01 giu 2010

Bike sharing: prima la conoscenza, poi la consapevolezza, infine l’azione


 
MOBILITAPALERMO nella politica di sostegno all’uso della bici in città ha deciso di affrontare l’argomento BIKE SHARING cercando di raccogliere quante più informazioni possibili sia sul web che in luoghi fisici per comprendere quello che sta avvenendo in giro per l’Italia e per il mondo.
Partiamo dai luoghi fisici quindi.
A San Donato Milanese, comune alla periferia di Milano, servito dalla linea gialla della metro del capoluogo, proprio all’uscita delle scale del capolinea abbiamo scoperto
LA STAZIONE DELLE BICICLETTE,  un’interessante realtà sull’uso della bici, ma non vi diciamo nulla perché vi invitiamo a visionare i 2 video che contengono un intervista.

httpv://www.youtube.com/watch?v=xNC5FPJ7VaA

 

httpv://www.youtube.com/watch?v=16Pq26k6qkU

Bike sharing: cioè vado a ritirare la bici al parcheggio, la uso per il tempo che mi serve e la rilascio in un altro parcheggio pagando nulla per la prima ora o addirittura 1 euro per le prime 6 ore, o solo 35 euro all’anno di abbonamento. Dipende dalle città.
Questo è il bike sharing, condivisione della bici tra più utenti nella stessa giornata.
Il sistema di bike sharing per la diffusione dell’uso della bici nelle città è diventato negli ultimi anni sempre più diffuso dalle piccole cittadine alle grandi metropoli sia europee che italiane.

Abbiamo effettuato uno studio un po approfondito per conoscere lo stato di questo servizio ad oggi e nella rete abbiamo trovato utili siti per comprendere il fenomeno e i vantaggi del bike sharing.


Di seguito si riportano dei link interessanti per comprendere dettagliatamente il mondo del bike sharing sotto diversi aspetti (popolarità, tecnologia, prezzi, analisi costi-benefici, strutture ricovero bici, ecc.).

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http://www.obisproject.com/palio/html.run?_Instance=obis
Europa e bike sharing: la situazione nelle città europee

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http://www.obisproject.com/palio/html.wmedia?_Instance=obis&_Connector=data&_ID=67&_CheckSum=2144834729
Analisi comparativa sul bike sharing nelle città italiane (in inglese ma facile, scritto da italiani)

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http://nuovamobilita.blogspot.com/2010/03/il-bike-sharing-in-italia-unistantanea.html
Bike sharing in Italia: i dati del 2010

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http://www.euromobility.org/CCBS/2009_MobilityTech/Interventi/Lorenzo_Bertuccio.pdf
Indagine conoscitiva sul bike sharing in Italia

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http://www.02blog.it/post/5725/ibikemi-liphone-per-il-bike-sharing-di-milano
Iphone e bike sharing: i bike me,  applicazione iphone per scoprire la stazione più vicina di bike sharing

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http://www.comune.modena.it/depositobici/index.htm
Depositi protetti per bici: Modena

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http://www.bicimia.it/
“bicimia” sito su sistema di bike sharing diffuso in Italia

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http://www.bicincitta.com/
“bicincittà” sito su sistema di bike sharing  diffuso in Italia

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http://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=15686
Medie città: Lecce bike sharing, 255.300 euro per realizzare 7 stazioni, colonnine, 70 biciclette + tessera elettronica

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http://www.outdoorblog.it/post/2650/il-bike-sharing-conquista-mezza-italia-asti-pronta-al-raddoppio
Asti raddoppia il suo bike sharing

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http://www.obisproject.com/palio/html.run?_Instance=obis&_PageID=200&_LngID=21&_CatID=1241&_countryCode=&_NewsID=36&_Index=2&pic=9&_CheckSum=-105140260
Gratis: “c’entro in bici” servizio di bike sharing del Comune di Senigallia che permette di utilizzare gratuitamente 68 biciclette comunali posizionate in 13 diversi punti

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http://www.bikemi.com/home/home.php?TU5fTE9DQUxJWkFDSU9ORVM%3D&MQ%3D%3D&aXQ%3D
La Capitale italiana del bike sharing: “bike me” a Milano, 1 milione di prelievi

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http://www.comune.bolzano.it/context.jsp?ID_LINK=1199&area=19&page=2
Medie città: noleggio bici nella città di Bolzano, 1 euro per le prime 6 ore!

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http://www.riminiambiente.it/aria/qualita/-attivita_servizi/pagina19.html
Piccole città: “Rimini in bici” bike sharing system

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http://www.roma-n-bike.com/
Grandi città: Roma bike sharing system

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http://www.ruotaliberabari.it/bike-sharing-terlizzi
Piccole città: Terlizzi bike sharing system

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http://bike-sharing.blogspot.com/2010/04/bike-sharing-cost-benefit-analysis.html
un analisi costi-benefici del bike sharing effettuato dall’amministrazione metropolitana di Washington dal quale si evince un bilancio positivo

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http://www.bixisystem.com/bixi_system/make_bike_easy
un sistema per la facile installazione di colonnine per bici (USA) e un video dimostrativo

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http://bike-sharing.blogspot.com/2010/03/tehrans-bike-house-shines-green.html
il comune di Teheran ha il bike sharing, 2 dollari all’anno e 6000 abbonati

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http://fremo.in/Default.aspx
pure Mumbai, India, ha il suo bike sharing

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Aveva ragione Piergiorgio Petruzzelli della Stazione delle Biciclette di San Donato Milanese, alla fine dell’intervista, non c’è bisogno di inventare nulla, ci sono tantissime esperienze ormai realizzate in diverse città, basta solo sceglierne una, e partire !!!
Ci auguriamo che il bike sharing affrontato con questo approccio “a 360°” possa essere di stimolo per i cittadini palermitani sempre più propensi all’uso della bici in città, per operatori privati interessati all’avvio e gestione del servizio, e anche per gli operatori delle società di Trasporto Pubblico e per i rappresentanti delle pubbliche amministrazioni comunali, provinciali e regionali affinché questo sistema possa essere realizzato a breve anche nelle nostre città siciliane.

Insieme alle diverse Greenways siciliane che saranno a breve realizzate (in quanto già ammesse a finanziamento dal PO FESR 2007-2013), l’avvio di sistemi di bike sharing nelle città piccole e grandi della Sicilia (soprattutto quelle turistiche) contribuirebbe a potenziare notevolmente la cultura dell’uso della bici, caratterizzando la nostra isola come territorio “compatibile” con l’uso di uno dei mezzi di trasporto più antichi e sostenibili mai esistiti.


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32 commenti per “Bike sharing: prima la conoscenza, poi la consapevolezza, infine l’azione

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  • aledeniz 174
    01 giu 2010 alle 12:23

    @Metropolitano:
    Giusto per farti notare che nel caso un ciclista coinvolto in un incidente avesse torto, la mancanza di assicurazione significa soltanto che deve pagare di tasca propria.

    Leggevo l’altro giorno il caso di un giovanissimo ciclista Padano che con una manovra incauta causò la morte di un’anziana ciclista, i cui genitori sono stati condannati a risarcire la famiglia dell’anziana 200 mila Euro:

    http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/10_maggio_7/ragazzino-bici-investe-anziana-famiglia-lastrico-1602974766174.shtml

  • phrantsvotssa 20
    01 giu 2010 alle 13:38

    Oramai da due anni sono un ciclista accanito. Per motivi di lavoro (arrivare sudato e non potermi docciare…) ho una bici elettrica, che uso ogni giorno e con somma soddisfazione…per altri trasferimento uso il car sharing…ho totalmente eliminato l’auto privata. Eppure…ogni giorno rischio di essere arrotato, le macchine mi suonano in continuazione, mi reputano un fastidio, addirittura la settimana scorsa un vigile mi ha chiesto assicurazione e libretto (non sto scherzando!) fino a quando ha chiamato la centrale per sapere come si doveva comportare…Credetemi continuo ad usare la bici solo perchè mentre la maggior parte della gente impreca chiusa in auto io passo avanti a tutti col vento nel viso, e perchè quando sento la gente che si lamenta del prezzo dell’assicurazione e della benzina…io me la rido alla grande…
    Ma sono convinto che un servizio di bike sharing a Palermo non funzionerebbe…insomma…siamo seri, avete visto come sono ridotte le cosidette piste ciclabili? Avete visto in via Lincoln come sono invase da venditori di mobili (palermitani! Non prendiamocela con i cinesi che rispettano la pista…loro hanno una grande cultura ciclistica!), avete visto come sono invase dai cassonetti? Avete visto come la pista viene usata come parcheggio in via Galilei? Nella stessa via Galilei sono stato curnutiato da un tizio che passeggiava in quel poco che restava della pista e quando hli ho fatto notare che di pista trattavasi e non di marciapiede, mi ha guardato senza capire di cosa parlavo.
    Ripeto…il bike sharing a Palermo non funzionerebbe. come non funziona il parcheggio del tribunale, come non funziona nulla nella nostra città. Evitiamo di sognare e andiamo un passo alla volta, che per il bike sharing di questo passo non ci basteranno neanche 30 anni!

  • aledeniz 174
    01 giu 2010 alle 14:48

    @phrantsvotssa:
    Il bike sharing a Palermo potrebbe tranquillamente funzionare da domani, basterebbe che a presidiare le strade ci mandassero l’esercito, non i vigili urbani …

  • phrantsvotssa 20
    01 giu 2010 alle 16:45

    In realtà basterebbe qualche vigile urbano di una città come Milano. Avete visto come i vigili vengono rispettati? Una volta mio cognato (milanese) ha ignorato il fischietto e al cazziatone della vigilessa sapete cosa ha fatto lei? Le ha fatto fare una revisione della patente con un controllo obbligatorio dell’udito!!! E sapeva benissimo che si stava parlando di nulla, di una frase detta di troppo….intanto a Milano i vigili si fanno rispettare, mentre i nostr, lasciamo perdere, del resto con un comandante che parla di pax mafiose… Sapete quante volte ho detto ai vigili di viale Lazio (davanti l’anagrafe ci sono sempre…e quanto lavorano, sono tutti sudati…praticamente fanno un tranquillo e rilassato struscio) che la pista di via Galilei era intasata…mi hanno sempre detto che non è di loro competenza…addirittura una volta mi hanno risposto che è di competenza della PS…

  • Metropolitano 3205
    01 giu 2010 alle 18:15

    aledeniz, riguardo quel problema di percorso io intendevo dire che da ciclista senza il portafoglio e senza l’assicurazione della bici non posso pagare neppure di tasca mia se per sbaglio vado ad accozzare contro un ostacolo fermo sulla pista (non un pedone), o che all’improvviso spunta perchè sta parcheggiando in maniera scorretta nel momento in cui si passa con la bici, più facilmente lungo i passi carrabili. I pedoni li evito, anche perchè ho la mia sede e non devo invadere quella dei pedoni. Se i pedoni camminano sulle mattonelle rosa suono la tromba della bici per avvisarli che sto percorrendo la sede ciclabile e nel contempo rallento.
    Se c’è il veicolo parcheggiato sopra, prima controllo se non arrivano pedoni sulla sede pedonale e poi purtroppo costretto come sono per colpa del trasgressore, passo per un istante sul marciapiede parallelo. Quando ho toccato con il piede il veicolo (poi non so se gliel’ho ammaccato o gli ho scheggiato qualche faro mentre passavo, ma non devo preoccuparmi perchè non sono assicurato con la bici e non pagherei nulla anche se lo dovessi incontrare) l’ho fatto per non invadere il marciapiede e fermarmi di colpo con i freni + il piede per attutire l’urto con la macchina pur di evitare di investire i pedoni che non c’entrano niente e che stavano camminando in quel momento dove ho trovato l’ostacolo.

  • Metropolitano 3205
    01 giu 2010 alle 18:28

    Anche se non c’è il rischio di colpirli perchè sono in movimento, alcuni camminano sulla sede ciclabile quando di spazio sul marciapiede cioè la sede pedonale ce n’è abbastanza. Quando il pedone sono io invece e devo attraversare per esempio l’incrocio Pacinotti/Giovanni Campolo, quello con i semafori a giallo lampeggiante per intenderci, controllo sia la strada che la pista, guardandoni da entrambi i lati se sulla strada arrivano macchine e analogamente sulla pista da entrambi i lati se sopraggiungono ciclisti, prima di andare sul marciapiede opposto. A volte capita che passa qualche ciclista, ma se quello sono io in prossimità degli snodi di attraversamento o degli scivoli rallento del tutto. Penso che anche gli altri ciclisti faranno così anche perchè si vede quando il tratto di pista ciclabile si interrompe all’altezza degli incroci.

  • aledeniz 174
    02 giu 2010 alle 14:18

    @Metropolitano:
    a parte il caso particolare che descrivi, quello che cercavo di farti notare è semplicemente il fatto che in generale se vieni coinvolto in un incidente, ed hai torto, se non hai l’assicurazione significa che devi pagare di tasca tua.

    Che l’assicurazione sia o meno obbligatoria non ha importanza.


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