25 set 2010

A Punta Raisi per poco non ci scappa il morto, alcuni comitati del no si confermano un cancro per lo sviluppo…


Edit: la foto dell’aeromobile, su gentile concessione di Francesco Vitale

…e per la nostra sicurezza in questo caso. Ieri un velivolo della compagnia Windjet proveniente da Roma, in fase di atterraggio all’aeroporto di Punta Raisi, è uscito di pista. I 143 passeggeri presenti nell’aeromobile sono usciti indenni dallo spiacevole incidente: il bilancio finale è di trenta feriti in modo lieve. I passeggeri hanno dichiarato di aver sentito come un forte boato, e dopo l’atterraggio il vento ha spinto l’aereo fuori pista. La compagnia ha dichiarato “al momento del’atterraggio, a causa delle brutte condizioni atmosferiche, è stato spinto dal vento sulla pista ma grazie alla bravura del comandante, l’aereo è rimasto comunque in assetto”. Insomma, l’incidente è stato causato dal windshear, che in gergo tecnico indica forti e improvvise raffiche di vento che possono rendere veramente pericolosa la fase di atterraggio. Punta Raisi è l’aeroporto più pericoloso di Italia sotto questo aspetto. I report annuali di windshear danno i dati di Punta Raisi superiori al triplo rispetto agli altri aeroporti italiani. Nell’ultimo anno Punta Raisi è rimasto in testa con più di 150 report di windshear, al secondo posto Napoli con appena una cinquantina. Una soluzione era prevista: la costruzione di un’antenna radar per il rilevamento del windshear ad Isola delle Femmine. Come però siamo ben abituati, si è subito formato un comitato per il no sostenendo come le onde elettromagnetiche costituiscano un pericolo per la gente del luogo e un danno per l’ambiente circostante. Sebbene non ci siano prove a sostegno di quanto afferma questo comitato, ci sono invece reali prove della pericolosità del windshear. Ci chiediamo quindi: se ieri ci fosse scappato il morto? E’ forse normale che si debba mettere in pericolo la vita dei passeggeri perché un comitato da un giorno all’altro decide per la collettività? E’ forse normale che i politici si facciano influenzare? Dobbiamo attendere sempre le tragedie per arrivare alle soluzioni? Così come succede tutt’oggi in viale Regione Siciliana, che per ogni morto si attua una piccola soluzione tampone? Quand’è che si capirà che non si può privilegiare l’ignoranza e la faziosità di certa gente, soprattutto dinnanzi alla sicurezza delle persone? Quello che è successo ieri è molto grave, e solo per un colpo di fortuna non è finita molto peggio. Chi si oppone ancora alla costruzione del radar, e soprattutto, chi da ancora retta a questa gente, si assuma le proprie responsabilità. L’agenzia per la sicurezza nazionale del volo, ha aperto un’indagine. Speriamo che quanto accaduto possa quanto meno servire a smuovere le acque e accelerare i tempi per la costruzione del radar di rilevamente. Infine, vorrei anche far notare come Punta Raisi in quel luogo neanche doveva nascere. Punta Raisi è un aeroporto scomodo e pericoloso per posizione geografica. Lontano dalla città, estremamente esposto ai venti e con una montagna a due passi, dove già negli anni ’70 si verificò un tragico incidente. Punta Raisi sta lì perché gli interessi mafiosi lo vollero lì. Oggi ci ritroviamo a pagare i danni che ancora una volta la mafia apporta al nostro territorio. Mi piacerebbe poter dire che qualcosa è cambiato, ma la sensazione è invece quella di essere sempre punto e a capo.


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59 commenti per “A Punta Raisi per poco non ci scappa il morto, alcuni comitati del no si confermano un cancro per lo sviluppo…

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  • Andrea 0
    25 set 2010 alle 13:13

    @Fabrivit: l’aereo ha preso in pieno l’ILS (Instrument Landing System). l’aeroporto avrà dimezzato il traffico fino a quando non sarà rimesso a posto lo strumento

  • giosafat 306
    25 set 2010 alle 13:27

    possiamo parlare di quello che vogliamo, disastri, antenne, morti e feriti, acquari… tanto i politici sono impegnati a leggere (e scrivere) le pagine dei giornali sono occupate dalla casa del cognato di fini.
    tra mafia e politica non c’è collusione, sono semplicemente la stessa cosa!

  • Fabion54 50010
    25 set 2010 alle 14:09

    Io prima di esprimere delle opinioni vorrei proprio sentire e parlare con qualcuno della torre di controllo, non per forza un impiegato in servizio ieri, ma uno qualsiasi che abbia lavorato o lavori al “Falcone Borsellino” per sapere cosa si fa nelle giornate come quelle di ieri e se questo benedetto Radar sia veramente utile o meno!
    Documentarsi è fondamentale! Tante cose vengono scritte sui giornali, dette in televisione o alla radio! Ma sarà l’inchiesta, sperano sia una vera inchiesta senza coperture o segreti di stato, a far capire realmente cosa è successo e cosa bisogna fare.

  • Fabrivit 256
    25 set 2010 alle 14:26

    @Andrea
    Sospettavo…ma non avendo la certezza non l’avevo scritto… mi stupisco che l’abbiano fatto atterrare nella 25…ieri infatti la maggior parte dei voli è atterrato nella pista 20…
    Mio padre è atterrato pochiminuti prima sulla 20(da lui detta “la corta”…pensava stessero atterrando a mare)…infatti non capisco questo cambiamento…

  • Andrea 0
    25 set 2010 alle 14:32

    su un forum c’è proprio una discussione in merito. non si capisce se abbia toccato la testata di pista della 07/25 portando via l’ILS, oppure se sia atterrato sulla 02/20 sempre toccando troppo presto, e finendo fuori pista dopo una rotazione di oltre 90°… a me sembra più probabile che il pilota sia atterrato sulla 07/25, comunque saranno le indagini a chiarire i dubbi

  • gkm 94
    25 set 2010 alle 14:48

    @fabrivit
    non è che non c’entra, nell’articolo si citavano gli incidenti di punta raisi negli anni 70, uno è quello di montagna longa del ’72, l’altro è del ’78. Ho solo riportato un gruppo di fb dedicato al primo. Non era per fare paragoni, solo per cronaca.

  • Antonio Beccadelli 0
    25 set 2010 alle 16:07

    Caro Blackmorpheus (#10),

    La ringrazio per l’attenzione e per la risposta.

    Ho apprezzato che si sia ritenuto opportuno “ricalibrare” il titolo dell’articolo, ma continuo a pensare che considerare “cancro” un comitato civico che (legittimamente, beninteso) non ci piace sia una forzatura.

    Quello che volevo comunicare è scritto nel mio precedente intervento e non mi ripeterò; prendo semplicemente atto che Lei, a nemmeno 24 ore dall’incidente, ha già l’idee chiarissime sulle sue cause e su come si sarebbe potuto evitare. Io preferisco aspettare l’esito delle indagini (ieri sera a Punta Raisi il vento non era l’unico problema; si pensi, ad esempio, alla – così parrebbe secondo numerose testimonianze – lentezza dei soccorsi).

    So, naturalmente, che possono costituirsi anche comitati pretestuosi (non ultimo quello per “salvare” le case fatiscenti dell’ex Cortile Cascino), ma ritengo che non sempre essi siano solo una congreda di rompi… scatole; ad esempio, io considero sacrosanti i comitati contro le centrali nucleari e quelli che si oppongono alla costruzione del ponte sullo Stretto di Messina.

    Faccio notare che nel mio precedente post (basta rileggerlo) non ho fatto alcun riferimento a volontà censorie dei Fondatori e degli Autori di questo portale, ma solo ad, eventuali, “autocensure” di chi scrive per malintesi obblighi d’ospitalità. Ho rimarcato, semmai, che provare a mettere in discussione l’assolutezza del motto di questo portale (“lo sviluppo passa dalle grandi opere”), esponga a critiche di “oscurantismo” e “antimodernismo”. Io penso (assai semplicemente): discutiamo delle grandi opere, ma anche della loro effettiva necessità.

    Di questo portale a me piacciono particolarmente – ma i gusti sono quanto di più personale esista – le iniziative volte all realizzazione di ordinarie, “piccole opere” che migliorano/migliorerebbero sensibilmente il tessuto della nostra città (riqualificazione urbana, cura e manutenzione degli spazi pubblici, politiche di incentivazione dell’intervento privato, eccetera).

    Per quanto mi riguarda – caro Blackmorpheus – io mi fermerei qui, perché, mi creda, non ho nessuna voglia di polemiche fine a sé stesse, nè, ancor meno, di polemiche personali. Penso che pur rimanendo idealmente lontani, ci siamo chiariti; e non è cosa da poco.

    Assai cordialmente, Antonio Beccadelli

  • leone 22
    25 set 2010 alle 16:19

    Rispondo alla notizia principale di blackmorpheus.
    Mi meraviglio che un amministratore del sito che stimo, faccia accuse così pesanti di ignoranza ai cittadini di isola delle femmine e del comitato NO RADAR, quando l’ignorante è proprio colui che fa pone queste accuse.
    Lo sanno cani e porci (evidentemente tranne te) che le radiazioni elettromagnetiche, soprattutto se a così ampia frequenza del radar che verrebbe installato, a lungo andare sarebbero causa di neoplasie,leucemie e tanto altro che non sto qui a spiegarti.
    Non vedo proprio la necessità di installare proprio nei pressi di un centro abitato, e sottoporre a continue esposizioni a radiazioni nocive per la salute, tutta la comunità isolana e limitrofa e i continui pendolari che ogni giorno sono costretti a percorrere l’autostrada di isola.
    Prima di scrivere che “non ci siano prove a sostegno di quanto afferma questo comitato”, perchè non ti metti in contatto con un membro del comitato e constati tu stesso se ve ne siano o meno? Questa è ignoranza, il blaterare senza sapere di cosa si sta parlando, tanto per sprecare qualche parola.
    Perchè non provvedi tu stesso a portare prove che le radiazioni elettromagnetiche non sono nocive alla gente che ne subisce l’esposizione?
    L’abitare 365 giorni l’anno nel diametro di circa 3km dalla zona di impianto del radar, significherebbe assorbire una quantità di radiazioni pari alla quantità di 30 radiografie l’anno. A questo punto mi auguro che tu sappia, almeno, quanto male possa fare l’esporsi a continue radiografie per le possibili mutazioni a carico del genoma umano.
    Invece di fare inutili polemiche, sarebbe invece il caso di sedersi a “tavolino” con i diretti interessati (rappresentanti del comitato NO RADAR del comune di isola delle femmine, gesap, fisici e tecnici radiologi, amministratori locali e non etc.) affinchè si trovi un’alternativa che sia di giovamento per la risoluzione del fenomeno windshear, senza intaccare la salute di migliaia di cittadini.

  • blackmorpheus 54519
    25 set 2010 alle 16:28

    @leone

    riprendo un commento di Andrea che può essere esaustivo come risposta: “dicono che il paese sarebbe irradiato da un fascio di onde elettromagnetiche continuo, ben al di sopra dei limiti di legge. QUESTO NON è VERO, perchè l’antenna punterebbe il cono d’aria che ricopre il sentiero di discesa degli aerei che atterranno sulla 25 dell’aeroporto di PMO. se l’antenna fosse orientata a 0° sull’orizzonte, dunque verso terra, allora si che la popolazione verrebbe investita dalle onde, ma l’antenna è orientata in aria perchè serve a rilevare il wind shear tra i 200 e i 500m di quota, ovvero dov’è più frequente!!!!”.

    In ogni caso la posizione non è una scelta a casaccio…l’antenna va posizionata dove può essere maggiormente utile per il rilevamento del wind shear.

  • antony977 167264
    25 set 2010 alle 16:32

    @Antonio Beccadelli, proprio a riferimento di quanto avevi detto nel tuo primo post aggiungo infatti che assolutamente viene tollerato o considerato un retrogrado colui che esprime determinate opinioni.
    Anzi, è sempre una bellissima cosa potersi confrontare e arricchirsi delle opinioni altrui.Ovviamente in puro spirito costruttivo e senza prevaricare.Capita ovviamente di riprendere derterminati commenti però nel complesso ritengo che siano un’eccezionre ;)
    Una piccola dimostrazione la trovi (per esempio) anche nel post del 13 agosto circa gli alberi di via Da Vinci e su un appello nostro che già lanciammo qualche anno prima.Senza esito purtroppo :(

  • Luca 129
    25 set 2010 alle 16:35

    Esistono per caso studi che dimostrano che le emissioni del GSM fanno male? NO! Eppure quando la Wind, la TIM, TRE, o Vodafone pagano i condomini per installare le antennone sopra le loro teste non ci sono problemi!!!
    Ci teniamo le reti cellulari accese.
    Abbiamo gli access point a casa, WLAN, di fronte a noi. Ci chiediamo mai se ci fanno male? Eppure li teniamo accesi.

    Milioni di persone transitano da Punta Raisi. Un’antenna, fondamentale per la sicurezza, che esiste in tanti altri siti ma non in Sicilia ovviamente, dove servirebbe. Si perche’ noi possiamo morire avvelenati dalla munnizza, oddio se nasce un comitato contro questo schifo. Pero’per le antenne certo che ci pensiamo alla salute!!!

    L’antenna non e’ stata installata per l’IMPATTO AMBIENTALE che produrrebbe!
    Non abbiamo piu’ una costa tra Palermo e Trappeto, e parlano di impatto ambientale??? RIDICOLI!

    Vito Riggio, presidente ENAC:
    “Lungo una costa danneggiata dall’abusivismo edilizio – sottolinea Riggio – il sindaco si preoccupa dell’installazione di un’antenna, finanziata con 7 milioni di euro che prima o poi saranno dirottati altrove se non si provvede alla realizzazione dell’impianto”.

  • antony977 167264
    25 set 2010 alle 16:42

    @leone, vorrei però che i toni rimanessero pacati.Ma soprattutto non soffermarsi al solo articolo ma anche ai commenti, dove blackmorpheus ha potuto spiegare che l’espressione cancro non è indirizzata ai singoli cittadini

  • blackmorpheus 54519
    25 set 2010 alle 16:43

    @Luca

    no più che altro, da certi commenti si deduce che sarebbe più tollerabile rischiare un disastro aereo ad ogni temporale, per un dubbio assolutamente non confermato di pericolosità delle antenne. Come hai già detto tu, ogni giorno siamo inondati da campi elettromagnetici, respiriamo aria tossica, veleni e polveri sottili, mangiamo cibo contaminato….però a questo nessuno sembra farci caso. In questo caso, che si tratta di un’opera assolutamente necessaria, e ripeto…ASSOLUTAMENTE NECESSARIA, per la sicurezza dei passeggeri che atterrano a Punta Raisi, allora escono tutti i se, tutti i ma, e il cattivone è l’amministratore che osa contestare i comitati. Se ieri quella gente fosse morta, ve lo dico io che sarebbe successo oggi. Un casino! Un caso mediatico. Stiamo parlando di 143 persone che hanno sfiorato per un pelo una morte orribile. Non mi pare che ci si sia resi conto della gravità della situazione. I tecnici, i piloti, persino i politici si rendono conto dell’importanza di questo radar. Tanto che doveva essere già costruito nel lontano 2007. Quello che trovo scandaloso è che si venga a parlare di impatto ambientale, quando per anni hanno cementificato la costa senza neanche storcere il naso. Proprio adesso che si parla di una necessità assoluta per proteggere le vite di chi vola. Io ci vedo solo tanta incoerenza e nulla più.

  • Ambrogio 20
    25 set 2010 alle 17:23

    Come spesso accade si scrive e si commenta di getto, senza attendere un attimo per reperire più informazioni possibili sul fatto. Magari ci si fa prendere la mano, oppure nella fretta di essere i primi non si ha il tempo di acquisire le informazioni di base… Quindi, anche se questo è un blog che apprezzo molto, prima di sparare prendete bene la mira. La storia dell’aeroporto di Punta Raisi è risaputa, la scelta la fece don Tano Badalamenti grazie ai suoi amici politici e politicanti; una scelta dettata dal traffico internazionale di droga via mare e via aerea (dalle coste africane a Cinisi e da li negli Stati Uniti). Ma ormai l’aeroporto è lì. Questo non vuol dire continuare a far danni ad un territorio che prima della costruzione dell’aeroporto di Punta Raisi era una specie di paradiso terrestre e, dopo allora, con la costruzione dell’autostrada di collegamento si è trasformato in una immensa colata di cemento. Proprio il cemento è una delle tante cause dell’incazzatura di molti cittadini di Isola delle Femmine, che già tanti morti piange a causa di una industria in pieno centro urbano (anche se non ne parla quasi nessuno i dati sono abbastanza terrificanti…). Altro fatto strano che fa incacchiare gli Isolani è l’ex base militare, dove oggi vorrebbero istallare il radar. Ma sappiamo tutti cosa custodiva questa base nelle sue immense gallerie sotterranee? Perché una parte di queste, dopo che la base è stata chiusa, sono rimaste inaccessibili e protette dai militari? Se poi nasce un comitato di cittadini che cerca di proteggere le proprie famiglie potete dargli torto? Ancora non ci sono studi che le onde elettromagnetiche facciano male, ma di sicuro bene non fanno. L’arco temporale necessario per uno studio è abbastanza ampio (almeno 20-25 anni) e gli studi ancora si basano su tempi di circa 10 anni. Non vorrei che fosse come il DDT, che quando lo inventarono lo spruzzavano pure sui bambini, salvo poi scoprire che era cancerogeno…
    Il problema vero è che Punta Raisi è un aeroporto costruito in un posto infelice, ed in alcune condizioni meteo va temporaneamente chiuso. Molte compagnie, specialmente low cost, forzano la mano e rischiano, speriamo che la fortuna continui ad assisterci. Personalmente ho provato una esperienza simile a quella accaduta ieri, solo che ci siamo fermati a pochi metri dalla fine della pista, con una cabrata di quasi 90 gradi con la pista sotto di noi (dal finestrino mi sono trovato faccia a faccia con l’asfalto), causa scirocco e maestrale che litigavano. La compagnia dell’epoca (Air Sicilia per chi la ricorda) non aveva grandi standard di sicurezza e costringeva i piloti a follie. Sta all’abilità di questi ultimi portare giù l’aereo sano e salvo. Ieri probabilmente qualcosa non è andato esattamente bene, tant’è che l’aereo è atterrato qualche centinaio di metri prima…
    Tra le altre cose, da considerare pure nel caso, i venti dinnanzi Isola delle Femmine, il cosidetto corridoio di atterraggio, non sono proprio gli stessi che poi l’aereo si ritrova qualche centinaio di metri prima della pista, con forti correnti ascensionali provenienti dal mare verso la montagna, che risentono della conformazione del sito. Le stesse correnti che hanno fatto scegliere all’aquila reale monte Pecoraro (la montagna alle spalle dell’aeroporto) come sua casa stabile.
    E poi non mi piace per niente la dichiarazione del presidente dell’ENAC che rischia di perdere il finanziamento se non si sbrigano.
    Altro quesito per gli abitanti dei paesi limitrofi all’aeroporto: sapete che danno fanno i residui di carburante incombusto in fase di decollo che vengono scaricati in aria? E per aria intendo il centro di Terrasini…


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