20 giu 2016

Un museo nei mulini di via tiro a segno?


Pochi sanno che in Via Tiro a Segno, un budello di strada, molto trafficata e fortemente degradata, che unisce Piazza Scaffa con il Porticciolo di Sant Erasmo, sorgono due ex mulini,ormai da tempo abbandonati. Il Primo era il Pastificio SEPI, l’altro il  “vecchio “mulino Virga, da non confondere con quello di Corso dei Mille da tempo trasformato in un scuola superiore.  La vicinanza di tanti mulini non deve sorprendere visto che ci troviamo  in una zona vicino al corso del fiume Oreto e ,fino alla fine dell’ 800 ,  gran parte dei mulini  avevano bisogno della forza dell’acqua per poter funzionare.

-L’ex pastificio SEPI, un edificio industriale costruito intorno agli anni 20, “rischia” di ospitare gli  uffici dell’ Istituto di astrofisica di Palermo( INAF). L’ immobile, che era stato fino agli anni 60 un pastificio ,  in seguito trasformata in una palestra privata, da tempo è in condizione di abbandono. L´Inaf  ha acquistato nel 2000 l´edificio  per trasferirvi la propria sede, e per ospitarvi anche l´Istituto di astrofisica spaziale (Iasf).  Nel 2003-2004 l´Inaf ha bandito una gara per  il restauro e l’adattamento dell’edificio, gara  vinta dallo studio Monaco architetti. Dopo alcuni accertamenti  i progettisti , considerando le precarie condizioni statiche dell’edificio decidono che l’ unica possibile ipotesi di intervento  sarebbe  stata la realizzazione ex novo di un edificio , previa demolizione di quello esistente, mantenendo la volumetria generale e la configurazione del  prospetto su  via Tiro a Segno, unico elemento  di una certa valenza architettonica.  Chiaramente i costi  sarebbero  aumentati  sensibilmente.  L’idea di per sé era molto interessante, anche perché l’edificio sorge vicino a Via Archirafi, sede di diverse facoltà scientifiche universitarie e all’Orto botanico.  Quello che lasciava perplessi era il fatto che  il progetto  originario  era stato profondamente cambiato, da “restauro conservativo” ad abbattimento e costruzione di un nuovo edificio. Inoltre anche l’ importo dell’ intervento era passato  da un milione e 700 mila euro a dieci milioni di euro. Nel 2007 la consigliera comunale Nadia Spallitta intervenne facendo notare tali anomalie. Inoltre ricordò che un edifico costruito prima del 1934, non poteva essere abbattuto: “questi edifici vanno restaurati e utilizzati per finalità compatibili con la loro natura”. Alla fine il progetto si insabbiò. Solo recentemente sembra che la situazione si sarebbe sbloccata e “ forse” il progetto andrà in porto . Nel frattempo  l’ex pastificio SEPI  ha continua  il suo lento e inesorabile degrado

-L’ex Mulino Virga, è invece un edificio industriale più antico e sotto molti aspetti più interessanti. Infatti mentre il primo ,negli anni ha subito diversi interventi di modifica, molti dei quali abusivi,( era diventato per un certo periodo una palestra), quest’ultimo invece non ha subito nel tempo grosse modifiche. Fu sede, del primo pastificio Virga.  Negli anni 30,durante il regime fascista, con il fallimento dell’industriale Filippo Pecoraino  il pastificio di Corso dei Mille, insieme ad altri beni ( tra cui il giornale L’ORA)  passarono di proprietà  dei  Virga  che trasferirono  parte della loro attività industriale nella nuova e più moderna fabbrica acquisita. Da allora il vecchio MulinoVirga fu lentamente abbandonato .  Da quanto ci risulta il mulino di via Tiro a segno fu attivo fino alla fine della 2° guerra mondiale . Da allora è stata abbandonata al degrado. Nel 2013  fu pubblicata la notizia che il comune di Palermo, nell’ambito di un progetto di edilizia sociale, aveva deciso di affidare tale ex mulino a una cooperativa che avrebbe costruito,  66 appartamenti . Ipotesi cervellotica considerando  che Via Tiro a segno è un budello di strada, priva di parcheggi e fortemente degradata. Inoltre la zona ha un alto valore storico.  Si trova infatti a due passi dal Foro Italico e dal Porticciolo di Sant’Erasmo e di fronte al vecchio  Gasometro  e a Villa Giulia. In questo caso, ci dispiace dirlo,  nessuno fece notare che tale edificio era stato costruito molto prima del 1932 e perciò, secondo la legge,  andava restaurato e utilizzato per finalità “compatibili con la sua natura”. Francamente “abbattere e costruire case popolari al suo posto” non ci sembrava una  finalità compatibile con la sua natura. Meno male che ha difendere il mulino Virga dalla distruzione è intervenuto il più potente alleato, l’immobilità e l’inconcludenza della burocrazia  del Comune.  Come si vede anche tra gli antichi edifici storici ci sono figli e figliastri e la legge non è sempre uguali per tutti.

PROPOSTA : Considerando il luogo  storico, e la zona( ricordiamo che fino agli anni 50, con l’abbattimento della Stazione ferroviaria, il Piano di Sant’Erasmo, era ricco di iniziative industriali e artigianali), perché l’ex Mulino Virga  di Via Tiro a segno non può essere trasformato in un museo della storia delle attività produttive a Palermo?  Oggi il nostro tessuto industriale è asfittico e fortemente in crisi ma nel passato Palermo ha avuto momenti molto importanti e significativi, per esempio pochi sanno che , grazie ai Florio, si costruirono anche delle automobili.  Perché la Camera di Commercio e le associazioni degli industriali non propongono al Comune tale ipotesi? Tra l’altro la vicinanza con il Polo Scientifico universitario di Via Archirafi potrebbe favorire quell’interazione tra mondo produttivo e scientifico che fino ad ora è mancato.  Chi sa se un iniziativa del genere possa far rinascere la voglia di investire in questa sfortunata e agonizzante città,

L’immagine è puramente indicativa.


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7 commenti per “Un museo nei mulini di via tiro a segno?
  • punteruolorosso 2253
    21 giu 2016 alle 11:21

    fra l’altro in zona c’è quel campo recentemente donato all’orto botanico in vista di un’estensione di quest’ultimo al di là della via tiro a segno.

    • belfagor 682
      22 giu 2016 alle 8:31

      Hai perfettamente ragione. Tra l’altro proprio di fronte tra poco sarà completato la nuova sede tecnologica dell’Amg. All’inagurazione dei lavori l’ex presidente di Amg, Mario Pagliaro dichiarò “ l’opera avrà un impatto non solo sulla società, ma anche su Palermo e sul suo futuro di città aperta all’innovazione . Quest’area diventerà uno spazio aperto alla partecipazione della città dove i tecnologi e i manager lavoreranno per portare alla città innovazione, efficienza energetica ed energia solare”.
      E’ prevista anche la realizzazione di una struttura adiacente per la mobilità sostenibile, dotata di copertura fotovoltaica e corredata da colonnine di ricarica per auto elettriche e a metano. Il Polo, secondo l’Amministrazione, diventerà il cuore propulsivo della smart city e dell’innovazione in campo energetico basata sulle fonti di energia rinnovabili, in cui tecnologie della green economy e tecnologie digitali semplici e facilmente usabili da parte di tutti verranno messe a disposizione della città e dell’intero territorio della nuova area metropolitana.
      Ammetto la mia ignoranza in questo campo, però appare evidente che la proposta di trasformare l’ex Mulino Virga in in un museo della storia delle attività produttive della nostra città ci sembra una proposta che và incontro a questa strategia. Passato e futuro che si confrontano nell’arco di qualche centinaio di metri. Ecco perché l’ipotesi di trasformate tale mulino in case di edilizia popolare ci sembra una scelta controcorrente e cervellotica, degna delle peggiori giunte del passato.

  • Athon 879
    20 giu 2017 alle 1:39

    Grazie per le tante informazioni. Non ne sapevo nulla. Non si finisce mai di scoprire Palermo.

    Qui il rendering di quella che dovrebbe essere la nuova sede Inaf: https://www.balarm.it/articoli/magazine/tiro-a-segno-una-nuova-sede-per-l-istituto-nazionale-di-astrofisica-18340

    Qui invece alcune osservazioni fatte da Nadia Spallitta nel 2007: http://www.nadiaspallitta.it/nadia-spallitta-replica-allarchitetto-monaco-sullex-pastificio-sepi/

    Penso che se da un lato sia possibile discutere sul progetto riguardante l’ex pastificio SEPI, visto che ne verrebbero comunque mantenute la volumetria generale e la configurazione del prospetto su via Tiro a Segno, per quanto invece riguarda l’ex Mulino Virga, l’idea di demolirlo per costruire case popolari dovrebbe suscitare una sollevazione popolare. Basta brutture! Demoliscano quelle già esistenti; non ne creino di nuove. Condivido in pieno la proposta di belfagor.

  • friz 1248
    20 giu 2017 alle 8:53

    ….l’idea è buona… anche se la speranza è che il museo possa essere realizzato bene e non in maniera frettolosa come spesso accade in questa città… non vorrei che fosse fatto un museo sul modello del vicino museo del mare… infatti quello è un museo grazioso, ma niente di più…. un museo fatto con 4 soldi… povero di contenuti e poco curato… In altre parole questo nuovo museo facciamolo, ma facciamolo come si deve… che i futuri visitatori possano rimanere a bocca aperta…. almeno per una volta facciamo finta che Palermo sia la capitale del Mediterraneo….

    • belfagor 682
      20 giu 2017 alle 12:01

      Caro Friz, sono d’accordo con te. Il “museo del mare”, nonostante i tanti tentativi per rilanciarlo , rimane un “museo” tristemente vuoto. I pochi turisti che vanno a visitarlo non riescono a capire a che serve. Il nuovo assessore alla cultura dovrebbe trasformarlo in un museo “vivo” ma soprattutto con un anima. Trasformare l’ex Mulino Virga in un “museo della storia delle attività produttive a Palermo” sarebbe , secondo me, un ottima idea. Palermo, nel passato è stata una città “industriale”. I Florio erano riusciti ad attrarre imprenditori e artisti da molti paesi L’arte Liberty si è sviluppata a Palermo raggiungendo livelli altissimi. Oggi riusciamo ad attrarre solo immigrati disperati sfruttati da delinquenti locali. E’ forse questo la famosa città multietnica?


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