10 lug 2011

Stop al centro commerciale sotterraneo in viale Campania


Attraverso un articolo nel suo blog, il consigliere comunale Nadia Spallitta comunica quanto segue:

Niente ipermercato sotterraneo e parcheggio in viale Campania: dopo la levata di scudi dei residenti, la commissione Urbanistica del Comune – presieduta da Nadia Spallitta – si accinge a bocciare stamattina il ponderoso progetto previsto all’interno del piano triennale delle opere pubbliche che arriverà in Consiglio domani sera.

L’avvio di una maratona che da qui alla prossima settimana (sedute convocate anche dopodomani e poi da lunedì a giovedì) deve arrivare all’approvazione del bilancio che metta al sicuro il 45 milioni stanziati da Roma per Gesip e salvi il Festino ormai imminente.

<<Abbiamo ascoltato le proteste dei residenti di viale Campania – spiega la Spallitta – preoccupati dell’insediamento di una massiccia attività produttiva in un quartiere residenziale.

Peraltro riteniamo insensato proporre un’opera del genere, con un notevole impatto sulla mobilità, senza un piano urbano del traffico>>. Bocciatura che fa il paio con quella riservata all’altro mega-parcheggio sotterraneo previsto in zona , a piazza Unità d’Italia. In quel caso, mesi fa, è stato il Consiglio a restituire il progetto agli uffici (5 Lug 2011).

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67 commenti per “Stop al centro commerciale sotterraneo in viale Campania

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  • Nio 155
    10 lug 2011 alle 11:00

    Nio

    “Tuttavia in linea di principio ritengo che prima di aprire un nuovo centro commerciale occorra fare un’analisi costi-benefici, occorre verificare la tenuta e la capacità del mercato , occorre verificare gli effetti sulla piccola e media imprenditoria”

    questa parte mi sembra la più assurda….ma si è mai sentito parlare di libero mercato??? cioè per aprire un’attività bisogna fare tutti queste tipologie di studi, ma sta scherzando? mi si vuole far credere che in passato per le strutture commerciali sono stati utilizzati tali criteri? per questo infatti a volte ci troviamo grosse attività assolutamente identiche accanto l’una all’altra? ma lo vogliamo capire che siamo in europa e non nel medioevo? già c’è una lentezza esasperante in ogni tipo di autorizzazione…e poi tutti questi studi non competono ALLA POLITICA , le società quando presentano un progetto presentano già uno studio di fattibilità, dei costi benefici, dell’impatto e tutto quello che vuole, questo a prescindere della realizzazione del cc in oggetto che per me si può anche nn fare, dispiace solo per un riordino della piazza decente che invece nn ci sarà mai.

  • Nio 155
    10 lug 2011 alle 11:08

    La politica non può aspirare al controllo di ogni singolo aspetto delle società e della vita dei cittadini o essere al di sopra delle leggi di mercato…mi rendo conto che questo è l’obiettivo, perchè così non si muove mai foglia se non c’è qualcuno che l’approvato….a mio avviso la politica deve dare le linee generali le regole da seguire per tutti, favorendo la libera concorrenza e il benefico della comunità, dando ordine là dove regno il caos,e attivando soprattutto il controllo del ripsetto delle regole, punto.

  • Nio 155
    10 lug 2011 alle 11:14

    in sintesi…se un’attività produttiva/commerciale o una qualsiasi attività imprenditoriale è “inutile o dannosa” non lo devono certo decidere dei consiglieri comunali o dei comitati di quartiere, sarà il mercato a stabilirlo e l’imprenditore che ci mette i capitali se ne assume il rischio…la politica deve stabilire se l’iniziativa rispetta le regole e le leggi come tutte le altre iniziative.

  • Metropolitano 3236
    10 lug 2011 alle 13:42

    @Nio, purtroppo in Palermo (e provincia) si curano i propri interessi e non quelli comuni, ne quelli delle società che vorrebbero investire in questa martoriata città con qualche piccolo sacrificio da parte dei cittadini di quartiere, per i quali i politici ne fanno una abituale strumentalizzazione. Spallitta docet…

  • mimusso 157
    10 lug 2011 alle 15:03

    …analisi costi-benefici, occorre verificare la tenuta e la capacità del mercato , occorre verificare gli effetti sulla piccola e media imprenditoria…
    …apertura di un centro commerciale determina un impoverimento del territorio dal momento che i principali investitori che traggono vantaggio economico dall’operazione commerciale- vengono da fuori e le entrate derivanti dall’operazione non rimangono sul territorio…

    Consigliere Spallitta, lo capisce che quanto sopra più che argomentazioni sono “luoghi comuni” a cui si appigliano cittadini e comitati del “NO” senza avere reale conoscenza dei progetti e del tipo di impatto che può avere un’opera del genere.
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    Parliamoci “fuori dai denti”: i residenti (nemmeno tutti) erano infastiditi dalla possibilità di avere un cantiere sotto casa e dai problemi che ne sarebbero scaturiti (tipo impossibilità a posteggiare dove si vuole, come si vuole, quando si vuole…)
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    Certo, mi viene da ridere che gli stessi non si mobilitino contro un mercatino settimanale selvaggio, pieno di abusivi che lascia la strada in condizioni igienico-sanitarie indecenti. Contro i posteggiatori abusivi che comandano la zona per le manifestazioni sportive allo stadio. Contro le pompe di benzina che non si fanno concorrenza (sono passato Mercoledì sera e 4 su 5 vendevano a 1.55, quanto la faccio io a Partanna). Contro l’amministrazione comunale che lascia marciapiedi, strada, verde pubblico (la striscia tra le carreggiate) in condizioni vergognose.
    Contro i vigili che permettono sosta in doppia e tripla fila e guida selvaggia.
    Etc etc etc…
    Mi viene da ridere, ma ci sarebbe da piangere…

  • The.Byfolk 43
    11 lug 2011 alle 15:47

    Non capisco perchè trovi difficile rispondere alle argomentazioni di chi si cela dietro l’anonimato.

    Non la ho accusata, ne offesa credo.

    In ogni caso non mi celo dietro l’anonimato e su questo blog ho scritto diverse volte anche pubblicando il mio nome.


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