6 commenti per “
  • Irexia 975
    12 apr 2021 alle 22:05

    Visitato qualche anno fa: dal piccolo manufatto, (molto più piccolo della Zisa) si vedeva il sovrappasso rosso sulla circonvallazione, ma sinceramente quello che mi colpí fu la presenza invasiva di numerose case con verande e cisterne per l’acqua che sorgono addirittura addossate al manufatto normanno, tanto che per accedere bisogna entrare in una qasbah di villette con orticelli. Difficile davvero pensare che un giardino intorno a un piccolo edificio di sollazzo (giardino ridotto purtroppo a incolto), sia stato impedito da quel sovrappasso su un nastro di asfalto, quando quello stesso piccolo edificio è assediato da edilizia residenziale di scarsa qualità.
    Concludo con una buona notizia di qualche giorno fa: https://palermo.gds.it/foto/cultura/2021/03/08/parte-il-restauro-del-complesso-monumentale-delluscibene-a-palermo-97cac1c6-696f-458b-80b8-57bc24902ef9/
    Nel progetto sarà contemplato anche ripulire tutto l’intorno dall’edilizia aggressiva e rifare un giardino di delizie aperto a tutta la cittadinanza?

  • Orazio 1618
    12 apr 2021 alle 23:21

    Zanna dove lo vede passare il tram? In quale giardino? Io lo vedo passare dalla circonvallazione. Boh… però io non fumo. :)

  • belfagor 896
    13 apr 2021 alle 6:06

    Il castello dell’Uscibene è stato oggetto di molti studi per l’attribuzione delle sue origini: numerosi storici fanno risalire la sua fondazione a Ruggero II ma i dubbi sono notevoli.
    Il nome originario è da attribuire certamente agli arabi , inoltre la presenza in quel luogo di abbondantissima acqua fa propendere a una sua origine araba e a un successivo intervento normanno.
    Osservando il monumento appare evidente la sua somiglianza con il castello di Maredolce e della Zisa, sia per tecnica costruttiva in conci di tufo, perfettamente intagliati, che per la presenza, nel passato, di un lago o peschiera artificiale, particolare identificativo delle costruzioni degli emiri arabi.
    E probabile che il castello dell’Uscibene era già presente all’arrivo dei normanni e che la seconda fase costruttiva della cappella si inserisca in una preesistente situazione architettonica.
    Ciò è confermato da quanto scrisse l ’abate Mongitore nel 1726 :
    “Nel giardino chiamato Scibene….., si vede una chiesetta della SS. Vergine, …La fabbrica della chiesa è antichissima e pare edificio dell’età dei saraceni e forse da essi fabbricato, e poi, accomodato a forma di chiesa”

    Delle altre fabbriche e ambienti, che doveva disporre il castello, oggi si sono perse le tracce, perché distrutte o in parte inglobate nelle costruzioni private che sono addossate all’antico monumento, in buona parte reso irriconoscibile dai rovinosi interventi in numerosi anni di totale incuria e colpevole degrado causato da una dissennata politica costruttiva.
    L’unico ambiente ancora “leggibile” è la cappella , con volte a botte, che era stata utilizzata nel passato come….. magazzino per attrezzi agricoli e stalla.
    La “sala della fonte”, per quel tanto che ancora rimane, di probabile origine araba, è stata utilizzata per secoli come lavanderia ad uso degli abitanti del sito: gli altri locali o sono interrati o pieni di d’ immondizia.
    La pescheria, che, può essere rintracciata con grande difficoltà, molto probabilmente era concepita a terrazze degradanti.
    Il monumento si presenta con caratteristiche costruttive molto semplici e prive di ricercatezza decorativa. L’unico motivo d’abbellimento, si può osservare all’ esterno della cappella, dove sono visibili alcune arcate cieche, comuni a tutti i monumenti del periodo normanno.
    L’edificio è nel complesso degradato ma non sembrerebbe in pericolo di crollo.
    Nel primo elenco l’opera non era stata inserita tra i monumenti dell’itinerario arabo- normanno dell’ UNESCO forse perchè sarebbe stato imbarazzante fare vedere al mondo come trattiamo i nostri monumenti oppure si voleva ripetere l’operazione ……villa Deliella.
    Recentemente sono stati stanziati dall’assessorato regionale alla cultura 600 mila euro dal “Patto per la Sicilia” per opere di consolidamento , di restauro, indagini archeologiche, opere di sistemazione esterna e del giardino.
    Chiaramente la somma è modesta ma , speriamo, è un primo passo.
    Il castello dell’Uscibene è caratterizzato da una stratificazione plurisecolare che con molta probabilità inizia nel periodo romano e vede il suo massimo splendore con la cultura araba- normanna: ecco perché dovrebbe essere preservato e studiato.

  • peppe2994 3583
    13 apr 2021 alle 11:01

    Ma…di che stiamo parlando ? Il tram passa su viale Regione, non si arrampica sul castello. Castello poi…quel coso con la palazzina attaccata accanto ? Bel monumento.
    Questa chiamasi ipocrisia totale, da parte di chi non avendo capacità di battersi veramente e con risultati verso le cose veramente importanti si arrampica sugli specchi in cerca di cavilli utili a fare polemica. Con quale coraggio si può parlare di giardino per un terreno PIENO di case e parcheggi ?
    Ma no, lamentiamoci per un sovrappasso 5 metri x 10 metri, che ha migliorato tantissimo l’accessibilità dell’area ed anche del monumento che al momento è solo presunto e sulla carta.

  • Orazio 1618
    13 apr 2021 alle 14:43

    Davvero il sovrapasso non ha interferito con alcun giardino, essendo inscritto totalmente nell’area già occupata dalla circonvallazione. Ma tant’è, dalla tastiera si può far credere di tutto, poi i gonzi abboccano. .

  • belfagor 896
    13 apr 2021 alle 18:31

    CASTELLO NORMANNO DELL’USCIBENE: VIOLAZIONE DEI VINCOLI DI TUTELA NEL PROGETTO DEL TRAM
    4 gennaio 2014

    Lettera aperta inviata alla Soprintendenza beni culturali e ambientali di Palermo, al RUP c/o AMAT Palermo e p.c. Assessore per i beni culturali della regione siciliana, Sindaco di Palermo, Assessore alle infrastrutture, Assessore al territorio, Assessore alla cultura, Quarta Circoscrizione

    Le scriventi Associazioni, esaminato il progetto esecutivo del Sistema Tram della Città di Palermo, rilevano che nell’area libera antistante il Castello dell’Uscibene, è prevista la costruzione di una sottostazione elettrica, mentre in una superficie ricadente a cavallo fra detta area antistante e il controviale lato monte della circonvallazione è prevista la realizzazione del pilone ovest del sovrappasso pedonale.
    Occorre rilevare che il monumento dell’Uscibene è stato vincolato con Decreto dell’Assessore regionale dei beni culturali ed ambientali n°2160 del 22 luglio 1991, perché riveste “importante interesse storico-artistico in quanto pregevole esempio di architettura arabo-normanna e parte, insieme al Castello di Maredolce, alla Cuba e alla Zisa di quel complesso sistema urbanistico costituente l’insieme dei “Sollazzi” del Parco Normanno”.
    Le cartografie allegate al Decreto di vincolo evidenziano che l’area intercorrente fra il controviale lato monte della circonvallazione ed il suddetto Palazzo normanno risulta sottoposta alla prescrizione (art. 3) del “divieto assoluto di edificazione” (ai sensi dell’art. 21 della Legge 1089/1939) e del “divieto di apportare qualsiasi modifica alle strutture già esistenti”.
    Inoltre, si rileva che la realizzazione del sovrappasso pedonale impedirebbe la piena visibilità della facciata del Palazzo dal lato della Circonvallazione, in contrasto con quanto prescritto dal Decreto di vincolo che afferma sia necessario “salvaguardare anche le condizioni di decoro dell’habitat circostante che costituisce un continuum spaziale e culturale con il monumento”, ed a tal fine ha ritenuto di dover istituire “una zona di rispetto attorno al manufatto architettonico che costituisca necessaria cornice per una corretta lettura del territorio”, anche considerato che “la istituzione di questa zona di rispetto si rende altresì necessaria ai fini della restituzione alla fruizione pubblica nella giusta prospettiva e luce della cortina scenica del Castello Uscibene quale ‘Sollazzo’ Regio”.
    Facendo pertanto riferimento a quanto stabilito dal suddetto vincolo ed altresì ritenendo che ogni parere reso in contrasto con lo stesso sia illegittimo, e siano di conseguenza illegittimi tutti gli atti conseguenti a detti pareri emessi in deroga ad un vincolo non derogabile, invitiamo la suddetta Soprintendenza ad annullare in autotutela gli atti emessi contra legem e diffidiamo chiunque ad eseguire opere in contrasto con quanto stabilito dal decreto di vincolo ancorché autorizzato contra legem.
    Si resta in attesa di risposta ai sensi della normativa sul procedimento amministrativo.
    FIRMATO :
    COMITATO PROFESSIONISTI LIBERI, MOVIMENTO DIFESA DEL CITTADINO, CIRCOLO ISTRICE, LEGAMBIENTE , WWF SICILIA


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