Segnalazione
30 dic 2016

La stazione di Sant’Erasmo

di belfagor

La stazione di Sant'Erasmo  è stata, fino al 1953, la Stazione terminale della linea a  scartamento ridotto Palermo- Corleone - San Carlo. Fu per più di mezzo secolo, per tanti abitanti della provincia, la porta d’ingresso alla città. E ancor oggi , molti ricordano questa linea ferroviaria, una delle prime costruite in Sicilia. L'idea di tale linea nacque alla metà dell'ottocento, per alleviare la precaria viabilità   dell’entroterra palermitano . La mancanza di strade, degne di questo nome, rendeva  molti paesi della nostra provincia quasi isolati. Ma la costruzione del percorso e della stazione iniziarono solo  nel1884.  La linea, o meglio il primo tratto, fu inaugurata  il 20 dicembre 1886; La linea era molto trafficata ed era il mezzo più usato  per Corleone, Misilmeri e per i tanti paesi dell’ hinterland  fino agli anni 50.  Ma nonostante questo nel 1953 la stazione venne chiusa e il capolinea spostato  alla Stazione di Acqua dei Corsari. Si tratto di una scelta cervellotica e determino non soltanto la fine di tale linea ferroviaria ( la Stazione di Acqua dei Corsari era troppo periferica rispetto a quella di Sant’Erasmo) ma anche il declino della Borgata di Sant’Erasmo che dopo l’abolizione della stazione cominciò  rapidamente a degradare.   Rimase attiva solo il vicino deposito delle locomotive. Ma nel1959, a causa del crollo del numero dei passeggeri, la linea venne chiusa definitivamente e di conseguenza la stazione e il deposito  non vennero  più utilizzati. Un'altra conseguenza di tale scelta fu quella di favorire la speculazione edilizia selvaggia degli  anni 50-60 di Palermo. Infatti la costa sud , senza la linea ferrata e le varie stazioncine intermedie,  fu utilizzata come discarica di tonnellate di terra di risulta, un vero regalo per i vari palazzinari legati alla mafia e a una certa politica collusa a tali interessi criminali.. Ubicazione La stazione si trovava accanto al Porticciolo di Sant’Erasmo, nella parte ovest  della  foce del fiume Oreto, quindi molto vicina al centro città dell'epoca e alla Stazione Centrale.   La scelta di abolire tale Stazione fu fatta ufficialmente  nell’ottica di favorire il trasporto gommato e dall’idea che le linee ferroviarie interne, soprattutto quelle a scartamento ridotto, fossero ormai destinate a scomparire. Inoltre , per mantenere tali linee occorreva sostituire le locomotive ( ancora a carbone) con quelle diesel o elettrificare la linea, scelte che comunque avrebbero comportato investimenti cospicui , cosa che le Ferrovie dello Stato non avevano intenzione di fare.. Caratteristiche La stazione di Sant'Erasmo era  posta a cavallo alla foce del fiume Oreto e divisa in due sezioni: A)   La parte ad ovest del fiume Oreto, quella più vicina al porticciolo, era la parte destinata al movimento passeggeri e merci. Vi si trovavano il l’Edificio viaggiatori e gli uffici, la pensilina e il Magazzino merci B)   Dall’altra parte del fiume  ( lato est)vi erano  il  Deposito locomotive, con tre binari, le Officine, i magazzini e la Sala mensa per il personale. C)   Le due sezioni della Stazione erano collegati da un ponte di ferro a travata unica, che si trovava accanto al Ponte di Mare. Il fascio  dei binari era composto di due binari principali e da quattro binari tronchi (uno di questi binari tronchi serviva un piccolo molo dove trovava posto un piccolo cantiere navale.)  I  due binari principali si univano poco prima del ponte in ferro che scavalcava la foce del fiume.Oreto. Subito dopo il ponte i binari tornavano a dividere in due tronconi che proseguivano costeggiando la strada fino alla  stazione di Acqua dei Corsari.. Successivamente alla chiusura della linea tutta la parte di edifici ferroviari ad ovest dell'Oreto  fu rapidamente demolita. Oggi di tutti questi edifici non rimane più niente, Al  loro posto sono stati costruiti alcune baracche abusive e tutta la zona si è  degradata rapidamente. La parte est invece, dove si trovava il deposito delle locomotive, fu salvata della distruzione e in seguito recuperata. Oggi al posto di tale  deposito c’è  l’ Ecomuseo del mare. La cosa strana è che della Stazione Ferroviaria p.d. ( e cioè il Fabbricato passeggeri , la pensilina e il Magazzino merci) non solo non è rimasto niente ma, sembra che non esistano nemmeno delle foto . Considerando che fino al 1953 tale stazione era pienamente funzionante come è mai  possibile che non esista una sola foto di tale struttura? C’è qualche amico che possiede qualche foto di tale edificio? Eppure nell’immaginario collettivo, non solo dei palermitani, la Stazione di Sant’Erasmo è ancora ricordata. Certamente c’è ancora gente, a quell’epoca molto giovane, che ha viaggiato in questa tratta ferroviaria e sicuramente ricorda questa stazione. Inoltre per molti abitanti della provincia, la Stazione di Sant’Erasmo era l’ingresso alla città. Oggi quei luoghi, un tempo pieni di vita  e di attività commerciali, sono abbandonati al degrado e alla sporcizia. Brutta fine per quella che per molti siciliani era la ….Porta di Palermo.  

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Segnalazione
09 ago 2016

S.P. 77 bis : la strada ” scomparsa”

di belfagor

La Provincia Regionale di Palermo ( attuale Città Metropolitana di Palermo) tra i suoi compiti, pochi per la verità, si dovrebbe occupare della manutenzione delle strade provinciali. Tali strade si snodano per circa 1598 Km, più del 50% della rete stradale complessiva della provincia. ( 2624Km ). Di questi 1598 Km, quasi 80% è in condizioni critiche. Molte sono chiuse al traffico per “lavori” infiniti”, altre sono ormai ridotte a trazzere , che mettono a dura prova anche gli ammortizzatori dei più robusti fuoristrada. In alcuni casi la strada è “ scomparsa” , inghiottita da burroni o frane, come nel caso della S. P. 53, nel tratto compreso da tra Alia e Sclafani Bagni , dove a un certo punto il povero automobilista si trova davanti a sé un burrone non segnalato. Esilarante poi quanto si registra sulla provinciale 4 che collega Corleone a San Cipirrello: qui la strada, ridotta a una trazzera, è stata ripristinata autonomamente dagli abitanti della zona, impossibilitati a raggiungere i proprio appezzamenti di terreno e le proprie case, senza ovviamente seguire alcuna norma sulla messa in sicurezza del percorso. La cosa grave che sull’efficienza e sulla transitabilità di questa cosiddetta “strada” si è basato l’assessorato della sanità per proporre la chiusura dell’Ospedale di Corleone, “tanto li vicino c’è quello di Partinico”. Ma un caso che grida vendetta è la situazione della S.P. 77 bis , che unisce, o forse sarebbe più corretto dire univa, Bolognetta a Villafrati. Ormai questa strada, soprattutto nel tratto che unisce Villafrati con la S.S. 121 Palermo Agrigento ( Bivio Tavolacci), è peggio di una trazzera. L’ultimamente tale strada statale è oggetto di pesanti interventi di ampliamento e riammodernamento, che hanno reso il tratto da Bivio Manganaro a Bolognetta, un vero calvario. Se la S.S. 77 bis fosse stata “manutenzionata” regolarmente si sarebbe potuto evitare l’attuale situazione infernale, dirottando il traffico presso tale strada provinciale. La cosa ancora più grave che i lavori per questa strada provinciale erano stati annunciati fin dal Marzo 2010. Dal sito della Provincia Regionale di Palermo del 19/03/2010 La strada provinciale n. 77 ”Misilmeri-Bolognetta”, che nell’ultimo tratto di 7 chilometri ricade nella gestione della Provincia, sara’ interessata da un intervento di manutenzione straordinaria, con una perizia di 1 milione e 400 mila euro redatta dall’ingegnere Gaspare Gucciardi, dell’Ufficio tecnico dell’Amministrazione di Palazzo Comitini. La consegna dei lavori all’impresa aggiudicataria dell’appalto, la ”Ellezeta Costruzioni srl”, con sede a Palermo, è avvenuta alla presenza dell’assessore provinciale alla Viabilità e Trasporti Gigi Tomasino, dei consiglieri provinciali Antonello Tubiolo, Bartolo Di Salvo, Giovanni Salerno e di amministratori locali. ”Con l’apertura di questo cantiere – commenta il Presidente della Provincia Giovanni Avanti – si avviano altri lavori che si aggiungono all’intervento di quasi un milione di euro, in corso sulla Sp 77 bis “Bolognetta -Villafrati”, che renderà più sicuro il percorso verso le affascinanti terme arabe di Cefalà Diana fino ad arrivare all’imbocco sulla ‘veloce’ Palermo – Agrigento”, all’altezza del bivio Tavolacci. A tutto vantaggio della sicurezza dell’intero tracciato, che da un’area interna permette di raggiungere la grande viabilità”. I lavori, che avranno una durata di un anno, interesseranno essenzialmente la ripresa e il consolidamento del corpo stradale, nonché le opere di corredo. ”Si tratta di una manutenzione straordinaria – sottolinea l’assessore Gigi Tomasino – che intende dare soluzione agli ammaloramenti del piano viabile causati dagli eventi atmosferici succedutisi nel tempo e che hanno comportato danni alla struttura stradale. Verranno anche realizzati dei muri di sostegno, sarà ripresa la segnaletica orizzontale e collocate le barriere di sicurezza. L’intervento sarà completato con la costruzione di un tombino per un migliore deflusso delle acque meteoriche”. Di tali lavori qualcuno ha notizie?  

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