25 mar 2010

Proposta: pedonalizzare e rivoluzionare l’ateneo di Palermo


Per la rubrica “Diventa articolista per un giorno” una proposta di Huge da discutere tutti insieme:

Un ateneo dovrebbe rappresentare un modello per la città d’appartenenza. Un laboratorio di idee, di progetti, di progresso.

E’ per questo che ritengo che l’Ateneo palermitano dovrebbe, e potrebbe, dare il primo esempio di pedonalizzazione integrale cittadina.

L’intera area della cittadella universitaria, dal dipartimento di Chimica fino all’ingresso di via Brasa, andrebbe non solo pedonalizzata, ma interamente trasformata in un parco, in pieno stile “campus“, dove gli studenti possano spendere il loro tempo, rilassarsi, incontrarsi, discutere, studiare. Una vasta area verde, dotata di percorsi pedonali, di panchine, abbellita con aree a giardino, pensando anche a una sua integrazione con l’adiacente parco Orleans e le strutture sportive del CUS.

Si verrebbe a creare un’area unica, da via Re Ruggero e viale Regione Siciliana, sotto la supervisione congiunta Ateneo/Comune.

A nessun mezzo a motore sarebbe consentito l’accesso. Sarebbero ovviamente ammesse le biciclette (distinguendo percorsi pedonali e ciclo/pedonali), per cui verrebbero predisposti davanti a ogni dipartimento degli appositi parcheggi.

Per chi si reca in ateneo in auto la soluzione è il parcheggio Basile. Gratuito per dipendenti e studenti (dotati di pass elettronico), a pagamento per tutti gli altri.

Al parcheggio Basile se ne aggiungerebbero altri due, quello attualmente a fianco della segreteria, a cui si potrebbe accedere solo da via Brasa e riservato ai soli dipendenti e quello adiacente architettura, anch’esso per i soli dipendenti.

Per permettere gli spostamenti all’interno dell’ateneo, verrebbe istituito un servizio navetta gratuito con i due capolinea in fondo al parcheggio Basile e al parcheggio della segreteria.

Basterebbero due navette (magari elettriche) che percorrano l’attuale viale delle Scienze in direzione opposta, così da coprire il percorso di circa 1,5km in non più di 5′ minuti. Tempo d’attesa massimo per chi aspetta alle varie fermate.

Queste in totale sarebbero 7, compresi i due capolinea: capolinea Basile, Chimica, Lettere/Economia, Architettura, Ingegneria, Pensionato/Segreteria, capolinea Orleans, più o meno distanziate l’una dall’altra di 250m (ossia in qualunque punto dell’ateneo ci si troverebbe a non più di due/tre minuti dalla fermata più vicina). Nel caso d’integrazione con parco d’Orleans e le strutture del CUS, si potrebbe trovare il modo di allungare il percorso delle navette fino alle strutture sportive attraverso il parco, magari con una frequenza leggermente inferiore.

Il progetto di pedonalizzazione potrebbe essere attuato per fasi successive.

Fase uno: semplice pedonalizzazione della cittadella senza interventi strutturali. Ossia chiusura dell’accesso ad auto e motori e istituzione della navetta gratuita.

Fase due: inizio dei lavori di riqualificazione a verde.

Fase tre: integrazione col parco d’Orleans con eventuale prolungamento del servizio navetta.

La fase uno è di fatto realizzabile al costo di due navette.

Sono decisamente comvinto che varrebbe davvero la pena fare un tentativo. Partire con una sperimentazione di qualche mese, magari in periodo estivo, quando l’ateneo è meno affollato ed è quindi possibile correggere eventuali errori nel progetto con minore difficoltà e impatto su studenti e dipendenti, accogliendo eventuali proposte per migliorare il servizio e l’idea, per poi presentarsi pronti e con un sistema già collaudato all’avvio dei corsi, a settembre/ottobre.

Sperimentato il sistema per un anno accademico, a quel punto verrebbe presa la decisione definitiva: proseguire con la riqualificazione o abbandonare il progetto perché non sostenibile.

Palermo potrebbe diventare un esempio per il resto d’Italia.

E sembrerà banale, ma offrire un’immagine così positiva e moderna potrebbe fungere da elemento d’attrazione per molti studenti invogliandoli a scegliere Palermo.

Voi cosa ne pensate? Siete d’accordo o contrari?

E cosa cambiereste o aggiungereste a quest’idea?


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25 commenti per “Proposta: pedonalizzare e rivoluzionare l’ateneo di Palermo

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  • riccardo973 9
    25 mar 2010 alle 8:49

    L’idea è innovativa e mi piace molto ma sono un pò pessimista dato che l’idea cozza con la mentalità palermitana e rischierebbe di naufragare presto, certo potrebbe essere un idea pilota per altre realtà niente male.

  • 4canti 101
    25 mar 2010 alle 9:39

    @Huge
    l’idea mi piace molto soprattutto quella che l’università possa trasformarsi in un vero e proprio campus stile americano, pieno di verde e di spazi dove gli studenti possano incontrarsi, rilassarsi, scambiare idee e studiare!! però ho qualche dubbio sul fatto che il parcheggio basile possa soddisfare tutto il fabbisogno di posti auto dell’università, secondo me andrebbe lasciato anche il parcheggio (che è enorme) di fronte gli edifici di chimica/biologia (forse ti riferivi a questo quando hai parlato di parcheggio adiacente architettura?). Poi concordo su tutto quanto detto a proposito di navette, percorsi pedonali e ciclabili. Sarebbe veramente magnifico..ma non mi illudo troppo, una cosa del genere a palermo si farà tra cent’anni.

  • blackmorpheus 54519
    25 mar 2010 alle 9:56

    beh l’idea è ottima e ci sono le condizioni per farlo. Ma dubito che questo basterebbe a rendere Palermo un polo universitario attrattivo. Con i tagli all’università che ha portato avanti questo governo le tasse sono sempre più care (quest’anno praticamente raddoppiate) e i servizi praticamente nulli. L’organizzazione tutta fa veramente schifo. Dai docenti baroni, signori onnipotenti che fanno tutto quello che gli pare, alle segreterie, dove nessuno lavora e ti costringono a rimanere impantanato nei meandri della burocrazia. Io stesso che vengo da Ing Informatica, non ho mai avuto un laboratorio degno di tale nome in tutta la mia carriera universitaria. Gli esami di programmazione li facciamo su carta e penna, che senso ha tutto questo? Prima della riforma che ha portato alla modifica dei corsi di laurea da quinquennali a triennali, la facoltà di ingegneria era un fiore all’occhiello, e gli ingegneri siciliani erano ricercati in tutta Italia…negli ultimi anni l’università l’hanno proprio ammazzata, complice anche questo ultimo governo che ha deciso di non investire più sulla cultura, che evidentemente è considerata una vera e propria bomba per i padroni. Le strutture servono certamente, ma prima bisogna investire sulla qualità dell’offerta didattica, altrimenti Palermo resterà sempre un polo attrattivo per tutti i paesani del circondario, non certo un’università di prestigio a livello nazionale…figuriamoci europeo

  • Ciccio 174
    25 mar 2010 alle 10:24

    Caro Huge, concordo ovviamente sulla pedonalizzazione, però permettimi di correggerti: questa università è già un modello per la città che rappresenta… quale massima espressione di attività clientelare!

  • mimusso 157
    25 mar 2010 alle 13:18

    Quanto mi piacerebbe avere un ateneo moderno, ben collegato, libero dai baronati. Utopia pura e semplice.
    -
    Andrea, gli aumenti delle tasse universitarie non dipendono (solo) dai tagli fatti dal governo. L’Università di Palermo è da sempre tra le ultime nelle varie classifiche qualititative. Ciononostante ogni anno, tagli o meno, le tasse aumentano regolarmente, anche di cifre importanti.
    Detto ciò, la politica dei tagli di questo pseudogoverno probabilmente non è la più corretta, ma è ancora peggio che l’Ateneo abbia contratto un debito in bilancio di 30 (sic) milioni di €, nonostante piogge di contributi e aiuti degli anni passati.
    I motivi sono noti a tutti, non c’è bisogno di scrivere cose trite e ritrite.
    Possiamo avere tutti i soldi del mondo, ma finchè i “baroni” utilizzeranno l’università come l’azienda di famiglia e a fare del clientelismo SPUDORATO, c’è ben poco da fare.
    -
    Chiudo con una considerazione: so che generalizzare è l’anticamera dell’ignoranza, ma non credo sia esagerato dire che a Palermo tutto ciò che è toccato da Regione, Comune o Stato, diventa un idrovora prosciuga soldi che probabilmente non restituisce nemmeno il 10% in servizi. Servizi vitali, tra l’altro.

  • mansell 48
    25 mar 2010 alle 14:49

    ragazzi io parlo per me, sinceramente i seccherebbe dovermi alzare un ora prima per raggiungere l’università con mezzi pubblici, tra ritardi, corse che saltano, pioggia e freddo di inverno e caldo d’estate, impossibilità di ascoltarmi un pò di musica (la mattina mi devo svegliare), affollamenti e puzze varie, poter fare le deviazioni che piacciono a me , fermarmi al bar che piace a me, sono tutte piccole cose che fanno passare ogni “prio”! sinceramente per tre anni ho preso sei autobus al dì, e parlo con cognizione di causa! ora che ho a disposizione la mia bella macchinina non ci penso minimamente a tornare indietro, scusatemi!
    e poi l’enorme mole di automobili presenti dentro l’ateneo dove vorreste metterle? tutte dentro al parcheggio basile? basterebbero 2 autobus navetta? ma almeno 8 ne servono all’ora di punta!

  • Freddie 1052
    25 mar 2010 alle 15:44

    Sarebbe bellissimo pedonalizzare la zona, ma già l’anno scorso quando decisero di far pagare un ticket per il parcheggio si videro scene di deliro collettivo, figuratevi se gli chiedono direttamente di lasciare l’auto fuori…

  • grillo79 321
    25 mar 2010 alle 15:52

    @ mansell
    ma la macchina la puoi mettere nel parcheggio!!! solo dentro la devi lasciare sola soletta!!!
    Io ritengo un’ottima idea tutto il progetto…ritocchi:
    - 4 navette gratuite al posto di 2, cosi chi va “di prescia” deve aspettare solo 3 minuti (oh ma che si vuole di più??)
    - trasformare gli attuali parcheggi presenti tra i vari dipartimenti in aree verdi
    - dare in gestione a gruppi di studenti, all’interno delle stesse aree verdi, eventuali luoghi di ritrovo tipo pub, bar, edicole…

  • Otto Mohr 47
    25 mar 2010 alle 16:58

    Il parcheggio Basile non avrebbe sulla carta solo esclusivamete la funzione di parcheggio per gli universitari, bensì di parcheggio di interscambio e quindi, soprattutto ora che si sta finalmente spostando il capolinea bus Amat al suo interno e possibilmente fra breve quello dei bus extraurbani, non riuscirebbe mai a sopperire l’enorme mole di macchine che c’è dentro la cittadella. Quasi un anno fa avevo riportato che il dpto di trasporti stava facendo uno studio sulla possibilità di costruire un parcheggio sotterraneo accanto al parcheggio Basile, nei pressi del dpto di chimica…poi sappiamo tutti il buco di bilancio che è venuto fuori e quindi difficilmente credo che questa idea avrà un seguito in tempi brevi.
    A mio parere per poter chiudere definitivamente la cittadella alle auto bisognerebbe diminuire il numero di auto che ogni giorno si reca all’unipa, ma questo potrebbe essere fatto non tanto solo dall’università ma dal comune, la provincia,ecc…; la nostra università, sia per la sua attività di ricerca, sia per la sua vivibilità, ma anche per la sua offerta didattica, infatti, è legata al territorio che la circonda e quindi non può essere considerata una cosa a se stante che può lavorare indipendentemente. Infatti per poter diminuire il numero di auto che ogni giorno si reca all’unipa bisognerebbe dare agli studenti dei mezzi alternativi e quindi…..vabbè la storia la sappiamo, la ripetiamo tutti i santissimi giorni, ahinoi!

  • Metropolitano 3507
    25 mar 2010 alle 18:06

    Se l’alternativa alle macchine posteggiate dentro l’ateneo è di dirottarle al parcheggio Basile per me è un’ottima idea, così si lascia spazio alle vecchie abitudini e si da molto più spazio a quelle nuove per i pedoni, ciclisti e utenze dei mezzi pubblici con le navette.

  • SalvatoreB 136
    25 mar 2010 alle 18:08

    Tutte le auto che posteggiano dentro la cittadella non ci entrerebbero mai nel nuovo parcheggio, la pedonalizzazione totale è meglio che rimanga solo un sogno, almeno finchè quando non saranno pronti il passante ferroviario e l’eventuale prolungamento del tram fino in via Basile, dopo se ne può anche parlare, ma non prima.

  • civispanormitanus 164
    25 mar 2010 alle 20:02

    Io da quando ho messo piede nella cittadella universitaria ho sognato l’assenza dei mezzi a motore, sarebbe veramente fantastico, ma al livello strutturale e infrastrutturale soprattutto, via delle scienze ha delle carenze fortissime: edifici fatiscenti, mancanza di aule, sporcizia inaudita, senza contare che le aree verdi sono abbandonate a se stesse nell’incuria più totale, l’unico edificio che ha “qualcosa” di moderno è il polo didattico, per il resto lasciamo perdere..le macchine ci manca poco che vengono posteggiate dentro le aule e il posteggio che c’è presso la facoltà di chimica non è asfaltato e quando piove diventa un mezzo pantano…io spero che il comune e l’ateneo stiano almeno provando a risolvere certi problemi perchè un’università in queste condizioni è semplicemente VERGOGNOSA!

  • peppe.pa 0
    25 mar 2010 alle 20:07

    Effettivamente ora come ora la zona è molto poco servita… Servirebbe un bel tram che si colleghi sia con la stazione centrale, sia (tramite via regione siciliana) con la linea 3 del tram (dato che già dovrebbe arrivare fino allo svincolo di corso calatafimi).

    Dopo di che, una pedonalizzazione sarebbe perfetta!

  • Luca 129
    25 mar 2010 alle 21:48

    E’ un’idea bellissima!
    E non condivido il pessimismo di molti!
    Stiamo parlando di gente che studia, che spesso non ha mezzi di trasporto e che e’ al contatto col resto dei giovani del mondo…almeno via internet.
    Spingiamo!!!
    Grazie per la proposta!

  • matteo88 169
    25 mar 2010 alle 22:37

    L’idea è fantastica, ma purtroppo concordo pienamente con SalvatoreB: prima bisogna finire il passante e il tram.
    solo a quel punto il parcheggio basile potrebbe “reggere”. Altrimenti andrebbe creato un parcheggio a più piani (almeno altri 2 a mio parere).

  • Metropolitano 3507
    25 mar 2010 alle 23:55

    Non condivido quanto espresso da SalvatoreB. E’ tutta questione di abitudine. Il parcheggio c’è e si può tranquillamente sfruttare per ridirezionare le auto che si parcheggiano dentro la cittadella. Così il parcheggio di via Basile oltrechè per l’interscambio dei bus sarebbe utile per l’ateneo con il mezzo privato.

  • Lele 6797
    26 mar 2010 alle 8:19

    sarebbe fantastico. un ottimo esempio per i cittadini. i parcheggi in quella zona sono fin troppi, tra il basile e quello dell’università.

  • huge 2258
    26 mar 2010 alle 11:06

    Non scordiamo che tra due anni il passante, almeno per quanto riguarda le tratte A e C sarà pronto, così come dovrebbero esserlo le linee del tram.
    Il che significa molta più gente che raggiungerà l’ateneo con i mezzi pubblici.

    Riguardo alla capacità del parcheggio Basile, a cui comunque vanno aggiunti tutti i posti auto a esso adiacenti che su Google Maps sono visibili e occupati da auto, più gli altri due di cui parlavo, non so se possano contenere le auto mediamente presenti in ateneo. Se così non fosse basterebbe creare un secondo livello interrato.

    Avevo proposto due navette perché con una frequenza di 5′ pensavo sarebbero state sufficienti a coprire la richiesta. Ovviamente nulla vieta di pensare di impiegarne di più se necessario.

    Il concetto base delintera idea è rendere la cittadella universitaria interamente pedonale, trasformandola di fatto in un’appendice del parco d’Orleans, quindi con ampi spazi a verde dove poter passeggiare o semplicemente fermarsi con gli amici o a studiare. Auto e moto interdette. Sarebbero ammesse solo le bici.

    Rispondendo a Balckmorpheous, in riferimento a una maggiore attrattiva dell’ateneo grazie a una simile riqualificazione, è chiaro che in assenza di un ottima offerta didattica, sia come lauree sia post-laurea, difficilmente potrai attrarre studenti da fuori. Quella è una base in mancanza della quale tutto il resto è fumo.

  • matteo88 169
    26 mar 2010 alle 12:07

    @huge
    credo che attirerebbe comunque qualche studente in più.
    E poi alcune facoltà hanno leggermente migliorato l’offerta didattica come ad esempio quella di Economia che ha riorganizzato tutti i corsi di studi, sopprimendo quelli inutili e riorganizzando i piani di studi delle materie stesse.
    (io provengo da li e posso dire che sicuramente il nuovo piano di studi è migliore di quello che ho fatto io..)


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