05 giu 2012

Parcheggio Università-viale delle Scienze: le ragioni del no


Riceviamo e pubblichiamo nota da parte dei movimenti studenteschi MoSt-RUN circa il parcheggio a pagamento all’interno della cittadella universitaria di viale delle Scienze.

L’ingresso a pagamento nella cittadella di viale delle scienze è, prima di tutto, un pessimo affare. Non c’è bisogno infatti di ragionamenti ideologici, o di principio, contro le esternalizzazioni dei servizi per opporsi a questa strana operazione. Qui i fatti: l’università di Palermo dava circa 280.000 euro l’anno all’AMAT per il servizio navetta interna (un singolo mezzo che faceva su e giù per il viale). 280.000 diviso 54.000, che sono più o meno gli studenti del nostro ateneo, fa circa 5 euro. Dalle tasse di ogni studente circa 5 euro andavano per assicurare questo servizio. Però si deve risparmiare, c’è il buco di bilancio, le vacche sono magre.

Il Consiglio di Amministrazione (non quello attuale, quello precedente) nell’agosto 2009 decide quindi di affidare ad un’ATI, sulla base non di un bando ma di un avviso di interesse, il servizio di mobilità interna a viale delle scienze, inclusa la rimozione forzata delle vetture poste fuori dagli stalli, con l’onere di alcuni servizi supplementari, in sostanza alcune telecamere a circuito chiuso ed una, una sola, navetta che colleghi alcuni punti della città con viale delle scienze. Le esigenze quindi che stanno dietro questa esternalizzazione sono due: risparmio e sicurezza.

Il risparmio per l’ateneo, molto esiguo, porterà, alla luce delle tariffe della nuova convenzione una spesa media per il primo anno, a salire, di 40 euro. Mettendo dentro anche docenti e personale ata, che pagano di più ma poco importa, il numero dei componenti della comunità della cittadella universitaria sale a 60.000; ipotizzando, per difetto, che solo un terzo di loro vogliano entrare con un mezzo in viale delle scienze il guadagno dai soli abbonamenti per l’ATI sarà di 800.000, circa il quadruplo di quanto l’università sta risparmiando. C’è poi da aggiungere la somma, probabilmente complessivamente altrettanto cospicua, derivante dagli ingressi ad “ore” e della rimozione forzata, tra l’altro operata già in questo periodo in maniera piuttosto sommaria. Perché l’università risparmi 280.000, gli studenti i dottorandi il personale ata ed i docenti ne verseranno, probabilmente, oltre un milione e mezzo l’anno. Quello che si dice un affare. 

Che poi questa operazione sia una risposta al problema della sicurezza interna c’è da dubitarne. C’è infatti già un luogo dell’università in cui il servizio parcheggi/vigilanza è stato affidato ad una ditta esterna: il Policlinico universitario. Ebbene, i nostri colleghi di medicina sanno bene che esso è nettamente il luogo con più episodi di furti, scippi, rapine ed episodi vari di microcriminalità. Nonostante le telecamere e l’esternalizzazione. Perché a viale delle scienze dovrebbe funzionare meglio?  Dei servizi supplementari, a guardare la convenzione, c’è da avere il sospetto che la stragrande maggioranza degli studenti non se ne accorgerà nemmeno. La navetta esterna, poco capiente e una sola di numero, si perderà nel traffico palermitano, il car sharing lo fa già il comune e non è di sicuro un servizio molto utilizzato dagli studenti universitari.

Per tutte queste ragioni siamo contrari, da sempre, all’esternalizzazione del servizio parcheggi, e rappresenteremo in tutte le sedi tale radicale contrarietà, promuovendo iniziative insieme a tutte le associazioni studentesche e di categoria che vorranno starci. La maggiore vivibilità di viale delle scienze passa da una gestione interna e partecipata da tutte le componenti, dal dialogo col Comune in tema di efficienza della mobilità pubblica, dagli incentivi all’utilizzo di mezzi di locomozione non inquinanti e non dal porre sul mercato un altro pezzetto delle nostre vite di studenti, già abbastanza tassati e vessati.

Se l’università ha contratto improvvidamente degli obblighi, in questa convenzione capestro,dev’essere chi ci ha portato in questa situazione a trovare il modo di disapplicare questo affidamento di servizi.

 


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23 commenti per “Parcheggio Università-viale delle Scienze: le ragioni del no

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  • shapesband 16
    06 giu 2012 alle 14:38

    Assurdo, ragazzi assurdo. Stanno letteralmente facendoi cavoli loro; Non abbiamo servizi e le tasse aumentano sempre di più, ma perché non possiamo avere un’università adeguata alle nostre esigenze? Non è tollerabile quest’altra presa in giro; poi su LEVANTINO? BAH quoto tutti i vostri commenti, anche perché non c’è altro da dire.
    Invece vorrei rispondere alla provocazione di MX: io vado all’università SOLO con la macchina, non per piacere te l’assicuro, tra parcheggio e traffico impiego più tempo di qualsiasi altro ragazzo che viene da paesi limitrofi; e perché uso la macchina? Vado ad ingegneria e le mie giornate consistono in 10 ore al giorno di lavoro al pc, per stampare tavole su tavole; non potrei mai prendere mezzi pubblici con tutto il materiale che ho da trasportare, e ti assicuro che ho preso la metro diverse volte ma è stato distruttivo; quando ne avrò la possibilità sarò il primo ad utilizzarla, ma sappiamo bene che almeno metà dei ragazzi ha gli stessi problemi miei (ovviamente anche in altre facoltà) piuttosto prendiamocela con chi viene all’università per perdere tempo con la macchina del paparino e non generalizziamo! Poi i mezzi pubblici? Lasciamo perdere che è meglio…

  • MX 0
    07 giu 2012 alle 8:01

    Shapesband, è ovvio che dobbiamo generalizzare… se dovessimo trovare una soluzione soggettiva a tutti i problemi…. ci troveremo proprio a Palermo (o in Sicilia) !! La città di tutti e per tutti dove i problemi dei singoli vengono evidenziati con enfasi coprendo del tutto le esigenze collettive che sono ben altre e di altra misura.
    Il rispetto per il piccolo problema è doveroso ma permettimi, quando devi affrontare o risolvere delle problematiche, la prima cosa da fare è estrapolarsi dal contesto soggettivo ed avere una visione oggettiva complessiva. Oggi abbiamo il conforto di tanti giovani (io non lo sono più) che hanno avuto l’opportunità di studiare e di lavorare fuori in altre realtà “europee” ed i loro commenti hanno evidentemente un “respiro” diverso… Ripeto, pieno rispetto per tutti ma una città di un milione più di abitanti nell’hinterland palermitano non può continuare a fermarsi per 10 rigattieri sui tetti del municipio o per 20 famiglie accampate con le tende al municipio. E’ un problema ma ogni problema deve essere individuato e circoscritto nell’ambito della sua peculiarità e nel contesto opportuno. Non è un discorso cinico, assolutamente ma le priorità devono avere una giusta dimensione. Oggi tra le priorità accertate c’è la creazione di infrastrutture, di trasporti di massa nelle aree metropolitane e la creazione del volano che generi lavoro, lavoro, lavoro!! Tutte le grandi città anche le più importanti come Parigi, Londra e Berlino fanno investimenti enormi sui trasporti metropolitani delle rispettive aree da restare esterrefatti. Noi siamo ancora qui a disquisire su come raggiungere l’università e dove parcheggiare…
    E’ molto triste appurare che i tantissimi problemi dell’università di Palermo che anch’io ho frequentato qualche decennio fa, esplodano quando veniamo “toccati” soggettivamente ed affrontati da un analogo punto di vista.
    Un caro saluto a tutti
    Massimo

  • shapesband 16
    08 giu 2012 alle 9:14

    @mx A parte che ti do ragione su tutto quello che hai scritto in quest’ultimo commento, la colpa non è di chi generalizza o meno ci mancherebbe però volevo far riflettere in che condizioni sono certi studenti! Premessa che la mia è una situazione strana in partenza perché l’università nega tanti servizi a studenti della mia tipologia (non li elenco tutti perché ci perdiamo) è il concetto “io prendo la bici e sono più furbo” che mi manda in bestia proprio perchè se potessi sarei il primo a farlo! anche perché è il miglior mezzo di locomozione esistente per la città (ed ha più di un secolo!) ma non lo posso utilizzare! proprio per una serie di problematiche che fanno parte dell’università in primis! poi purtroppo dobbiamo trovare una soluzione soggettiva ai problemi se parliamo di università perchè esistono tipologie di studenti ben diverse;


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