Segnalazione
27 mar 2018

Le grandi incompiute di palermo: al danno la beffa

di belfagor

Prendendo spunto da un articolo di  Davide Guarcello, pubblicatoil 3/12/2017 su "IlSicilia”, cerchiamo di fare un po’ di chiarezza sulla situazione di tre importanti opere pubbliche, finanziate e appaltate ma  rimaste incompiute.  Stiamo parlando del Sottopasso di via Perpignano, del Collettore fognario Sud-Orientale e  del raddoppio del Ponte Corleone. Ma andiamo per ordine. Si è sempre pensato che la responsabilità della mancata realizzazione di tali fondamentali opere fosse della ditta che si era aggiudicata tali opere, cioè la “CARIBONI  strade e gallerie spa” di Rocca di Caprileone (Messina).  Tale ditta era fallita e per tale motivo il Comune di Palermo era stato costretto a recidere i contratti. Ma, a quanto sembra, la situazione è diversa.. Infatti la ditta Cariboni non è fallita e ha chiesto al Comune di essere ….risarcita. Può sembrare una provocazione ma per la Magistratura Civile non è così. 1) - SOTTOPASSO DI VIA PERPIGNANO  Il contratto  per il “Sottopasso di via Perpignano”, fu stipulato dalla Giunta Cammarata il 19 marzo 2007 e i lavori consegnati  alla Cariboni , che aveva vinto l’appalto, il 20 giugno 2007. L’opera doveva essere realizzata in 270 giorni, cioè prima dell’estate 2008. Invece, l’associazione temporanea di imprese, composta dalla “Cariboni” di Rocca di Caprileone (Messina) e dalla “MedImpresitscrl” di Salerno, non inizio mai i lavori. Nel 2008 il Comune, di fronte a tale situazione, sciolse il contratto, dando il via a una lunga battaglia legale. E, incredibile ma vero, pare che la magistratura, con una sentenza “ salamonica”,  non ha dato ragione esclusivamente al Comune, ma abbia riconosciuto danni e risarcimenti «ad entrambe le parti» Nel 2007 per la realizzazione dell’opera erano stati stanziati dall’ Agensud circa 22 milioni di euro. Tali finanziamenti statali sono andati perduti visto che è passato oltre un decennio. Ma anche se fossero stati recuperati, l’opera non potrebbe essere realizzata perché oggi ce ne vorrebbero 34. 2)– COLLETTORE SUD ORIENTALE Il  Collettore emissario sud- Orientale avrebbe dovuto essere la “spina dorsale” del sistema fogniario di Palermo: attraversando tutta la città (7 km), dal’ Uditore ad Acqua dei Corsari, per consentire lo smaltimento di 70mila litri di reflui al secondo (acque miste, bianche e nere). La storia di tale opera incompiuta è molto complessa. Inizia  nel 1961 con la redazione del Piano generale della fognatura  (con la 1ª tranche di lavori partita nel 1987 e conclusa nel 1993). La 2ª tranche fu avviata il 16 maggio 2005, con l’appalto vinto dalla solita “Cariboni”. Dopo una variante nel 2008, i lavori del Collettore si sono arenati. Attualmente l’opera è stata completata al 40%. Il 7 maggio 2010 il Comune( sindaco Cammarata) rescisse il contratto «per ingiustificata inattività dell’impresa». Restano così da ultimare 3,1 km di nuova conduttura, da piazza Camporeale a via del Vespro. L’opera doveva costare  33,5 milioni di euro ( cifra  che però è lievitata a 47,3 milioni)  per cui basta fare una semplice sottrazione per rendersi conto che mancano quasi 14 milioni per completarla. 3)– RADDOPPIO DEL PONTE CORLEONE Il contratto fu stipulato con la Cariboni il 19 marzo 2007. Qui la Cariboni iniziò i lavori, ma in un anno, realizzò solo il 15% dell’opera  (sono state fatte solo le “spalle” del ponte sul lato del  Baby Luna). “A seguito di grave inadempimento contrattuale” , la Giunta Comunale ( sindaco Cammarata) deliberò la risoluzione del contratto  il 30 maggio 2008. Il 6 ottobre 2010, cioè dopo più di due anni, la Cariboni si fa viva e invia al Comune un atto di citazione in cui l’impresa chiedeva i danni poiché riteneva” illegittima” la risoluzione contrattuale.  il Tribunale civile di Palermo, in I grado, ha rigettato tale richiesta e dispose una CTU per la quantificazione del danno patrimoniale subìto dal Comune. Perciò l’iter giudiziario ancora non si è concluso e non si sa quando si arriverà a sentenza definitiva.. Il costo iniziale dell’opera era di 14 milioni di euro. Tali finanziamenti statali sono andati perduti visto che è passato più di un decennio. Ma anche se tali soldi fossero recuperati difficilmente l’opera potrebbe essere realizzata perché oggi per realizzarla ce ne vorrebbero almeno 21. La struttura è vecchia e potenzialmente pericolosa, specialmente se si pensa che da quel ponte transitano ogni giorno centinaia di migliaia di automobil provenienti da Palermo e Provincia e  rappresenta l’unico collegamento tra l’autostrada PA- CT e la PA- TP . Attualmente l’’unico intervento del Comune e stato quello di mettere il limite di velocità a 30 Km/h, vietando pure il transito ai mezzi con peso per asse superiore a 11 tonnellate e il sorpasso ai mezzi pesanti da 3,5 tonnellate. Limiti e divieti che – in verità – nessuno rispetta e nessuno fa rispettare. È infatti quasi impossibile andare in auto a meno di 30 km/h in una tangenziale come viale Regione Siciliana o impedire il passaggio dei mezzi pesanti ( qual è l’alternativa ?). Qualche burlone pensa di mettere l’autovelox o di chiudere il ponte e dirottare tutto il traffico della Circonvallazione  in ….Via Messina Marine. Tutti ammettono la pericolosità del Ponte Corleone, ma negano  il possibile rischio crollo  L’assessore Arcuri ha dichiarato recentemente :"Pericoli? Se non ci fossero le condizioni di sicurezza minime sarebbe già stato chiuso".Peccato che l’ultima perizia tecnica, del 2005, sosteneva l’urgenza di una manutenzione straordinaria. CONCLUSIONI: Nel dicembre 2016,  l’allora Primo ministro  Renzi e il sindaco Orlando hanno siglato il “Patto per Palermo” che prevedeva l'erogazione di 764 milioni per opere di miglioramento della città. Era certamente una importante e bella notizia. Nella realtà i nuovi finanziamenti erano solo 322 milioni, il resto erano somme già stanziate e mai utilizzate dal Comune e che però solo in parte potevano essere recuperate. Ciò è molto importante per capire il pasticcio che si è verificato dopo. Tali nuovi fondi non erano vincolanti e potevano perciò  essere spesi dal Comune per quelle opere che si ritenevano prioritarie. Gran parte di questi nuovi finanziamenti   il Comune  li ha destinati alla realizzazione di nuove linee di Tram ( circa 98 milioni) e per un nuovo  restauro del Teatro Massimo ( 22 milioni). Solo 4 milioni (4.663.954,51 per la precisione) furono  destinate al Sottopasso Perpignano, e 5,3 per il “Raddoppio del Ponte Corleone”, cifre chiaramente insufficienti. Dall’assessorato comunale alle Infrastrutture  giustificarono tali scelte con il fatto che tali cifre dovevano aggiungersi ai vecchi finanziamenti e proprio per questo  si disse :«si attendono verifiche da Roma sui fondi ex Agensud». Cioè si sperava di recuperarli. Purtroppo ciò non è stato possibile. Lo stesso assessore Arcuri ha ammesso: “Abbiamo fatto un tentativo di recuperare le somme con il ministero delle Infrastrutture, ma il tentativo è andato a vuoto". Il Comune pensò di dirottare le risorse stanziate dal “Patto per Palermo”per il Sottopasso  di Via Perpignano   per  il raddoppio del Ponte Corleone ” che ha la priorità visto lo stato in cui versa oggi». Ma tale strategia “alternativa” presenta un “piccolo problema”.  Per il raddoppio del Ponte di Corleone ci vogliono 21 milioni , come pensa  il Comune di completare tale opera con soli 9,8 milioni? Inoltre,  dirottando i fondi residui sul Ponte Corleone, appare evidente che il progetto del Sottopasso Perpignano viene accantonato definitivamente  come probabilmente anche il  Collettore Sud Orientale ( di cui il Comune non ha destinato nemmeno un centesimo di tali somme del “ Patto”.) Ma c’è il rischio che nemmeno il raddoppio del Ponte di Corleone sarà possibile realizzarlo. I fondi del “ Patto per Palermo” vengono erogati a condizione che vengano spesi entro  Dicembre 2019. Dal 2016 a oggi il Comune di Palermo non ha fatto ancora nulla, perciò il rischio di perdere questi fondi (e quindi l’opera) è molto forte. In un recente articolo pubblicato su“ Mobilita Palermo “ dal titolo emblematico :“ Il bando per il Ponte Corleone prossimo alla pubblicazione, ma è una corsa contro il tempo” si esprimevano fondate  preoccupazione. E che queste preoccupazioni non sono campate in aria lo dimostra il fatto che durante la seduta del Consiglio comunale del 13/03/2018 il consigliere di maggioranza, Sandro Terrani (capogruppo di Mov139) ha lanciato l’allarme "Apprendendo dello stato di gravità rispetto allo stato di degrado avanzato in cui versa il ponte Corleone….si chiede l'immediata convocazione in Aula dell'assessore per fare chiarezza sulla stabilità della struttura e lo stato di avanzamento degli interventi previsti". Il 14/03/2014 l'assessore ai Lavori pubblici, Emilio Arcuri, convocato urgentemente a Sala delle lapidi, ha confermato ai consiglieri comunali che gli interventi sul Ponte di Corleone - che mostra evidenti segni di degrado- sono ancora al palo. "Non sono ancora stati fatti i calcoli", ha ammesso candidamente l'assessore. Alla fine e’ sempre più probabile che, nonostante la “pioggia” di finanziamenti, statali e europei,  nessuna  di tali “grandi opere” sara’ realizzata e i 322 milioni del “ Patto per Palermo” faranno la fine di tutti gli altri finanziamenti passati.   COMPLIMENTI !!!!    

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26 mar 2018

Anello Ferroviario | I disservizi di un pendolare che utilizza le fermate “Imperatore Federico” e “Giachery”

di silvercult

Desdero segnalare sulla base della mia personale esperienza, la vergognosa gestione delle stazioni della "metropolitana" di Palermo, nello specificvo delle stazioni Federico e Giachery. Elenco i problemi: Personale totalmente assente (nell'arco di un mese solo una volta ho visto personale in garitta sia a Federico che a Giachery) A federico nell'arco temporale  da gennaio 2017 al 22 febbraio 2018 solo 8 volte la scala mobile ha funzionato Sempre a Federico nello stesso arco di tempo solo 19 volte l'ascensore ha funzionato Le due stazioni sono spesso sporche e abbandonate. Desidero inoltre fare alcune considerazioni: E' pressocchè impossibile per un utente effettuare segnalazioni o reclami. I siti sono disordinati e mal gestiti e danno l'idea di voler rendere complessa la possibilità di reclamare, ma anche di usufruire facilmente dei servizi offerti ) Presso la stazione Federico è stato installato un nuovo ascensore. I lavori sono durati oltre 4 mesi e l'ascensore non è ancora entrato in servizio. Non ho riscontrato alcuna sorveglianza sui lavori. Lascio a Voi qualunque deduzione in merito. La stazione Giachery è sede di un suimpatico signore che alloggia in una comoda sedia di plastica bianca tra due tornelli dismessi. Tale signore oltre a sembrare essere l'unico vero padrone e gestore della stazione abbandonata svolge saltuariamente anche l'attività di posteggiatore della stazione. Mi domando infine che azienda è quella che è molto accorta a fare pagare il biglietto ( il personale al controllo sui treni c'è e lavora ), ma che non sorveglia le stazioni e i lavori, non facilita il cittadino e non lo assiste nei servizi che dovrebbe offrirgli, non controlla impianti ed il proprio personale o lo utilizza solo per garantire i propri introiti, Vi sarò grato se vorrete attenzionare tali mie segnalazioni. Distinti saluti

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06 dic 2016

Pronti 22 milioni per il restauro del Teatro Massimo

di belfagor

Era la sera dell’11 maggio 1897 e il cronista del Giornale di Sicilia descriveva così l’inaugurazione del Teatro Massimo ““La grande piazza in mezzo a cui sorge il superbo monumento, fin dall’imbrunire cominciava a popolarsi; si può dire che tutta la cittadinanza vi passava e si soffermava un poco per ammirare il teatro che già illuminavasi delle centinaia di lampade elettriche spargenti la loro luce nei grandi vani dell’edificio. Verso le 21, quando si avvicinava l’ora della rappresentazione, la piazza e le vie adiacenti al teatro erano interamente gremite, da impedire qualsiasi circolazione. La magnifica ed artistica mole illuminata offre da fuori uno spettacolo bellissimo, quasi diremo fantastica”.  In tutte le cronache del tempo l’apertura del teatro è descritta come una serata indimenticabile. Eppure la strada per arrivare a quel giorno fu lunga e cosparsa di spine. Il progettista Giovan Battista Filippo Basile, morì senza vedere finita l’opera . Fu il figlio Ernesto che portò a termine il lavoro del padre. Tra l’idea di costruirlo e la realizzazione definitiva erano passati oltre trent’anni. Il bando di concorso era stato vinto dal Basile.  Per costruirlo si era intervenuti abbattendo un case, conventi e chiese barocche e creando una nuova piazza, destinata a far da cerniera fra la vecchia e la nuova città. Infatti il l teatro fu edificato fra il bastione di San Vito e la Porta Maqueda, abbattendo la Chiesa delle Stimmate e l'annesso convento e la Chiesa di San Giuliano, che dava il nome al quartiere. Alla realizzazione dell’opera e alle decorazioni del teatro parteciparono i più famosi artisti e i migliori artigiani cittadini. A guardia dell’imponente scalinata furono collocatiti due leoni cavalcati dalle allegorie della “Tragedia” ( opera di Benedetto Civiletti ) e della “Lirica” (di Mario Rutelli). Il teatro Massimo fu dedicato a Vittorio Emanuele II, ed era ed è il più grande teatro lirico d’ Italia e uno dei più grandi d'Europa. Infatti solo l’Opera Nazional di Parigi e la Staatsoper di Vienna sono più grandi . Come ogni edificio costruito dove sorgevano chiese e conventi , il teatro trasuda di storie misteriose , di leggende e di maledizioni. Strani spifferi di aria gelida attraversano stanze senza finestre , molti giurano di avere incontrato il fantasma di una suora la cui tomba è stata violata durante i lavori di costruzione e che si aggira per il teatro alla ricerca della sua tomba, inoltre qualcuno dichiara di ascoltare, durante le notti senza luna, il pianto disperato di una donna. Sarà per queste leggende o per la maledizione della suora, ma la vita del teatro, fin dall’inizio, non è mai stata facile. “A pochi anni dall’inaugurazione il teatro chiuse per un lungo periodo a causa dei gravi problemi finanziari della Famiglia Florio che ne aveva la gestione ( sembra che i soldi spesi per il teatro avevano prosciugato le ricche casse della famiglia). Inoltre a causa della mancanza di un ordinaria manutenzione, il teatro ha dovuto subire frequenti e pesanti interventi “eccezionali”. Nel 1974 il teatro fu chiuso per uno di questi restauri “eccezionali”. E che si tratto di un restauro “eccezionale” lo dimostra il fatto che tali lavori durarono ben …. 23 anni e interessarono anche…. La Magistratura. Finalmente ,nel 1997 ( cento anni dall'inaugurazione), il teatro fu finalmente riaperto, in pompa magna. Ad organizzare i festeggiamenti, che molti definirono un seconda inaugurazione, c’era un giovane astro ascendente della politica cittadina, Leoluca Orlando Cascio, sindaco di Palermo dal 1985. Tutto a posto? Nemmeno per sogno. Sono passati meno di 20 anni da quella riapertura che  il Teatro Massimo “ Vittorio Emanuele II “dovrà essere di nuovo restaurato. Infatti sono stati destinati per tale lavori ben 22 milioni di euro del “fondo per Palermo”. Forse si dovrà chiudere di nuovo il teatro, visto che i lavori saranno abbastanza invasivi. Francamente non crediamo ai fantasmi o alle maledizioni ma forse dovremo cominciare a crederci e fare i doverosi scongiuri.

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14 set 2016

La doppia vita dei semafori del tram…

di belfagor

Insieme al tram, Palermo ha ereditato un numero impressionante di semafori. La loro funzione era quella di regolare il traffico e permettere al tram di viaggiare tranquillamente.   Ma per svolgere  tale funzione tali semafori dovrebbero essere ben sincronizzati e qui che iniziano i problemi. In una città dove per mettere un semaforo c’è bisogno  prima del morto  ( ricordiamo tutti quella povera ragazza uccisa in viale della Libertà proprio per l’assenza di un semaforo pedonale) , i semafori tranviari invece si sono moltiplicati come funghi. Per esempio, i semafori che costellano via Leonardo Da Vinci dal deposito di via Castellana fino alla stazione Notarbartolo , sono passati a 3… a 25. Lo stesso discorso vale per quelli di Corso dei Mille, dove i semafori hanno raggiunto cifre incredibili. Tutto questo ha prodotto miglioramenti al traffico ? Nemmeno per sogno. Dopo aver cercato di regolarli , la SIS o l’AMG, si sono arresi. Alcuni di tali semafori sono stati lasciati a lampeggiare continuamente, anche quando il tram passa, altri continuano a funzionare ma creano più problemi che vantaggi. Alcuni funzionano ad intermittenza ,cioè mentre meno te lo aspetti, il semaforo lampeggiante riprende a funzionante all'improvviso  oppure viceversa. Una situazione surreale che crea non pochi disagi e pericoli. Ci sono alcuni semafori, come per esempio quello tra Corso dei Mille e Via Decollati che è completamente sfasato. Se no fosse un semaforo parleremo di schizofrenia ( il semaforo rimane rosso per 5 minuti poi diventa verde per 5 secondi per poi ritornare al rosso). Ma il problema non è solo  questo semaforo ma sono tutti i semafori della zona che presentano grossi problemi.  La  mattina, ad esempio, fino alle otto  spesso i semafori sono  tutti disattivati. . Per attraversare il tratto che va da piazza Ponte dell'Ammiraglio a corso dei Mille occorreva confidare nel buon senso, anche degli altri automobilisti. O,  ancora meglio, affidarsi alla fortuna o a qualche Santo miracoloso. Prima della costruzione del tram, da Borgo Nuovo per raggiungere in automobile la stazione Notarbartolo occorrevano in media 15-20 minuti. Adesso, invece, per compiere tale tragitto occorre spesso oltre un’ora, grazie  anche ai tanti semafori. Ma anche i tram sono vittime di tali situazione. Più di una volta tali tram rimangono bloccati  per diversi minuti,  per colpa di qualche semaforo  ,in altri momenti sono costretti a fermarsi bruscamente perché le automobili  hanno avuto il via libera anche quando il tram sta  passando. Ci chiediamo, perché non si fa niente? Forse se spegniamo qualcuno di tali semafori la situazione può migliorare. Oppure dobbiamo aspettare, come al solito, il morto?

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01 set 2016

Ponte Corleone, un ponte da attraversare delicatamente

di belfagor

Poche sono le notizie sul ponte che sorgeva un tempo in questa zona e che permetteva l’attraversamento del fiume Oreto . Certamente , insieme al Ponte Ammiraglio, era uno dei più antichi . Si trovava sulla strada che collegava Palermo a Corleone, importante via di collegamento verso l’entroterra. Accanto a tale ponte sorgeva un convento di monache basiliane  con annessa chiesa, di origine normanna, dedicata alla Madonna dell’Oreto, costruita nel 1088 ( i resti di tale chiesa sono ancora visibili) .  Il ponte andò distrutto nel 1720 a causa di uno straripamento del fiume. C’è da ricordare che nel passato l’Oreto era in parte navigabile e molto pescoso. Fino a cento anni fa, alla foce del fiume Oreto, si pescavano storioni lunghi quasi due metri. Due stupendi esemplari, pescati nel 1911, si trovano in mostra ancora nelle vetrine del museo di via Archirafi. Nel 1962 nella stessa zona dove sorgeva il vecchio ponte crollato, ne fu costruito un altro, che permise alla costruenda circonvallazione (pianificata negli anni  50 e prevista dal Piano regolatore generale di Palermo del 1962) di superare il fiume. Purtroppo tale nuovo ponte venne  progettato senza le due  corsie d’emergenze. Ciò determina ingorghi quotidiani, soprattutto nelle ore di punta . Tale problema fu affrontato dal Comune, che progetto un sistema che permettesse di non interrompere il traffico dell’arteria. Tale  progetto prevedeva due piccoli ponti che  avrebbero affiancato quello principale, con una larghezza di circa 10 metri ed una lunghezza di quasi 200 metri. Nel 2006 finalmente vennero inaugurati i lavori in pompa magna, In un primo momento  i lavori procedettero speditamente . Il progetto prevedeva la costruzione di pilastri mentre il ponte vero e proprio sarebbe stato costruito a breve distanza e poi spostato in loco attraverso la valle dell’Oreto. In realtà il cantiere si è arenato abbastanza presto. Nel  Novembre 2008, dopo quasi 2 anni di cantiere ed a 1 anno dalla consegna  dell’opera, i lavori erano molto indietro.La  Cariboni s.r.l., la ditta che aveva vinto l’appalto  e che era stata anche incaricata di realizzare lo svincolo di via Perpignano, aveva grossi problemi finanziari , problemi che gli impedirono di completare l’opera. Nel  Dicembre  2008 il comune revoco l’appalto. Ma Il  ponte, attualmente,  in che condizione è ? Già nel 2004 ,in una relazione commissionata dal Comune, non godeva di ottima salute, soffrendo specialmente le vibrazioni dei grossi mezzi pesanti ( TIR, autobus ecc. ecc. ).  A rigor di logica, in attesa dei lavori di manutenzione , si sarebbe dovuto vietare il transito di tali mezzi . Ma ciò non era possibile perché la Circonvallazione  rappresenta l'unica via di comunicazione veloce tra l'autostrada A19 Palermo-Catania e l'autostrada A29 Palermo-Mazara del Vallo. Proprio per ovviare a tale problema negli anni 80 l'amministrazione comunale aveva previsto la creazione di una seconda arteria centrale sopraelevata. I primi lavori per tale opera cominciarono alla fine degli anni 80 con la costruzione di alcuni pilastri per tale sopraelevata. I lavori però furono abbandonati e i pilastri costruiti sono ancora visibili. Da allora il ponte,  che presentava già nel 2004 dei seri problemi strutturali,  non ha subito interventi manutentivi degni di nota. L’unica cosa che l’amministrazione comunale ha fatto è stata quella di  apporre dei cartelli di limite di velocità a …30Km /h.  Un po’ poco, non pensate?  

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09 ago 2016

S.P. 77 bis : la strada ” scomparsa”

di belfagor

La Provincia Regionale di Palermo ( attuale Città Metropolitana di Palermo) tra i suoi compiti, pochi per la verità, si dovrebbe occupare della manutenzione delle strade provinciali. Tali strade si snodano per circa 1598 Km, più del 50% della rete stradale complessiva della provincia. ( 2624Km ). Di questi 1598 Km, quasi 80% è in condizioni critiche. Molte sono chiuse al traffico per “lavori” infiniti”, altre sono ormai ridotte a trazzere , che mettono a dura prova anche gli ammortizzatori dei più robusti fuoristrada. In alcuni casi la strada è “ scomparsa” , inghiottita da burroni o frane, come nel caso della S. P. 53, nel tratto compreso da tra Alia e Sclafani Bagni , dove a un certo punto il povero automobilista si trova davanti a sé un burrone non segnalato. Esilarante poi quanto si registra sulla provinciale 4 che collega Corleone a San Cipirrello: qui la strada, ridotta a una trazzera, è stata ripristinata autonomamente dagli abitanti della zona, impossibilitati a raggiungere i proprio appezzamenti di terreno e le proprie case, senza ovviamente seguire alcuna norma sulla messa in sicurezza del percorso. La cosa grave che sull’efficienza e sulla transitabilità di questa cosiddetta “strada” si è basato l’assessorato della sanità per proporre la chiusura dell’Ospedale di Corleone, “tanto li vicino c’è quello di Partinico”. Ma un caso che grida vendetta è la situazione della S.P. 77 bis , che unisce, o forse sarebbe più corretto dire univa, Bolognetta a Villafrati. Ormai questa strada, soprattutto nel tratto che unisce Villafrati con la S.S. 121 Palermo Agrigento ( Bivio Tavolacci), è peggio di una trazzera. L’ultimamente tale strada statale è oggetto di pesanti interventi di ampliamento e riammodernamento, che hanno reso il tratto da Bivio Manganaro a Bolognetta, un vero calvario. Se la S.S. 77 bis fosse stata “manutenzionata” regolarmente si sarebbe potuto evitare l’attuale situazione infernale, dirottando il traffico presso tale strada provinciale. La cosa ancora più grave che i lavori per questa strada provinciale erano stati annunciati fin dal Marzo 2010. Dal sito della Provincia Regionale di Palermo del 19/03/2010 La strada provinciale n. 77 ”Misilmeri-Bolognetta”, che nell’ultimo tratto di 7 chilometri ricade nella gestione della Provincia, sara’ interessata da un intervento di manutenzione straordinaria, con una perizia di 1 milione e 400 mila euro redatta dall’ingegnere Gaspare Gucciardi, dell’Ufficio tecnico dell’Amministrazione di Palazzo Comitini. La consegna dei lavori all’impresa aggiudicataria dell’appalto, la ”Ellezeta Costruzioni srl”, con sede a Palermo, è avvenuta alla presenza dell’assessore provinciale alla Viabilità e Trasporti Gigi Tomasino, dei consiglieri provinciali Antonello Tubiolo, Bartolo Di Salvo, Giovanni Salerno e di amministratori locali. ”Con l’apertura di questo cantiere – commenta il Presidente della Provincia Giovanni Avanti – si avviano altri lavori che si aggiungono all’intervento di quasi un milione di euro, in corso sulla Sp 77 bis “Bolognetta -Villafrati”, che renderà più sicuro il percorso verso le affascinanti terme arabe di Cefalà Diana fino ad arrivare all’imbocco sulla ‘veloce’ Palermo – Agrigento”, all’altezza del bivio Tavolacci. A tutto vantaggio della sicurezza dell’intero tracciato, che da un’area interna permette di raggiungere la grande viabilità”. I lavori, che avranno una durata di un anno, interesseranno essenzialmente la ripresa e il consolidamento del corpo stradale, nonché le opere di corredo. ”Si tratta di una manutenzione straordinaria – sottolinea l’assessore Gigi Tomasino – che intende dare soluzione agli ammaloramenti del piano viabile causati dagli eventi atmosferici succedutisi nel tempo e che hanno comportato danni alla struttura stradale. Verranno anche realizzati dei muri di sostegno, sarà ripresa la segnaletica orizzontale e collocate le barriere di sicurezza. L’intervento sarà completato con la costruzione di un tombino per un migliore deflusso delle acque meteoriche”. Di tali lavori qualcuno ha notizie?  

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