19 giu 2009

La “Fiera del mediterraneo” lascia un vuoto da colmare


Il 2009 è stato il primo anno in cui non si è svolta la canonica "Fiera del Mediterraneo" a Palermo. Un appuntamento che negli ultimi anni ha visto sempre meno visitatori per la monotonia e ripetitività dell’offerta.

Poca vivacità imprenditoriale, pochissime novità che non rispecchiavano per nulla la settorialità di una "fiera" degna di tale nome.

Il tutto condito da un ennesimo dissesto finanziario che ha portato alla scomparsa di questo evento.

E adesso?

L’area ai piedi del Monte Pellegrino fa gola a molti. Si è parlato di una riconversione urbanistica a zona culturale, a zona residenziale. Sopratutto questa ipotesi è quella più discussa, e anche la più preoccupante.

Lo spauracchio della speculazione edilizia è dietro l’angolo, e la possibilità di veder sorgere palazzi interminabili in una zona ambita della cità è viva.

Cosa vedreste meglio all’interno di questo perimetro nel futuro prossimo?

 


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37 commenti per “La “Fiera del mediterraneo” lascia un vuoto da colmare

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  • Daniele 444
    19 giu 2009 alle 21:43

    Cioè .. la fiera del Mediterraneo, nonchè della 5 città d’Italia verrà fatta a Villabate? .. io sono senza parole .. boh

  • Metropolitano 3205
    20 giu 2009 alle 0:15

    Se è vero che la nuova fiera sorgerà a Villabate cioè fuori dal centro urbano, il biglietto per la metropolitana non sarà di 1,20€ e la fermata non sarà più Fiera della linea B.
    Come accadde per la nuova fiera di Milano a Rho, dove il biglietto della metro A è extraurbano e più costoso.

    Ovviamente prima di essere ottimista mi viene spontaneo chiedere una cosa: fuori il progetto della nuova fiera ! Per favore…

  • saandur 16
    20 giu 2009 alle 0:49

    Signori…
    non fatevi prendere da troppi entusiasmi e ragioniamo!
    Nuovi padiglione dell’università , bellissimo se non fosse logisticamente un disastro!!
    Tutte le città che seguono un piano armonico di sviluppo collocano tutte le opere di interesse primario (ospedali, università, impianti sportivi) a ridosso di importanti arterie di comunicazioni (tangenziali o autostrade).
    Tempo fa ho avuto il piacere di parlare con l’ingegnere che ha progettato l’ospedale San Raffaele di Cefalù alias hotel 5 stelle.
    Ebbene mi confidò che alla fine degli anni 80 si valutò la possibilità di dotare la città di Palermo di una struttura ospedaliera (nuovo Civico) all’avanguardia e servita da importanti vie di comunicazione.
    Vi rendete conto del posizionamento attuale dell’Ospedale Civico (Policlinico
    + Cimitero)!
    Sapete cosa è stato realizzato nell’area che era stata individuata?
    Il CARCERE DEI PAGLIARELLI!!!!!!
    Un saluto a tutti e buonanotte.

  • Davide Epifanio 0
    20 giu 2009 alle 1:11

    Costruiamoci 2 grattacieli!!! e attorno verde e verde ancora..riqualificare quell’area è di fondamentali importanza prima che diventi una zona chiusa e abbandonata ai più, ma non ai tossicodipendenti e bambini disperati in cerca di campetti di calcio

  • Jimmy Reptile 0
    20 giu 2009 alle 2:31

    Non per fare il pessimista ma non credo ci siano privati o enti pubblici in grado di rilevare l’intera area e investire per realizzare un quartiere culturale o riqualificarlo (do per scontato che un’eventuale nuova fiera verrà fatto in un posto più consono) quindi credo che la soluzione a breve termine sia “spezzettarlo” e realizzare qui un parco, li un campo giochi, poi un ufficio e ancora un parcheggio…..
    In realtà soldi permettendo si potrebbe chiudere il parco della favorita riqualificarlo a parco cittadino (via la strada asfaltata e realizzare percorsi naturistici-zoologici) e nella zona della fiera realizzare un parcheggio di scambio e la stazione per i tram (o altro mezzo elettrico) che possa attraversare il parco e collegare la città a mondello, oltre a quello nella zona in questione si potrebbe realizzare sempre collegato al parco della Favorita tutte le strutture di supporto quali uffici, un presidio medico ristorazione, campi sportivi ecc…insomma per fare della Favorita il nostro Hyde Park (in fondo le dimensioni ci sono)

  • IoGomesio 273
    20 giu 2009 alle 12:00

    Cammarata dici che non ha fatto niente, che non ha colpe? effettivamente, mischino, che c’entra lui con il crollo di Palermo? Lui era semplicemente al Country a giocare a tennis e a bersi uno spritz, che ne poteva sapere?

    Università privata? così non si sostiene la lotta per la pubblica istruzione e la libertà della ricerca. Così si dissangua ancora di più l’università pubblica, sottintendendo quasi che in realtà SE NE PUò FARE A MENO.. è facile con i soldi dei privati fare progetti e quant’altro, ma in questo momento preciso è l’istruzione svincolata da qualsiasi secondo fine od interesse economico a dover essere supportata.

    per quanto riguarda tutti gli altri progetti, appoggio tali proposte. Tuttavia, qualora non si potesse scongiurare il pericolo case popolari, si potrebbe (nel mondo dei sogni, ma che ci costa sognare?) creare in quell’area un mini-quartiere all’avanguardia, come quello di BedZED a Londra ( ecco un link per chi ne volesse sapere di più http://www.csr-news.it/index.php/2008/03/20/bedzed-a-londra-il-primo-eco-quartiere-energeticamente-autosufficiente/ ); inutile dire che sarebbe un diamante incastonato nella pura cacca palermitana, anche se comunque diventerebbe un punto di partenza per ogni sviluppo verso qualcosa di buono relativamente all’ecosostenibilità; credo che Palermo diventerebbe (almeno in parte) una città all’avanguardia.

  • Paco 7942
    20 giu 2009 alle 14:56

    @ daniele, non capisco che c’entra se la fiera verrà spostata a villabate, nelle città moderne avviene così, le grosse manifestazioni fierisitiche si trovano nelle periferie cittadine, in una città metropolitana questo è la norma.

    @IoGomesio, le università private portano soldi, studenti da mezza italia, ricerca, cultura e concorrenza al pubblico che per risposta deve migliorare i suoi standard.

  • IoGomesio 273
    20 giu 2009 alle 16:37

    Paco, non ci siamo: le università private sono IL DIAVOLO. in generale l’istruzione privata è il diavolo, specie quando INSPIEGABILMENTE deve ricevere più fondi e sovvenzioni dallo Stato di quanto ne riceva quella pubblica; specie quando è (per forza di cose) affiliata ad aziende che sovvenzionano solo ciò in cui vedono profitto (quindi chimica, farmacia, medicina, ingegneria, forse giurisprudenza: le altre facoltà non fruttano, quindi cazzi loro) e soprattutto SOLO CIò CHE DICONO LORO (e qua ci puoi mettere in mezzo tutto quello che vuoi, perchè se un istituto è privato, il “proprietario” può giustamente decidere di fare fare SOLO e SOLTANTO quello che dice lui: metti che io voglia fare una ricerca su una cosa che al “proprietario” non piace o non conviene? che cosa faccio?); e SOPRATTUTTO, se l’unica alternativa al privato è un pubblico cui non arrivano più fondi e sovvenzioni per una decisione TUTTA STATALE, questo fallirà, e in uno stato democratico ciò è INAMMISSIBILE. le università private sono sinonimo di classismo. Finchè l’università pubblica non si potrà materialmente migliorare, non ha senso investire su quella privata con l’idea di una concorrenza che tende ad alzare gli standard

  • Daniele 444
    20 giu 2009 alle 16:57

    Beh, Villabate non è proprio periferia di Palermo .. anche se, effettivamente, siamo sempre nell’area metropolitana della città ..

  • Federico II 80
    20 giu 2009 alle 19:23

    Ma anche se la fanno a Bagheria o a Santa Flavia non c’è nulla di scandaloso. Il territorio dell’attuale comune di Palermo è quasi saturo, e magari se la fiera la vogliono fare degli imprenditori, questi trovano più semplice farla in un comune della provincia che nel comune di Palermo vero e proprio. E poi Daniele ci sono comuni come Villabate che sono dei veri e propri quartieri della città, dato che ci abitano quasi tutti palermitani che poi la mattina vengono in centro a lavorare.

  • marcozs 361
    20 giu 2009 alle 19:34

    @ Iogomesio: non c’è classismo, negli usa le università sono per la maggior parte private, e sono l’unico stato occidentale ad avere un presidente nero. In Italia non sarebbe mai possibile.

    Se il privato deve formare una persona intelligente ma povera la finanzia, perchè sà che potrà essere un bene per la sua organizzazione.

    Nelle nostre università si insegna solo aria fritta, tutta teoria, si imparano i libri a memoria come 30 anni fà e poi nella pratica non si sà fare un cazzo.
    I collegamenti con le aziende vengono sempre visti con sospetto, non sia mai che la ricerca faccia qualcosa utile per il business.
    Poi però casualmente i giovani sono disoccupati.
    Studiare astronomia sarà anche bello, ma di stelle non si campa.

    Dal canto mio spero che ci facciano una business school tipo bocconi, ma naturalmente la mia è una opinione di parte.

  • Paco 7942
    20 giu 2009 alle 21:34

    Anche io spero in qualcosa come la bocconi, la Bocconi a Milano porta enormi benefici. A parte che l’università privata, in quanto tale, si autofinanzia, quindi non ruba soldi alle università pubbliche, ma a differenza di queste deve attirare studenti offrendo una migliore qualità.

  • huge 2128
    20 giu 2009 alle 23:04

    @marcosz, in riferimento alla frase “studiare astronomia sarà anche bello, ma di stelle non si campa”, mi dispiace dirlo, ma simili affermazioni denotano totale miopia e soprattutto il non avere la più pallida idea di cosa significhi fare ricerca scientifica. Se tutti ragionassimo così ci ritroveremmo ancora all’età della pietra. Senza ricerca pura non si va da nessuna parte. Secondo te allora andrebbero chiusi anche il CERN a Ginevra, i laboratori del Gran Sasso, cancellate il 90% delle missioni spaziali, ecc. ecc.? E’ chiaro che la ricerca pura va affiancata alla ricerca applicata. Ma non si può fare ricerca solo su ciò che può avere un ritorno economico. Significherebbe la morte della scienza.
    E in questo senso è fondamentale che quando si parla di finanziamenti privati alle università bisogna essere molto cauti. Ben vengano i finanziamenti, ma non a discapito della libertà di ricerca.
    In questo senso le università americane sono un ottimo esempio.
    Certo è che non è banale esportarne il modello in Italia. E’ un modello che fa del suo punto cardine il merito, non le amicizie o le parentele come avviene da noi.
    In ogni caso il problema delle università in Italia non riguarda certo i corsi di studio. La preparazione degli studenti italiani, almeno negli ambiti scientifici, è generalmente di prim’ordine, fatto riconosciuto in tutto il modo, visto che le università straniere sono ben contente di ospitare giovani laurati italiani per un dottorato o per posizioni post-doc.
    L’università diventa pessima se invece si decide di proseguire gli studi dopo la laurea. E’ vero che spesso mancano strutture e laboratori e fare ricerca diventa un’impresa ardua. Ma non scordiamoci mai che, pur in queste difficili condizioni, si ottengono comunque risultati importanti.

  • auri 8
    21 giu 2009 alle 17:30

    La nuova fiera del mediterraneo non è prevista a Villabate, bensì in via Laudicina, vicino al forum palermo, cioè nel comune di Palermo.
    Invece al posto dell’attuale Fiera del Mediterraneo potrebbero fare un centro commerciale all’aperto in stile hollywodiano con parcheggio interno, e credo che questa sia la previsione.

  • marco70 52
    22 giu 2009 alle 16:49

    io farei della fiera se demoliscono i padiglioni un bel parco verde con annessi bike e skate park x i giovani cosi i ragazzi vorranno sfogarsi da quelle parti


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