19 mag 2016

FOTO | Castello di Maredolce, avviate le demolizioni delle case abusive


Via le costruzioni abusive vicine al Castello di Maredolce.


A comunicare oggi l’avvio delle opere di demolizione è stato il Soprintendente per i Beni culturali e ambientali di Palermo, Maria Elena Volpes. “Si avvia dunque una nuova fase del recupero dell’importante monumento, che attende di essere inserito nell’Itinerario Arabo-Normanno riconosciuto dall’Unesco quale patrimonio dell’umanità. Questo intervento al Castello della Favara di Ruggero II – conclude – arricchirà il quartiere di Brancaccio di un’immagine di bellezza che è anche simbolo di riscatto”

Foto tratte dalla pagina facebook Panormvs 28 secoli di storia:


castello di maredolcefavaralago di maredolcemonte grifonere normanni

26 commenti per “FOTO | Castello di Maredolce, avviate le demolizioni delle case abusive
  • belfagor 312
    19 mag 2016 alle 8:30

    Finalmente una buona notizia però……… . Il problema del Castello di Maredolce è un po’ più complesso del semplice abbattimento delle case abusive. Se dobbiamo restituirlo alla fruizione dei cittadini e dei turisti sono necessari interventi più significativi. Bisognerebbe creare intorno al monumento un minimo di verde attrezzato per “isolarlo” dalle brutture circostanti. Inoltre non basta aprirlo ma bisogna preservarlo garantendo una valida manutenzione , ordinaria e straordinaria . In caso contrario farà la fine della Zisa, che nonostante sia stato inserito nell’itinerario arabo- normanno, da anni è abbandonato a se stesso.

    • punteruolorosso 1491
      19 mag 2016 alle 9:05

      alla zisa è stato fatto un pessimo restauro e realizzato un parco di cemento. adesso si eviti che lo stesso accada a maredolce

      • fabio77 662
        19 mag 2016 alle 9:11

        Concordo: la Zisa rappresenta l’esempio lampante di come si può arrivare a mortificare un monumento meraviglioso, con interventi edilizi aberranti e dozzinali.

      • Athon 798
        19 mag 2016 alle 14:39

        Speriamo che la Zisa possa essere nuovamente interessata da lavori di recupero, stovolta seri e rispettosi dell’importanza del sito. Non importa che sia già stato sperperato denaro per ciò che viene millantato come recupero e che invece, agli occhi di tutti o quasi, è solo un’aberrazione. Si investano nuovamente capitali per restituire pieno splendore alla Zisa e al suo giardino.

    • Pietro 248
      19 mag 2016 alle 10:20

      Infatti …
      È sempre lo stesso il punto. Tutto il “mondo palermitano” va ristrutturato, tutto insieme. Altrimenti … beh … l’hai già detto tutto!

  • fabio77 662
    19 mag 2016 alle 9:08

    Spero non sia un intervento isolato, ma l’inizio di una stagione di risanamento edilizio-urbanistico della città.
    Solo lo strumento della demolizione – ragionata e mirata – può cancellare definitivamente tutte le nefandezze e brutture che appestano questa città, soffocando e mortificando i capolavori architettonici che tutto il mondo ci invidia.

    • Pietro 248
      19 mag 2016 alle 10:22

      Il mondo non ci invidia niente, mio caro Fabio :)
      E magari è un bene. L’invidia non è un bel sentimento (nemmen in accezione positiva, se ce n’è una) … :)

    • Athon 798
      19 mag 2016 alle 15:13

      Basta leggere i commenti dei turisti su tripadvisor e simili. A proposito della Zisa, per esempio, ciò che si legge frequentemente è che la struttura in sé è meravigliosa; il giardino invece non piace per niente; sul contesto urbanistico che circonda il palazzo, costituito fondamentalmente dai casermoni in cemento armato, consigliano di fare di tutto per evitare di immortalarlo nelle foto perché ritenuto orribile.

      In Europa hanno già cominciato ad abbattere i casermoni, perchè brutti, con costi di manutenzione notevoli e soprattutto destinati comunque a vita breve. Il cemento armato ha infatti una durabilità parecchio limitata, soprattutto quando depotenziato. Si può anche procedere con le ristrutturazioni, una volta il tetto, una volta la facciata, una volta i balconi etc…etc… ma nel momento in cui cominceranno a cedere le strutture portanti, i costi per ripristinare l’agibilità di tali palazzoni sarebbero di gran lunga più alti di quelli richiesti dall’eventuale demolizione. Ecco un esempio di abbattimento a Glasgow: http://www.idealista.it/news/immobiliare/residenziale/2013/05/14/78354-il-futuro-dei-casermoni-di-periferia-10-secondi-di-demolizione-video

      In Italia, in alcune città, tipo Milano o Roma, da qualche anno è già partito il dibattito circa la possibilità di liberarsi delle brutture degli anni ’60/’70, anche ancora non è stato fatto nulla. Qualcosina è successa solo a Torino, dove per preparare la città alle Olimpiadi del 2006, hanno demolito qualche palazzone. A Palermo l’argomento purtroppo è ancora quasi tabù. Molti credono che i palazzoni non spariranno mai, invece spariranno comunque perchè continueranno progressivamente a deteriorarsi. Nessuno è certo sui tempi perchè essendo il cemento armato un materiale piuttosto recente, manca una casistica a cui fare riferimento. Si ritiene che la durabilità copra un secolo al massimo, ma soltanto se il cemento è stato creato a regola d’arte. Nella migliore delle ipotesi (nella migliore intendo che siamo ai limiti della fantascienza) tali palazzoni duraranno per un’altra cinquantina di anni. Dopodiché il problema si manifesterà in tutta la sua evidenza.

      Qui una riflessione sul problema dei casermoni proposta qualche anno fa da Donato Didonna: http://www.rosalio.it/2007/11/21/ecco-come-2-riconversione-del-territorio/

      Nella fattispecie, non so se essere d’accordo o meno con Didonna. L’importante è di tali questioni si cominci a parlare anche a Palermo.

      • Pietro 248
        19 mag 2016 alle 15:34

        Si Athon.
        Come dico sempre … mezza palermo va rasa al suolo! … si. Prima o poi cadranno da soli … ma Athos … sul lungo periodo come diceva Sir Keynes, saremo tutti morti.
        Le demolizioni e le ricostruzioni a Palermo dovevano iniziare anni e anni fa. È già tardi. Devono ora iniziare SUBITO.

        E in gattabuia chi si permette di fare altre distese di cemento come alla Zisa o come davati al palazzo di giustizia! … Terra. Santo cielo. Palazzi alti, TERRA E ALBERI! (Ma non agrumi e ulivi, che non servono quasi a niente. Alberi ad alto fusto: platani ed Eucaliptus!).

        A Glasgow ho vissuto quasi due anni!
        Una città con gli attributi e i contro-attributi!

        • Athon 798
          20 mag 2016 alle 21:16

          Sì, Pietro. Anch’io penso che parecchi palazzoni andrebbero demoliti sin da adesso. Per due ragioni fondamentali, che vanno oltre la questione meramente estetica:

          1) Alcuni casermoni abitativi hanno già cominciato a manifestare segnali poco rassicuranti, spesso visibili anche dall’esterno. Di palazzoni con le facciate rattoppate qua e là col semplice cemento se ne vedono un bel po’ (tipo quello accanto a Villa Giulia, davanti il porticciolo di Sant’Erasmo). Ad accellerare il naturale processo di deterioramento, negli anni hanno contribuito anche le tante modifiche interne (abbatti un muro, apri una porta, crei una finestra etc…etc…) che spesso i residenti non hanno mancato di fare.

          2) I palazzoni sono stati costruiti, grossomodo, nello stesso periodo e con gli stessi materiali scadenti, tra gli anni ’50 – ’60. Il processo di derioramento li interesserà tutti all’incirca con gli stessi tempi (forse solo quelli che si affacciano direttamente sul mare avranno una vita ancora più breve rispetto gli altri). Molti hanno dunque un’età che si aggira già sui settant’anni. Dicevo che le stime circa la durabilità del cemento armato, che coprirebbe all’incirca 100 anni, sono limitate al solo cemento armato creato a regola d’arte. Sappiamo che quello utilizzato a Palermo e in un altre città d’Italia, durante quegli anni folli di speculazione edilizia, con molta probabilità era scarso. Facendoci due conti, il problema della sicurezza dei casermoni si manifesterà, con tutta la sua evidenza, in un arco temporale che, in fin dei conti, non è poi così lontano all’orizzonte.

          Immaginiamo che il problema dovesse un giorno esplodere tutto assieme: saremo pronti per affrontarlo? Il tutto si configurerà anche come un grave problema di tipo sociale/abitativo? Avremo a disposizione le cospicue risorse necessarie, da impegnare in un arco di tempo limitato, per risolvere adeguatamente la questione?

          Supponendo che non si avranno capitali immensi per avviare tutta una serie di demolizioni e la conseguente costruzione di nuove abitazioni (o l’acquisto dei tanti appartamenti in disuso del centro storico), come finirà? Si costruiranno baracche “provvisorie” in attesa di tempi migliori? A Messina in interi quartieri la gente vive ancora nelle capanne “temporanee” costruite dopo il terremoto del 1908, se le tramandano di generazione in generazione e stanno ancora aspettando i “tempi migliori”…

          Considerato tutto ciò, non sarebbe ragionevole cominciare a studiare un piano sin da adesso? Bisognerebbe iniziare con indagini a tappeto sull’effettiva agibilità di molti palazzoni (alcuni in zona Brancaccio, per esempio, si stanno letteralmente sbriciolando, ed è inequivocabile già a vederli dall’esterno). Dopodiché sarebbe il caso di partire concretamente con le demolizioni, da farsi progressivamente negli anni, in modo tale da spalmare nel tempo qualcosa che, in caso contrario, si manifesterà un giorno in tutta la sua portata, e sarà complicato farvi fronte.

          • Pietro 248
            21 mag 2016 alle 0:04

            Si Athon …
            Ciao. Esatto. Tutto giusto.
            Esempio perfettamente calzante quello di Messina …

            Ovvio che di deve iniziare ORA.
            Ora è anche troppo tardi.

            Sono appena arrivato a Palermo. Nell’appartamento di mio padre. Dove sono cresciuto … e cosa mi trovo sempre davanti … quel mostruoso casermone deserto di corso Pisani. Accanto alla chiesa di San Giacomo dei militari.

            Casermone d ex-carcere militari vuoti da sempre, da quando i miei 38 anni hnno memoria. (A parte piccolo intramezzo durante l’operazione vespri siciliani)

            Ma casermone MOSTRUOSO da sempre. Da sempre in condizioni da terzo mondo deserto …

            E ma che c….. cavolo!

            Buonanotte Palermo!
            Buonanotte a tutti …

  • peppe2994 2728
    19 mag 2016 alle 9:41

    Per renderlo fruibile si deve isolare dallo schifo circostante. Missione impossibile in pratica, altro che UNESCO…

      • peppe2994 2728
        19 mag 2016 alle 11:10

        Concordo assolutamente. In molte zone della città andrebbero abbattute certe case orribili.
        Si è venuta a creare in svariati punti la condizione palazzi decenti sul retro e baracche, ex case di pescatori… davanti fronte strada.

        • Pietro 248
          19 mag 2016 alle 11:15

          La cosa grave non è semplicemente che non si distrugge lo schifo … ma che si è incapaco di progettare la ricostruziine …
          Che me ne frega se abbattono le case di quattro poveri Cristi. Anzi quasi mi spiace per loro … ma se mi abbattono le case e poi mi lasciano attorno terra bruciata … dannazione … ma al diavolo …
          … !!!

          È per questo che chiedevo se sta specie di città ha un city mamager (ovvero una speciale di equivalente italiano! Un amministratore che abbia vision3 di insieme! … Ma noi siciliani, una visione di insieme del mondo non l’abbiamo mai avuta. Nè un’idea di cosa sia il mondo). Piccoli. Piccoli. Piccoli …

  • vivapalermo 7
    19 mag 2016 alle 9:49

    Oddio non ci posso credere, un sogno che si realizzerebbe riuscire a vederlo! Quel castello dietro quelle baracche è mortificato! E la notte chi ci vive fa quello che gli pare, soprattutto d’estate, tra arrustute e serate sotto le stelle…. ma come al solito chi dovrebbe controllare fa finta di non vedere. Pulizia etnica e tiriamo fuori quella meraviglia dalla feccia!

  • krazykikko 18
    19 mag 2016 alle 11:36

    abbattiamo tutte quelle case di merda attorno e se ci abitano peggio per loro che sono abusivi tanto dopo due giorni si infilano nella casa di qualcun’altro,dopo bonifichiamo tutta l’area attorno il castello facciamo risorgere il lago fino all’autostrada in mezzo agli agrumeti liberiamo l’isola da eventuali e probabili rifiuti e infine bonifichiamo la spiaggia per prendere il sole e fare qualche attività sportivo lungo le rive del castello . Ops ma siamo a palermo scusate ho detto troppe cose da fare a palermo forse abbattono una casa

    • Pietro 248
      19 mag 2016 alle 11:38

      Infatti. Ci sarebbe un lavoro spettacolare da fare là. E che ci vuole, santo cielo; un Einstein a ristrutturare un quartiere … ??? :/

        • Pietro 248
          19 mag 2016 alle 11:48

          E con ciò?
          Non è questo il lavoro che c’è da fare? Trovar soldi (o come farli) e spenderli bene?
          O in cos aconsiste il lavoro di chi amministra una città? Nel guardarla con le mani in mano?
          Non capisco…

  • Pietro 248
    21 mag 2016 alle 16:26

    Eppure … Stamani, primo giorno di rientro a Palermo …
    Confesso di aver provato e provare ancora un profondo, riservato, misterioso, sorprendente senso di … … … amore … per questa città! Potrebbe davvero essere bellissima! … Peccato, non riuscirò mai a vederla come davvero potrebbe essere! … Ma bella …
    ^_^


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