19 dic 2017

Il Parco Cassarà alla ricerca di 165.000€: tutto quello che c’è da sapere per questo 2017 infinitamente triste


Nella giornata di ieri si è tenuto un incontro aperto a tutti presso Villa Forni. Oggetto dell’evento una discussione/aggiornamento sulla situazione del Parco Cassarà. Erano presenti tra gli altri il vicesindaco Sergio Marino e un funzionario del settore “Ambiente” del Comune di Palermo, Avv. Fiorino, che ha seguito le vicende di quest’area.

Per dovere di cronaca vi riportiamo le principali informazioni emerse, che fotografano lo stato attuale della vicenda che purtroppo si protrae da troppi anni.

Rispetto agli ultimi aggiornamenti, non è cambiato molto, se non alcuni numeri e date che sono state prospettate per rivedere, almeno parzialmente, il parco aperto alla cittadinanza.

Dunque: ad oggi l’area denominata “verde”, ovvero quella con presenze potenzialmente minori di materiali pericolosi, attende l’esecuzione dei carotaggi nel sottosuolo, che dovrebbero scongiurare presenze oltre i limiti di sostanze quali piombo, radio etc. Nel caso migliore, quindi con esiti entro i limiti consentiti, la palla passerebbe alla Regione Siciliana che carte alla mano, dovrebbe acconsentire alla riapertura parziale.

In realtà niente di nuovo sotto il sole, visto che questa situazione era già nota negli anni scorsi e il Comune, nel frattempo, non è riuscito a trovare le risorse finanziare a garantire questa procedura. Di quanti soldi parliamo?

165.000 €, che possono sembrare tanti, ma per un comune di queste dimensioni, posso essere anche spicci.

Ad ogni modo, l’unica soluzione prospettata oggi per reperire i fondi necessari è il loro prelievo dal fondo di riserva del 2018. Un’operazione che è stata voluta anche dal Sindaco e che potrebbe avvenire entro il 31 Dicembre a seguito di una approvazione di giunta. Nel momento in cui ciò avverrà, verrà pubblicato il bando per avviare la gara di appalto. Tra l’apertura del bando, l’ammissione delle candidature, eventuali ricorsi etc. passeranno sicuramente più di 5-6 mesi. Infine, una volta aggiudicati i lavori all’azienda vincitrice dell’appalto, i lavori per effettuare i 12 carotaggi sono stimati in 90 giorni. Poi, come dicevamo, i risultati finiranno nella scrivania di qualche funzionario regionale per l’esito finale.

Quanto di tutto questo verrà rispettato? Non lo sappiamo. L’anno scorso si parlò di tempi più o meno ravvicinati, ma mai rispettati. Quest’anno tutto passa dal prelievo dai fondi di riserva e dalla delibera di giunta.

Insomma, mai una gioia per questo parco.

Le cose che nessuno dice

Come vi abbiamo più volte raccontato, l’area “verde” del parco è stata più volte oggetto di interventi. In primis dal Coime, che ha letteralmente lavorato il terreno fino a 60 cm di profondità, asportando eventuali rimanenze di cemento amianto e materiali simili. Da qualsiasi parte si accerta in via ufficiosa che quella parte di parco potrebbe essere fruita già domani mattina. Del resto la grande ambiguità sta nei provvedimenti del magistrato, che dapprima dirama il sequestro per “potenziale inquinamento” dell’area (e intimando tutte le analisi del caso) salvo poi autorizzare tutte le maestranze del Coime a lavorare giornalmente a Villa Forni e nell’area verde.

Ma se c’è un potenziale pericolo per la salute, gli operai del Coime perchè sono “esentati” ??? Che prevenzione è mai questa?

Questa fetta di parco viene giornalmente curata e ve lo possiamo testimoniare con le foto seguenti. Mancano soltanto i cittadini. Queste incongruenze di cui nessuno sembra voler parlare, lasciano presagire altre motivazioni per cui il parco sta “subendo” una procedura così minuziosa e infinita che, seppur a rigor di legge, dovrebbe essere applicata a qualsiasi parte della nostra città. E’ eloquente che scavando oltre i 60 cm di profondità, in svariate parti del tessuto urbano sarebbe altamente probabile trovare materiale nocivo per la salute delle persone.

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Ci sembra, ma possiamo sbagliare, che il magistrato abbia fatto il bello e il cattivo tempo su tutta questa vicenda.


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5 commenti per “Il Parco Cassarà alla ricerca di 165.000€: tutto quello che c’è da sapere per questo 2017 infinitamente triste
  • peppe2994 3098
    19 dic 2017 alle 10:04

    Che poi, sotto il terreno non è nocivo. Mica sta in aria. La cosa è stata più volte ribadita anche da esperti, ma nessuno vuole ascoltare.

    L’unica motivazione con un minimo di senso alla non riapertura è che aprendone un solo pezzo ovviamente le persone non rispetterebbero tale limite.

    La vicenda Parco Cassarà è un puro mistero. Lo stato mette in continuazione a disposizione fondi per la bonifica ed interventi sull’ecologia e non riescono ad intercettare niente, assurdo, quando in altri settori invece i soldi arrivano.

  • belfagor 501
    19 dic 2017 alle 10:27

    Siamo alle solite: riassumiamo brevemente la storia
    La Magistratura sequestra Parco Cassarà perché “potenzialmente pericoloso”: vi sarebbe seppellito , in una parte del parco, dell’amianto. Però la stessa Magistratura permette agli operai del COIME di lavorare nel parco senza particolari protezioni e accorgimenti.
    Il Comune di Palermo per chiedere di dissequestrare l’area avrebbe bisogno di …… 165.000 euro per fare 12 carotaggi, ma non ha i soldi. Ma anche se riuscisse a recuperarli utilizzando i FONDI DI RISERVA del….2018 i tempi burocratici sarebbero lunghissimi.
    La Regione aspetta che arrivino i risultati di tali carotaggi, che ancora non sono stati effettuati e che difficilmente saranno realizzati in tempi celeri, per permettere la riapertura, però solo parziale, del parco ( Magistratura permettendo).
    Nel frattempo si organizzano conferenze stampa e assemblee per dire che ….non ci sono novità.
    Purtroppo tra la lentezza della Magistratura e le deficienze, non solo economiche e burocratiche , del Comune e della Regione, appare evidente che il Parco Cassarà difficilmente sarà riaperto entro tempi brevi ( cioè entro il 2020)

  • huge 2211
    19 dic 2017 alle 12:00

    Quasi 4 anni di chiusura e stiamo ancora a parlare di carotaggi… pesce d’aprile a dicembre?

  • friz 1129
    22 dic 2017 alle 12:22

    ….la situazione riguardante questo parco è imbarazzante e fa comprendere CHIARAMENTE l’altissima inefficienza di questo sindaco e della sua giunta… forse… e dico forse… dopo 4 anni di chiusura, tra uno o due anni, si riaprirà una parte del parco… ma stiamo scherzando o cosa? ….e non cercano neanche una soluzione definitiva… io potrei capire certi tempi se stessimo parlando di decontaminare la centrale di Chernobil… ma qui stiamo parlando di amianto… come può essere che questo sindaco non è riuscito a trovare una soluzione per fare riaprire l’intero parco?
    Non potrebbe chiedere un aiuto a qualche sindaco più esperto e più pratico? Giusto per farsi dare una dritta… magari Enzo Bianco gli potrebbe dare una mano… :)

    P.S. ….e tra i tanti difetti sono pure bugiardi perchè sotto elezioni avevano dichiarato di essere vicinissimi ad una soluzione definitiva… :) :) :) :)


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