03 feb 2012

Lo scempio del teatro garibaldi


Salve ragazzi,
la notizia della probabile chiusura del brass mi ha indotto a una riflessione sullo stato di allarmante abbandono in cui versano gli spazi culturali nella nostra città. a soffrire di più è la scena indipendente, scippata dei suoi luoghi simbolo, confinata ai garage di periferia e a una visibilità pari a zero. Simbolo indiscusso di tale scippo sono i Cantieri Culturali alla Zisa.

Ma come non provare rammarico per il destino del teatro Garibaldi, emblema un tempo della rinascita culturale del centro storico, e oggi sequestrato ad artisti e spettatori nel totale silenzio dell’amministrazione? Di seguito l’articolo di repubblica, che meglio di me illustra la situazione. Per quanto mi riguarda, penso che il centro storico non sia solo bei palazzi e basolato, ma luogo di incontri, atmosfere, scambi- prego la redazione di mobilita di pubblicare integralmente l’articolo, e gli utenti di partecipare attivamente alla discussione. Ne potrebbe benissimo uscire una class action contro il comune, per chiedere l’immediata apertura del teatro, e di rispondere sulla qualità, pessima, dei lavori di restauro.


Ecco l’articolo:

PALERMO, SALVIAMO IL TEATRO GARIBALDI

L’allarme lo lanciarono già un anno fa, quando si era capito che il Teatro Garibaldi di Palermo dove sono passati Carlo Cecchi, Peter Brook, Emma Dante, Wim Wenders e tanti altri “grandi”, sarebbe stato stravolto architettonicamente e probabilmente chiuso in via definitiva.
Cosa puntualmente successa. Matteo Bavera, direttore del Teatro Garibaldi, denuncia non solo gli scempi architettonici che il Comune di Palermo ha fatto sul teatro con la scusa di un restauro conservativo, ma soprattutto le scelte dell’amministrazione che potrebbero portare alla definitiva chiusura del teatro.

La denuncia di Bavera si incrocia con il movimento “Pre/occupati Palermo” che sulla scia della protesta dei lavoratori del Valle di Roma ha deciso di aprire “un fronte” siciliano (vedi in basso il comunicato dei lavoratori palermitani). La situazione teatrale di Palermo è infatti sempre più allarmante: l’energia culturale che era nata sulle rovine della Kalsa, della Zisa soltanto una decina di anni fa, è stata soppressa.
Il teatro Garibaldi di Palermo ne è l’emblema. Da sei anni continua a rimanere chiuso e addirittura si parla di definirne una nuova destinazione d’uso.
“Abbandonato” il teatro è preda di vandalismo, furti e degrado.

Questa è la lettera scritta da un abitante del quartiere: “…so solo che pochi giorni fa hanno portato via i tubi in rame e parte della copertura … adesso hanno messo la videosorveglianza (finta) … ma dico io perché in Sicilia una cosa che può portare sviluppo, cultura e lavoro, viene tenuta ferma in questo modo e addirittura bisogna spendere per continui atti di vandalismo e degrado della cosa non usata …. è assurdo ! “.
Marcello Benfante in un articolo sull’edizione palermitana di Repubblica ha scritto: “… il piccolo teatro inaugurato da Garibaldi nel 1861 è ancora una misteriosa cosa-chiusa, un’ impenetrabile casa-matta alienata alla città (… ) Il Garibaldi (aveva vissuto)il suo momento di fama e di successo inscenando tra i suoi poveri resti la macchina delle meraviglie scespiriana. Avevamo quindi un teatro sinistrato e magari un po’ sinistrorso (che sia questo il peccato per cui è stato interdetto?) in cui celebrare le epifanie del tragico e del comico (…). Oggi abbiamo – forse – un teatro risanato, ma inspiegabilmente sottratto al pubblico e – forse – snaturato e sfregiato (…) Il fatto è che il teatro, allo stato di macerie pericolanti, era vivo, sano, mentre oggi, ricostruito e rimondato, giace inerte e silente. È lo stesso destino che è toccato al centro storico, qui e là recuperato, per oasi e isole, ma svuotato e sconvolto.
(…) Urgevano restauri. Abbiamo avuto una Restaurazione”


garibalditeatroteatro garibaldi palermo

11 commenti per “Lo scempio del teatro garibaldi

Lascia un Commento