Segnalazione
10 giu 2015

Progresso e spazio abbandonato

di katagabo

E' bello potere considerare che la nostra città si sta adeguando alle esigenze del trasporto pubblico. Il passante ferroviario in corso di realizzazione ne è un valido esempio. Ma in questa nota desidero segnalare come, in attesa della realizzazione dell'opera, il primo ad affrontare i disagi è, ovviamente,  il cittadino che deve auspicare un "veloce" completamento dei lavori. Ad esempio, in un tratto di via Monti Iblei, non si può camminare a piedi... abbiamo un marciapiede impercorribile ed è quanto dire .

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Segnalazione
04 mar 2020

Il mega tunnel sotto Palermo: il grande sogno

di belfagor

8 novembre 2019  il viceministro alle Infrastrutture Giancarlo Cancelleri si è recato in visita nella sede di Palermo del Provveditorato interregionale per le opere pubbliche Sicilia-Calabria.  Insieme al Provveditore Gianluca Ievolella si sono affrontati diversi problemi ma la principale,  esposta dal viceministro Cancelleri, riguarda il progetto per un  tunnel sotterraneo di 12 chilometri che attraverserà la città di Palermo per collegare le due autostrade per Catania e per Trapani, bypassando in questa maniera la circonvallazione del capoluogo siciliano. Il progetto è stato redatto dall’Autorità portuale di Palermo, di concerto con ANAS, Regione e Comune ed inviato al Ministero delle Infrastrutture con l’obiettivo di inserirlo nel programma Ue “Ultimo Miglio” che serve a collegare le strade principali con i porti e gli aeroporti. Il tunnel è  una sorta di “passante autostradale”, è sarà  lungo 12 km: Se approvato e finanziato  occorreranno 5 anni per realizzato .  Il progetto, del costo di 1,2 miliardi di euro, prevede un percorso interamente sottoterra che attraversa la città di Palermo creando uno svincolo per il porto e gli imbocchi all’altezza dello svincolo di Villabate a Palermo e a quello dell’ospedale Cervello. Il vice ministro Cancelleri  ha così commentato : “Il passante di Palermo che permetterebbe ai cittadini di superare la città per andare direttamente a Punta Raisi o altre destinazioni più velocemente  è un progetto ambizioso che si snoda sottoterra e sottomare e adesso dobbiamo cominciare a lavorare per il reperimento delle risorse. C’è una stretta collaborazione fra il Provveditorato ed il Ministero“. P.S. Mentre il Comune è impegnato a “dipingere “ la Circonvallazione  qualcosa si muove . Quest’opera, se finanziata e realizzata, permetterebbe di risolvere molti dei problemi di viabilità della nostra città. Non solo verrebbe  decongestionata  la Circonvallazione ma anche Via Crispi e la zona del Porto. Purtroppo il Comune ,  la Regione e anche l’ANAS  non sembrano particolarmente interessati a tale progetto . Speriamo che almeno non creino ostacoli

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Segnalazione
10 giu 2016

Svincolo Brancaccio: La storia infinita

di belfagor

La storia di questa opera pubblica mai completata è molto lunga e forse anche un po’ noiosa ma è utile conoscerla. Dello Svincolo Brancaccio si cominciò a parlare fin dal lontano 1996. Qualche anno dopo, credo nel 2005 si iniziarono i lavori ma furono quasi subito interrotti. Il 1/04 /2008 fu pubblicata la seguente notizia : “La Giunta comunale ha dato via libera allo schema di transazione per il completamento dello svincolo di Brancaccio che collegherà l’autostrada direttamente all’area industriale. Potranno presto ripartire le attività del cantiere, sospese circa tre anni fa per la necessità sopravvenuta di elaborare una variazione al progetto. Dal momento in cui sarà riaperto il cantiere, per il completamento sono previsti 14 mesi di lavori. L’importo complessivo dell’opera è di poco superiore ai 10 milioni di euro.” Bella notizia, che finalmente metteva fine a una annosa vicenda, che durava da diversi anni. Peccato che nessuno aveva notato un piccolo particolare, la data ( 1 Aprile). Che si trattava di un pesce d’aprile? E infatti per alcuni anni i lavori procedettero lentamente per poi bloccarsi Il 10/12/2008 sembrò che finalmente i lavori riprendevano ” Sembrano ricominciati i lavori presso lo svincolo Brancacccio lasciato incompleto alcuni anni fa a causa di alcune modifiche richieste dall’ANAS che avevano fatto lievitare i costi previsti dal comune di Palermo. Il comune a questo punto non aveva trovato l' accordo con la ditta costruttrice. Alcuni mesi fa è stata trovata la soluzione, la ditta Multidevelopment-C anticiperà i costi aggiuntivi alla ditta costruttrice detraendoli da quelli che avrebbe dovuto dare al comune. I lavori rimanenti dovrebbero durare circa 14 mesi e quindi terminare in tempo per l’apertura del ForumPalermo che senza questo svincolo sarebbe difficilmente raggiungibile” Passano altri due anni e il 15/01/10 viene pubblicata un altra notizia: “Si continua a lavorare per recuperare il tempo perduto a causa di Enel Distribuzione che ,dopo 8 mesi, ha spostato finalmente il cavo da 20.000 volts non segnalato nelle carte dei precedenti progetti. Si spera che entro febbraio si possano aprire al traffico le rampe lato mare (Forum). Non appena questo succederà, gli operai si sposteranno sul lato monte, per iniziare a cambiare il volto dell’attuale bretella laterale abbandonata da troppo tempo e relativa rampa” Passano i mesi ma i lavori vanno sempre a rilento, infatti 8/03/10 i lettori vengono aggiornati delle … ultime notizie sui lavori. “Dopo un anno e mezzo e le tante promesse, compresa l’eliminazione del cavo Enel, che per mesi ha costretto la ditta a rallentamenti, i lavori sono …..sempre allo stesso punto. ….Sembra che, si sia abbattuta una maledizione. Ormai è un miraggio la realizzazione, un opera costata un sacco di soldi pubblici ed ancora incompleta. “ Ormai anche tra i commentatori più razionali si cominciò a pensare che ci fosse una maledizione su questa opera. Il 5/08/2010 sembrò che la situazione si fosse finalmente sbloccata. Forse avevano chiamato l’esorcista? “Finalmente dopo mesi di rallentamenti, proseguono i lavori per il completamento dell’ormai famoso svincolo Brancaccio. Gli operai hanno cominciato ad eliminare gli alberi che delimitano l’autostrada, così da uniformare la struttura stradale è dare vita all’accesso verso il Forum. Per il mese di ottobre/novembre quest’ultima verrà asfaltata e aperta al traffico. Per la rampa di uscita, verso A19 si sta effettuando la posa dei pozzetti, i relativi marciapiedi e si sta ultimando la costruzione del muretto di confine della rampa. Da pochi giorni, alcuni operai stanno spostando le sottoreti nell’altra parte dello svincolo, quello lato Ciaculli. “ I lavori sembravano finalmente procedere in maniera celere , tanto che in un aggiornamento del 20/11/2010 si preannunciava l’apertura al traffico per dicembre/2010 ( chiaramente dello svincolo lato mare) Purtroppo si trattava di un falsa speranza tanto che “LELE", che aveva seguito con grande impegno la vicenda,” su Mobilita Palermo scriveva sconsolato “Il solito giochetto politico? Aziende fallite ed appalti riassegnati ad aziende peggio delle prime. Come mai non ci ribelliamo? Coma mai i due centri commerciali Leroy Merlin e Forum non uniscono le forze per concludere i lavori? Poi successivamente potranno sempre rifarsi sul Comune o sulle aziende che hanno lasciato i lavori in asso, ultima la De.Mo.ter spa, azienda di grosso spessore, ma di scarsa serietà. Mi chiedo se possiamo andare avanti così. Palermo merita ben altro. Ci auguriamo che il nuovo sindaco possa farsi carico con la massima urgenza per la risoluzione definitiva del problema. Cioè l’apertura al traffico dello svincolo di Brancaccio…” Cambia il sindaco e la giunta e sembra che finalmente le cose si sblocchino. Il 13/06/2012 l’assessore Liborio Giuffre annuncia solennemente: “Stiamo cercando di capire come si può fare, in modo che a settembre( 2012) venga aperto. Manca solo un 5% dei lavori per poter riaprire la rampa dello svincolo lato nord” Ma la cosa non era così semplice. Infatti pochi mesi dopo e precisamente il 20/09/12, in occasione della conferenza “Palermo: mobilità e trasformazioni urbane” l’Ing. Salfi dell’Ufficio Traffico del Comune di Palermo illustrò la situazione fino a quel momento Era stato ovviamente rescisso il contratto con la De.Mo.Ter. Entro la fine dell’anno avrebbe dovuta essere bandita la nuova gara d’appalto per il progetto stralcio lato mare. Questo stralcio era già finanziato. I lavori per il completamento dell’opera, secondo quanto riferito dall’Ing. Salfi, avrebbero richiesto complessivi 8 mesi. Perciò , se tutto andava bene, lo svincolo di Brancaccio, lato mare, sarebbe stato inaugurato entro l’estate 2013. Chiaramente ciò non accadde. Il 6/03/2014 fu pubblicato sulla LA SICILIA il seguente articolo : “Sembra essere ripartito l’iter amministrativo che porterà all’apertura dell’ormai incompiuto svincolo autostradale presso il CC Forum a Brancaccio. Un altro esempio di burocrazia che rende incompiute una delle tante opere strategiche per la mobilità in città, e che nei prossimi mese potrebbe vedere finalmente luce.” In parole povere il sindaco Orlando parlò di una nuova convenzione e di un accordo con la “Multi Veste Italy”. Le due bretelle lato mare sarebbero realizzate a spese del centro commerciale “ FORUM”, invece le due lato monte sarebbero state realizzate dal Comune utilizzando fondi della Regione.” Nella realtà le cose non erano così chiare, come sosteneva il sindaco. Il 14 Settembre 2014 esce un articolo dove si parla di un incontro tra la commissione attività produttive del Comune e la società proprietaria del centro commerciale “ FORUM” e di un accordo raggiunto. Però i risultati , dopo due anni , non si sono mai visti CONCLUSIONE: In un recente articolo del 11/02/2016 , il consigliere comunale del Mov.139, Tony Sala ha cercato di fare un minimo di chiarezza: “Sono ormai trascorsi quasi due anni da quando si era trovata una soluzione per completare gli svincoli di Brancaccio sulla A19. C’è stato anche il tempo per inaugurare il sistema tramviario ed aprire la stazione Roccella del passante ferroviario. Ma degli svincoli ancora nulla. La viabilità nella zona Roccella ne ha bisogno per l’elevato traffico veicolare che investe l’area per la presenza di attività commerciali. Ricordo che vi era stata una interlocuzione con la società costruttrice del centro commerciale per stilare un accordo per il completamento dello svincolo lato “mare“. Mi sono domandato, quindi, come mai tutto si è fermato. Allora, ho formulato una interrogazione per saperne di più, per conoscere le motivazioni che hanno interrotto il percorso che avviato nel 2014, nonché le azioni che sono state intraprese per superare lo stallo in cui si è giunti, e, nel contempo, le attività avviate per la realizzazione nel più breve tempo possibile dei due svincoli speculari sul lato “monte”. Si tratta di cifre e tempi di realizzazioni alla portata: 1.9 mln di euro e poco più di 5 mesi di lavoro per completare le due bretelle lato mare, con un grande beneficio sulla viabilità. Sono passati 30 anni da quando si cominciò a parlare dello Svincolo Brancaccio ma nonostante tutto, come scrive il consigliere Sala “ degli svincoli ancora nulla” A questo punto e giusto chiedere alcune cose al nostro sindaco: Se effettivamente esisteva un accordo tra il Comune e la “Multi Veste Italy” -Perché la Multi Veste Italy, proprietaria di FORUM, non ha mai completato i lavori della Bretella lato mare dello Svincolo? -Perché il Comune di Palermo non ha nemmeno iniziato i lavori della Bretella lato monte? -Se è vero che tale progetto non è più prioritario per il Comune?      

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Segnalazione
06 dic 2016

Pronti 22 milioni per il restauro del Teatro Massimo

di belfagor

Era la sera dell’11 maggio 1897 e il cronista del Giornale di Sicilia descriveva così l’inaugurazione del Teatro Massimo ““La grande piazza in mezzo a cui sorge il superbo monumento, fin dall’imbrunire cominciava a popolarsi; si può dire che tutta la cittadinanza vi passava e si soffermava un poco per ammirare il teatro che già illuminavasi delle centinaia di lampade elettriche spargenti la loro luce nei grandi vani dell’edificio. Verso le 21, quando si avvicinava l’ora della rappresentazione, la piazza e le vie adiacenti al teatro erano interamente gremite, da impedire qualsiasi circolazione. La magnifica ed artistica mole illuminata offre da fuori uno spettacolo bellissimo, quasi diremo fantastica”.  In tutte le cronache del tempo l’apertura del teatro è descritta come una serata indimenticabile. Eppure la strada per arrivare a quel giorno fu lunga e cosparsa di spine. Il progettista Giovan Battista Filippo Basile, morì senza vedere finita l’opera . Fu il figlio Ernesto che portò a termine il lavoro del padre. Tra l’idea di costruirlo e la realizzazione definitiva erano passati oltre trent’anni. Il bando di concorso era stato vinto dal Basile.  Per costruirlo si era intervenuti abbattendo un case, conventi e chiese barocche e creando una nuova piazza, destinata a far da cerniera fra la vecchia e la nuova città. Infatti il l teatro fu edificato fra il bastione di San Vito e la Porta Maqueda, abbattendo la Chiesa delle Stimmate e l'annesso convento e la Chiesa di San Giuliano, che dava il nome al quartiere. Alla realizzazione dell’opera e alle decorazioni del teatro parteciparono i più famosi artisti e i migliori artigiani cittadini. A guardia dell’imponente scalinata furono collocatiti due leoni cavalcati dalle allegorie della “Tragedia” ( opera di Benedetto Civiletti ) e della “Lirica” (di Mario Rutelli). Il teatro Massimo fu dedicato a Vittorio Emanuele II, ed era ed è il più grande teatro lirico d’ Italia e uno dei più grandi d'Europa. Infatti solo l’Opera Nazional di Parigi e la Staatsoper di Vienna sono più grandi . Come ogni edificio costruito dove sorgevano chiese e conventi , il teatro trasuda di storie misteriose , di leggende e di maledizioni. Strani spifferi di aria gelida attraversano stanze senza finestre , molti giurano di avere incontrato il fantasma di una suora la cui tomba è stata violata durante i lavori di costruzione e che si aggira per il teatro alla ricerca della sua tomba, inoltre qualcuno dichiara di ascoltare, durante le notti senza luna, il pianto disperato di una donna. Sarà per queste leggende o per la maledizione della suora, ma la vita del teatro, fin dall’inizio, non è mai stata facile. “A pochi anni dall’inaugurazione il teatro chiuse per un lungo periodo a causa dei gravi problemi finanziari della Famiglia Florio che ne aveva la gestione ( sembra che i soldi spesi per il teatro avevano prosciugato le ricche casse della famiglia). Inoltre a causa della mancanza di un ordinaria manutenzione, il teatro ha dovuto subire frequenti e pesanti interventi “eccezionali”. Nel 1974 il teatro fu chiuso per uno di questi restauri “eccezionali”. E che si tratto di un restauro “eccezionale” lo dimostra il fatto che tali lavori durarono ben …. 23 anni e interessarono anche…. La Magistratura. Finalmente ,nel 1997 ( cento anni dall'inaugurazione), il teatro fu finalmente riaperto, in pompa magna. Ad organizzare i festeggiamenti, che molti definirono un seconda inaugurazione, c’era un giovane astro ascendente della politica cittadina, Leoluca Orlando Cascio, sindaco di Palermo dal 1985. Tutto a posto? Nemmeno per sogno. Sono passati meno di 20 anni da quella riapertura che  il Teatro Massimo “ Vittorio Emanuele II “dovrà essere di nuovo restaurato. Infatti sono stati destinati per tale lavori ben 22 milioni di euro del “fondo per Palermo”. Forse si dovrà chiudere di nuovo il teatro, visto che i lavori saranno abbastanza invasivi. Francamente non crediamo ai fantasmi o alle maledizioni ma forse dovremo cominciare a crederci e fare i doverosi scongiuri.

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Segnalazione
25 lug 2019

I lavori infiniti sulla statale “Palermo – Agrigento”: la “manina” ha colpito ancora

di belfagor

L’onorevole  regionale Giusi Savarino, presidente della "commissione Territorio, Ambiente e Mobilità" dell'Ars, al termine di un 'ennesima convocazione in commissione di Anas, Cmc e comitato delle imprese creditrici, annunciò: “Giorno 28 febbraio riprenderanno i lavori sia sulla Palermo-Agrigento sia sulla Agrigento-Caltanissetta". BELLA NOTIZIA!!! Purtroppo  la deputata regionale Savarino non spiego  in quale anno sarebbero ripresi  tali lavori. Infatti probabilmente si riferiva al… 28 febbraio 2050.  Infatti giovedi 28 febbraio 2019 i lavori ….non sono ripresi . Mesi dopo sembrò che la situazione fosse stata finalmente sbloccata: infatti era stato trovato un accordo : l’ANAS si accollava i debiti della CMC e avrebbe pagato i debitori . Purtroppo tale accordo , dopo una riunione del Consiglio dei Ministri, “misteriosamente” scomparve: sembra per colpa di una….. “manina”. Che durante il consiglio dei Ministri circolano “entità paranormali , volgarmente chiamate “manine”, era stato  denunciato pubblicamente in televisione dal vice ministro del consiglio, Luigi Di Maio. Certamente, anche in questo caso  si  trattava  di una “manina”. Ma nessun problema: alcuni deputati del M5S annunciarono che tale accordo sarebbe stato inserito nel ”Decreto Crescita”. E infatti il ministro delle infrastrutture , Danilo Toninelli, giorni fa ha annunciato trionfalmente : «È appena stato approvato in Commissione l’emendamento a favore  della Cmc  di Ravenna e anche delle decine di imprese siciliane impegnate nei cantieri  di ammodernamento della Palermo-Agrigento . I subappaltatori della Cmc potranno avere finalmente i soldi  …il decreto Crescita contiene una norma Salva imprese che prevede 45,5 milioni anche per il pregresso». Il fondo è contenuto nel Decreto Crescita, ora in discussione alla Camera. In altre parole , teoricamente si potranno pagare  finalmente i crediti vantati dalle tante ditte e riprendere i lavori Peccato  però  che nella notte qualcuno ha cambiati i termini per la restituzione delle somme vantate dalle stesse imprese. Un «colpo di spugna» che ha fatto scattare l’ira delle 168 imprese siciliane creditrici  del gruppo Cmc Cosa era successo? Sembra che una “manina” ha eliminato il termine di  “pagamento urgente dei crediti entro 85-90 giorni” scaricando sulle imprese “l'onere di dimostrare l'esistenza di tali crediti e il loro ammontare, affidando ai debitori il compito di certificarli” e soprattutto “è scomparso il  termine di scadenza perentori”. In tal modo si permette  di posticipare all' infinito   il pagamento dei crediti e  si vanifica qualsiasi promessa o impegno. Una vera presa in giro!!!! Le aziende e i sindacati sono infuriati “  La politica smetta una volta per tutte di prenderci in giro e si renda conto del fatto che tutti noi, 168 aziende con 3.597 dipendenti, che avanziamo 108 milioni in totale, non potremo proseguire i lavori nei cantieri se non riceveremo subito il dovuto». Anche il sindaco di Agrigento , Lillo Firetto, e infuriato : "Prima sopralluoghi e passerelle camuffate da inaugurazioni, poi emendamenti che si dissolvono nel mistero, infine ricompaiono e ora i selfie trionfalistici. Seguirà una nuova inaugurazione?” P.S. Caro sindaco Firetto ,  i nostri governanti , regionali e nazionali, non hanno colpa: la colpa è della “manina”. Forse , invece di continuare con le ispezioni, le riunioni e i vertici di governo, chiamiamo un…… esorcista, ma uno bravo .    

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Segnalazione
08 gen 2020

Che fine ha fatto il progetto per il raddoppio del Ponte Corleone?

di belfagor

Nel dicembre 2016,  l’allora Primo ministro  Renzi e il sindaco Orlando  firmarono il “ PATTO PER PALERMO” che prevedeva l'erogazione di 764 milioni per opere di miglioramento della città. Era certamente una  notizia importante  che poteva  risolvere alcuni dei più gravi  problemi  infrastrutturali della città . . Tali  fondi NON ERANO VINCOLANTI e potevano perciò  essere spesi dal Comune per quelle opere che si ritenevano prioritarie. Gran parte di questi nuovi finanziamenti   il Comune  li  destinò  alla realizzazione di nuove linee di Tram ( circa 98 milioni) e per un nuovo  restauro del Teatro Massimo ( 22 milioni). Solo 4 milioni (4.663.954,51 per la precisione) furono  destinate al Sottopasso Perpignano, e 5,3 per il “Raddoppio del Ponte Corleone”: Mentre furono destinati ben 4,7 milioni per la pista ciclabile green way  Palermo–Monreale, opera, certamente suggestiva ma  che francamente non era prioritaria. Nella realtà i nuovi finanziamenti erano solo 322 milioni, il resto erano somme già stanziate e mai utilizzate dal Comune e che però solo in parte potevano essere recuperate. Ciò è molto importante per capire il pasticcio che si è verificato dopo. RIASSUMENDO :  Di questi 322 milioni  , il Comune destinò : -    98 milioni per la realizzazione di 9 nuove linee di Tram -    22 milioni per un nuovo restauro del Teatro Massimo  -    4,7 milioni per  la pista ciclabile green way  Palermo–Monreale  -    4 milioni per il sottopasso Perpignano -    5 milioni per il raddoppio del Ponte Corleone  Appare evidente  che tale suddivisione dei finanziamenti  era alquanto discutibile e cervellotica. Per esempi le cifre destinate al sottopasso Perpignano e per il raddoppio del Ponte Corleone erano ridicole Dall’ assessorato comunale alle Infrastrutture  giustificarono tali scelte con il fatto che tali cifre dovevano aggiungersi ai vecchi finanziamenti e proprio per questo  si disse : «si attendono verifiche da Roma sui fondi ex Agensud».  Cioè si sperava di recuperarli. Purtroppo ciò non è stato possibile. Lo stesso assessore Arcuri ammise: “Abbiamo fatto un tentativo di recuperare le somme con il ministero delle Infrastrutture, ma il tentativo è andato a vuoto". Il Comune pensò allora  di dirottare le risorse stanziate dal “Patto per Palermo”per il Sottopasso  di Via Perpignano   per  il raddoppio del Ponte Corleone ” che ha la massima priorità visto lo stato in cui versa oggi». Ma tale strategia “alternativa” presentava un “piccolo problema”. Per il raddoppio del Ponte di Corleone ci vogliono 21 milioni : come pensava  il Comune di completare tale opera con soli 9,8 milioni? Ma  c’èra un rischio ancora più forte I fondi del “ Patto per Palermo” vengono erogati a condizione che vengano spesi entro il 31 Dicembre 2019. In un articolo pubblicato su " MOBILITA PALERMO" dal titolo emblematico: " Il bando per il Ponte Corleone è prossimo alla pubblicazione , ma è corsa contro il tempo" si esprimevano forti preoccupazioni. E che queste preoccupazioni non erano  campate in aria lo dimostra il fatto che durante la seduta del Consiglio comunale del 13/03/2018 il consigliere di maggioranza, Sandro Terrani (capogruppo di Mov139)  lanciò  l’allarme : "Apprendendo dello stato di gravità rispetto allo stato di degrado avanzato in cui versa il ponte Corleone…. si chiede l'immediata convocazione in Aula dell'assessore per fare chiarezza sulla stabilità della struttura e lo stato di avanzamento degli interventi previsti".  Il 28 maggio 2018 , durante una conferenza stampa il Sindaco Orlando e l’assessore alle infrastrutture Emilio Arcuri annunciarono  trionfalmente  che era  tutto pronto per i lavori di manutenzione e restauro strutturale del Ponte Corleone : «il Rup, l’Ingegnere Massimo Verga ha pronto il bando di concorso internazionale per la ri-progettazione delle bretelle laterali al ponte, il cosiddetto “Raddoppio” ex Cariboni. Il bando per la ri-progettazione esecutiva ha un valore di 1,3 milioni di euro. Una volta completata questa fase, sarà necessario un secondo bando, relativo invece ai lavori, per un importo di circa 17 milioni di euro, cofinanziati dal Patto per Palermo». Che tutto non era pronto lo dimostra il fatto che solo dopo 10 mesi fu effettivamente bandito il primo appalto  Il 22 febbraio 2019 fu pubblicato il seguente articolo : “ Si sblocca finalmente l’atteso bando per la revisione del progetto di Raddoppio del Ponte Corleone, sulla Circonvallazione di Palermo”. “Dopo l’ inchiesta di “Striscia la notizia”” sul rischio di perdere i fondi del “Patto per Palermo”, il Comune infatti ha pubblicato ieri la «gara europea per l’affidamento del servizio di revisione della progettazione definitiva per la costruzione per il “Raddoppio della Circonvallazione di Palermo” relativo al tronco compreso tra via Giafar e via Altofonte, Progetto ex Agensud 32/8/a – Progetto stralcio relativo ai lavori di costruzione dei ponti laterali sul fiume Oreto. CIG: 743304137. Il bando pubblicato ieri scadrà il 17 aprile 2019 e ha un valore di 1,3 milioni;  l’intero appalto invece sarà affidato entro l’anno con un altro bando che avrà un importo di 17 milioni di euro, finanziati dal “Patto per Palermo”. Dopo tale notizia calò un assordante muro di silenzio. Riassumendo: Il bando pubblicato per il “ Progetto stralcio relativo ai lavori di costruzione dei  2 ponti laterali sul fiume Oreto” doveva chiudersi il 17 aprile Poi bisognava  fare un nuovo  bando per assegnare i lavori per tali due corsie laterali Poi bisognava progettare  e fare un secondo bando, relativo invece ai lavori del ponte principale, per un importo di circa 17 milioni di euro, cofinanziati dal  “Patto per Palermo». Le notizie ufficiali purtroppo si fermano qua. -    Che fine ha fatto la «gara europea per l’affidamento  della progettazione definitiva dei 2 ponti  laterali”? -   E’ stato fatto il bando per la realizzazione  di tali due ponti laterali ? -    E’ mai stato pubblicato il bando da 17 milioni per la messa in sicurezza  del ponte principale? Ricordiamo che il Patto per Palermo, termina 31.12.2019. C’è il rischio concreto della perdita dei fondi. Infatti, come sottolineava l’Arch. Nicola Di Bartolomeo, Capo Area Infrastrutture del Comune : “Bisogna scongiurare che sia arrecato all’ ente un danno all’ erario derivante dall’ eventuale ritardata attuazione di un’operazione specificamente individuata nel Patto per lo sviluppo della città di Palermo, per la quale la delibera CIPE 25 del 10 agosto 2016 IMPONE che le obbligazioni giuridicamente vincolanti per l’affidamento dei lavori devono essere assunte entro il termine ultimo del 31 dicembre 2019».  P.S.  Mancano ormai pochi giorni alla scadenza  e del progetto del Ponte di Corleone si sono perse le tracce, come si sono perse le tracce  anche per le altre opere che si dovevano realizzare ( il  nuovo restauro del Teatro Massimo , la pista ciclabile green way  Palermo–Monreale e il sottopasso Perpignano) , sacrificati per realizzare 3 nuove linee di tram, che….. forse non si realizzeranno. COMPLIMENTI  

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