06 feb 2017

Via Raffaello, storia di un ambulante troppo “espansivo”


Buongiorno,
scrivo per segnalare una delle tante cattive abitudini (questa tipica dei venditori ambulanti) che attanagliano la nostra città, quella che consiste nell’incatenare a cancellate e pali della luce i banchetti e gli altri manufatti destinati alla vendita della merce, con conseguente occupazione abusiva di suolo pubblico.

Il caso specifico che desidero portare alla vostra attenzione riguarda una struttura in legno che da parecchio tempo (esattamente dallo scorso mese di giugno, con prima PEC inviata il 18 luglio, come da screenshot allegato) segnalo alla Polizia municipale, la quale ormai da quasi 7 mesi mi rassicura dicendomi che “provvederanno quanto prima ad effettuare un intervento congiunto con la RAP”. Sia la Polizia municipale che la RAP vengono regolarmente tempestate dal sottoscritto di mail certificate e solleciti telefonici, ahimé senza alcun risultato.

La struttura segnalata, costantemente incatenata al cancello di una scuola ormai abbandonata in corrispondenza del civico n. 3 della via Raffaello, appartiene ad un venditore di frutta che all’uopo provvede a liberarla dalla catena posizionandola in viale Regione Siciliana, fra le vie De Saliba e la suddetta via Raffaello, esattamente in corrispondenza di una pompa di benzina.

Naturalmente, per evitare che l’assenza temporanea di tale struttura dal luogo in cui viene normalmente incatenata possa rappresentare per qualcuno una tentazione, l’ambulante ritiene opportuno occupare con la propria auto tale spazio comune quasi a voler ricordare a tutti di aver acquisito ormai un diritto di cui nessuna autorità, finora, sembra possa o voglia privarlo.
Sia chiaro: l’intento di tale segnalazione non è quello di impedire a un concittadino di lavorare, ci mancherebbe altro. Tuttavia, decenza vorrebbe che un venditore ambulante, al termine della propria giornata di lavoro, oltre a lasciare la porzione di area comune utilizzata nelle stesse condizioni in cui l’ha trovata, riportasse con sé gli “strumenti” del lavoro, evitando pertanto di occupare con gli stessi spazi che appartengono a TUTTI. C’è da aggiungere, inoltre, che in presenza di ingombranti abbandonati, i nostri cari concittadini fanno del loro meglio per trasformare le zone interessate in vere e proprie discariche a cielo aperto (cosa che avviene regolarmente anche qui da quando tale struttura in legno permane costantemente incatenata nei pressi della via Raffaello n. 3).
Come già detto sopra, tale situazione (che so perfettamente che si replica in centinaia di altre zone della città, cosa che, tuttavia, non costituisce una giustificazione)viene segnalata da mesi sia alla Polizia municipale che alla RAP mediante PEC e telefonate ai rispettivi centralini.
Sperando che si possa trovare presto una soluzione, porgo cordiali saluti.


venditore ambulantevia raffaello

Segnalazione successiva

2 commenti per “Via Raffaello, storia di un ambulante troppo “espansivo”
  • Fulippo1 1358
    06 feb 2017 alle 18:44

    Ovviamente in tutto ciò, stiamo dando per scontato che l’ambulante non sia abusivo come spessisimo accade.

    • giacomo176 29
      06 feb 2017 alle 18:55

      Diciamo che, in assenza di indizi in tal senso, gli si concede il beneficio del dubbio. Ciò che senza ombra di dubbio è abusiva è l’occupazione indebita di uno spazio comune mediante una struttura perennemente incatenata lì.


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