13 mag 2010

La bici è di moda, quando… I° Parte


PISTE CICLABILI

Le piste ciclabili sono il sale di ogni città amica delle biciclette. Soprattutto nella fase iniziale e in quelle città dove il traffico motorizzato condiziona ogni genere di mobilità le piste ciclabili sono il primo intervento da attuare. Servono a far uscire dal guscio i potenziali ciclisti, quelli che per paura scelgono l’auto, i forzati dell’auto.

Il grande problema delle piste ciclabili è il costo e non è sempre facile reperire i fondi necessari. Ci sono vari modi di affrontare la città in termini di progettazione di piste ciclabili. E’ bene comunque avere un quadro urbanistico preciso: se la città si presenta a scacchiera con quartieri definiti si può pensare al concetto di rete ciclabile, primaria e secondaria, se viceversa si presenta una configurazione con un centro storico o una zona a forte rilevanza storico-urbanistica con quartieri periferici satellitari è bene considerare ipotesi di piste ciclabili a raggiera, lavorando nel centro storico con altri strumenti di moderazione della circolazione. Si può cominciare considerando il collegamento tra due nuclei dove forte è la richiesta di trasporto, ad esempio un quartiere fortemente popolato e l’area di concentrazione lavorativa che spesso coincide con il nucleo della città, oppure focalizzare l’attenzione su percorsi casa-scuola.

L’importante è che le piste ciclabili siano fatte bene, cioé che rispondano a requisiti di praticità, sicurezza e comfort. Una pista ciclabile mal costruita è come una sedia dove non ci si può sedere, è inutile e basta! Non si può esaurire in poche righe la complessa tematica relativa alla costruzione di piste ciclabili ma alcune indicazioni si possono comunque dare, come attenuare il più possibile la pendenza ed evitare tracciati lunghi e rettilinei. Non bisogna neppure eccedere nel verso opposto e fare di un percorso ciclabile una curva continua. Nel prevedere una pista ciclabile bisogna inoltre considerare un’opportuna illuminazione e una serie di elementi di arredo come spazi attrezzati di sosta, fontanelle e verde. Anche qui vale la regola dell’equilibrio: da evitare sono le siepi alte che nascondono alla vista, possono provocare senso d’angoscia nell’attraversamento e non di rado trasformarsi in punti d’agguato per borseggiatori e altro.

Un’ultima indicazione riguarda la larghezza. Una bicicletta può arrivare ad essere larga fino a 1,30 metri, di conseguenza una pista ciclabile in sede propria e a doppio senso di marcia non deve misurare meno di 3 metri. va poi presa in considerazione la possibilità del sorpasso o di diversa andatura nonché l’opportunità di procedere appaiati.


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16 commenti per “La bici è di moda, quando… I° Parte
  • tasman sea 20
    13 mag 2010 alle 12:54

    lele,
    il voto che do alle piste ciclabili a palermo e’ 4.
    a parte i cassonetti messi in mezzo al tracciato, i dissuasori (quelle sbarre che impediscono alle moto di entrare) dissuadono anche le bici. ogni 100 metri devi scendere e passare attraverso il check-in dei dissuasori. meglio andare in strada.
    quando mancano i dissuasori, c’e’ sempre una macchina posteggiata sullo scivolo.
    ma come si fa?
    alla favorita, dove ci vorrebbero, non ci sono…
    siamo solo all’inizio, lo so, ma la nostra citta’ non si smentisce mai.
    propongo di denunciare ogni singolo automobilista che impedisce ai ciclisti di pedalare. prendiamo nota delle targhe.

  • Portacarbone 70788
    13 mag 2010 alle 13:06

    anche se le piste ciclabili sono state realizzate con i piedi, c’è da dire che il grosso limite per la loro fruibilità è il palermitano stesso.

  • fatamorgana 255
    13 mag 2010 alle 13:29

    Interessante novità: si affronta il tema PISTE CICLABILI con approccio scientifico.
    Allora indico questo importante documento di progettazione di piste ciclabili redatto qualche anno fa dai tecnici della Federazione Nazionale della Bici, la FIAB:
    http://www.fiab-onlus.it/downl2/prezpist.pdf

    In questo documento tecnico di 17 pagine si trovano varie tipologie di piste ciclabili rappresentante graficamente in pianta e sezione, con dettagli di elementi essenziali che vanno presi in considerazione nella progettazione e cosa importantissima con i prezzi a Km realizzato.
    Teniamo in mente che essendo questo documento di qualche anno fa i prezzi vanno rivisitati aumentandoli di un 20-30%.
    Dalle varie tipologie di piste rappresentate nello studio FIAB emerge che una grossolana media a km realizzato ammonta a circa 100.000 euro.
    Quindi si deve considerare in maniera indicativa 100.000 euro per realizzare 1 km di pista ciclabile.
    A questo valore economico a km vanno aggiunte altre somme se si intende installare telecamere per un telecontrollo dello stato della pista ciclabile e per ragioni di sicurezza, dando così la possibilità alle autorità preposte di usare le registrazioni in caso di incidenti o atti di vandalismo alle strutture della pista (o multare facilmente un auto che parcheggia sulle stesse)!

    Un sistema di bike sharing pubblico da installare, oggi (2010) prevede inevitabilmente l’uso di telecamere, soprattutto per salvaguardare il bene pubblico, cioè le bici, le rastrelliere, le eventuali colonnine di ricarica in caso di bici elettriche che oggi vanno molto di moda e per le quali si ottengono incentivi statali al momento dell’acquisto.

    Sul tema ‘tipologia di pista’ da realizzare nei vari punti della città di Palermo si devono tenere in considerazione diversi elementi. Ad esempio se nel centro storico penso di realizzare una pista ciclabile, in via Alloro ipotizziamo, a questo punto data la sezione stretta della via in questione, come della maggior parte delle viuzze del centro, se penso che debba coesistere l’auto e la bici, devo immaginare i conflitti che possono scatenare la stessa coesistenza dei 2 tipi di mezzi di trasporto. Quindi fatta questa considerazione e immaginate le conseguenze, o decido che la via Alloro resta per il transito delle auto, o la destino esclusivamente al transito delle bici (avrà l’ass. Carta questo coraggio ?), spostando la percorribilità dell’auto in un altra via vicina.
    Questa è una veloce considerazione che vuole solo attirare l’attenzione sul fatto che pianificare la progettazione di piste ciclabili in una città come Palermo non è solo un giochetto da fare con penna e planimetria su un tavolo, e considerazioni in stile “figli dei fiori” quali voglio la pista ciclabile qua, e la’ e la’ e ancora qui!
    Nel momento in cui si progetta un tratto di pista ciclabile in una via, bisogna pensare contemporaneamente, e non dopo, alla coesistenza della pista con il traffico automobilistico. Vedere e immaginare le relazioni e poi tirare delle conclusioni che a seconda dei casi possono avere più svantaggi che vantaggi, nel qual caso si decide di abbandonare l’idea di pista ciclabile in quel tratto viario e si decide di passare ad un altra via.
    Poi se domani mattina ci annunciano solennemente che i 4 mandamenti del centro storico vengono totalmente pedonalizzati con una storica ordinanza municipale firmata da tutti gli assessori e da tutti i consiglieri (nel qual caso statua d’oro a tutti in prossimità di ogni rastrelliera di bici nelle piazze del centro), allora le valutazioni necessarie per individuare i tratti ciclabili diventano un gioco da scuola elementare.
    Ma siamo appena usciti dal film Wonderland, o abbiamo appena alterato gli stati coscienza con qualche droga, e quindi non vale.

  • Lele 6797
    13 mag 2010 alle 13:44

    @tasman sea, vivo anch’io a palermo, quindi tutto quello che hai appena citato lo so già e d è proprio per questo che desidero che cambi qualcosa.
    @fatamorgana, spero che la tua sia un battuta senza sarcasmo. questo articolo fa parte di una lunga serie, come informazione e magari possa anche spronare qualche imprenditore o politici a farsi carico nel far diventare la bici, moda, come è successo nel comune di ferrara.

  • fatamorgana 255
    13 mag 2010 alle 13:54

    Lele
    la mia battuta finale era solo riferita alla possibilità di escludere le auto dal centro storico con un ordinanza
    :-)

    Come vedi, ho fornito un contributo scientifico con il documento linkato, proprio perchè CREDO nella bici e voglio affrontare il tema con il giusto approccio.
    Ci credo alla bici, come questa gente qua di seguito:

    http://www.movimentofisso.it/biciclette_it.aspx

    http://www.lastazionedellebiciclette.com/news/index.php

    … per me la bici non è solo un mezzo di trasporto a due ruote, è uno status vivendi, una cultura di vita, una filosofia.

  • Lele 6797
    13 mag 2010 alle 14:07

    @fatamorgana, no mi riferivo all’inizio del tuo post…cmq, scusami, avevo capito male. concordo quando dici che la bici è uno status vivendi. sarebbe bello far diventare palermo una città come ferrara. mai dire mai…

  • Metropolitano 3355
    13 mag 2010 alle 15:46

    Alla Cala hanno dismesso un tratto di pista ciclabile sul curvone (in direzione Giackery/Ammiraglio Rizzo dietro la panineria The Navy, anche perchè la pista si immetteva nella zona del porticciolo dove stanno eseguendo dei lavori di ristrutturazione, pertanto dapprima inutilizzabile. Mi domando quando veramente si darà ampio spazio al mezzo meno in quinante che esiste in una delle città più inquinate d’italia. Le piste realizzate fanno ridere ma sono comunque meglio di niente. Quando il 20 Dicembre l’associazione PalermoCiclabile si riunì, hanno parlato di un’idea che rimarrà sulla carta purtroppo: di rendere tutta Palermo con le strade principali comprensive di piste ciclabili un po dappertutto dedicando una parte del marciapiede alle due ruote, anche a sede promiscua pedonale e ciclabile. Questo però resta un sogno, perchè per ora la priorità e collaudare quelle esistenti e impedire che gli indisciplinati vi parcheggino sopra pur di non spendere un euro per il parcheggio con custodia.

  • tasman sea 20
    13 mag 2010 alle 18:28

    si’, se vi ricordate, al curvone della cala paletti che separavano la strada dalla pista erano tutti scassati, come se ci fosse andato a sbattere un tir.
    pensate voi se in quel momento ci fosse stato qualcuno sulla bici. comunque ho sempre detto che la Tangenziale Italico andrebbe tutta messa in tunnel e basta.

  • huge 2219
    13 mag 2010 alle 18:48

    @tasman sea: la domanda è: quei paletti sono ancora li’ accartocciati a bordo strada, nelle stesse condizioni, se non peggio, da mesi?

  • Metropolitano 3355
    13 mag 2010 alle 19:01

    io ricordo che solo i primi 4 erano accartocciati, ma non passando spesso da lì, magari c’è andato ad accozzare sul serio un tir e li ha divelti tutti.
    Poi il tratto di pista che stava internamente al porticciolo non era percorribile per colpa del materiale che gli operai che stanno riqualificando il water front hanno posizionato sopra la corsia ciclabile.

  • turi77 110
    13 mag 2010 alle 21:25

    si ragazzi, quei paletti sono ancora lì e ancora accartocciati. A chi si dovesse trovare in bici da quelle parti consiglio di cercarsi un percorso alternativo, perchè quel tratto è veramente pericoloso. Pericoloso perchè questa non è una città a misura di ciclisti… anzi, una città così pianeggiante come la nostra è (e come) a misura di ciclista, ma il problema come sempre è la mentalità dei suoi abitanti.
    Chi vi scrive ha usato quotidianamente la bici come mezzo di trasporto e come svago per 6 anni…e credetemi: per le nostre strade ci vuole coraggio e sangue freddo!

  • tasman sea 20
    14 mag 2010 alle 5:15

    turi,
    l’ultima volta ci sono passato ad aprile, e tutti i paletti erano spariti.
    le cose sono due: o una mareggiata si è portata la pista ciclabile, o abbiamo degli amministratori di m.
    comunque spero che quella pista bersaglio dei tir fosse solo provvisoria, e che quella definitiva passi più vicino al mare, dve i requisiti di sicurezza (a parte l’ammaraggio) sono superiori che sulla statale 113.

  • samir 230
    14 mag 2010 alle 8:41

    @Turi77
    i paletti ormai da un pò non ci sono più…..finalmente li hanno tolti tutti!!! era una vergogna vedere questi paletti tutti divelti oltreché neri di “GRASCIA”…immagino i turisti….

    la pista in quel tratto si interrompe (lavori alla cala)
    nella zona dell’ucciardone ci sono vai paletti divetli e MAI sostituiti!!!! dove generalmente stazionano le prostitute.

    e quei pochi paletti rimasti o sono tutti neri e luridi oppure sono vuoti, c’è solo lo scheletro, mancano della tabella con su scritto “pista pedo-ciclabile “mondello-via messina marine” comune di palermo ecc ecc….

    ma poi NON mi risulta che ci sia un percorso continuo da mondello fino in via Messina Marine!!!! alla favorita si interrompe!!! non c’è pista..!!..non è segnata non c’è niente….alla cala è stata cancellata…in via montepellegrino non ESISTE!!!!….ma con quale coraggio si fa intendere che esiste un percorso continuo….da mondello a via messina marine!!! è FALSO!!!

  • tasman sea 20
    14 mag 2010 alle 9:35

    sì. è vero, le piste ciclabili esistono solo sulla carta. a proposito di carta…
    che ne pensa il nostro amico al centro storico?
    i pochi tratti spezzettati non consentono condizioni di sicurezza (è più sicura la strada) e regrediscono come spiagge all’acqua e al vento.
    le macchine invece aumentano.


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