20 nov 2009

Termovalorizzatori, si ricomincia da capo


Dopo sette anni ed un nulla di fatto, si ricomincia da capo, bisogna riprogettare il “piano termovalorizzatori” e gestione dei rifiuti in Sicilia. Il vecchio piano, datato 2002, prevedeva la costruzione di quattro termovalorizzatori nelle città di Palermo (nella zona di Bellolampo), a Catania (presso Paternò), ad Agrigento (presso Casteltermini) e a Siracusa (presso Augusta). 

La gara di appalto venne vinta da due aziende, la Actelios (del gruppo Falck) per Palermo, Agrigento e Siracusa; mentre per Catania la gara venne vinta dalla Waste Italia, si tratta di grosse aziende specialiste nel settore. Dopo aver ricevuto le licenze, preparato i progetti e scavato i primi sbancamenti relativi ai lavori di costruzione la commissione europea, tramite sentenza, ha reso nulli gli appalti. Questa situazione ha creato svariati problemi tra la Regione e le due aziende che hanno cominciato a chiedere rimborsi per una somma complessiva vicina a 220 milioni di euro.
La successiva gara proposta dalla Regione è andata deserta perché, le aziende vincitrici avrebbero dovuto pagare, alle precedenti vincitrici, la somma richiesta. Inoltre erano state effettuate nuove modifiche al piano, invece dei quattro grossi inceneritori si pensava di costruirne nove, di dimensioni più contenute, uno per ogni provincia. Adesso si torna indietro, la Regione e le due aziende sono tornate a dialogare, nell’interesse comune hanno preferito seppellire l’ascia di guerra e trovare un compromesso. Adesso, però, il piano del 2002 sembra essere troppo obsoleto, quindi il presidente Lombardo ha dato il via ad una commissione di esperti e tecnici, che in 45 giorni dovrà rivalutare il piano e proporre delle modifiche e nei 15 giorni successi la giunta dovrà approvare le modifiche. Bisognerà quindi attendere la fine dell’anno per capire se gli inceneritori saranno i quattro previsti inizialmente oppure i nove proposti in seguito.

In ogni caso il tempo stringe, i tecnici hanno valutato che l’attuale capacità delle discariche siciliane potrà servire fino alla metà del 2011, tramite delle proposte di ampliamento si potrebbe arrivare sino al 2014, ma entro quella data devono essere pronti i termovalorizzatori, altrimenti sarà il collasso. La raccolta differenziata può aiutare a diluire i tempi, ma non è una soluzione a breve termine, potrà esserlo a lungo termine, soprattutto perché passare dalla risibile quantità attuale alla proposta “Zero Waste” (zero immondizia, in pratica il riciclaggio totale), è impossibile in così pochi anni. Potrà essere una soluzione a lunghissimo termine, considerato che la California (una delle aree al mondo con più alta percentuale di riciclaggio) spera di arrivare allo “Zero Waste” per il 2020. E non si tratta soltanto di un aumento delle materie riciclate, bensì un intero cambio di vita per le persone, che dovrebbero anche imparare a cambiare i propri consumi e i propri acquisti, a comprare e cucinare solo il necessario, a riutilizzare e riparare gli oggetti invece di sostituirli.

I termovalorizzatori vengono visti spesso come mostri distruttori dell’ambiente, ma sono molto diffusi nelle nazioni che curano particolarmente l’ambiente. Per darvi un po’ di cifre in Svezia circa il 45% del rifiuto viene incenerito, in Svizzera quasi il 100%, in Danimarca circa il 50%, in Germania circa il 20% ne fanno largo uso; in Olanda circa il 33% del totale. Sulla loro pericolosità la comunità scientifica è profondamente divisa, ma le strutture nuove a norma con le leggi europee vigenti vengono considerati molto sicure. La raccolta in discarica è una tecnica ampiamente più inquinante, quello che viene gettato filtra nel terreno e inquina tutte le falde acquifere che incontra facendolo poi disperdere nel terreno.


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57 commenti per “Termovalorizzatori, si ricomincia da capo

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  • Metropolitano 3205
    21 nov 2009 alle 13:14

    Una paura ce l’ho, non certo che il termovalorizzatore inquini più di due automobili, ma che Lombardo fallisca un’altra volta. Conoscendo questo personaggio c’è poco da sperare… ad ogni modo in bocca al lupo con un nuovo appalto…

  • SalvatoreB 136
    21 nov 2009 alle 16:30

    La sicilia produce da sempre più energia di quella che consuma, non abbiamo bisogno di nessuna centrale nucleare.

  • IoGomesio 273
    21 nov 2009 alle 16:48

    avete idea di quanti denari e di quanto tempo ci sia bisogno per costruire una centrale nucleare? per non parlare dei costi in termini di inquinamento (sì, si producono pochissimi chili di rifiuti, ma di questi pochissimi chili non si sa bene cosa farsene, oltre a essere altamente pericolosi) e di ansia della popolazione. Dovete capire che ormai si dovrebbe UNICAMENTE investire sulle fonti di energia eco-sostenibili, ovvero sia sulla loro “attuazione” sia sulla ricerca scientifica in merito.. Ma finchè non si prenderanno nemmeno lontanamente in considerazione le tecnologie VERAMENTE nuove, e le ipotesi VERAMENTE innovative (vedi riciclaggio, fotovoltaico, eolico, energia proveniente dallo sfruttamento delle maree o dello spostamento umano -avete capito bene, qualche anno fa ho letto da qualche parte che alla stazione londinese di Liverpool Street si pensava di sfruttare il continuo viavai di persone inserendo degli immagazzinatori di energia nei marciapiedi o qualcosa del genere-), dicevo, finchè non si capirà tutto questo rimarremo sempre bloccati a danneggiare noi e il mondo in cui viviamo. Tra parentesi, diventando sempre più poveri.

  • marcozs 361
    21 nov 2009 alle 16:53

    Ad Agrigento hanno sostituito la tarsu con la tia, poi hanno creato dei centri per la raccolta differenziata.
    Chi porta plastica, carta etc. ottiene uni sconto sulla tia per ogni kg di materiale raccolto.
    Il passaggio alla tia è stato un successo, tanto che hanno dovuto aprire un sesto centro mobile per la raccolta differenziata perchè la gente “assaltava” i 5 già esistenti.
    Inoltre il comune aveva firmato un contratto per far svuotare la differenziata da questi centri solo due volte a settimana.
    Ora dovranno firmare un nuovo contratto per farli svuotare tutti i giorni, tanto è il materiale apportato dai cittadini.
    Sulla centrale nucleare (a parte che non ne abbiamo bisogno perchè produciamo più energia di quella che consumiamo) non capisco perchè la sicilia deve essere il munnizzaio d’italia (vedi petrolchimico di gela, di augusta, rigassificatore di porto empedocle etc.).
    Blu notte ha dimostrato che i francesi le scorie le buttano in mare perchè non sanno che altro fare.

  • matteo88 156
    21 nov 2009 alle 20:27

    Ciao ragazzi
    vi lascio due link assolutamente da vedere su una nuova tecnologia (THOR) tutta italiana per lo smaltimento dei rifiuti, senza alcuna emissione di sostanze inquinanti. Io personalmente penso che si dovrebbe investire su questa tecnologia e renderla attuabile al piu presto.
    In poche parole il THOR non brucia le sostanze ma le comprime facendole diventare polvere sottilissima, e separando da se tutti i materiali (prescindendo così dalla differenziata che come sappiamo a Palermo funziona poco).
    Questa polvere può poi essere utilizzata come carburante. Inoltre il THOR costa 10 volte meno di un inceneritore per la sua costruzione, e circa la metà per il suo mantenimento.
    A mio parere bisognerebbe solo fare degli studi su questo carburante e vedere quanto inquina (se fosse al pari del petrolio si potrebbe benissimo usare questo, facendo in modo che i rifiuti diventino una risorsa!!! e non dovremmo più dipendere dalle grandi multinazionali petrolifere)

    Video
    http://www.youtube.com/watch?v=vo7glUJAREk

    Dati su THOR
    http://www.hopfrog.it/content/alternative-agli-inceneritori-thor-cnr-una-buona-soluzione-al-problema-rifiuti

    PS: spero che apriate una discussione su questo, poichè potrebbe essere anche un’arma per risollevare l’economia.

  • huge 2128
    21 nov 2009 alle 20:30

    L’unico vero e grave problema delle centrali nucleari è la produzione di scorie.
    Se si sapesse come smaltirle in modo sicuro per l’ambiente non avrei alcun dubbio sull’impiego del nucleare.
    Parlando di nucleare siamo però OT. Tornando in tema, quanto detto da marcozs riguardo al sistema impiegato ad Agrigento, credo sia non solo una soluzione semplice e intelligente, ma anche l’unica perseguibile in una terra priva di senso civico come la nostra. Se la gente vede un ritorno economico anche minimo, si ci butta a pesce senza pensarci due volte.

    @Marcozs, come funzionano esattamente questi centri?
    Le persone portano lì i loro rifiuti e che fanno? Li pesano per tipo e la quantità conferita viene registrata da qualche parte per poter poi calcolare lo sconto sulla tassa?
    Le operazioni di “pesatura” come avvengono? Si consegna l’immondizia a un addetto che provvede all’operazione? Controllando anche che per fare peso nella plastica non ci abbiano infilato un paio di mattoni in cemento?

  • marcozs 361
    21 nov 2009 alle 20:55

    ogni cittadino che paga la tia può chiedere il rilascio di un tesserino con banda magnetica.
    i rifiuti si possono portare in uno dei 6 centri di raccolta (uno è mobile), poi vengono inseriti in una specie di macchina che li pesa e li ingoia.
    la macchina è in grado di riconoscere il tipo di mariale ingoiato, e comunque ci sono sempre i dipendenti dell’ato che controllano che nessuno butti pietre dentro.
    il peso del materiale viene registrato automaticamente perchè l’utente è riconosciuto grazie al tesserino.
    l’anno successivo si ottiene uno sconto sulla tia in base ai kg di materiale conferiti.
    in poche settimane la gente ha preso d’assalto i centri e per depositare ora si fa la fila.
    le campagne di sensibilizzazione non servono a nulla, lo sconto sulla tia si.

  • huge 2128
    21 nov 2009 alle 21:05

    Infatti. Sarebbe una soluzione efficacissima, che farebbe tra l’altro presa su tutte quelle fasce sociali che di solito sono meno attente a questi problemi.
    E il costo di una simile iniziativa sarebbe veramente limitato. Qualcuno l’ha mai proposto all’AMIA? Sembrerà banale, ma magari non ci hanno mai pensato e basterebbe che qualcuno gli mettesse la pulce nell’orecchio.

  • marcozs 361
    21 nov 2009 alle 21:38

    secondo me si potrebbe partire in via sperimentale con un centro raccolta per ogni circoscrizione.
    man mano che si aumentano i centri si tolgono i cassonetti dalle strade.
    p.s. l’ato gesa da pure le compostiere gratis a chi ne fa richiesta per riciclarsi in casa rifiuti organici.
    non stiamo parlando di salisburgo ma di agrigento, possibile che nessun dirigente amia possa fare un salto all’ato gesa?

  • huge 2128
    21 nov 2009 alle 21:48

    E’ una cosa che, volendo, si potrebbe far partire in alcune zone in un mese.
    Io inizierei con i quartieri popolari. Zen, Borgo Nuovo, Cep, Bonagia, Brancaccio. E come ad Agrigento impiegherei un’unità mobile che inizialmente avrebbe un duplice effetto, far conoscere alla gente il servizio (sarebbe una sorta di pubblicità ambulante) e renderlo il più semplice possibile in modo da invogliare a fare la raccolta. Si potrebbero stabilire ore e giorni in cui il mezzo o i mezzi adibiti passeranno da determinate zone, così che la gente saprà quando farsi trovare pronta.

  • AlexC 1
    21 nov 2009 alle 23:18

    Sono un chimico e mi sono occupato di inceneritori.
    Alcune cose vanno puntualizzate:
    a) non esistono tecnologie di trattamento rifiuti “pulite”
    b) gli inceneritori di rifiuti trasformano questi in frazioni gassose e solidi (scorie)
    c) non è affatto vero che con l’incenerimento si risolve il problema e si eliminano le discariche: le scorie sono altamente tossiche e vanno smaltite in discariche speciali
    d) le frazioni volatili (che oltretutto contengono gas serra) sono quasi sempre accompagnate dalla presenza di diossina, specialmente se non si provvede ad allontanare i composti clorurati dai rifiuti
    L’unica vera alternativa è PRODURRE MENO rifiuti, RICICLARE quando possibile e incenerire soltanto quei rifiuti speciali (ad es. reflui ospedalieri) difficilmente trattabili.
    O altrimenti mettiamo nel conto che saremo esposti certamente ad una maggiore incidenza di gravi malattie… e amen!

  • IoGomesio 273
    22 nov 2009 alle 20:55

    matteo88, l’ho letto io: ho appena visto il video e mi appresto a leggere anche l’articolo, ma sono curioso di capire in che modo le ceneri di TUTTI I TIPI DI RIFIUTI una volta bruciate non rilascino diossina o metalli. A tal proposito, avete mai sentito parlare dell’etanolo di canapa? Ma qui andiamo off topic..

  • IoGomesio 273
    22 nov 2009 alle 21:19

    ok, ho letto anche l’articolo: tutto chiaro, meno una cosa (la più importante, credo), ossia: durante la meccano-raffinazione vengono separate le componenti inquinanti dei materiali di scarto (i rifiuti) da quelle non inquinanti e dunque utilizzabili ai fini della creazione di questa polvere combustibile, giusto? Bene: e queste sostanze inquinanti che fine fanno? Dove vanno a finire? Scompaiono? Mi pare difficile, non credete?

  • matteo88 156
    22 nov 2009 alle 22:24

    beh ovviamente io non sono un tecnico, per cui non so dirti molto. ma tempo fa mi ero informato molto sull’argomento e quello che avevo capito era questo: dato che nulla viene bruciato, non c’è alcuna emissione di sostanze inquinanti (viene rilasciato solo vapore acqueo). Però come hai detto tu queste sostanze esistono all’interno dei materiali e da qualche parte devono pur finire.
    A tal proposito ti invito a leggere il post del 22-gen-2008 ore 12.57 di questa pagina.
    http://www.meetup.com/Il-Grillo-di-Palermo/boards/thread/4079223/10/

    Come vedrai l’argomento era stato trattato dal meetup di palermo. Purtroppo sono tantissime pagine e quindi non riesco a leggerlo tutto adesso, ma lo farò in questi giorni.
    In ogni caso, considerando che è un macchinario sperimentale il Comune potrebbe chiedere di provarlo e magari la regione farci qualche studio sopra….insomma penso sia una cosa abbastanza interessante.

    PS: Paolo Plescia (menzionato nel link) è l’inventore del THOR, e nella pagina precedente a quella del link che ti ho dato, sta scritto in rosso il suo recapito telefonico e la sua mail.

  • Antonio Beccadelli 0
    03 dic 2009 alle 18:03

    Siamo sicuri che il mastodontico impianto previsto a Bellolampo sia veramente un termovalorizzatore e non un semplice inceneritore? Non vorrei che diventassimo – come Sicilia – bruciatori di spazzatura altrui ripetendo dopo decenni e sotto forme diverse l’errore fatto a Gela con la costruzione del petrolchimico.

    Trovo assai interessante e, secondo me, da incoraggiare il “progettoThor” (post #45) che risale ad almeno un paio d’anni fa, ma che – quasi ovviamente nelle italiche plaghe! – non ha ancora avuto la notorietà che pure meriterebbe.


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