Due mesi di tempo per mettersi in regola. Cosa cambia davvero per Palermo
Il governo introduce un nuovo obbligo per tutti i monopattini elettrici: targa, contrassegno identificativo e assicurazione RC obbligatoria. Chi non si adegua entro due mesi rischia una multa.
Le novità principali
- Targa obbligatoria: un contrassegno identificativo, dal costo di 8,66 euro, da richiedere presso il portale dell’Automobilista autenticandosi con Spid o Cie.
- Assicurazione RC: diventa obbligatoria come per auto e moto. Le compagnie adesso avranno il tempo di conoscere il mercato, banche dati edesporre le proprie condizioni. Prezzi che varieranno in base anche alle garanzie aggiuntive.
- Tempi stretti: due mesi per adeguarsi, poi scatteranno le sanzioni.
- Rischio stangata: secondo le anticipazioni, i costi assicurativi potrebbero essere elevati, soprattutto per i modelli più potenti o per gli utenti più giovani.
Per chi usa il monopattino privato
- Sarà necessario richiedere la targa e stipulare una polizza RC.
- I costi assicurativi potrebbero scoraggiare molti utenti, soprattutto chi usa il monopattino per brevi tragitti quotidiani.
- Aumenterà la tracciabilità dei mezzi, con potenziali benefici in caso di furti o incidenti.
Per chi usa i monopattini in sharing
- Gli operatori dovranno adeguare la flotta.
- È probabile che i costi si riflettano sulle tariffe.
- Potrebbe ridursi l’offerta, soprattutto nelle zone periferiche dove il servizio è già meno presente.
Per la mobilità cittadina
- Il rischio è un passo indietro nella micromobilità sostenibile, proprio mentre Palermo sta cercando di ampliare l’uso di mezzi leggeri e alternativi all’auto.
- L’obbligo potrebbe spingere alcuni utenti a tornare all’auto privata, aggravando traffico e inquinamento.
- Al tempo stesso, la regolamentazione potrebbe ridurre comportamenti scorretti e migliorare la convivenza tra utenti della strada.
Un provvedimento che divide
La misura nasce con l’obiettivo dichiarato di aumentare sicurezza e responsabilità. Tuttavia, l’effetto collaterale è evidente: rendere più costoso e complesso l’uso del monopattino, un mezzo che finora aveva rappresentato una delle poche alternative economiche e rapide all’auto privata.
In una città come Palermo, dove:
- il trasporto pubblico è ancora in fase di potenziamento,
- la rete ciclabile è frammentata,
- e la mobilità dolce è spesso ostacolata da scelte politiche altalenanti,
questa norma rischia di colpire proprio chi ha scelto una mobilità più sostenibile.
La solita scena: i “poveri fessi” e gli intoccabili
A Palermo:
- chi usa un monopattino pagherà targa e assicurazione,
- mentre migliaia di scooter senza revisione, senza assicurazione, senza targa leggibile o addirittura senza targa continueranno a circolare come se nulla fosse.
È la fotografia di una città dove la legalità è spesso un optional e dove i controlli colpiscono quasi sempre chi è già in regola o chi prova a rispettare le norme.
Effetti possibili sulla città
- Riduzione dell’uso dei monopattini privati, scoraggiati dai nuovi costi.
- Aumento del traffico, perché molti torneranno allo scooter o all’auto.
- Micromobilità indebolita, proprio mentre Palermo avrebbe bisogno dell’esatto contrario.
- Nessun miglioramento reale della sicurezza, se non si interviene anche sul caos degli scooter irregolari.
