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08 ago 2017

Cosa scatta nella mente quando buttiamo i rifiuti fuori dai contenitori?

di Giulio Di Chiara

Prendiamo questa foto dal gruppo Facebook "Mobilita Palermo" per parlare di noi palermitani, che riusciamo a dimostrare tanta "inventiva" anche nei nostri difetti più grandi, come lo scarso senso civico e la maleducazione. In questo caso, le placche catarifrangenti installate su un palo hanno illuminato l'estro di un passante che ha inaugurato questo originale cestino. Il fatto sociale interessante è che, dato un primo volontario che trova il coraggio, il fenomeno emulativo è esponenziale. Ovvero, coloro che hanno trovato il primo pezzo di carta incastonato tra le lamiere hanno pressocchè azzerrato il proprio senso di colpa, perchè "anche altri lo hanno fatto". Cosa scatta nella mente quando facciamo questi gesti? Non siamo dei ricercatori scientifici, ma possiamo sicuramente affermare che in tanti conservano un piccolo briciolo di civiltà, messa a dura prova da ciò che osserviamo nell'ambiente che ci circonda. Alcuni giustificano i loro gesti proprio nel contesto in cui vivono, sporco e degradato al punto tale che un gesto virtuoso sarebbe totalmente inutile alla causa. Dunque, tanto vale uniformarsi e godere della comodità di non rispettare le regole. Questo target di cittadini è probabilmente lo stesso che altrove, "al nord", diventa inspiegabilmente civile e corretto. Forse perchè vede che tutto funziona? Forse perchè non vuole farsi notare "negativamente" in un contesto che funziona in tutt'altra maniera? Probabilmente scatta un ragionamento diverso: ci si sente ospiti e viene a mancare il senso di appartenenza e familiarità dei luoghi, dove noi palermitani eccediamo per prepotenza e possessività. Nelle nostre vie, nei nostri quartieri ci sentiamo "padroni" di fare quello che ci pare proprio perchè "è nostro". In realtà è pura convenienza. Fare la differenziata, camminare 100 metri in più per raggiungere il cestino più vicino, attendere 20 secondi alla rotonda per dare la precedenza sono tutti comportamenti che in casa nostra diventano delle grandissime rotture di scatole e che aggiriamo fregandocene additando la colpa agli altri, al contesto degradato di cui prima. Va detto che c'è un'altra frangia della nostra società che quel briciolo di civiltà non lo possiede affatto e non si pone alcuno scrupolo nell'eseguire le azioni più brutte e disparate. Ad ogni modo, siamo schiavi di noi stessi e dimostriamo tanta ignoranza quando ci lamentiamo di qualcosa che non va. Può sembrare una frase fatta ma è la verità: se molti di noi non riescono a tenere un pezzo di carta in tasca anzichè gettarlo per terra, che altri ragionamenti possiamo fare? Forse il palermitano ha bisogno di risvegliarsi un giorno e osservare una straordinaria città pulita, per sentirsi più "ospite" e comportarsi come nei viaggi "al nord"? Chiudiamo con una riflessione: osservando dei bambini per strada, ci siamo accorti che alcuni di loro buttavano la carta sotto le auto o comunque non proprio nel primo posto a tiro (ad esempio dietro un muro, nelle aiuole degli alberi, nell'intercapedine tra le canalette e i muri delle abitazioni, etc.). Così come nell'esempio del cestino catarifrangente, denotiamo comunque un tentativo di "nascondere" il proprio gesto o di trovare una razionalità che giustifichi il gesto stesso. Dunque, non butto la carta a terra ma la metto in qualcosa più simile ad un cestino, oppure la getto lì dove non si vede e dunque non "sporca" la vista. Un modo, ci sembra,  per sentirsi più in pace con la propria coscienza. Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/Palermo.Mobilita/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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