44 commenti per “
  • friz 761
    31 gen 2017 alle 23:41

    ….è una buona notizia, ma…. ma…. ma…. ma a mio avviso da circa 100 anni a questa parte a Palermo è stato fatto molto poco per la cultura… dai primi del novecento in poi questa città è caduta in una sorta di medioevo cronico…. medioevo nel senso peggiore del termine….
    Purtroppo temo che se nel 2018 Palermo sarà come è oggi, i turisti che verranno a visitarla, magari spinti dalla candidatura, potrebbero tornare a casa delusi….
    Spero che prima o poi Palermo possa REALMENTE diventare una capitale della cultura e dell’arte, e non solo a parole…. attualmente è la capitale del traffico nelle strade… è la capitale della mancanza di parcheggio… è la capitale di pessimi mezzi di trasporto pubblico… è la capitale della disoccupazione… è la capitale di tanti monumenti in pessime condizioni… è la capitale che non ha costruito un solo monumento degno di nota negli ultimi 50 anni… è la capitale delle città che sognano invano (invano a causa dei politici che le amministrano) la metropolitana… è una delle capitali della spazzatura…. è la capitale del secondo dopo guerra… nel senso che alcune sue zone del centro storico (come Borgo vecchio, la Vucciria, il Capo etc) sembrano essere state bombardate da poco…. è la capitale della costa mal valorizzata…. è la capitale della pessima architettura presente nei quartieri “moderni”…. è la capitale di certi quartieri degradati (zen2,,,,brancaccio…etc)…. è la capitale…
    Concludendo, dato che credo nelle GRANDISSIME POTENZIALITà di Palermo, la mia speranza è che questa città possa diventare con il tempo REALMENTE una VERA CAPITALE DELLA CULTURA!!! Ma affinchè questo avvenga è inutile prenderci in giro…. bisogna darsi da fare…. e occorre trasformare le ottime potenzialità in qualcosa di concreto….

  • belfagor 340
    01 feb 2017 alle 6:01

    Caro friz, , “parafrasando” una nota pubblicità, a Palermo piace vincere facile. Infatti gli altri concorrenti , Alghero, Comacchio, San Vito Lo Capo, ecc.ecc. , francamente non mi sembra fossero molto “attrezzate”. Palermo, o meglio Orlando, ha candidato la città a tutto, anche alla “capitale europea dello sport, ( i giudici di quella manifestazione ancora ridono considerando lo stato di degrado dei nostri impianti sportivi). Alla fine siamo diventati la “capitale italiana dei giovani e della cultura”. Bene, e ora? Palermo potrà spendere il premio in denaro, un milione di euro da investire nel campo della cultura, senza dover rispettare i limiti del Patto di Stabilità( !), per il progetto presentato. A proposito di tale progetto devo ammettere che mi sembra bello ma generico, demagogico e …..confuso. Per esempio ,Che significa ” La cifra culturale più significativa e che rivendichiamo è la cultura dell’accoglienza. Noi rivendichiamo il diritto di ogni essere umano di essere e restare diverso, ma di essere e restare uguale”.? Sono belle parole, condivisibili, ma………. . Come dice la motivazione “ La candidatura e’ sostenuta da un progetto originale, di elevato valore culturale, di grande respiro umanitario, fortemente e generosamente orientato all’inclusione, alla formazione permanente, alla creazione di capacita’ e di cittadinanza, senza trascurare la valorizzazione del patrimonio e delle produzioni artistiche contemporanee” . Cioè la valorizzazione e la salvaguardia dei nostri beni culturali e secondaria alla “politica dell’inclusione” . Orlando ha annunciato che tra le manifestazioni più significative c’è il “festival delle letterature migranti e il coro arcobaleno”, cose molto belle ma con la salvaguardia dei nostri tanti beni artistici e culturali “che c’azzeccano?”

    • punteruolorosso 1574
      02 feb 2017 alle 8:40

      capisco la perplessità, ma penso che la capitale della cultura non sia la stessa cosa dell’unesco. stavolta il recupero architettonico c’entra poco, e sarà funzionale all’evento culturale. daranno dei fondi per spettacoli teatrali, musica, formazione. per esempio faranno venire registi famosi, e daranno soldi alle compagnie locali di teatro e danza che presentino progetti legati all’accoglienza, all’integrazione o ad altri temi. alle orchestre alle biblioteche e alle mostre, che si potranno indire ai cantieri culturali o in altri spazi.

  • Normanno 296
    01 feb 2017 alle 10:16

    1)Qualche anno fa Palermo era solo la capitale mondiale della mafia e dell’immondizia (con Napoli) adesso nel 2017 è la capitale dei giovani nel 2018 lo sarà della cultura italiana e il passo è grande 2) La prima volta da cinquant’anni che non vedo associare a Palermo nei telegiornali a morti ammazzati o a record negativi di ogni genere .3) Concorreva anche Trento che ha tra le migliori università italiane, prima per qualità di vita in italia e non era per niente facile batterla 4) Capisco i suoi interessi politici volti a screditare il sindaco Orlando in ogni caso e per qualsiasi circostanza,ma la invito almeno in questa occasione ad avere un sussulto di onestà intellettuale e da palermitano si goda anche Lei questa vittoria che evidenzia una chiara inversione di tendenza per la nostra amata città

    • friz 761
      01 feb 2017 alle 16:55

      Purtroppo sappiamo tutti che Palermo è stata nominata capitale della cultura solo perchè in questo caso le VERE CAPITALI DELLA CULTURA non hanno partecipato alla selezione…. e inoltre voglio sottolineare che nessuno vuole screditare senza motivo Orlando, se lo si scredita è perchè ci sono parecchi motivi per farlo… La verità è che in città c’è voglia di EVOLUZIONE, di CRESCITA…. SIAMO IN MOLTI CHE VORREMMO VERAMENTE VEDERE QUESTA CITTA’ CRESCERE… e perche ciò avvenga ci vuole un sindaco SUPER…. per trasformare Palermo in una VERA capitale della cultura ci vuole un sindaco da 9…. Orlando è una brava persona, ma ci può garantire al massimo un 4…
      E vorrei precisare un’altro concetto:
      ….e’ vero che Palermo, lentamente, ringraziando Dio, sta perdendo un pò la sua pessima fama dovuta alla mafia, ma è anche vero che c’è ancora molto da fare… e in ogni caso chiediamoci perchè mai sotto questo fronte ci sia stato un miglioramento… A mio avviso gli attuali politici al potere non hanno fatto molto per contrastare la mafia…. e anche qui gli darei un 4 meno meno… Se la Sicilia sta con fatica migliorando sotto questo aspetto il merito è di:
      1) Falcone
      2) Borsellino
      3) La Polizia
      4) I Carabinieri
      5) I ragazzi dell’ADDIO PIZZO
      E ovviamente in questa lista ci sono tante altre persone… ma di politici veramente pochi…
      SONO STRACONVINTO CHE LA POLITICA ABBIA FATTO MOLTO MENO DEL MINIMO SINDACALE PER RISOLVERE LA QUESTIONE… malgrado riconosco che ci sono le eccezioni… eccezioni che attualmente non sono al potere…
      P.S …fatte queste premesse, in ogni caso sono contento che siamo diventati capitale della cultura… e speriamo che tra qualche anno questa nomina che oggi ci appare anomala, possa apparire giustificata e razionale….

  • danyel 352
    01 feb 2017 alle 12:07

    Sono convinto si tratti di una manovra puramente politica in favore di una presunta “cosmopoliticità” (Palermo città cosmopolita) e quindi per giustificare le politiche di accoglienza (e invasione) senza ritegno degli immigrati! ..
    Comunque sia, mi auguro sia ugualmente un’occasione di rilancio per la nostra città .. voglio vedere poi, nei fatti, in cosa consisterà essere “capitale della cultura”!

  • belfagor 340
    01 feb 2017 alle 14:00

    Caro Danyel, vorrei precisare che sono felice che Palermo è stata nominata ” capitale italiana della cultura italiana 2018″. Non vorrei essere un “gufo” ricordando che il sindaco di Matera , città nominata “città della cultura 2015″ è stato “trombato”. Forse il “poveretto” è stato travolto dall’ondata di “populismo” che sembra “dominare” le scelte politiche. Comunque, spero che la città possa tornare ad essere una città “europea”

  • Athon 821
    01 feb 2017 alle 17:07

    Condivido ciò che scrive Normanno. Si tratta di una di quelle notizie di cui essere soltanto orgogliosi. Da sottolineare come Palermo sia stata votata all’unanimità. Un trionfo. Tra l’altro sentire le parole che Dario Franceschini ha pronunciato nell’edizione serale del Tg1, facendo osservare che Palermo, definita da lui «città gloriosa e con un patrimonio inestimabile», a prescindere è già di per sé una Capitale, «l’unica a potersi definire la Capitale del Mediterraneo», mi ha riempito di fierezza.

  • Palerma La Malata 264
    01 feb 2017 alle 18:21

    A molti di voi, i vostri insegnanti scolastici avranno detto che “sì, sei bravo/a e vai bene ma sicuramente potresti fare di più”. Questo è il massimo del plauso che posso dare a Palermo per questa vittoria.
    Fa bene Normanno a tirare un sospiro di sollievo perché finalmente per una volta il nome di Palermo appare su quotidiani e su siti associato alla parola cultura invece che alla parola criminalità. Ma è impossibile non aggiungere anche delle critiche.
    A+B=C? Ma siete sicuri?
    A) Molti secoli fa, prima dell’esistenza dell’Italia, i Normanni provenienti dal Nord e gli Arabi proveniente dal Sud costruirono a Palermo, grandiosi palazzi, oggi ancora in piedi: il patrimonio inestimabile che menziona Athon/Dario Franceschini ma che, nessuno sembra averlo notato, NON è stato costruito dai Palermitani contemporanei.
    B) Nel 20° e 21° secolo, immigrati e rifugiati Africani e Medio-Orientali arrivano (perchè costretti) a Palermo venendovi accolti, rendendo la città “cosmopolita” (evidentemente chi lo scrive non ha mai visitato Parigi, Londra o New York ma in questo momento non voglio cercare il pelo nell’uovo).
    E questi due elementi, A e B, sommati insieme renderebbero questa città una capitale della cultura?
    A molti sembra pure sfuggire il fatto che per questo titolo, Palermo era in lista con città assai più piccole, la più grande delle quali, Trento, ha solo 117.000 abitanti.
    E dove sono i contributi culturali dei Palermitani contemporanei e viventi?
    Per quei pochi casi contemporanei che mi saltano in mente vi faccio notare che il Comune di Palermo ha scelto di dare ad un Piazzale il nome “John Lennon” che era di Liverpool, ma a nessuna strada ha mai voluto dare il nome di Giuni Russo, cantante di Palermo con una voce unica, potente e rara.
    Capisco Belfagor quando definisce il tutto “generico, demagogico e confuso”.
    A parte le esultazioni di alcuni, a parte le critiche di altri e a parte le interpretazioni personali di tutti noi del significato di questa vittoria, alla fine, noi che viviamo in questa città sappiamo qual’è il reale, palpabile livello culturale di Palermo, dove le biblioteche pubbliche sono pochissime, antiquatissime e più morte che vive e qual’è il livello culturale del Palermitano medio, che, senza volerlo offendere, l’unica cosa che legge nella propria vita sono i volantini dei supermercati e dei negozi di elettronica.
    Sarà che il termine “cultura” ha oggi assunto un significato diverso da quello che ci avevano fatto capire ai tempi della scuola? Allora se Palermo è la “Capitale Italiana della Cultura 2018″ e se è permesso essere talmente generici e liberali nelle terminologie allora lo sarò anch’io dicendo, per esempio, che McDonad’s è un ristorante eccellente; con il successo dei suoi 36.000 ristoranti nel mondo, col numero stratosferico dei suoi clienti e dei suoi guadagni, chi potrebbe mai mettere in dubbio la sua eccellenza?

    • friz 761
      01 feb 2017 alle 19:53

      …..condivido quanto hai scritto… e speriamo che per Palermo possano venire tempi migliori…. Sarebbe bello se a Palermo (come in questo momento sta già avvenendo a New York, Parigi, Berlino etc) potessero nascere nuovi monumenti disegnati dai più grandi architetti contemporanei….
      Sarebbe bello se a Palermo (come in questo momento sta accadendo a Londra, Los Angeles, Basilea etc) potessero confluire grandi pittori, scultori… e sarebbe anche bello se ci fossero GRANDI MUSEI e GRANDI GALLERIE PRIVATE….

  • Athon 821
    01 feb 2017 alle 20:25

    friz, una delle ragioni che hanno motivato la scelta unanime di Palermo consiste nel fatto che proprio nel 2018 la città ospiterà per diversi mesi Manifesta, la più importante biennale itinerante d’arte contemporanea del mondo, vincendo la candidatura di Praga e di un circuito di città svedesi. Dopo San Pietroburgo nel 2012 e Zurigo nel 2014, Manifesta 12 si svolgerà a Palermo, che cederà poi il testimone a Marsiglia nel 2020. Inoltre per il 2018 sarà terminato l’attuale restauro di Palazzo Butera, acquistato da Massimo e Francesca Valsecchi, noti collezionisti e filantropi, che hanno deciso di donare il loro ricco patrimonio di pezzi d’arte contemporanea e classica alla città di Palermo che, a differenza di Milano su cui era inizialmente caduta la loro scelta ma dove hanno incontrato mille difficoltà, li ha accolti a braccia aperte. A Milano si stanno mangiando le mani perchè avremo una Galleria di primo livello, con tanto di accordi già presi col Fitzwilliam Museum di Cambridge e l’Ashmolean Museum di Oxford. Non bisogna sempre lamentarsi.

    • friz 761
      02 feb 2017 alle 11:52

      Ciao Athon, tu ami troppo l’arte perchè io ti possa attaccare…. e non mi stupirei se scoprissi che anche tu, come me, hai criticato Cammarata in passato…. o forse mi sbaglio? …..ma se è così…. mi chiedo e ti chiedo: come si fa a criticare Cammarata e a difendere l’operato di Orlando? Non è forse vero che il criticatissimo Cammarata abbia fatto per l’arte a Palermo molto di più del poco (e quasi nulla) fatto da Orlando negli ultimi 5 anni?
      Detto questo, Manifesta è qualcosa di itinerante… va e viene…. e rimango dell’idea che difficilmente in futuro, se la classe politica non cambia, vedremo cose simili….
      Il palazzo Butera è di proprietà privata, e ovviamente sarà restaurato con danaro privato… se fosse stato nelle mani del comune non sarebbero bastati 40 anni per recuperarlo…. e in quanto ai Valsecchi….direi che si sono innamorati di Palermo perchè ne hanno apprezzato la storia (normanni, arabi, spagnoli etc) e credono in un futuro migliore per questa città… ma dubito che i Valsecchi abbiano apprezzato il presente di Palermo…. che resta una città meravigliosa, ma governata in maniera pessima!!!

      • Athon 821
        02 feb 2017 alle 17:45

        Ciao friz, ti ho solo risposto circa il disappunto che hai espresso sulla necessità che a Palermo confluissero artisti e fossero fondati nuovi musei e gallerie. Manifesta farà arrivare a Palermo artisti da ogni dove. È un evento importantissimo, dura diversi mesi e attira molte persone. Le edizioni finora svoltesi hanno lasciato un segno positivo nelle città ospitanti. In particolare è stata strabiliante l’edizione di San Pietroburgo. Lo stesso Dario Franceschini, nelle motivazioni sulla scelta di Palermo, ha esplicitamente detto che ha pesato molto il fatto la città nel 2018 ospiterà Manifesta 12. Non è un evento da minimizzare, anzi sono proprio eventi come questi a portare gli artisti. Mi chiedo in quale altro modo tu immagini e speri che la città possa riempirsi di artisti… Per quanto riguarda le gallerie d’arte, quelle che avrà sede a Palazzo Butera sarà molto ricca e prestigiosa. A Milano si stanno davvero mangiando le mani con tanto di accuse reciproche che gli amminisrtratori cittadini e quelli regionali si rivolgono vicendevolmente. La collezione dei Valsecchi è composta da opere il cui valore è stimato in diverse centinaia di milioni, e spaziano da Andy Warhol a Gerard Richter, da David Tremlett a Gilbert&George fino ad Annibale Carracci, e poi maioliche, oggetti di pop art, reperti archeologici etc…etc… Tutto questo finirà a Palermo. Figurati che Massimo Valsecchi ha potuto acquistare l’intero Palazzo Butera con il denaro ricavato dalla vendita di uno solo dei suoi Richter. Dopo le difficoltà incontrate a Milano, stava per donare tutto al Getty Museum di Los Angeles. Poi grazie alla mediazione di Stefano Boeri, l’attenzione dei Valsecchi si è spostata su Palermo, e loro stessi hanno dichiarato come qui siano stati accolti con i tappeti rossi. In tutte le interviste che hanno rilasciato i coniugi Valsecchi (se ne trovano a bizzeffe sul web), si sono sempre dichiarati nettamente entusiasti circa la città in sé e circa l’accoglienza ricevuta. Non è il caso di riportare tutte le dichiarazioni da loro rilasciate. A titolo esemplificativo solo queste: «Palermo mi ha accolto a braccia aperte, collaboriamo fianco a fianco con il Comune e nel 2018 a Palazzo Butera ospiteremo anche “Manifesta12”, biennale dell’arte contemporanea riconosciuta a livello internazionale dopo quelle di Venezia e Zurigo», e ha scelto Palermo anche perchè è «città simbolo di integrazione tra culture, proprio il concetto espresso dalla mia collezione d’arte».

        • friz 761
          02 feb 2017 alle 20:15

          Valsecchi a Palermo è un’ottima cosa…. ma non dimentichiamo due aspetti…. il primo aspetto è che a Palermo Valsecchi ci è venuto da solo, non è stato Orlando a portarcelo…. il secondo aspetto è che ci sono capitali della cultura (come come New York, Parigi, Berlino, etc) che di Valsecchi ne hanno a centinaia… la mia speranza è che Palermo possa diventare una città tanto interessante, moderna e ricca, da poter attrarre tanti altri personaggi come Valsecchi… ne servirebbero eccome… perchè sono straconvinto che se il palazzo Butera fosse stato restaurato dal comune non sarebbero bastati 40 anni…. e lo avrebbero fatto molto peggio di come sta facendo Valsecchi in poco tempo….
          Buona serata Athon!!! In gamba!!! E che vinca il migliore!!! Stammi bene!!!

  • Athon 821
    01 feb 2017 alle 20:44

    Palerma la Malata, forse a te sfugge che nemmeno il patrimonio inestimabile di città come Firenze o Venezia è merito degli attuali fiorentini e veneziani. In più sembri trascurare la portata storica degli attuali ed imponenti flussi migratori, su cui si leggerà nei libri di storia, e rispetto ai quali la Sicilia e i suoi abitanti, pur con delle difficoltà, stanno facendo un figurone, con tanto di frequenti “rischi” di Nobel per la pace da assegnare ai lampedusani, in prima fila e in rappresentanza dell’indole del popolo siciliano, o l’attuale rischio di Oscar, sempre ai lampedusani, per il docu-film di Francesco Rosi “Fuocoammare”, già premiato con l’Orso d’oro a Berlino e recentemente selezionato nella cinquina che concorrerà per l’Oscar. Considera che anche la scelta di Taormina per ospitare il prossimo G7 non è certo stata casuale. Molti voglio fare i “contemporanei” e magari si limitano a pensare ai grattacieli e simili, che però in realtà hanno già una storia che copre almeno un secolo, e non ci si rende conto che l’autentica contemporeneità è già molto diversa. Rispetto il fenomeno epocale in corso, di portata mondiale, città come Parigi, Londra o New York sono marginali. Palermo è invece in trincea. Meritatissima, attuale e con profondo valore storico la scelta di Palermo.

    • Palerma La Malata 264
      01 feb 2017 alle 23:08

      Athon,
      non è fra i miei interessi ne’ obiettivi che le tue idee e le mie debbano coincidere ma in passato la Paella Spagnola, la Sacher Torte Austriaca e la Pasta Con Le Sarde Siciliana venivano chiamati “alimentazione” .
      Il Palazzo Vecchio di Firenze, la Basilica di San Marco di Venezia, la Chiesa di San Basilio di Mosca e il Taj Mahal di Agra erano chiamati “architettura”.
      Non è colpa mia se oggi qualsiasi cosa viene categorizzata come cultura, semmai sarà colpa di qualche fannullone sociologo-antropologo anglosassone che qualche decina di anni fa non riuscendo a trovare niente di interessante da scrivere ha cominciato questa stupida abitudine; e tutti dietro come pecore.
      Che Lampedusa e Palermo oggi accolgano gli Africani e i Medio-Orientali costretti a fuggire dai gran cessi dei loro paesi dittatoriali non è, per me, cultura, ma correttezza politica forzata ed imposta dall’Unione Europea. Poi, che Gianfranco (non Francesco) Rosi ci ha fatto pure un film…aspetta! ma lui non è neanche Siciliano!
      E comunque “cultura” non deriva dal latino “coltivare”? Negli ultimi 20, 30, 50 anni cosa ha coltivato il Comune di Palermo con le proprie mani tanto da meritarsi questa vittoria?
      Buona notte.

      • Palerma La Malata 264
        01 feb 2017 alle 23:13

        Athon,
        almeno su un punto penso di essere d’accordo con te.
        Super Architetti e committenti: tutti quei grattacieli, in acciaio e vetro, freddi e tutti uguali da Vancouver, a Londra a Shanghai ve li dovreste infilare dentro il culo e ben in profondità; sicuramente vi piacerebbe pure.

  • Athon 821
    02 feb 2017 alle 0:07

    Sì, la parola “cultura” viene proprio da “colere”, che significa “coltivare”. Non esiste una definizione chiara, univoca ed esaustiva della “cultura”. In antropologia se ne dibatte da almeno due secoli e non se ne è venuti a capo. Forse la definizione che più si avvicina, forse proprio per la sua vaghezza, a ciò che è la cultura è che si tratta di “una rete di significati continuamente ribaditi o riformulati e che investono incessantemente i produttori/fruitori degli stessi”. L’Homo sapiens si caratterizza d’altra parte per l’essere un produttore di senso. L’uomo assegna “significati” ad ogni cosa di cui fa esperienza o che può solo immaginare, persino al cibo. È in questo, nel suo elemento minimo, che si ravvisa la cifra della cultura: l’assegnazione di senso. Solo per fare un esempio, per alcuni popoli mangiare insetti non solo è nutriente, visto che sono carichi di proteine, ma è anche delizioso; per noi occidentali sarebbe invece disgustoso. Dunque l’uomo assegna un senso anche ad un universale antropologico come il nutrirsi. Ad ogni modo non ho capito perchè qui tu abbia allargato il discorso al cibo. I paesi medio-orientali non sono affatto dei cessi: hanno una storia e un patrimonio di tutto rispetto, purtroppo oggi in gran parte precluso al resto del mondo. Tra l’altro l’ Iran, per esempio, fino alla rivoluzione del 1979 era un paese non meno moderno rispetto ai paesi occidentali. Poi c’è stata la regressione. Eviterei comunque di entrare troppo nel merito della tua definizione di “cessi”, perchè non se ne uscirebbe più. Sulla tua idea circa l’imposizione politica che, secondo te, sarebbe la ragione dell’accoglienza dei migranti, ho molti dubbi. Riduci tutto ad una semplificazione che non si presta a spiegare la complessità dei fenomeni in corso. Considera che, comunque, sin dall’inizio, i pescatori lampedusani, andando contro la legge che imponeva loro, pena la denuncia e i conseguenti guai giudiziari, di non intervenire nel caso in cui avessero avvistato barconi carichi di gente, ma di limitarsi ad avvisare la guardia costiera, si gettavano in mare per soccorrerli. Poi le cose sono cambiate perchè ci si è organizzati un po’ meglio. Ti viene da pensare che, al di là dei discorsi sulla “correttezza politica” e sull’UE, forse è in gioco qualcosa di più? Chiedi poi “cosa ha fatto il Comune di Palermo per meritare questa vittoria?”. Beh…Palermo da qualche anno ha finalmente iniziato a promuoversi e a mettersi in gioco, e qualche risultato prestigioso è già arrivato. Ma d’altra parte, cosa ha fatto Mantova, Capitale italiana della Cultura 2016, per meritare il titolo? E cosa ha fatto Pistoia, Capitale italiana della Cultura 2017? E Matera, Capitale europea della Cultura 2019? Infine, che differenza fa che Gianfranco Rosi (circa il “Francesco Rosi” ho avuto un lapsus che mi ha portato a citare un altro regista innamorato della Sicilia), che differenza fa che sia o non sia siciliano? Qual è (si scrive “qual è” non “qual’è” come fai tu) il nocciolo della tua affermazione con tanto di punto esclamativo? Tanti registi non siciliani hanno spesso saputo raccontare la Sicilia meglio degli stessi siciliani. D’altra parte Sciascia affermava che in sé «La Sicilia è cinema». Ad ogni modo lo stesso Rosi ha esplicitamente dedicato la nomination all’Oscar del suo docu-film ai lampedusani, avendo ripreso questi nella vita quotidiana e avendone fatto i protagonisti e al tempo stesso gli autori della sua pellicola.

  • Athon 821
    02 feb 2017 alle 0:16

    No…no…non mi affascinano i grattacieli e le costruzioni in vetro e ferro, per niente. Sbagli proprio indirizzo. Sono un “classico” e detesto l’omologazione contemporanea. Ai Quattro Canti immagino una pavimentazione musiva o con marmi policromi che sia in sintonia con i prospetti barocchi, e che magari rappresenti in qualche modo la città di Palermo, anche solo simbolicamente.

  • huge 2126
    02 feb 2017 alle 11:09

    Voi siete malati. Malati di tafazzismo acuto. Sapete solo, piangere, lamentarvi, criticare. Invece di accogliere la notizia con gioia per una grande opportunità di visibilità e promozione della città, eccovi subito a blaterare di questo e di quello pur di trovare aspetti negativi. Curatevi. Andate da uno psicologo. Ridicoli!!!

    • friz 761
      02 feb 2017 alle 11:26

      Huge ridicolo ci sei tu…. molti di noi semplicemente amiamo Palermo e la vorremmo vedere in mani migliori, tutto qua… Che ce di ridicolo?
      Siamo felici per questo colpo di culo (mi riferisco alla vittoria di Palermo), ma siamo anche coscienti che per l’Arte e per la Cultura di questa città in generale è stato fatto molto poco negli gli ultimi 50 anni…qualcosina ha fatto Cammarata, ma a mio avviso poco…. La Grandezza Artistica di questa città la si deve ad Arabi, Normanni, Spagnoli…e ad altra gente vissuta a Palermo più di 80 anni fa, non certamente ad Orlando….
      Ora, se uno non Ama questa città, o se pensa che Palermo è una piccola città senza grandi potenzialità, allora si accontenta dell’attuale classe politica che ci sta “governando”, ma se al contrario uno pensa che questa città merita di meglio allora forse finisce per fare commenti simili a quelli che hanno fatto alcuni di noi…
      P.S ……AH…DIMENTICAVO……HUGE NON SEI SOLTANTO RIDICOLO, SEI ANCHE UN CAFONE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

      • Athon 821
        02 feb 2017 alle 18:04

        Scusa friz, però… perchè continuare a guardare al passato? E perchè politicizzare per forza cose belle come la designazione di Palermo a Capitale italiana della Cultura 2018? Il presente ci mostra, anche con una certa evidenza, importanti passi in avanti. C’è tanto ancora da fare ma, a mio avviso, la marcia è già stata ingranata: il riconoscimento Unesco, Manifesta 12, “Palermo Capitale italiana dei Giovani 2017″, “Palermo Capitale italiana della Cultura 2018″ andrebbero riconosciute nella loro incisività e nella carica che hanno nel far sentire una nuova responsabilità addosso, o meglio una responsabilità che per decenni era stata del tutto dimenticata ma che oggi, finalmente, pare si stia piano piano risvegliando. E dai friz! ;-) Leggo spesso i tuoi commenti e ti stimo… però non credo sia il caso di lamentarsi ed esprimere disappunti circa cose che sono inequivocabilmente positive per la città. C’è il tempo per la critica ma poi c’è anche il tempo per l’entusiasmo e l’orgoglio.

        • friz 761
          02 feb 2017 alle 19:44

          Ciao Athon…. anche io leggo tutti i tuoi commenti e li condivido quasi tutti… ma ovviamente siamo esseri umani diversi ed è normale che ci siano ogni tanto dei punti di vista diversi… è inevitabile…
          Manifesta è un’ottima cosa…. Palermo capitale della cultura anche…. ma fondamentalmente sono due punti di incontro… due punti di incontro tra l’arte e la cultura esterna a Palermo e l’arte e la cultura interna alla città…. e a mio avviso purtroppo l’arte e la cultura Palermitana sono state ridicolizzate negli ultimi anni…questi due eventi rischiano di essere le Vetrine di monumenti mal restaurati e di un’azione politica poco interessata all’arte in generale….. In altre parole Manifesta e Palermo capitale della cultura sono cose buone…. INVECE una eventuale rielezione di Orlando sarebbe peggio delle piaghe d’Egitto… altri 5 anni così sarebbero 5 anni buttati nella munnizza…. e proprio per questo motivo non vorrei che la “vittoria” di Palermo si possa trasformare in uno spot a favore di un sindaco altamente deludente…..
          Detto questo ti assicuro che la mia stima nei tuoi confronti rimane immutata, malgrado sia evidente che abbiamo punti di vista molto diversi sull’argomento…. argomento politico…. Forse mi sbaglio io, forse ti sbagli tu… chissà…. Ad ogni modo rimango dell’idea che Palermo meriti di più… molto di più…
          P.S ….magari sbaglio ancora…ma penso che Palerma la Malata non si riferisse a te quando ha parlato dei grattacieli… penso che si riferisse a chi li ha disegnati e realizzati… Ad ogni modo anche io non sono un fan sfegatato dei grattacieli… anche se riconosco che in certi casi, se realizzati da grandi architetti, potrebbero essere essere ARTE!

          • Palerma La Malata 264
            03 feb 2017 alle 0:20

            Giusto Friz.
            Intendevo dire che se c’è almeno una cosa che accomuna Athon e me è il disinteresse per i grattacieli.

    • Palerma La Malata 264
      03 feb 2017 alle 0:32

      Huge,
      se ti sei preso la libertà di definirci malati, io posso prendermi la libertà di dire che probabilmente sei una persona ingenua? Sicuramente dei meccanismi pervrsi dell’attuale società capitalista-commercialista?
      Ti consiglio di copiare, incollare e salvare in qualche cartella questo tuo prezioso commento. E riparliamone fra 3 anni della visibilità di Palermo.

      P.S.: il ridicolo si esprime in varie forme, per esempio, un Palermitano che si presenta con l’inglesismo “huge” e con il logo della London Underground. Non sarebbe più opportuno se lo sostituissi con il logo dell’A.M.A.T.?

  • Fulippo1 1336
    02 feb 2017 alle 11:40

    Il problema reale di questa città, è proprio chi in questa città non crede. C’è chi si venderebbe qualsiasi cosa pur di andar contro all’avversario politico, c’è chi ormai è talmente abituato a vedere il marcio, che ormai non vede altro, c’è chi con i paraocchi fa finta di non vedere chissà con quale interesse poi. Insomma ne abbiamo di tutti i tipi. Qua tutti parlate di speranza di cultura di arabi anrchitetti e grattacieli… Ma sapete quando realmente questa città potrà spiccare il volo una volta per tutte??? QUANDO TUTTA QUESTA GENTE ANDRA VIA DA PALERMO!!

  • danyel 352
    02 feb 2017 alle 12:00

    Una cosa che mi auguro a questo punto è che adesso fiumi di giovani non siano più costretti a lasciare la città ma che vi rimangano per il suo bene e il suo cambiamento .. solo così Palermo sarà davvero capitale della cultura .. e non certo asfaltando o pedonalizzando due strade o aprendo dei locali in centro. Per essere capitale della cultura Palermo deve puntare sui giovani e sulle sue maestranze .. altrimenti sarà, come sempre, tutto fumo e niente arrosto!

  • francesco82 3
    02 feb 2017 alle 14:08

    Fiumi di inchiostro (virtuale), e tutti in gran fermento (soprattutto chi spera che qualche briciola arrivi fino a lui).
    Ma qualcuno si ricorda (senza usare google) qual era la capitale italiana della cultura 2017, o 2016? Sembra quasi che questa notizia serva solo a questioni politiche interne (orlando sì! orlando no!), e che non abbia alcun contatto col mondo reale.

    • punteruolorosso 1574
      03 feb 2017 alle 11:02

      solo un eventuale recupero della galleria delle vittorie con finalità culturali (museo, teatro, biblioteca) chiamerebbe in causa palermo capitale della cultura. che la galleria delle vittorie versi in queste condizioni non c’entra niente con palermo capitale della cultura. come non c’entra niente che alcuni quartieri della città fanno schifo o alcuni monumenti necessitano di manutenzione. la cultura è un bene immateriale, non ha nulla a che fare con facciate, basolato o raccolta differenziata. ha a che fare con le attività artistiche e formative che avvengono in città. verranno finanziate iniziative artistiche, non restauri. per quello ci sono altri fondi. e non vorrei che i fondi destinati agli artisti andassero a restaurare la facciata del politeama.

      • friz 761
        03 feb 2017 alle 14:39

        Punteruolorosso ti prego dimmi che stai scherzando??? Veramente pensi che il recupero dei tantissimi monumenti palermitani che andrebbero restaurati non c’entri niente con la cultura????? Sei sicuro di quello che hai scritto????
        Sei sicuro che intervenire seriamente sul Teatro Politeama (soprattutto all’interno e nei piani alti….quelli solitamente non aperti al pubblico….e che internamente sono pieni di crepe….) non abbia niente a che fare con la cultura??? Ti prego dimmi che stavi solo scherzando…. ti prego….
        …ed in ogni caso, ammettiamo che la cultura è solamente quello che dici tu (anche se ovviamente non è così)…. ma cosa ha fatto di significativo, secondo la tua accezione di cultura, Orlando negli ultimi 5 anni???? Ha fatto qualcosa in più di San Vito lo Capo??? Ne dubito…. sotto quel punto di vista San Vito ci batte….

        • punteruolorosso 1574
          03 feb 2017 alle 15:40

          la cultura in questo caso sono gli eventi culturali che si svolgono in città. se la cornice di questi eventi ha bisogno di restauri o adeguamenti, ben venga. ma i fondi della cultura sono per le attività, non per i restauri. i fondi per i restauri non saranno che funzionali all’utilizzo degli spazi. del resto, a palermo molti palazzi restaurati e spazi culturali sono tenuti chiusi da politica, burocrazia ecc.
          bisogna riaprire gli spazi, non restaurarli per tenerli chiusi come fece per esempio cammarata quando svuotò i cantieri culturali della zisa per dare i soldi alle imprese dei restauri, dimenticando di riaprirli quando furono pronti. orlando sta per rilanciare i cantieri.
          poi c’è l’esempio del montevergini, restaurato sì, ma malissimo. o quello del garibaldi, di nuovo chiuso dopo infiniti restauri e occupazioni. c’è il santa cecilia, un gioiello pronto ma non utilizzato. ci sarebbe lo spasimo, il cui recupero è stato finanziato.
          ci sono un sacco di spazi culturali pronti e tenuti vuoti. i soldi di palermo capitale della cultura vadano agli eventi e alle iniziative che si faranno in questi spazi.

          • punteruolorosso 1574
            03 feb 2017 alle 15:50

            bisogna distinguere fra beni artistici/storici/culturali (monumenti, chiese ecc.) ed eventi culturali (spettacolo, mostre, concerti). i finanziamenti di palermo capitale della cultura riguardano questi ultimi.
            in questo caso il contenuto prevale contenitore.

          • friz 761
            03 feb 2017 alle 16:28

            ….una mostra di quadri è un’evento culturale… la mostra può essere temporanea o permanente, ma è comunque un’evento culturale…. vediamola così: gli affreschi presenti dentro la Galleria delle Vittorie potrebbero essere considerati come dei grossi quadri permanentemente appesi alle pareti…. anche se non amo l’arte futurista che esalta l’idea della guerra, in ogni caso stiamo parlando di Arte…. e in quanto al Politeama si può dire lo stesso relativamente alle due facciate ancora da restaurare….facciate che contengono molte decorazioni… e in quanto alle crepe presenti nei piani alti bisogna stare attenti perchè non è giusto scherzare con la vita delle persone…. e con la vita di un Bel Contenitore che fa musica sinfonica…..

          • danyel 352
            03 feb 2017 alle 16:57

            punteruolorosso il video sulla Galleria delle Vittorie è provocatorio .. mi spieghi come fa Palermo ad essere capitale della cultura se mancano i contenitori per fare cultura? Ripeto, nessuna polemica … sono contento di questo titolo … ma, nei fatti, in cosa consisterà? E’ pura astrazione, “cultura dell’ accoglienza” (come si è lasciato scappare Orlandino, in riferimento agli immigrati) o altro? Si parla di volano per il turismo internazionale, quindi la logica mi dice che chi verrà a Palermo non sarà per ammirare i ruderi della seconda guerra mondiale (che ancora abbelliscono il percorso Arabo Normanno) o i palazzi fatiscenti di Corso Vittorio Emanuele, ma per vedere e ammirare alto .. non credi? La Cultura è tutto, sia gli eventi culturali sia i contenitori e i contesti di tali eventi … ecco perché dubito che Palermo ne sarà all’altezza!

          • Athon 821
            04 feb 2017 alle 10:13

            danyel, la situazione non è così disastrosa. Se qualcuno che non conoscesse Palermo ti leggesse, prenderebbe tutto alla lettera e penserebbe che i “contenitori per fare cultura” manchino sul serio e che avrebbe da “ammirare” solo i ruderi di Corso Vittorio. Ma non è vero! Ci sono molte cose da sistemare e diversi siti a cui dare funzionalità, ma non corrisponde a verità il quadro che delinei così nettamente. Io stesso, solo per fare un esempio tra tantissimi altri che potrebbero esser fatti, da due anni a questa parte ho avuto la possibilità di farmi un cultura operistica, grazie all’Associazione giovani (under 35) del Teatro Massimo: pago 10 euro e vedo tutte le “prime” delle opere in programma, di contro alle centinaia di euro che ogni volta dovrei pagare se non ci fossero iniziative di questo tipo. Per il resto, “Palermo Capitale italiana della Cultura” non sarà pura astrazione, come sostieni. Ci sono progetti concreti, con tanto di luoghi già indicati che saranno i punti nevralgici degli eventi previsti finora, a cui probabilmente se ne andranno aggiungendo altri. Tutto ciò in sinergia con Manifesta 12 che, considera, nel 2014 ha portato a San Pietroburgo 1,4 milioni di visitatori, contro i 400 mila della biennale di Venezia. Anche per quanto riguarda Manifesta, circa una decina di luoghi cardine sono già stati indicati.

      • Orazio 698
        03 feb 2017 alle 15:20

        Hai ragione punteruolo, ma sai, quando sentono “cultura” in tanti mettono mano alla fondina… :) è parola in sé che spaventa perché la cultura è una cosa che per sua natura rifugge da certezze, comodità, usi ed abitudini, è fatta di contaminazione e di stile, concetto difficile da capire ed ancor meno da apprezzare. Ed è per questo che sparano… a salve ma sparano.

        • friz 761
          03 feb 2017 alle 16:55

          …..invece Orazio noto che quando si tratta di sparare cretinate la tua pistola è sempre carica…..
          P.S …..dai… non ti offendere… stavo scherzando….

          • Orazio 698
            03 feb 2017 alle 23:27

            E chi si offende… cretinate per scemenze del resto. Dai non ti offendere nemmeno tu, però per me il web non è luogo di risse. Non sono neppure grillino, figurati…


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