Milano e Catania seguono, ma il primato negativo è tutto nostro. E i numeri spiegano perché.
Il TomTom Traffic Index 2025 mette nero su bianco una verità che i palermitani vivono ogni giorno: Palermo è la città più trafficata d’Italia.
Secondo i dati del report, tra le città italiane monitorate, il capoluogo siciliano registra:
- 51% di congestione media
- circa 98 ore perse l’anno nel traffico
- velocità media intorno ai 27 km/h
Un risultato che non sorprende chi vive qui, ma che dovrebbe far riflettere chi amministra la città.
🇮🇹 2. La classifica italiana TomTom 2025 (sintesi)
| Posizione Italia | Città | Congestione | Ore perse/anno |
|---|---|---|---|
| 1 | Palermo | 51% | ~98 ore |
| 2 | Milano | 49% | ~136 ore |
| 3 | Catania | 47% | ~103 ore |
| 4 | Roma | 45% | ~115 ore |
| 5 | Napoli / Torino / Firenze | — |
Milano e Roma hanno più abitanti, più pendolari, più attività economiche. Eppure Palermo — con meno popolazione e meno spostamenti — riesce comunque a stare davanti a tutti.
Questo è il dato più inquietante.
Perché Palermo è prima? Le cause sono note, ma ignorate
TomTom misura i numeri, ma le cause le conosciamo noi:
- parcheggio selvaggio che riduce le corsie reali
- doppie file croniche
- assenza totale di controlli
- trasporto pubblico debole
- zero politiche di riduzione del traffico
- strade usate come parcheggi privati
- nessuna alternativa credibile all’auto, zero comunicazione
Il risultato è un modello di mobilità che non esiste: ognuno si arrangia, e la città si blocca.
Il traffico? Colpa delle ciclabili che non ci sono
Nei commenti social, anche sotto il nostro precedente articolo, è spuntata una teoria irresistibile: il traffico sarebbe colpa delle ciclabili.
Peccato che Palermo abbia:
- meno di 30 km di ciclabili
- spesso interrotte
- spesso occupate dalle auto
- in molti quartieri totalmente assenti
Eppure, secondo alcuni, sarebbero loro — le ciclabili fantasma — a bloccare la città.
A questo punto aspettiamoci che i prossimi responsabili del traffico siano:
- la metropolitana immaginaria
- il tram invisibile
La fantasia non manca. Le soluzioni sì.
Il nodo culturale: tutti contro il traffico, nessuno contro l’auto
I dati TomTom mostrano una cosa semplice: il traffico non è un destino, è una scelta collettiva.
Palermo è una città dove:
- si difende la doppia fila come fosse un diritto
- si protesta contro ogni cambiamento
- si rifiuta qualsiasi riduzione dello spazio auto
- si considera “alternativa” tutto ciò che non sia l’auto privata
- si chiede mobilità moderna… purché non cambi nulla
Il risultato è scritto nei numeri.
Il nodo infrastrutturale
Il primato è destinato a rimanere invariato almeno per quest’anno. Non basteranno le aperture delle nuove fermate dell’Anello Ferroviario Politeama e Porto.
Le nuove fermate del Passante Ferroviario Lazio e Papireto vedranno luce nel 2027, mentre il 2026 sarà caratterizzato dall’avvio dei cantieri del tram.
Investire su bus vie in determinati assi viari della città per velocizzare determinate linee bus. Risolvere il nodo del biglietto unico integrato a corsa semplice, e continuare a investire sulle infrastrutture ciclabili.
Urge rivedere l’attuale offerta commerciale dei principali parcheggi a pagamento in città, creando la cosiddetta uniformità commerciale e laddove possibile, favorendo l’integrazione bus/parcheggio.
Palermo può cambiare, ma deve volerlo
Il TomTom Traffic Index non è una condanna. È uno specchio.
Palermo può diventare:
- più veloce
- più vivibile
- più sicura
- più moderna
Ma solo se smette di difendere un modello che non funziona più.
Il traffico non è un fenomeno naturale. È una scelta. E ogni anno, quei 98 ore perse ce lo ricordano.
