28 feb 2009

Il tallone d’Achille del palermitano è …


Per la rubrica "Diventa articolista per un giorno":

L’altra sera, camminando per la città, mi è capitato di assistere, nel giro di pochi minuti, ad una serie di situazioni :

  • un tizio che, dopo aver mangiato qualcosa, con l’auto già in movimento esce il braccio dal finestrino e butta TUTTO (vassoio di carta, rimasugli e tovaglioli sporchi) per strada.
  • un’automobilista (?) che tagliava la strada ad un altro, imprecando selvaggiamente e minacciosamente contro quest’ultimo che, doverosamente, faceva presente l’infrazione in maniera educata.
  • un paio di ragazzi, a tarda notte, armati di scotch, affiggevano dei manifesti (discoteche e appuntamenti del genere) su alcune pareti già piene di residui simili e veramente deturpate. Forse, per non avere concorrenza, strappavano altri manifesti gettando ovviamente tutto per terra, quasi come fossero dei "distruggi documenti" collaudati.

Colto da irrefrenabile rabbia, mi venne quasi spontaneo pensare: "ma possibile mai che non esiste un modo, QUALCOSA, che possa diffondersi tra questa gente altrettanto radicalmente e rapidamente come l’attuale INCIVILTA’ DIFFUSA?"

Una popolazione, quella PALERMITANA, che vive di mode (facebook) , di "status simbol" (il modo di vestirsi ad esempio), di "vita da branco" dove tutti fanno quello che fa il più "toco"… allora mi chiedo: in cosa bisogna "colpire" il palermitano per renderlo "cittadino", così come lo è quando va fuori dalla "SUA" Palermo, pur di non vedere più certi scempi da terzo mondo?

L’onore? Il fatto di svergorgnarlo davanti ai suoi "pari"? Oppure serve solo e soltanto il metodo "repressivo" (che è praticamente impossibile da attuare  visto il dato demografico)?

Cosa possiamo fare noi altri? Quale "moda" possiamo lanciare affinchè certa gente ci pensi due volte prima di fare e dire certe nefandezze che deturpano la loro dignità e quella dell’intera città?


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20 commenti per “Il tallone d’Achille del palermitano è …
  • blackmorpheus 54519
    28 feb 2009 alle 9:59

    Sicuramente il palermitano medio è molto orgoglioso e mortificarlo in pubblico è uno dei punti chiave per dissuaderlo dal fare qualcosa. Diceva giustamente un giornalista alla registrazione di una trasmissione a cui abbiamo assistito l’altro ieri: “dove c’è scritto DIVIETO DI DISCARICA, il palermitano butta la qualsiasi…dove c’è scritto CORNUTO DI RAZZA CHI GETTA LA MUNNIZZA, il palermitano non si azzarda a gettare nulla” :D .

  • Lele 6797
    28 feb 2009 alle 10:05

    attendere la nuova generazione nn mi sembra il caso…la maggior parte sono viziati e disinteressati da tutto. il problema va affrontato adesso per raccogliere i frutti nell’immediato futuro. L’educazione se nn l’hai ricevuta a casa è difficile che si impari fuori; purtroppo il sistema è egoista, lascia in balia i giovani, nn li coinvolge nella società e nn gli da alternative reali, quindi, naturalmente, loro si creano i loro spazi, le loro tendenze, il loro modo di fare…riprendo le tue parole “lanciare una moda” che li sminuisca se vanno fuori gli stili di quest’ultima o magari colpire nelle cose a cui nn potrebbero mai rinunciare, i videogame, per esempio…magari crearne uno, in cui chi commette infrazioni è un perdente!!! la scuola con attività sociali “soft” ma da cui impari tanto, ecc…

  • gigipirandello 178
    28 feb 2009 alle 10:54

    1) quando gli fai notare in mezzo al traffico, che
    si è fermato senza alcun preavviso – freccia o altri mezzi ( anche segnali di fumo ) – lui puntualmente ti manda a quel paese con la mano.

    2) Butta gratta e vinci usati fuori dal finetrino come se niente fosse,
    quando non sono fazzolettini usati.

    3) agli incroci si ferma sempre 3 metri avanti – perchè spera
    di passare dritto – al volo – senza fermarsi ( infatti una volta al mese
    si verificano tamponamenti frontali causati da questa modalità di guida).

    4) Ma la cosa bella è che queste cose si notavano 10 anni – e 20 anni fa.

    La domanda è – IL PALERMITANO MEDIO HA SPERANZA DI CAMBIARE?
    PUO’ FARCELA?

    O DOBBIAMO CHIAMARE TELETHON – ?^^?^
    DONA ANCHE TU UN EURO PER IL TUO AMICO PALERMITANO,
    AFFINCHè LUI CAMBI.

  • gigipirandello 178
    28 feb 2009 alle 11:23

    Chiaramente si puo’ aggiungere:

    Cosa sono? Sgarbati, scostanti, tendenzialmente maleducati,invicili,
    brutti fuori, volgari, dall’accento pessimo, pesante.

    Ficcanaso, indiscreti ( esempi se ne possono fare centinaia),
    pronti a impietosirsi per minchiate e omertosi quando non serve.
    Filomafiosi nel DNA, con la cultura del lavoro nero nel sangue.

    I datori di lavoro? pessimi, indegni.
    Pensano di fare un favore al loro dipendente quando lo pagano,
    e spesso lo sottopagano.
    ( pagano mediamente 600 euro per 8 ore di lavoro al giorno).
    Quando gli chiedi la malattia o le ferie pagate,
    se non sono costretti, si sentono come vittima di un furto.

    Quartieri e città :
    Vivono a quartieri come piccole città nelle città,
    si incontrano e si chiedono reciprocamente
    ” di che zona sei” ? La zona fa la persona.

    Diffidentissimi l’un con l’altro, perchè sanno che
    è meglio non fidarsi perchè ” l altro” tende sempre a fott…..

    Non biasimo chi va via per sempre da questa merda di città,
    ma trovo coraggiosi i ragazzi e le persone che eroicamente
    vogliono fare qualcosa per una città meravigliosa
    in mano a zulu’ filomafiosi e incapaci.

    Al momento mi fermo.

  • gigipirandello 178
    28 feb 2009 alle 11:27

    1) diffidentissimi l uno con l altro, si chiedono spesso
    quando 2 palermitani si incontrano da sconosciuti,

    Di che zona sei? ( la zona fa la persona )
    tanti quartieri come piccole città in una città.

    Sono ficcanaso quando non devono esserlo,
    e omertosi ( ma loro dicono ” discreti” )
    quando non devono.

    Accento pesante, cattivissimo uso dell italiano,
    spesso tradotto dal dialetto
    ( per dire ” lo sto chiamando” dicono – ” ci sto chiamando” ).

    Correggono la dizione a seconda di dove si trovano.
    Pieni di smorfie, postura, dissenso mostrato da atteggiamenti
    alimentati da indiscrezione e ficcanasaggine,
    hanno una comunicazione prevalementemente non verbale.

    W l’africa.

  • ponzi 18
    28 feb 2009 alle 11:51

    concordo per carità, ma nn esageriamo nelle cose, quando si parla del Palermitano…esiste una categoria di gente senza dubbio incivile e ancora belva non civilizzata, su questo nn ci piove, ma si parla del palermitano anche di voi che avete fatto in modo che questo sito sia divenuto realtà, di noi che vi seguiamo cn tanta ammirazione, di quei ragazzi che hanno creato un gruppo favoloso che è addio pizzo, anche questi sono “Palermitani”, perché si palra sempre di quei stronzetti, che attacano i manifesti di notte e di ingrasciati che lanciano cose dal finestrino, io sono e mi sento palermotano, e nn mi piace che nessuno parli del “palermitano” cosi come descritto sopra, in modo generico !!! Palermo non è solo questo !!

  • Portacarbone 70682
    28 feb 2009 alle 11:56

    E’ una giusta riflessione. Abbiamo capito che continuare a dire e ridire sempre le stesse cose non serve più a nulla, perchè tanto una persona non cambia dall’oggi al domani.

    Serve qualcosa che “costringa” la gente a cambiare il loro comportamento, anche se all’inizio non saranno comportamenti volontari.

    Per esempio, una cosa a cui sono molto legati un pò tutti i palermitani è la devozione ai santi…mmm

  • IoGomesio 273
    28 feb 2009 alle 12:17

    esatto: ricordiamoci che L’UNICO slogan che è riuscito a muovere qualcosa è stato uno slogan “offensivo”, lesivo dell’integrità (???) del palermitano medio e medio-basso, ossia “un popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità”.
    il problema è che lo spazio comune non è inteso come tale.. o meglio, il ragionamento vigente nelle menti dei palermitani bacati (ossia la maggior parte) è il seguente:
    nel momento in cui cammino su quei metri quadrati di strada, ebbene quella porzione di suolo pubblico diventa MIA; nessuno può dirmi cosa fare o non fare, perchè se solo qualcuno si azzardasse a riprendermi lo manderei a quel paese (o all’altro mondo). Tuttavia, poco dopo il mio passaggio quella stessa porzione di suolo pubblico non mi appartiene più, è lontana anni luce da me, non mi riguarda più direttamente quindi non ho la più distante intenzione di rispettarla e di considerarla come un bene comune. Però magari di giorno faccio l’LSU e fingo di spazzare i marciapiedi.

  • Lele 6797
    28 feb 2009 alle 12:22

    ma quale santi Portacarbone, c’è gente che va in chiesa per far vedere agli altri che è devota o magari per criticare l’abbigliamento di questo o di quella…gente che va in chiesa per far vedere che l’offerta che ha dato è più sostanziosa di altri o per parlar male del vicino di casa o degli amici comuni. Si deve andare alla radice. L’albero quando è piccolo gli si mette il sostegno per evitare che cresce storto…ma quando l’albero è “grande” nn puoi più far nulla per addrizzarlo. La scuola cosà offre oggi ai piccoli?…il nulla, le famiglie danno il giusto esempio ai lori figli? Se nn cambia il sistema nn cambia nulla. Possiamo solo cominciare a cambiarlo subito…

  • Portacarbone 70682
    28 feb 2009 alle 13:22

    Si Lele, guarda la cosa in modo creativa e propositiva….prendiamo ad esempio una discarica abusiva…gli pazziamo l’immagine di SantaRosalia e scriviamo: “Rosi non merita questo contesto. Chiama piuttosto il servizio di rimozione rifiuti allo 091…”

    Credo sia questo lo spirito del post del nostro amico. Trovare questi espedienti.

    @ Ponzi: credo che il tuo discorso QUI sia sottinteso. Siamo i primi a promuovere la nostra città e il riferimento è alla parte “meno civica” della popolazione ;)

  • Lele 6797
    28 feb 2009 alle 13:26

    sono d’accordo Portacarbone, infatti nel mio primo commento ho cercato di dare qualche idea…nn così però. Ma credo che nn sia male affatto la tua…

  • gigipirandello 178
    28 feb 2009 alle 13:31

    L’idea è buona. Santa rosalia e il senso civico a palermo.

    1) se butti carta a terra in strada – santa rosalia si offende.

    ……………………………………………etc……….etc………

    2) se voti l’amico dell’amico solo perchè ti promette qualcosa
    Santa Rosalia si offende.

    3) Se da un lato critichi Cammarata e quando lo incontri al Bar Alba
    gli fai 89 sorrisi – Santa Rosalia si offende.

    UN POPOLO CHE HA 3 FACCE è UN POPOLO SENZA IDENTITà.
    UN POPOLO CHE HA 3 FACCE è UN POPOLO SENZA IDENTITà
    UN POPOLO CHE HA 3 FACCE è UN POPOLO SENZA IDENTITà
    UN POPOLO CHE HA 3 FACCE è UN POPOLO SENZA IDENTITà

  • marcozs 361
    28 feb 2009 alle 22:18

    Fino a vent’anni fà L’Italia aveva un sistema di istruzione pubblico tra i migliori d’europa, che almeno in parte compensava le lacune della mancata educazione ricevuta dai genitori nei bambini/ragazzi più sfortunati.
    Siamo riusciti a distruggere le due eccellenze della scuola italiana: la scuola elementare ed il liceo classico.
    Per quanto riguarda le scuole elementari, vi dico solo che oggi un quindicenne siciliano su due, alla domanda “perchè il giorno e la notte si alternano?” non sà dare una risposta (statistica ue per comparare il livello di istruzione nei vari paesi europei).
    Per quanto riguarda il liceo classico… ormai neanche i preti parlano più latino.
    Se uno già nasce in una famiglia disagiata (non in grado di fornirgli istruzione) e và in una scuola dove ormai non s’insegna neanche più la matematica, da chi deve ricevere l’educazione???

    Ecco cosa succede in Europa:

    http://www.apiceuropa.com/wp2/?p=2497

    PRENDIAMOCELA CON CHI NEGLI ULTIMI VENTI ANNI HA DISTRUTTO LA SCUOLA E L’UNIVERSITà IN ITALIA.

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