29 mag 2015

Piazza del Parlamento | Il Tar “schiaffeggia” i dipendenti dell’Ars


Il Tar Sicilia ha rigettato il ricorso proposto contro il Comune di Palermo per i provvedimenti adottati dall’Ufficio del Piano del Traffico, riguardanti l’istituzione delle aree di sosta nella piazze D’Orleans e Indipendenza e dell’aera pedonale in piazza Parlamento.

Il Giudice Amministrativo – come recita la sentenza – ha affermato un incontestabile “potere dell’Amministrazione comunale di pedonalizzare strade o piazze della città, sulla base di valutazioni ampiamente discrezionali”, che prescindono dalla adeguatezza del numero dei posteggi in loco.

E ancora, secondo il Tribunale Amministrativo “è inaccettabile la tesi dei ricorrenti secondo la quale la pedonalizzazione di un’area dovrebbe necessariamente essere accompagnata da provvedimenti che garantiscano, a chi deve recarsi nella zona per motivi di lavoro, un adeguato numero di posteggi, preferibilmente riservati, al punto di contestare le determinazioni assunte in merito dal Comune resistente. Tale tesi – proegue il Tar-, priva di alcun fondamento normativo, risulta anche avulsa da qualsiasi profilo di ragionevolezza”

 

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14 commenti per “Piazza del Parlamento | Il Tar “schiaffeggia” i dipendenti dell’Ars
  • Normanno 300
    29 mag 2015 alle 19:10

    Va tolto subito l’asfalto e bisogna ripavimentare con pavimento adatto ad un centro storico oppure altra soluzione più economica un prato verde con panchine e aiuole.
    Vanno anche inseriti dei fari di fronte al palazzo che lo illumino creando anche dei giochi di luce artificiali visibili in lontananza.Che ne direste di confrontare le idee su cosa mettere al posto dell’asfalto?Può diventare una delle piazze più belle d’italia

  • ruggys 275
    29 mag 2015 alle 20:32

    permettetemi, ma godo come un riccio!!! adesso nuova pavimentazione, e magari qualche alberello (pochi)!! cosi salutiamo certamente le auto forever

  • peppe2994 2833
    29 mag 2015 alle 20:59

    Ah, ah come godo :D
    Pseudopolitici presuntuosi e pretenziosi. La gente per andare a lavoro si arrangia, non si capiva il perchè loro debbano avere il posto riservato.

    Bene, adesso che si prendano i bus che non ci sono così capiscono cosa significa, od ancora visto che sono così bisognosi di posti auto, perchè non avviare celermente la costruzione di un bel parcheggio al posto dello schifo ad Imera? Tanto si sa, se il politico vuole fa. E stavolta la cosa li tocca personalmente quindi…

    Intanto io continuo a ridere, e mi congratulo con i giudici, la cui spiegazione è da incorniciare!

  • Athon 833
    29 mag 2015 alle 21:15

    Ben gli sta! Adesso tacciano e la smettano di fare ostruzionismi fastidiosi.

    Comunque, in fondo, c’è da esser contenti che questo gruppo di dipendenti dell’Ars ci abbia provato, facendo così una magra figura. Adesso abbiamo pure la sentenza di un Giudice Amministrativo a corroborare le iniziative di pedonalizzazione del centro storico; dunque un utile precedente che si auspica possa scoraggiare chi suppone, sbagliando palesemente, che posteggiare davanti il proprio posto di lavoro, o anche nelle vicinanze, sia un diritto.

    Sarebbe bello conoscere i nomi dei dipendenti dell’Ars che hanno fatto ricorso pur di avere il posto auto garantito…

    Ad ogni modo, usino i piedini, le biciclette e i mezzi pubblici. Si godano la città.

  • giorgi 8
    29 mag 2015 alle 22:41

    ottima l a pedonalizzazione lato piazza Vittoria. peccato che i turisti non possano apprezzare la bellissima piazza vuota dato che li fanno entrare da piazza Indipendenza, dove si rifanno gli occhi vedendo la carovana di auto blu dei deputati regionali che entrano per parcheggiare dentro il palazzo, possibile monumento UNESCO. Date l’esempio, usate i mezzi pubblici anche voi e valorizzate seriamente il monumento a soli fini turistici e non di propaganda politica

  • Mr.Head 242
    30 mag 2015 alle 0:07

    Bravo Normanno!!! I nostri monumenti andrebbero illuminati – molti di questi, la sera, risultano essere anonimi -
    Al posto dell’ asfalto vedrei delle bellissime fontane!!!

  • Marco Negrì 14
    30 mag 2015 alle 2:39

    se anzichè fare un ricorso avessero chiesto un bus navetta dal parcheggio Basile a piazza Vittoria non ci avrebbero fatto più figura???

  • Athon 833
    30 mag 2015 alle 15:10

    Normanno, speriamo che su ciò che prospetti vengano presto studiati ed attuati progetti importanti da parte del Comune, e soprattutto che chi se ne occuperà sia competente e dunque non manchi di senso estetico e di amore per la città, evitando di limitarsi a disseminare “graste” dappertutto, supponendo di aver già fatto il proprio dovere. Se Palermo aspira ad entrare nel patrimonio Unesco, è ora di dire addio agli interventi approssimativi. È chiaro che la città in sé, nel suo patrimonio momumentale, ha tutte le carte in regola, ma occorre iniziare ad essere un po’ più visionari.

    Di cosa si potrebbe arricchire il centro storico?

    Mi viene in mente la raccolta di gruppi scultorei in gesso, numerosissimi, bellissimi e maestosi, provenienti dalle collezioni della Civica Galleria d’arte moderna, conservati oggi nel museo di Palazzo Ziino. Portano le firme dei maggiori scultori siciliani a cavallo tra l’800 e il ’900 (Domenico Costantino, Ettore Ximenes, Rosario Bagnasco, Antonio Ugo, Giovanni Nicolini, Bernardo Balistreri,Mario Rutelli etc…etc…). Alcuni sono copie di statue bronzee disseminate per la città, spesso all’interno dei palazzi storici, mentre altri costituiscono soltanto l’originale in gesso.

    È innegabilmente giusto che quelle statue siano conservate e preservate all’interno di un museo, ma d’altro canto è anche un peccato che debbano stare al chiuso e che molti neanche sappiano della loro esistenza.

    Mi è rimasta impressa nella memoria una stupenda raffigurazione di Archimede. Ad ogni modo le statue sono innumerevoli e i soggetti i più disparati. C’è l’imbarazzo della scelta.

    Da alcune statue si potrebbero ricavare delle copie da collocare all’aperto, arricchendo il centro storico di nuovi monumenti, un’operazione che, tra l’altro, contribuirebbe a riconnetterci alla memoria cittadina e regionale.

    Per esempio, in generale, ho sempre pensato che fosse assurdo che a Palermo, capoluogo di regione, mancassero monumenti dedicati agli innumerevoli importanti letterati siciliani, da Luigi Pirandello a Vitaliano Brancati, passando per Sciascia, Quasimodo, Verga, Capuana, Vittorini etc…etc…

    Lo stesso discorso vale per gli altri campi. È assurdo ad esempio che la maggior parte delle persone non sappiano né chi sia Alessandro Scarlatti né che fosse palermitano.

    È mai possibile che da 30 anni a questa parte a Palermo abbiano soltanto saputo collocare targhe e dedicare piazze e parchi a coloro che hanno combattuto la mafia. Per carità, in sé va benissimo ed è importante. Tuttavia non c’è soltanto questo. C’è parecchio di più.

    Piazza della Signoria a Firenze è piena di statue che sono copie degli originali conservati nei musei. Perchè non farlo anche a Palermo?

    …E basta con le “graste”!! Chi si occupa di verde pubblico, centro storico e decoro cittadino inizi a fare cose serie.

  • carmelo 7
    31 mag 2015 alle 9:37

    vista la competenza giuridica amministrativa dimostrata…. speriamo proprio che i dipendenti-ricorrenti non siano gli stessi che devono assistere i deputati nello scrivere le leggi……, altrimenti se tutto va bene….siamo rovinati……!!

  • belfagor 365
    03 giu 2015 alle 9:48

    Inviterei tutti quanti a non rallegrarsi troppo. Fatta la legge trovato l’inganno. Secondo una disposizione del Comune, i dipendenti dell’ARS, possessori della legge 104/92, potranno continuare a posteggiare davanti al Palazzo dei Normanni. Temo che quei pochi che ancora non la possiedono , si faranno raccomandare dai loro politici di riferimento per poter essere dichiarati “portatori di handicap” . E già che ci sono chiederanno anche “l’accompagnamento”.

    • Athon 833
      03 giu 2015 alle 21:29

      Io credo che oggi su queste questioni, per fortuna, ci sia più attenzione. Le truffe prima o poi vengono a galla. Vale per la gente comune e ancor di più per chi è sotto i riflettori, come i dipendenti dell’Ars.


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