto! Gli studenti di una scuola elementare forse? A parte il prato e le panchine, che non ci voleva chissà quale genio, cosa è stato realizzato di architettonicamente attraente? Quel casotto con passeggiata sul terrazzo? Vi sembra una struttura degna di una capitle? Io la vedo più adatta ad un paesino di provincia!! È vergognoso! Perchè a Genova è intervenuto addirittura Renzo Piano? Seconda struttura realizzata in modo elementare sono le fermate della metropolitana, avete visto cosa stanno facendo a Napoli? Ora dico io cosa abbiamo in meno a queste due città, italiane anch’esse, senza andare quindi troppo lontano e scomodare città del calibro di Barcellona. Palermo capitale di cosa?


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